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Che già dire Palazzo Reale a Milano ti snatura dentro in maniera forte, adrenalina e piacere uniti, alchimia perfetta per recarsi a una Mostra, in una città che ha sempre qualcosa che ci farà poi tornare.

Dal 25 settembre proprio a Palazzo Reale approda uno dei pittori più celebrati del XX secolo che con il suo genio sconvolse la pittura con l’invenzione della Metafisica e gettò le basi per quello che sarebbe diventato il Surrealismo, si proprio lui Giorgio De Chirico con una mostra curata da Luca Massimo Barbero promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Marsilio ed Electa, in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.
È da 50 anni che in queste sale manca il “Pictor Optimus”, quando il Palazzo ospitò una sua personale, e il percorso espositivo si preannuncia ricco e intrinseco, dal suo primo soggiorno a Parigi nel 1912 al periodo con le avanguardie, le contaminazioni di Picasso e Apollinare e poi New York nel 1938 e la Biennale nel 1940.
Le opere che si contano sono almeno 100 e provengono da Musei straordinari quali la Peggy Guggenheim Collection di Venezia piuttosto che la Tate Modern di Londra, il Metropolitan Museum di New York, il Centre Pompidou di Parigi, la Galleria Nazionale (Gnam) di Roma, The Menil Collection di Houston e Il MAC USP di San Paolo in Brasile senza dimenticare il Museo del Novecento, la Pinacoteca di Brera e la Casa Museo Boschi di Stefano e Villa Necchi Campiglio.
Il tutto suddiviso in 8 sale che ci offriranno l’artista a tutto tondo, unico e originale, mai imbrigliato in cliché e in correnti artistiche, con un refrain tutto suo, icona surreale e popolare, misterioso e sempre attento all’emozione e alle mutevoli variabili dell’animo.
Giorgio De Chierico a Palazzo Reale Milano
Dal 15 settembre 2019 al 19 gennaio 2020.
Mauro Lama

A meno di un mese dalla chiusura di Venice Secrets – Crime and Justice Exhibition, i numeri parlano da soli: oltre 45mila i visitatori, con un indice di gradimento del 95 per cento per gli strumenti di tortura e morte a raccontare la Serenissima. Una rassegna sviluppata in quattro piani e 36 spazi espositivi per un totale di 2.500 metri quadrati. Un evento che “ha testato” il nuovo polo espositivo permanente veneziano di Palazzo Zaguri.

 

Senza l’intervento di Venice Exhibition, l’edificio sarebbe diventato sede di appartamenti per turisti, sottraendo alla città e ai suoi visitatori la dimora storica in cui soggiornò anche Giacomo Casanova. Invece il grande palazzo gotico del 1353, che si affaccia in Campo San Maurizio, ha ritrovato appieno la propria collocazione nel panorama culturale veneziano, come polo museale permanente.

 

Venice Secrets – Crime and Justice Exhibition chiuderà i battenti il 14 ottobre prossimo.

 

Palazzo Zaguri riaprirà poi il 1° novembre con un evento di respiro internazionale, un’esposizione mai vista finora e un testimonial d’eccezione del panorama artistico-culturale italiano. Opere del valore complessivo di circa cinquanta milioni di euro, per la cui tutela serviranno quindici giorni di chiusura, necessari alla messa in sicurezza dei manufatti.

 

Non a caso si parla di manufatti, tessuti per ore da abili mani femminili per decenni, grazie all’intuizione e alla lungimiranza di un italiano appassionato di cultura contemporanea, il cui ultimo desiderio era proprio quello di esporre tutte le sue realizzazioni a Venezia. Non sono stoffe, non sono costumi di scena. Sono opere capaci di stupire e “catturare” chiunque, per la finezza dell’ordito e la maestria nel miscelarne i colori sulla tela… che non è una tela nella normale accezione del termine.

 

Da Kandinskij a Botero, passando per De Chirico, Mastroianni, Paul Klee, Henri Matisse, Joan Mirò e Andy Wharol, solo per citare alcuni dei grandi maestri presenti alla mostra. Perfino Renzo Piano fece “tradurre” alcuni suoi disegni con questa tecnica, a imperitura memoria. Tutti in un filo.

 

Insomma, è quasi un ritorno alle origini, un forte richiamo alla storia del tessuto cittadino veneziano: il palazzo, infatti, fu eretto tra il XIV e il XV secolo per volontà della famiglia Pasqualini, famosi commercianti della seta. E sono proprio le trame e gli orditi, i protagonisti di questa nuova e inedita mostra, in un continuum spazio temporale che lega storia e attualità.

 

Venice Exhibition ha all’attivo mostre che hanno saputo coinvolgere milioni di persone, come Real Bodies in questi giorni a Milano, la mostra sull’Egitto a Jesolo e altre esposizioni culturali e scientifiche. “Il nostro obiettivo – spiega Mauro Rigoni, amministratore delegato della società – è portare a Venezia eventi di ampio respiro anche e soprattutto nel periodo invernale, perché Venezia va vissuta in ogni stagione. Vogliamo far sì che Palazzo Zaguri diventi uno dei punti di riferimento culturali della città, un importante polo museale privato sul percorso che dalle Gallerie dell’Accademia porta il visitatore fino a Piazza San Marco”.

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