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Il presidente dei Pescatori di Pace auspica che il test venga effettuato direttamente al Governatore

 

Il presidente dei Pescatori di Pace e responsabilità economiche APF, Lorenzo Damiano, dopo quanto avvenuto nella conferenza live del governatore Luca Zaia nella quale ha invitato un giornalista a effettuare il test rapido, lancia la provocazione e chiede al Governatore che il test live venga effettuato direttamente da lui: “Una scenetta molto carina, solo non ho capito una cosa: come mai il test è stato effettuato al cronista e non al Presidente?”.

 

Damiano, che domenica in un video social aveva parlato di effettuare il tampone al suo staff, lancia l’affondo: “Invito il Governatore, il suo staff, e gli uomini della Protezione Civile a dare il buon esempio a effettuare il test live, in diretta: così potremmo anche capire se effettivamente il test funziona, effettuandolo ogni giorno, visto che molti di questi dispositivi non sono risultati esattamente attendibili. Mi auguro che il Governatore questa volta dia il buon esempio: in molti si sono chiesti come mai in Puglia il cosiddetto distanziamento sociale non sia stato esattamente rispettato dal presidente del Veneto”.

“Fermate l’eutanasia poiché sarà il più grande genocidio della storia e sarà l’accelerazione del compimento finale dell’Apocalisse”. Con queste parole Lorenzo Damiano, presidente dei Pescatori di Pace, lancia un appello ai giudici della consulta chiamati a decidere sul fine vita.

 

“Proprio in queste ore si sta decidendo il futuro di migliaia di persone e non ce ne rendiamo conto – commenta. Una decisione che dovesse passare sarebbe cinica e spietata compiute contro deboli e innocenti, contro persone malate, forse inguaribili, ma che possono essere comunque curate per vivere dignitosamente. Chiunque abbia una coscienza dovrebbe porsi delle domande: quante persone  moriranno? Quante persone che avrebbero potuto avere la grazia di guarire o che avrebbero comunque voluto vivere saranno private di questa possibilità? La vita è un dono soprannaturale che non ci appartiene, per il solo fatto che non abbiamo scelto noi di venire al mondo. E Gesù ci è stato da esempio anche di quanto si debba amare la vita: soffrendo sulla croce fino all’ultima goccia di sangue per noi”.

 

Damiano offre una riflessione anche autenticamente cristiana: “Con la sedazione profonda si priva di coscienza il malato e, togliendo idratazione e nutrizione, si compie un deliberato atto omicida contrario alla legge divina. Perché mai oggi questa urgenza di modificare questa legge? E la politica dov’è? Dio non ama l’eutanasia, l’aborto. Dio ama la vita, dà la vita. Noi non siamo nessuno per sostituirci a Lui e non c’è nuovo umanesimo che tenga. Non vorrei essere nel posto dei giudici e dei politici che potevano fare e non fanno, quando si troveranno davanti a Gesù. Se ti proclami cristiano la nostra risposta non può che essere sì alla vita”.

 

Chiude il commento Gloria Callarelli, nel direttivo Pescatori di Pace: “Penso a quanti moriranno anche contro la loro volontà ma legittimati da una legge, a quanti magari solo perché momentaneamente affranti o in difficoltà sceglieranno di togliersi la vita anziché resistere con fede e  provare a combattere: tanto perché farlo se lo Stato mi offre questa “gentile” opportunità? Mi chiedo se dovesse passare questa decisione quanti potranno ancora guardarsi allo specchio e rispondere ad una sola domanda: io non ho mai ucciso e tu?”

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