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Vanda Pradal, presidente dell’Avis provinciale di Treviso, rivolge un accorato appello a tutti gli avisini: una chiamata ad essere ancora più uniti e solidali per riuscire a soddisfare la richiesta di sangue che proviene dagli ospedali, chiamati a combattere l’emergenza Coronavirus ma anche a garantire le trasfusioni per tutti i pazienti.

 

Non abbiate paura donatori, siamo forti, siamo una squadra, siate bravi come sempre. Andate a donare

 

«Oggi più che mai dobbiamo andare a donare. Cari donatori e donatrici della provincia di Treviso, ma non solo, di tutto il territorio nazionale, abbiamo bisogno di tutti voi in questo momento critico: l’emergenza Coronavirus non deve frenare le donazioni». Vanda Pradal, presidente dell’Avis provinciale di Treviso, rivolge un accorato appello a tutti gli avisini, una chiamata ad essere ancora più uniti e solidali per riuscire a soddisfare la richiesta di sangue che proviene dagli ospedali, chiamati a combattere l’emergenza Coronavirus ma anche a garantire le trasfusioni per tutti i pazienti.

 

«Dobbiamo essere coesi e consapevoli del fatto che in Italia ci sono 1.800 persone che aspettano il nostro dono e ogni giorno devono essere trasfusi. Penso agli emofilici, a tutti i pazienti che hanno patologie con necessità di sangue, alle persone che vengono sottoposte a interventi chirurgici urgenti e indispensabili per salvare loro la vita. Noi dell’Avis dobbiamo continuare ad essere al loro fianco con il nostro dono» prosegue la presidente Pradal.

 

Attualmente le donazioni in provincia di Treviso hanno subito un calo del 20% circa e stanno continuando a calare, per questo è indispensabile invertire la rotta. Incidono in questa diminuzione la stagione influenzale alla quale si è aggiunta l’epidemia di COVID-19, per questo ora più che mai è fondamentale uno sforzo in più per sostenere la donazione e garantire il fabbisogno di sangue dei nostri ospedali.

 

«Donatori e donatrici, andate con serietà e responsabilità a donare il sangue – prosegue Pradal. – Dobbiamo tenere conto delle normative, rispettare la distanza e andare al centro trasfusionale solo se in ottima salute. La sicurezza viene prima di tutto ed è garantita nei centri trasfusionali così come nelle nostre articolazioni organizzative».

 

La raccolta viene effettuata nei sei centri trasfusionali di Treviso, Oderzo, Conegliano, Vittorio Veneto, Castelfranco e Montebelluna. Per concordare e prenotare la donazione o candidarsi a effettuare l’idoneità alla donazione è sufficiente chiamare il numero 0422.405077. Questo è anche il recapito valido per informarsi sulla raccolta associativa che ogni domenica viene effettuata in sei sedi della nostra provincia.

 

Per altre info:

www.avisprovincialetreviso.it e pagina Facebook Avis Provinciale Treviso.

Settanta uomini e donne in uniforme uniti per la donazione di sangue

 

Ieri, mercoledì 11 dicembre, al Centro trasfusionale dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso si è svolta l’edizione 2019 di “Uniformi nel donare”, evento che ha chiamato a raccolta numerosi agenti della Polizia di Stato, Penitenziaria, Provinciale e Locale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Vigili del Fuoco, insieme a militari, piloti e specialisti dell’Aeronautica Militare.

 

«La Polizia di Stato ma anche tutte le altre Forze dell’Ordine hanno una particolare vocazione, e una inclinazione molto forte verso la solidarietà, per questo all’iniziativa “Uniformi nel Donare” promossa dell’Avis abbiamo risposto: presente. Riteniamo infatti che sia giusto far passare il concetto di sicurezza anche attraverso la solidarietà, la quale può fare da collante per una coesione sociale sempre più forte e contribuire a una migliore sicurezza della società» sottolinea Claudio Di Paola, vicequestore della Polizia di Stato, capo della Squadra Mobile di Treviso.

 

 

I dati

Nel corso del 2019 le 89 Avis Comunali e l’Avis provinciale a copertura dei 94 Comuni della Marca Trevigiana con i loro 34.300 soci hanno garantito il fabbisogno dei 6 ospedali del territorio e non solo, con un incremento delle donazioni superiore all’1.24% e una partecipazione sempre più estesa delle giovani generazioni che vengono coinvolte attraverso campagne di sensibilizzazione e forum dedicati. Nella Marca ogni 100 residenti 6 sono avisini e degno di nota è il dato sulle fasce d’età, che evidenzia una positiva presenza degli under 35: 39.16% degli avisini ha tra i 18 e 25 anni, il 22.89% tra i 26 e i 35 anni.

