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La De’ Longhi di coach Menetti a sostegno della raccolta fondi per ristrutturare la “Filanda”

 

Un filo rosso a unire simbolicamente due squadre avversarie, la De’ Longhi e la Vanoli Cremona. Lo sport, ancora una volta, veicolo di solidarietà. A sostenere la ristrutturazione della nuova casa della LILT Treviso ci sono anche i ragazzi di coach Menetti. L’associazione, impegnata nell’assistenza ai pazienti oncologici, presto traslocherà nella nuova sede di via Venzone a Treviso, ma perché tutto sia pronto serve un importante intervento che ha ottenuto anche una significativa spinta dal mondo della pallacanestro. Una spinta suggellata mercoledì sera al Palaverde poco prima della palla a due: i capitani delle due formazioni hanno tenuto ciascuno un capo del filo rosso simbolo dell’operato della LILT Treviso, per sensibilizzare anche gli appassionati di basket sull’importanza della prevenzione per la cura ai tumori.

 

Per finanziare il progetto di ristrutturazione è stata avviata una raccolta fondi con l’obiettivo di raggiungere la soglia dei 400mila euro, investimento necessario per realizzare sei ambulatori, una palestra, una sala conferenze, una cucina didattica e un servizio di trasporto. Il nuovo spazio si chiamerà “Filanda”, a rappresentare l’intenzione di tessere relazioni sempre più preziose.

 

Per contribuire basta fare una libera donazione sul conto corrente intestato alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Treviso.

Codice IBAN: IT 27 A 08749 12001 000000463065

CentroMarca Banca Credito Cooperativo.

Causale: “Sostegno Filanda LILT”

 

 


*LILT Treviso (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) è nata nel 1978 e oggi conta quasi 4mila soci e circa 800 volontari. È suddivisa in sei delegazioni (Treviso, Castelfranco Veneto, Conegliano, Montebelluna, Oderzo e Vittorio Veneto) e si occupa a 360 gradi di prevenzione: dall’educazione alla salute nelle scuole alla diffusione di una cultura della diagnosi precoce, fino ai servizi di sostegno psicologico, di riabilitazione e di trasporto.

Continua la festa della De Longhi Treviso Basket dopo l’approdo in serie A1. Ieri sera la squadra al completo si è ritrovata al “Park Hotel Villa Fiorita” di Monastier per festeggiare assieme al Consorzio Universo Treviso.
I rappresentanti delle 150 aziende che compongono il Consorzio e i numerosi sponsor hanno avuto modo di abbracciare tutti i giocatori della De Longhi Treviso Basket. “Siamo partiti con 8 aziende ora siamo a 150. Tutto è nato dal concetto di creare un’armonia fra la città, la provincia e la squadra, affinché ciascuno si senta protagonista sia esso tifoso o sponsor o consorziato. E sembra che stia funzionando” ha dichiarato Paolo Vazzoler, Presidente della De Longhi Treviso basket.

 

“Siamo stati molto attenti a tutti i dettagli sia quelli in campo sia quelli fuori dal campo – ha detto Giovanni Favaro Direttore Generale della De Longhi Treviso Basket – Abbiamo avuto partner importanti. Come la Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier che con i propri medici ha seguito le visite medico sportive dei nostri giocatori supportandoli anche durante le partite al Palaverde” ha concluso Favaro.

 

 

All’asta le magliette. Parte del ricavato ai bambini orfani di ebola della Sierra Leone

Dopo il taglio della torta c’è stata l’asta delle magliette dei giocatori. Parte del ricavato andrà ad “Around Us Onlus”, l’associazione che dal 2014 opera in Sierra Leone e che già in passato ha ricevuto donazioni da parte della tifoseria della De Longhi Treviso Basket.

 

“Ringraziamo tutti voi – ha dichiarato Padre Gianni Zanni dell’Ordine dei Giuseppini del Murialdo, in questi giorni tornato in Italia dalla Sierra Leone – Anche quello che verrà dato stasera, grazie alla vostra generosità, contribuirà a dare un pasto al giorno agli oltre 150 bambini, molti orfani a causa dell’epidemia di ebola, e a contribuire alla loro istruzione.

 

Proprio in questi giorni “Around Us Onlus” sta organizzando la partenza di una delle 4 missioni mediche che ogni anno va in Sierra Leone con medici e infermieri volontari del veneto per curare bambini e adulti.

La De Longhi Treviso Basket vince per la prima volta il titolo di Coppa Italia A2.
Lo storico titolo è arrivato alla fine di una combattutissima finale contro la Lavoropiù Fortitudo Bologna, vinta per 84 a 75.
Bravissimi i giocatori della De Longhi Treviso Basket; la Fortitudo nulla ha potuto fare e ha dovuto cedere, lasciando l’ambito titolo ai trevigiani.
Fonte immagine: Facebook @www.trevisobasket.it

Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil trevigiane soddisfatte per il risultato raggiunto dopo una complessa trattativa con la più grande realtà metalmeccanica della Marca

 

 

Passa ad ampia maggioranza l’ipotesi di accordo sul contratto integrativo aziendale alla De’ Longhi. Chiusa una trattativa complessa e articolata, che ha visto mettere in campo alcune ore di sciopero e il blocco degli straordinari. Dopo le assemblee dei lavoratori del 15 maggio, il 66,7% dei votanti si è espresso a favore del nuovo contratto collettivo aziendale.

 

Il contratto di secondo livello sarà applicato a tutti i circa 1.500 dipendenti della De’ Longhi, la più grande realtà metalmeccanica della Marca trevigiana, e avrà validità fino al 2020. Il nuovo contratto aziendale prevede un premio di risultato variabile che può arrivare sino ai 1.700 euro annui e un sistema di monitoraggio dell’andamento degli indicatori di fabbrica per condividere l’andamento delle performance aziendali, la definizione di un monte ore aziendale tra flessibilità e straordinari con l’obiettivo di tenere insieme le esigenze produttive e quelle dei lavoratori, un percorso di stabilizzazione dei lavoratori precari e molti altri elementi economici e normativi.

 

Nell’esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto e per la fiducia dimostrata dai lavoratori, consapevoli della complessità della trattativa che ha portato al varo dell’accordo, le sigle sindacali FIOM CGIL, FIM CISL e UILM UIL vigileranno ora sull’applicazione del nuovo contratto integrativo nelle sue diverse parti, normativa ed economica. “Abbiamo imboccato la strada giusta – affermano Enrico Botter (FIOM),Antonio Bianchin (FIM) e Stefano Bragagnolo, (UILM) – ma sono ancora tante le questioni da risolvere in De’ Longhi”.

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