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Il ponte della Costituzione, il quarto ponte che attraversa il Canal Grande, a fine anno perderà l’ovovia installata per permettere ai disabili di superare il ponte.
Infatti la Giunta veneziana ha riconosciuto l’inutilità del manufatto, mai realmente entrato in funzione.
La rimozione comporterà un costo di circa 60 mila euro e renderà al ponte il suo aspetto originario, così come lo aveva concepito l’architetto Calatrava.

Sono 53 le nuove auto di servizio destinate agli operatori socio sanitari di assistenza domiciliare tutelare della Fondazione Venezia Servizi alla Persona, per migliorare il servizio a favore delle persone anziane fragili e disabili assistite.

 

Si tratta di 53 autovetture di servizio, modello Panda in GPL a basso impatto ambientale, che consentiranno di rendere autonomi ed efficaci i servizi di assistenza degli operatori socio sanitari di Fondazione Venezia Servizi alla Persona nel territorio della terraferma del Comune di Venezia. Grazie a queste nuove macchine, il personale durante l’attività di assistenza domiciliare alle persone anziane e disabili non sarà più costretto a utilizzare il mezzo privato per spostarsi.

 

La cerimonia di consegna ufficiale si svolgerà oggi, martedì 4 giugno, alle 15.00, nella sede di Lease Car Broker srl (in via Orlanda 219) a Tessera.

 

Alla cerimonia interverranno: Simone Venturini, assessore alla Coesione Sociale del Comune di Venezia; Claudio Beltrame, presidente di Fondazione; Luigi Polesel, presidente di IRE; Laura Besio, presidente dell’Antica Scuola dei Battuti; Don Fausto Bonini per la benedizione delle autovetture.

 

“Pensiamo che dotare il personale di nuove auto sia un gesto di attenzione nei confronti dei dipendenti – afferma Gianangelo Favaretto, Direttore di Fondazione – scelta orientata sia a migliorare le condizioni lavorative degli operatori socio sanitari, che non useranno più i propri mezzi, sia a migliorare il servizio garantito ai cittadini assistiti”.

 

 

Chi è la Fondazione Venezia Servizi alla Persona

La Fondazione Venezia Servizi alla Persona è stata fondata nel 2014, il collegio dei fondatori è composto da due fondatori: IPAB “Antica Scuola dei Battuti” – Ente per la gestione di Servizi alla Persona – e IPAB “Istituzione di Ricovero e di Educazione” – IRE .

 

La Fondazione è iscritta all’Albo di soggetti accreditati nel Comune di Venezia presso i quali i cittadini possono richiedere l’erogazione degli interventi di Assistenza Tutelare, cioè le prestazioni socio assistenziali previste dal “Regolamento dei servizi di Assistenza Tutelare e Cure Familiari”.

Un’agevolazione fino al 75 per cento della retribuzione lorda per ogni assunto, anche a tempo determinato: è la principale novità del programma di collocamento mirato, per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità che da anni non trovano occupazione, nonostante gli obblighi di legge in vigore per le imprese con più di 15 dipendenti.

 

Il programma di collocamento mirato, proposto dagli assessori al lavoro e al welfare Elena Donazzan e Manuela Lanzarin e approvato dalla giunta regionale, ha una dote finanziaria complessiva di 9,6 milioni di euro, provenienti dal fondo per l’inserimento al lavoro finanziato dalle imprese, e mette in campo iniziative che favoriscano l’occupazione o la ri-occupazione degli oltre 30 mila iscritti in Veneto alle liste di collocamento obbligatorio. Il piano, elaborato d’intesa con la commissione regionale di concertazione tra le parti sociali, che rappresenta associazioni datoriali, sindacali e terzo settore, mette l’accento su quanti sono assenti dal mondo del lavoro da almeno 24 mesi.

