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Nella mattinata odierna, il Sindaco di Mogliano Veneto, Davide Bortolato, ha conferito al Consigliere comunale Edoardo Bison specifica delega per attività di studio e collaborazione con gli Assessori Giuliana Tochet (con delega alle Politiche sociali) e Martina Cocito (con delega alle Politiche educative), con riferimento ai seguenti ambiti:
• definizione di politiche e progetti di cittadinanza attiva giovanile;
• sviluppo di iniziative giovanili finalizzate a incentivare percorsi di autonomia e di responsabilità.

 

Il Sindaco, infatti, ai sensi dell’art. 30 dello Statuto comunale può delegare ai Consiglieri comunali approfondimenti e/o studi su determinati argomenti specifici.

 

Il Consigliere delegato non ha poteri di amministrazione o di firma, ma un importante compito di supporto agli Assessori su specifiche tematiche.

 

“Auguro un buon lavoro al Consigliere Bison, sono sicuro che è la persona più adatta per supportare l’Assessore Tochet e Cocito per quanto attinente alle tematiche relative alle Politiche giovanili, poiché Bison, oltre a essere il Consigliere comunale più giovane seduto in Consiglio, è anche molto attivo nella vita sociale giovanile in città”.
Questo l’augurio del primo cittadino, Davide Bortolato, al Consigliere Edoardo Bison, che ha risposto: “Ringrazio il Sindaco per la fiducia datami, per me è un onore poter contribuire al bene della comunità. Auspico grande collaborazione con le varie associazioni e realtà presenti sul territorio, per poter dar vita ad un percorso comune che coinvolga il maggior numero di giovani moglianesi”.

La rabbia del PD: “Norma ad hoc per favorire gli amici. Sbagliata nel metodo e nei tempi, un grave passo indietro”

 

 

“L’approvazione di questo articolo è un grave passo indietro che condanniamo sia nel merito che per la tempistica. L’attività di consigliere regionale richiede un impegno costante e quello di consigliere comunale, specie nelle realtà più grandi come un capoluogo, non può essere un ruolo da svolgere a tempo perso, tanto per timbrare un cartellino”. In una nota, il gruppo del Partito Democratico motiva il proprio no all’articolo 3 della nuova legge elettorale in discussione a Palazzo Ferro Fini che elimina l’incompatibilità tra le due posizioni.

 

“È una distinzione che fa bene a entrambe le cariche, i due ruoli devono restare separati. Specialmente dopo la legge elettorale del 2012 che ha portato a una riduzione del numero dei consiglieri regionali, con un conseguente maggior impegno istituzionale, sia dentro che fuori dall’aula. Era una norma anticipatrice e innovativa che faceva del Veneto una Regione virtuosa, così si va a togliere quel ‘neo’ che ci distingueva in positivo dal resto d’Italia”. 

 

Ma oltre al merito i consiglieri dem contestano anche l’entrata in vigore del provvedimento, che va a eliminare fin da subito l’incompatibilità. “È chiaramente una norma ad personam, farla partire immediatamente anziché dalla prossima legislatura è una scelta ben precisa: permettere ai ‘magnifici quattro’ Ciambetti, Barbisan, Caner e Berlato di fare campagna elettorale con la garanzia di poter svolgere poi il doppio ruolo. Questo non c’entra niente con la governabilità in Consiglio regionale, c’entra semmai con la campagna elettorale a Vicenza e Treviso. Utilizzare però l’assemblea legislativa veneta per fini partitici è un grave atto di arroganza politica”.

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