 

«Siamo soddisfatti delle donazioni in provincia di Treviso e un grazie sincero va a tutte le nostre Avis Comunali e ai cittadini che rispondono in maniera sempre partecipe alle nostre chiamate per garantire il costante bisogno di sacche di sangue che proviene dalle strutture sanitarie. Sono grata a tutti i donatori e li ringrazio di cuore» dice Vanda Prada, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso.

 

A commentare con apprezzamento il trend positivo delle donazioni che ha contraddistinto l’anno in corso, è anche il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi, presente per un saluto agli uomini e alle donne delle Forze dell’Ordine che hanno presto parte a “Uniformi nel Donare”.

 

«Questa è una giornata importante perché le istituzioni sono riferimento puntuale e preciso per la sicurezza e il loro operato costituisce un indotto importante per tutta la collettività – commenta il dg Benazzi- Per noi il sangue è importante per garantire l’attività dei 6 ospedali e dello Iov, dove si fa tanta attività chirurgica e quindi il sangue è fondamentale per salvare le persone. Le donazioni sono aumentate grazie all’Avis che è una straordinaria realtà di puntiforme e capillare, capace di arriva in tutti i Comuni della Marca. La provincia di Treviso, anche grazie all’Avis che dona molto, è campionessa del volontariato. Possiamo sempre contare sull’Avis».

Domenica 06 ottobre, dalle ore 08.00 alle 10.30, presso il distretto sanitario di Casale sul Sile, si svolgeranno le consuete donazioni di sangue intero, a cura dell’AVIS comunale.

 

Si invita la cittadinanza a prenotarsi via SMS al numero 334.3693047 o via e-mail: [email protected].

 

C’è bisogno di sangue, Avis ti aspetta!

Continua il calendario di raccolta del sangue presso la sede locale dell’AVIS (Distretto Sanitario in via Giovanni Falcone, 5) a Casale sul Sile. Il prossimo appuntamento è per la mattinata di domani, domenica 26 maggio.

 

Ricordiamo che le donazioni sono aperte a uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 60 anni, previa valutazione medica).

Le nuove rotte del volontariato del dono del sangue hanno avuto il battesimo nella cornice di Villa Fiorita a Monastier. Il futuro dell’Avis è nei giovani, perché rappresentano innovazione, risorse, competenze e qualità: questa la nuova rotta nelle reti solidali.

 

«La nostra realtà giovanile è un dono prezioso. L’associazione deve continuare a mantenere le porte spalancate, essere inclusiva. Dobbiamo attribuire ai giovani ruoli di responsabilità. Dobbiamo avere più coraggio, questa è la nostra sfida». Così Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso, si è rivolta alle centinaia di donatori di sangue che sabato 30 marzo hanno presenziato ai lavori dell’assemblea ordinaria (62esima) dell’associazione di volontariato, oltre 34.300 soci, nella Marca Trevigiana.

 

Presenti nella sala congressi di Villa Fiorita a Monastier oltre 400 donatori di sangue, in rappresentanza delle 89 Comunali Avis del Trevigiano. A seguire i lavori nella splendida cornice del ‘700 che conserva ancora oggi tutto il suo fascino originario anche un centinaio tra dirigenti, medici, autorità e ospiti. Tanti i messaggi giunti in sala, a iniziare dal presidente della giunta regionale Luca Zaia: «Siete una risorsa importante e indispensabile per la nostra sanità». Monastier, Roncade, San Biagio di Callalta e Zenson di Piave le Comunali che hanno sostenuto l’organizzazione dell’assemblea ordinaria.

 

 

Il grande sogno di donare senza confini in Italia

È statisticamente ormai consolidata, inoltre, la preferenza dei donatori per i giorni festivi e gli orari extra-lavorativi. «La nostra associazione deve fare un’autocritica e deve interrogarsi per offrire nuovi stimoli alla generosità del dono del sangue. Il ruolo e il sostegno operativo dell’Azienda sanitaria – continua Vanda Pradal – rimane pertanto primario». La presidente non ha nascosto un suo sogno, che ha esortato nel continuarlo a coltivare: «Quello che ciascun donatore possa effettuare la donazione in qualsiasi CT (Centro Trasfusionale, ndr) del nostro territorio nazionale e in prima istanza anche su quello regionale».

 

 

Un antidoto rispetto a politiche di proselitismo e competizioni non coerenti con la mission dell’Avis: «Nel bene non può esserci competizione». L’accoglienza dei donatori è stato un altro tema affrontato dall’esecutivo dell’Avis Provinciale di Treviso. «Dedicare tempo, competenza, cura all’accoglienza dei donatori nuovi e vecchi ha un valore immenso – è stato sottolineato -. Quest’anno abbiamo una risorsa in più rappresentata da una volontaria del servizio civile impiegata proprio nell’accoglienza del CT di Treviso».