 

Sono quattro le misure con le quali la Regione intende favorire il diritto al lavoro delle persone con problematiche fisiche o psichiche:

1) il rimborso fino a 20 mila euro dei costi sostenuti dal datore di lavoro per l’adattamento dei luoghi o delle postazioni di lavoro alle esigenze della persona disabile

2) incentivi di 5 mila euro per chi assume disabili con più di 45 anni di età (che salgono a 7500 euro per gli over 55), di bassa scolarità o con disabilità sensoriale, nelle imprese con almeno 15 dipendenti, mentre per le imprese con meno di 15 dipendenti è sufficiente la sola percentuale di invalidità inferiore non superiore al 66 %

3) incentivi pari alla percentuale di invalidità diminuita del 25 per cento (quindi pari al 75 per cento nel caso degli invalidi totali) e incentivi fino al 75 per cento della retribuzione lorda  nel caso di disabilità psichiche e/intellettive, qualora la persona disabile sia stata per almeno 24 mesi assente dal mondo del lavoro

4) copertura dei costi di residenzialità per i non vedenti che si iscrivono ai percorsi formativi per centralinista telefonico, promossi da altre regioni.

 

“Se le prime due misure, e in particolare la prima ricalcano quanto prevede la legge nazionale 68/99 sul collocamento obbligatorio – fanno notare Donazzan e Lanzarin – le altre due inaugurano una nuova tipologia di intervento, nel solco delle politiche attive regionali per il lavoro”.

 

“In particolare – spiega l’assessore Donazzan – si intende intervenire a favore dei tanti disabili iscritti da tempo nelle liste di collocamento obbligatorio e che, non avendo mai trovato una opportunità di inserimento lavorativo sono ormai sfiduciati e hanno rinunciato all’idea di un possibile inserimento occupazionale. La Regione mette a disposizione un ristoro molto importante al datore di lavoro che li assumerà a tempo determinato e, nel contempo offrirà a questa tipologia di disabili la possibilità di proporsi autonomamente alle imprese. L’obiettivo è quello di agevolare l’avvio di un percorso di autonomia e di attivazione delle risorse della persona e di contrastare processi di esclusione o autoesclusione dal mondo del lavoro”.

 

Il Programma di interventi in materia di collocamento mirato 2018-2019 mette a disposizione risorse per 2,5 milioni per sperimentare questa misura.

 

Infine, la Giunta regionale ha deciso di confermare anche per quest’anno la copertura dei costi sostenuti per la residenzialità nei corsi fuori regione per non vedenti che vogliono qualificarsi come centralinisti telefonici: negli ultimi anni i numeri veneti erano insufficienti per l’avvio di un corso regionale e l’intervento regionale a copertura delle spese di alloggio di corsi organizzati da altre regioni ha dimostrato di essere una soluzione apprezzata ed efficace.

 

“Con questo piano, alimentato da una significativa dote finanziaria e sostenuto dal senso di responsabilità delle imprese  – commenta l’assessore Donazzan – la Regione si fa carico in particolare di quei disabili che più hanno difficoltà a trovare una opportunità di inserimento lavorativo: si tratta di almeno 23.500 persone sugli oltre 30 mila iscritti al collocamento. Nonostante gli obblighi di legge e l’impegno di realtà cooperative e di imprese solidali, molto resta ancora da fare per assicurare a tutti la dignità di un lavoro”.

 

“Il lavoro è il primo fattore di riconoscimento sociale e di integrazione – conclude l’assessore Lanzarin – ed è il cardine di ogni politica di integrazione sociale, in particolare di quelle rivolte alle persone con disabilità”.

Proteggere e dare sostegno all’autonomia della persona fragile, con particolare attenzione agli aspetti della vita personale, relazionale, patrimoniale e della salute.

 

È questo l’obiettivo di un percorso formativo promosso dall’amministrazione comunale che avrà partner organizzativo dell’associazione Lions Club Mogliano Veneto – Terraglio, promotrice di numerose iniziative importanti dal punto di vista sociale e che si avvale della consulenza di professionisti di alto livello, con la quale è proficua la collaborazione.

 

“Abbiamo a cuore il benessere di tutta la cittadinanza, ma è quasi inutile dirlo, in particolare di quella parte di essa che presenta maggiori fragilità, a causa delle quali la vita quotidiana diventa difficile da gestire, spesso per via della solitudine che si aggiunge al disagio. Una comunità attenta ai bisogni dei più deboli è una comunità sana, che ha nella solidarietà un punto di forza. E quella di Mogliano è una comunità attenta e inclusiva, grazie anche alla presenza di un associazionismo sociale ben radicato e sempre più in rete. Dobbiamo sostenere questo mondo che fa del bene disinteressatamente”, commentano il sindaco Carola Arena e l’assessore alle Politiche sociali Tiziana Baù.

