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Il keniano Kimosop Kiprono e l’etiope Meseret Engidu Ayele hanno vinto la 22^ edizione della mezza maratona della Riviera del Brenta. Bronzo per il trevigiano Roberto Graziotto, argento per la bellunese Francesca Tonin. In 1600 al traguardo   

 

 

La Dogi’s Half Marathon resta terreno di conquista per gli atleti africani. Ieri, nella 22^ edizione della mezza maratona della Riviera del Brenta, con partenza e arrivo a Mira (Venezia) e percorso che ha toccato anche Dolo, Fiesso d’Artico e Stra, trionfo per il keniano Kimosop Kiprono e, al femminile, per l’etiope Meseret Engidu Ayele.

 

Kiprono ha riscattato il ritiro subìto domenica scorsa sulle strade friulane dell’Unesco Cities Marathon, quando si è fermato per un problema fisico a tre quarti di gara, mentre era avviato verso la vittoria. Nella terra dei Dogi, in una giornata ideale (cielo coperto e temperatura fresca), Kiprono ha corso in compagnia del connazionale Ken Mutai sino a poco prima del 15° chilometro. Poi ha allungato, arrivando in solitaria sul traguardo e fermando il cronometro a 1h07’15”. È la quarta vittoria keniana alla Dogi’s Half Marathon nelle ultime cinque stagioni.

 

Argento per Mutai in 1h08’07”.

Bronzo per il trevigiano Roberto Graziotto (Tornado) che, reduce dalla Treviso Marathon di sette giorni prima, dove si è laureato campione regionale della specialità, ha chiuso, un po’ affaticato, in 1h10’22”.

Applausi doppi per Matteo Penazzato, portacolori della società organizzatrice, Atletica Riviera del Brenta, quarto in 1h11’24” e accolto sul traguardo dal suo presidente Luigino Molena.

 

   

 

     

 

Gara solitaria dal primo all’ultimo metro per l’etiope dell’Atletica Saluzzo, Meseret Engidu Ayele, arrivata in 1h18’57”, tempo che le ha consentito di succedere nell’albo d’oro della Dogi’s Half Marathon alla connazionale Yayeh, prima nel 2018. Con Ayele, sul podio, un’accoppiata tutta veneta.

Seconda la feltrina Francesca Tonin (Tornado) che, accompagnata da Abdelaziz Mahjoubi, nome di spessore del mezzofondo di un quarto di secolo fa, ha chiuso in 1h22’22”, togliendo 17” al primato personale del 2017.

Terza, come l’anno scorso, la veneziana del Lido, Anna Busetto (Due Torri Sporting Noale), moglie dell’ex azzurro Mauro Casagrande, giunta al traguardo in 1h25’49”.

 

   

 

Vicenza Marathon ha vinto il trofeo Team Elite, portando sul traguardo dieci atleti (Nicola Mastrotto, Francesco Grasso, Nicola Buffa, Aldo Busa, Cristian Ceschi, Martino Massignani, Maurizio Apolloni Toma, Barbara Diquigiovanni, Luigi Bocca ed Emanuele Tondo) nel tempo complessivo di 14h44’01”. Argento per Essetre Running (14h45’39”), bronzo per l’Atletica Lupatotina (14h45’59”).

 

Anche se il miglior tempo in assoluto è stato realizzato dai padroni di casa dell’Atletica Riviera del Brenta (14h24’15”) che hanno ceduto il primo posto, per dovere di ospitalità, a Vicenza Marathon. Positivo il bilancio organizzativo: “È stata una domenica da incorniciare – commenta Luigino Molena, alla sua prima Dogi’s Half Marathon da presidente dell’Atletica Riviera del Brenta, dopo aver raccolto l’eredità di Michele Stellon -. Abbiamo vissuto giorni frenetici, con molti dubbi, ma alla fine tutto è andato per il meglio. Ringrazio tutti, a partire dallo straordinario gruppo di collaboratori che mi ha accompagnato in questi mesi. Ho raccolto tanti complimenti da parte dei partecipanti. Come società abbiamo anche avuto la soddisfazione del quarto posto di Matteo Penazzato. Meglio di così non poteva andare”. 

 

Nel complesso, sono stati oltre 1.600 gli atleti al traguardo. Qui, le classifiche complete.

Gianluigi Bergamo dei Verdi Metropolitani/e Venezia condivide con la nostra redazione le seguenti serie preoccupazioni in merito al percorso e al periodo in cui si svolgerà l’ormai prossima quinta edizione della Lagoon Run

 

Domenica prossima, 17 marzo, è in programma la manifestazione di corsa podistica denominata Lagoon Run, giunta quest’anno alla sua quinta edizione. A differenza delle ultime edizioni, stavolta gli organizzatori hanno predisposto la corsa in un periodo non felice per l’ambiente faunistico della zona.

 

Come pubblicizzato dagli stessi organizzatori coadiuvati dall’amministrazione comunale di Cavallino-Treporti, il percorso della competizione è “interamente immerso nelle bellezze naturali della laguna di Lio Piccolo. Si correrà circondati da uno scenario unico, regalato da un paesaggio naturalistico costituito da barene, corsi d’acqua, valli da pesca e la flora e fauna presenti tipicamente a Cavallino-Treporti”.

 

Dato il contesto ambientale del percorso all’interno della Laguna di Venezia in piena zona SIC-ZPS e Rete natura 2000, il nuovo periodo della corsa non si addice alla volontà di tutela e di valorizzazione ambientale del sito che da anni questa amministrazione va proponendo; senza contare poi l’importanza del periodo, poiché siamo nel pieno di nuovi insediamenti dall’avifauna migratrice e il tratto di percorso e di passaggio degli atleti – soprattutto lungo l’argine demaniale che costeggia la Valle Olivari e parte della Valle Liona – può creare disturbo a quelle specie che in questo momento sono nella fase dell’accoppiamento e preparazione del nido (germani reali, volpoche, pettegole, alzavole, beccaccie di mare).

 

 

Inoltre la conformità degli stessi argini non sembra idonea e sicura (per gli atleti stessi) per una corsa di tali dimensioni.

 

Quindi si chiede (e si richiede copia ai vari enti):
– se c’è stata la Valutazione d’INCidenza Ambientale VINCA, e da chi è stata redatta;
– se è stata fatta una valutazione di quante persone possono partecipare e se è stato posto un limite massimo di partecipanti;
– se c’è stata l’autorizzazione da parte del Ministero delle Infrastrutture, provveditorato interregionale per le opere pubbliche ex magistrato delle acque, per il passaggio e la sicurezza lungo gli argini;
– se c’è stato un incarico ad una ditta specializzata o un’autorizzazione al taglio delle piante lungo il percorso arginale che qualcuno ha effettuato nei giorni scorsi;
– se c’è un’informativa ai partecipanti di non gettare alcun rifiuto lungo il percorso e di non recare qualsiasi tipo di danno a cose o a elementi naturali e paesaggistici lungo il percorso.

 

 

Vista l’importanza della corsa, ma anche dell’ambiente circostante, sarebbe opportuno che per domenica prossima 17 marzo fosse almeno modificato il percorso (escludendo la parte arginale) e che per le prossime edizioni fosse ripristinato il periodo della corsa delle precedenti edizioni (fine agosto o settembre); un periodo sicuramente ottimale e più consono ai fini di non arrecare disturbo all’avifauna.

 

 

 

Fonte foto: Facebook @lagoonrun

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