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Duecentoquarantuno case dell’Ater di Venezia sono pronte per essere assegnate e abitate in tutta la città metropolitana. In attesa dei bandi e delle graduatorie definitive da parte delle amministrazioni comunali, l’Ater predispone un “piano mobilità” per spostare, ad esempio, gli inquilini che hanno problemi di mobilità dai piani più alti a quelli più bassi; oppure gli anziani che vivono soli e hanno manifestato la volontà di avvicinarsi alle abitazioni dei parenti.

 

Il lavoro di assegnazione

 

Il numero delle abitazioni assegnabili arriva da una verifica voluta dal presidente dell’Ater Raffaele Speranzon sul patrimonio “disponibile” dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale veneziana. Ora che la giunta del Comune di Venezia ha approvato le delibere per l’emanazione dei bandi, sarà possibile assegnarne ben 158 nel territorio comunale situate tra: centro storico, isole, e terraferma.

 

 

Sono tutte abitazioni di tipologia Erp (Edilizia residenziale pubblica) di proprietà dell’Ater di Venezia, che già si potrebbero assegnare ai cittadini, dopo la comunicazione, da parte della Regione, dei canoni per gli affitti in base all’applicazione della nuova legge regionale, e dopo la pubblicazione dei bandi per le assegnazioni e le successive graduatorie da parte dei Comuni.

 

 

La maggior parte di queste 241 case sono state recentemente ristrutturate dall’Ater di Venezia, come le 22 nuove abitazioni restaurate con fondi europei Por-Fesr. Sono 135 le abitazioni che hanno visto lavori di manutenzioni durante l’estate, e la fine dei lavori lo scorso autunno.

 

 

A queste, si aggiungono le 37 “case intelligenti” di Campo dei Sassi” ad Altobello, destinate ad inquilini anziani e disabili, dove un appartamento è dedicato alle “badanti di condominio”. I lavori, in questo caso, erano iniziati diversi anni fa e si sono conclusi il mese scorso. Per loro era già stato attivato un “bando speciale” da parte del Comune di Venezia lo scorso anno, e a breve saranno assegnate dall’Ater.

 

 

Vi sono poi 66 appartamenti di cui l’Ater di Venezia aveva comunicato la disponibilità alle amministrazioni comunali dei vari territori, ma per qualche motivo non sono state assegnate, o in alcuni casi, sono state rifiutate dagli inquilini. Tra queste ultime, ad esempio, vi sono a Mestre 13 abitazioni in via del Bosco e 4 della “Nave” in via Squero.

 

 

Quante sono e dove sono

 

 

In tutto, sono 241 gli alloggi Ater disponibili, di cui 158 nel Comune di Venezia:

–         39 sono ubicati nell’area insulare: 6 tra Cannaregio e Castello, 26 alla Giudecca, 3 al Lido e 4 a Murano.

–         119 si trovano in terraferma: 69 a Mestre, 21 a Favaro e Campalto e 29 a Marghera e Chirignago.

–         83 negli altri comuni della Città metropolitana, così ripartiti:

 

> un alloggio a: Campolongo Maggiore, Caorle, Ceggia, Concordia Sagittaria, Eraclea, Fiesso d’Artico, Fossò, Pramaggiore, Santa Maria di Sala e Torre di Mosto;
> 2 alloggi a: Marcon, Noale, Quarto d’Altino, Salzano e Santo Stino di Livenza;
> 3 alloggi a: Cavarzere, Meolo, Musile di Piave e Portogruaro;
> 4 alloggi a: Mira e San Michele al Tagliamento;
> 6 alloggi a Dolo;
> 7 alloggi a: Mirano e Spinea;
> 10 alloggi a Jesolo;
> 13 alloggi a San Donà di Piave.

Sono tutti alloggi di tipologia Erp (edilizia residenziale pubblica), in particolare:

 

135 alloggi sono stati restaurati recentemente: 20 nel centro storico veneziano, 47 tra Mestre e Marghera e 68 in provincia. Tra questi vi sono anche i 22 alloggi sistemati con 1,3 milioni di fondi europei Por-Fesr: 10 a Mestre, 7 a Marghera, 3 a Campalto, 1 a Favaro Veneto e 1 a Mirano.

 

A febbraio sono terminati i lavori alle 37 “Case intelligenti” di Campo dei Sassi ad Altobello, destinate a inquilini anziani e disabili, che ora ospiteranno il progetto innovativo di assistenza familiare.

“A distanza di oltre sei mesi dalla legge di riforma delle Ater, il regolamento sui criteri per l’assegnazione degli alloggi ancora non c’è. Non sono soddisfatto della replica dell’assessore Lanzarin: siamo in dirittura di arrivo, ma la Giunta doveva muoversi con largo anticipo”. Così il capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso commenta la risposta dell’assessore ai Servizi sociali all’interrogazione presentata lo scorso 4 aprile dal gruppo consiliare dem.

 

 

“È un provvedimento indispensabile per permettere ai Comuni di procedere con i bandi: finché non c’è il regolamento, le amministrazioni sono bloccate e centinaia di famiglie restano in attesa. Inutile dire che si tratta delle fasce di popolazione più deboli, quelle a minor reddito e che non possono permettersi un alloggio a prezzi di mercato. Secondo l’articolo 49 comma 2 della legge, la Regione aveva 120 giorni dall’entrata in vigore per stilare il regolamento: il tempo massimo è stato praticamente doppiato e stiamo ancora aspettando”.

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