 

Il percorso formativo progettato approfondirà la normativa relativa al ruolo dell’amministratore di sostegno (L. 6/2004) e finalizzata a favorire il benessere, l’inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità grave (L. 112/2016) e si rivolgerà principalmente ad esperti in materia di politiche sociali, assistenti sociali degli Enti Locali e dell’Azienda Ulss, e tecnici e associazioni che si occupano di disabilità e anziani. Lo scopo è formare le figure professionali che possano indirizzare le famiglie all’utilizzo delle opportunità che la normativa fornisce per la cura delle persone in difficoltà.

 

Il programma dell’iniziativa prevede due incontri: il 21 febbraio 2019 presso la Sala Consiliare, sul tema “L’Amministratore di Sostegno”, applicazione della legge n. 6 del 2004, il secondo il 21 marzo 2019 sempre presso la Sala Consiliare, sul tema “Dopo di noi” applicazione della legge n. 112 del 2016.

 

Considerato che le tematiche oggetto degli incontri risultano di particolare interesse e utilità per la categoria degli assistenti sociali, l’amministrazione ha coinvolto l’Associazione Nazionale Assistenti Sociali, con la quale sarà sottoscritta una convenzione al fine di prevedere il riconoscimento di crediti per la formazione continua degli assistenti sociali.

Sono terminati i lavori di ristrutturazione all’edificio “Campo dei Sassi”, in via Fornace, che ora ospiterà il progetto innovativo di assistenza familiare.  

 

È del 1932 lo stabile con pianta a forma di U originariamente denominato “Corte dei sassi”. Il complesso di appartamenti restaurati ha una vasta corte interna, con giardino, nuovi ascensori e impianto fotovoltaico. Al suo interno si trovano anche un paio di abitazioni di proprietà privata.

 

Le 37 “case intelligenti” saranno destinate all’Erp (Edilizia residenziale pubblica) e, più precisamente, a soggetti fragili, per età e condizioni socio-economiche: 26 abitazioni saranno assegnate a utenti anziani, 6 a soggetti con disabilità, mentre un appartamento ospiterà le “badanti di condominio”, operatrici scelte dai Servizi Sociali del Comune di Venezia che si turneranno nell’assistenza ai residenti, giorno e notte.

 

Oltre a questi 33 nuovi alloggi, per cui sono già stati predisposti dal Comune i bandi di assegnazione e assistenza, vi sono altri 4 appartamenti restaurati che andranno a famiglie della stessa fascia.

 

È il primo edificio dell’Ater con appartamenti strutturati e ammodernati per andare incontro alle esigenze di chi ha problemi di mobilità, così da permetterne l’assistenza in loco.

 

 

 

Le badanti avranno come “ufficio” uno degli appartamenti nello stabile, munito di due camere da letto, due bagno e cucina, oltre alla “control room”, una sala di controllo che permette di monitorare i sistemi di allarme e velocizzare gli interventi.

 

Il tutto è gestito da un software che permette la visione, su vari schermi, delle immagini di videosorveglianza esterna, ma anche dello stato dei numerosi dispositivi interni agli alloggi: quelli di domotica e quelli di riscaldamento e raffrescamento a terra, quelli anti-allagamento e anti-intruso, oltre ai rilevatori di gas e fumo.

 

Ogni bagno e camera da letto sono infatti dotati di allarmi che, se azionati dai residenti, suoneranno nella “control room”.

 

 

Per le badanti sarà possibile rispondere alle richieste degli inquilini anche attraverso citofoni collegati tra loro, presenti in tutti gli appartamenti.

 

Grazie a questi strumenti si potrà intervenire tempestivamente in caso di necessità: alle operatrici basterà affacciarsi sul pianerottolo, scendere  le scale e raggiungere i residenti in difficoltà nei propri appartamenti.

 

È stato inoltre realizzato un impianto d’illuminazione di emergenza e sicurezza: il concetto di “casa intelligente” consente da una parte il servizio di assistenza medico sanitaria ai residenti che necessitano di cure, e dall’altra una maggiore sorveglianza contro i furti.