 

 

Educare con video testimonianze le nuove generazioni

Ottimi i risultati conseguiti dalla “Scuola strategica” finalizzata a garantire le attività educative negli istituti scolastici delle primarie, secondarie di primo e secondo grado di tutto il territorio per lo scambio di buone prassi. Le scuole trevigiane coinvolte sono state 38, le classi 174 e gli studenti oltre 3.500.
Sostegno anche per la ricerca. È stato ricordato che la Regionale, con le collaborazioni delle Provinciali e Comunali del Veneto, ha organizzato il 14 aprile la giornata “Avis per la ricerca”.

 

Dunque il messaggio è chiaro: spazio ai giovani, affinché possano esprimere la loro capacità di progettare e «attuare processi di trasformazione e cambiamento anche con modelli diversi e nuovi». Presto entrerà nelle scuole trevigiane la clip di un video rivolto alle nuove generazioni, che racconta la storia di due ragazzi a cuore aperto e un casting di 9 donatori.

 

Tante le testimonianze, contributi e interventi nel corso dei lavori. Come quello di Gino Foffano, consigliere nazionale dell’Avis: «Come sarà l’Avis tra 5 anni nel rapporto con la società civile, la politica e con i donatori? Abbiamo bisogno di una associazione snella, elastica che sappia conferire con l’attimo. Agiamo subito e apriamo tavoli di lavoro sul futuro dell’Avis Nazionale. La strada è quella della condivisione».

 

Tra le testimonianze quella del medico Bernardino Spaliviero che, a 66 anni compiuti, per la normativa regionale del Veneto non può più donare. Così non è in altre regioni d’Italia, come in Emilia Romagna. E nei giorni scorsi con tanto di carte e fotografie che tutti hanno visto in sala ha potuto continuare a donare il sangue. Così l’appello alla sua Regione: «La normativa del Veneto deve cambiare, un italiano di 75 anni – ha detto – oggi dimostra biologicamente non più di 65 anni». Una “frecciatina” alla giunta regionale, che ha raccolto il pieno plauso della platea di donatori di sangue. Via libera dall’assemblea anche al Codice etico e protocollo d’intesa tra le Avis della provincia di Treviso.

 

Infine sono stati eletti i delegati all’Assemblea regionale del prossimo 13 aprile a Bassano del Grappa e a quella Nazionale di maggio a Riccione.

 

 

“I volti del Dono”

Ioana Madalina Gaborean: «Ho deciso di donare dopo un incidente stradale, il sangue donato mi ha salvato», Umberto Bresolin: «Dopo la donazione di sangue a mia moglie durante il parto, sono diventato avisino anch’io», e Alberto Scapinello sono i nuovi vincitori del concorso “I Volti del Dono” promosso dall’Avis Provinciale di Treviso. I tre donatori di sangue sono tutti dell’Avis Comunale di Vedelago e iscritti dal 2019. Un anno in carica, quali testimonial, fino alla conclusione del prossimo concorso che terminerà con l’assemblea del 2020.

 

 

 

Dati a confronto

Il 2018 ha registrato una raccolta complessiva di 48.078 sacche, con un decremento del 2.62% rispetto all’anno precedente. Mai si è verificata una emergenza. Ecco la tipologia raccolta per punto di prelievo con incidenza sul totale: Castelfranco 6.234; Montebelluna 4.761; Conegliano 6.478; Vittorio Veneto 3.228; Treviso 12.319; Oderzo 1.473; fuori prov. 253; U.D.R. 13.332. La raccolta associativa è stata di 13.332 unità, con un incremento dell’1.08%. Le sacche di sangue intero sono state 39.585, quelle della plasmaferesi 7.508 e delle piastrine 985.

Tra i dati nuovi dei nuovi donatori di sangue da segnalare quella delle fasce d’età: 39.16% tra i 18 e 25 anni; il 22.89% tra i 26 e i 35.

 

Ogni 100 residenti ci sono 6 avisini nella Marca. I soci donatori nel 2018 risultano 34.300, di cui attivi 31.495.

Tra i soci attivi si registrano 11.024 femmine e 20.471 maschi.

Le donazioni, invece, registrano 13.606 femmine e 34.472 maschi.

Ecco il quadro sulla nazionalità dei 34.300 soci. Italiana: 11.216 femmine e 20.611 maschi; europea: 766 femmine e 1.007 maschi; extra europea: 286 femmine e 414 maschi.

I nuovi iscritti sono 2.551, esattamente 230 unità in più rispetto al 2017.

L’indice di raccolta per 1.000 abitanti della provincia di Treviso si attesta al 45.93% (2017 il 47.28%) a fronte di una media regionale di 52.31%. Il trasfuso (numero emazie) a livello dipartimentale si è attestato su un +4.2% (+1.377 sacche rispetto al 2017). Il trasfuso (unità di plasma Tot) a livello dipartimentale si è invece attestato su un +10.8% (+351 unità rispetto al 2017).

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