 

 

“Questo complesso completamente rinnovato può candidarsi ad essere una struttura di assistenza domiciliare per Venezia – spiega il presidente di Ater Raffaele Speranzon – è significativa la dotazione dei dispositivi domotici in ogni casa, finalizzati a facilitare la gestione del quotidiano da parte dell’utenza. Grazie alla tecnologia e alla complementare rete di assistenza garantita dai Servizi Sociali del Comune di Venezia, sarà così possibile allontanare, e se possibile evitare, il ricovero in case di cura o altre strutture ospedaliere o paraospedaliere. Infatti, la presenza del personale specializzato all’interno del condominio permette un’assistenza e un presidio costante, 24 ore su 24, fondamentale per anziani e disabili, e si sostituisce, con costi notevolmente minori, ad una residenza assistita o a una struttura sanitaria”.

 

La ristrutturazione all’edificio “Campo dei Sassi”, alle parti interne ed esterne del complesso, è stata finanziata con 7,4 milioni di euro, di cui 5 da fondi ministeriali e 2,4 da fondi dell’Ater di Venezia.

 

I 37 alloggi Ater hanno visto la fine dei lavori nei giorni scorsi, e in base alla graduatoria definitiva dei bandi pubblicati dal Comune di Venezia potranno essere presto assegnati agli utenti aventi diritto.

 

Sono circa 1200 (1189 per l’esattezza) i volontari del Veneto che garantiscono un passaggio gratis a disabili e anziani per raggiungere l’ambulatorio medico, l’ufficio comunale, l’ospedale o un ufficio pubblico. Nell’ultimo anno hanno effettuato oltre 37 mila viaggi, percorrendo 1300 chilometri sulle strade del Veneto. Sono i numeri del ‘progetto Stacco’ che mette in rete, su base provinciale, le associazioni di volontariato che offrono un servizio di trasporto e accompagnamento gratuito alle persone più fragili nel territorio veneto.

 

Stato di salute, prospettive e sviluppo della rete di trasporti solidali in Veneto sono al centro del convegno regionale in programma sabato 10 novembre a Mestre: un’occasione per mettere a confronto le esperienze maturate nelle diverse province del Veneto e per guardare avanti, facendo tesoro anche delle indicazioni della ricerca condotta dalla Federazione del volontariato di Verona e dall’ateneo scaligero.

 

 

“Stacco (acronimo che indica trasporto sociale in rete a chiamata) è una iniziativa di vera sussidiarietà autorganizzata, di incrocio solidale tra una ‘domanda’ sociale e una ‘offerta’ di tempo donato,  dove il soggetto pubblico ha solo il ruolo di regolatore e di regista. La Regione Veneto sostiene questo importante servizio, che aiuta famiglie e non autosufficienti ad affrontare esigenze di mobilità, stanziando 500 mila euro l’anno”.

 

Il contributo regionale è stato confermato nei giorni scorsi dalla Giunta  regionale, con un aumento del 25 per cento rispetto al 2017. “Numeri e rendicontazione – dichiara l’assessore – ci confermano la validità del servizio, attivo dal 2015 nelle province di Belluno, Venezia, Verona, Treviso e Vicenza. La Regione contribuisce alle spese vive, in relazione all’attività svolta e al numero di persone trasportate”.

 

Nel dettaglio, quest’anno la Regione sosterrà il Comitato di intesa tra le associazioni volontaristiche della provincia di Belluno (110 mila euro), la Federazione del volontariato di Verona (110 mila euro), il Coordinamento delle associazioni di volontariato della provincia di Treviso (105 mila euro), la federazione provinciale di Vicenza “Volontariato in rete” (60 mila euro) e il coordinamento delle associazioni di volontariato della città metropolitana di Venezia (115 mila euro).

 

Per Padova e Rovigo, le due aree che ancora non aderiscono al modello regionale,  le attività di trasporto solidale nei confronti di anziani, disabili e persone sole sono sostenute dai finanziamenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Ottantadue persone disabili potranno trovare lavoro entro il 2023 nelle sedi territoriali venete dell’Agenzia delle Entrate, grazie all’accordo tra Regione Veneto e Agenzia. Il primo schema di convenzione con l’Agenzia delle Entrate per l’applicazione della legge 68/1999 sul diritto al lavoro delle persone disabili e il collocamento obbligatorio è stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al lavoro Elena Donazzan.

 

La convenzione  prevede un programma graduato di assunzioni mirate, a tempo indeterminato, di ‘addetti alla segreteria’ che interesserà la sedi di Belluno (previste 6 assunzioni), Padova (12), Rovigo (5), Treviso (11), Venezia (30), Verona (8) e Vicenza (10). Il titolo di studio richiesto è il diploma di scuola secondaria di primo grado.

 

“L’accordo con l’Agenzia delle Entrate prevede la mediazione dei Centri per l’Impiego, che provvederanno a incrociare le esigenze dell’ente pubblico con le graduatorie degli aventi diritto – specifica l’assessore Donazzan – La Regione Veneto, per parte sua, si impegna a fornire, tramite Veneto Lavoro, consulenza e tutoraggio ai lavoratori inseriti, nonché a verificare annualmente l’applicazione del programma concordato”.

 

“L’intesa tra Regione e Agenzia – conclude l’assessore – dimostra che il diritto al lavoro non è un vuoto enunciato ma un diritto reale ed esigibile, se c’è – come in questo caso – un comune impegno a fare di un obbligo di legge una opportunità e ad accompagnare gli inserimenti con interventi formativi che valorizzino le capacità delle persone in sintonia con le esigenze del pubblico impiego”.

Sabato 15 settembre, nella base nautica nella località Bassanello, a Malamocco – Lido di Venezia, si terrà l’inaugurazione di un pontile galleggiante per permettere alle persone disabili di poter praticare la vela.

 

Un progetto “Vela per tutti” fortemente voluto da Giovanni Galifi, grazie anche alla Fondazione San Camillo e alla sezione veneziana Lega Navale Italiana. Un progetto ampiamente sostenuto e supportato dalla capogruppo di Forza Italia al Parlamento Europeo, Elisabetta Gardini.

 

Nella locandina che segue è possibile scoprire il programma:

 

 

Di seguito, alcune modalità per raggiungere la base nautica L.N.I. di Venezia.

 

Con auto propria

Comodo, ma il più costoso e legato agli orari dei traghetti che, per sicurezza, è meglio prenotare:

– Traghetto (ferry boat,) parte dall’ Isola del Tronchetto: al termine del Ponte della Libertà prendere , al semaforo, subito a destra  ed alla fine della rampa continuare sempre a destra per il “Tronchetto” (la cartellonistica/indicazioni sono presenti e chiare).

– Per essere in tempo per inizio cerimonia, gli orari da Tronchetto sono:

08.20 arrivo Lido S. Nicolò 08.55

09.10 arrivo 09.45

10.00 arrivo 10.35 (poco consigliata perché si arriva giusto con tempi strettissimi. La cerimonia inizierà alle 11.00 puntuali)

Dal terminal arrivo S. Nicolò per raggiungere Malamocco ci vogliono circa 15 minuti. Tenere conto che di Domenica al Lido c’è movimento e la strada è una sola.

Fuori della darsena LNI c’è un grande parcheggio disponibile sia a destra che a sinistra della strada.

 

In vaporetto

OPZIONE 1

Indubbiamente il percorso migliore non è quello di raggiungere P.le Roma con l’auto, per gli elevati costi dei parcheggi, ma raggiungere il terminal di Fusina da dove partono i motoscafi pubblici direttamente per Malamocco (fermata Ospedale San Camillo).

Il prezzo del biglietto A/R include anche il parcheggio auto.

Suggeriamo corsa in partenza alle 09.30 con arrivo ore 10.10 all’ospedale San Camillo.

Da lì si prosegue con autobus, fermata davanti all’ospedale con bus disponibile ogni 10 minuti, sino a Malamocco.

Chiedere all’autista di scendere località Bassanello: 1^ fermnata dopo il centro abitato di Malamocco dove c’è la chiesa (ben visibile campanile)

Corse rientro in  partenza da ospedale San Camillo:  14.10 – 16.10 – 18.40

Purtroppo si è vincolati a questo orario di rientro.

 

OPZIONE 2

Lasciare l’auto a Mestre in zona stazione ferroviaria (di domenica si trovano parcheggi in tutte le stradine attigue. Sono disponibili anche parcheggi che costa dai 10 ai 15 €) e prendere il treno sino a Venezia S.Lucia (treni ogni 5/7 minuti)

Raggiunta la stazione di S. Lucia, fuori nel piazzale a destra c’è la fermata del vaporetto 5.1 per P.le Roma-Lido.

Orari: ogni ora ai muniti 3 – 23 – 43. Percorrenza sino al Lido S.M.E: 43 minuti

All’arrivo al Lido, 30 m a destra, sullo stesso lato degli imbarcaderi, c’è un autobus in diretta prosecuzione.

Linea A: Lido – Alberoni – Faro Rocchetta. Partenza ogni ora ai minuti 8-18-28-38-48.

Chiedere ad autista di scendere Località Bassanello-Malamocco (la fermata prima di Malamocco).

La discesa è proprio di fronte all’ingresso della base nautica.

Costo biglietto unico a tempo, percorso valido 75 minuti, da Ferrovia a Malamocco, € 7,50.

 

OPZIONE 3

Arrivare a Venezia con auto e parcheggiare a P.le Roma o Isola del Tronchetto.

Costi esorbitanti:

21€ Isola del Tronchetto

25€ (park Comunale)

40€ (Garage S. Marco).

La prosecuzione per Lido-Malamocco con motoscafo linea 6 da P.le Roma (diretto Lido) ai minuti 19-39-59 di ogni ora oppure con motoscafo linea 5.1 ai minuti 7-27-47 di ogni ora e poi autobus al Lido.

 

OPZIONE 4

Per chi arriva dall’ autostrada:

– da Milano prendere direzione Venezia;

– da Trieste proseguire in tangenziale in direzione Milano fino a prendere l’uscita Porto-Venezia (4^ uscita: Terraglio-Castellana-Miranese e infine Porto di Venezia);

– proseguire per Venezia (limite di 70 km/h) e dopo aver passato Fincantieri e centro VEGA (polifunzionale uffici) sulla destra, proseguire per circa 350m, dopo la telecamera controllo velocità, e subito a sinistra, 50m. prima di passare sotto la passerella (ben visibile) di attraversamento strada alta velocità, c’è il Green Park (costo 5 € al giorno) e se non ve ne accorgete, poco più avanti c’è una strada che porta ad altri parcheggi, tutti allo stesso prezzo.

– di fronte al “Green Park” c’è la fermata autobus per Piazzale Roma e c’è la macchinetta per acquistare i biglietti dell’autobus € 1,50

– in meno di 10 minuti siete a Piazzale Roma.

 

OPZIONE 5

Impostare sul navigatore Viale San Marco Mestre (qualsiasi numero civico), e proseguite fino a trovare il parcheggio gratuito lungo la strada e in prossimità della fermata del tram.

Acquistate i biglietti  per andata e per ritorno, sino a Malamocco (biglietto tram € 1,50 + biglietto navigazione 75 minuti € 7,50) e vi fate un giro sino a Piazzale Roma (meno di 15 minuti) seduti comodamente su un simpatico mezzo di trasporto (il Tram), panoramico e comodo.

Il tram ferma in centro Piazzale Roma da dove in 3 minuti siete all’imbarcadero del motoscafo.

A Piazzale Roma si proseguirà poi con il battello (motoscafo) come da precedenti opzioni.

Sabato 8 settembre, ha aperto i battenti il primo bar all’interno dell’ospedale di Jesolo

 

Con grande entusiasmo Roberto, 31 anni di Caorle, e Fabrizio, 54 anni di Jesolo, si sono messi subito a lavorare di buona mattina, uno dietro il bancone e l’altro a servire ai tavoli. Sono loro i protagonisti di questa grande novità: sia Roberto che Fabrizio sono disabili.

 

L’apertura del bar all’interno dell’ospedale, oltre a offrire un servizio importante per gli utenti del nosocomio e per il personale di servizio, ha un forte valore sociale occupando personale con disabilità, affiancato da tutor dell’Ulss 4 e da personale della Jesolmare, che già gestisce la spiaggia di Nemo e ora si è aggiudicato il bando per la conduzione del bar.

 

All’inaugurazione erano presenti l’assessore regionale ai Servizi Sociali Manuela Lanzarin, in rappresentanza dell’Ulss4, il direttore generale Carlo Bramezza, il direttore dei servizi sociali Mauro Filippi, il sindaco Valerio Zoggia e il titolare di Jesolmare Alessandro Berton.

 

Il bar si trova al piano terra dell’ospedale e ha un plateatico esterno affacciato sulla spiaggia, dove il gestore ha attrezzato una zona con tavolini e divanetti per fornire il massimo comfort alla clientela.

 

La Jesolmare garantisce un elevato standard dei prodotti alimentari venduti, tra i quali anche una linea di pasticceria per vegani e per celiaci.


Il direttore generale dell’Ulss4 ha così commentato l’iniziativa: “Un servizio che risponde sia alle necessità della popolazione sia a quelle del personale aziendale, che sono quelle di poter consumare un buon caffè o uno spuntino in relax. Questa novità si integra però anche alle attività di turismo sociale che da due anni sta coordinando l’Ulss4, è in collegamento diretto con la spiaggia di Nemo, nata proprio per le persone disabili, e non è escluso che in futuro possa diventare anche un servizio direttamente in spiaggia. Auspico quindi che questo virtuoso modello di attività che coinvolge pubblico, privato turismo e sociale, sia un esempio da replicarsi anche in altre realtà simili questa”.

 

Qui è possibile guardare il video dell’inaugurazione.

 

Gli orari di apertura del bar sono i seguenti:

Dal lunedì al sabato: dalle 7.00 alle 15.00

Nel periodo estivo, aperto tutti i giorni dalle 7.00 alle 20.00

 

Fonte: Corriere del Veneto

L’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, questa settimana è intervenuto al posizionamento del primo cartello presente nel territorio del Comune di Venezia, realizzato con i disegni dei bambini delle scuole elementari e medie vincitori del concorso “C’è spazio per tutti! Vuoi il mio parcheggio… ti do anche il mio handicap”, per segnalare i parcheggi pubblici riservati ai disabili.

 

“Siete la prima scuola da cui parte il progetto – ha esordito l’assessore Venturini rivolgendosi ai ragazzi – e state dando una grande lezione a noi adulti con questo cartello stradale, ovvero un insegnamento che resterà nel tempo e di cui beneficeranno tutti coloro che passeranno di qua. Il Comune di Venezia quindi vi ringrazia e vi invita a diffondere questo messaggio ai vostri amici e alle vostre famiglie: quando un giorno avrete la patente o i vostri genitori dovranno parcheggiare la macchina sarete particolarmente attenti a rispettare le regole e a non occupare un posto per disabili”.

 

L’iniziativa è stata promossa dall’associazione “Amici della Laguna e del Porto”, a partire da un concorso avviato l’anno scorso che ha coinvolto l’Ufficio di Progettazione educativa del Comune di Venezia, in collaborazione con le associazioni “Il Piccolo Principe” e “Oltre il muro” e si è concretizzato in alcuni progetti educativi attraverso i quali, i bambini delle scuole materne, elementari e medie hanno trattato i temi della diversità e della disabilità.

 

Un saluto è giunto anche dall’assessore comunale alle Politiche educative, Paolo Romor, che non ha potuto essere presente all’inaugurazione: “Complimenti agli “Amici della Laguna e del Porto” per la passione e l’impegno con cui hanno pensato, voluto e realizzato questa campagna di educazione e sensibilizzazione che ha avuto uno straordinario successo di partecipazione nelle scuole. Un ringraziamento speciale va a tutta la squadra dell’Ufficio di Progettazione educativa per il prezioso supporto che ha saputo fornire”.

 

Nei prossimi giorni altri tredici cartelli saranno posizionati in altrettante aree parcheggio del Comune, dal Taliercio a tutti gli stalli dei parcheggi per disabili presenti nei pressi delle scuole aderenti al progetto, al Porto di Venezia, ad alcune grandi realtà commerciali del territorio.

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