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Domani, sabato 13 aprile 2019, presso il Centro Culturale Candiani di Mestre (sala conferenze – 4° piano), dalle ore 16 alle ore 19, gli amici e i familiari terranno un evento commemorativo per ricordare la scomparsa di Michele Serra.

 

A un anno dalla sua scomparsa, Michele sarà ricordato attraverso le proiezioni di alcuni video e cortometraggi che offriranno l’occasione per un dibattito sulle tematiche che gli erano particolarmente care: l’educazione, il cinema, il dialogo interreligioso.

 

Michele ha vissuto la professione dell’insegnante: per 40 anni, inizialmente nella scuola elementare per poi approdare all’istituto sperimentale “Stefanini” di Mestre e, successivamente come formatore dell’IRRSAE Veneto, svolgendo la sua attività lavorativa con passione e impegno e sempre sulle frontiere più avanzate  dell’educazione e dell’innovazione pedagogica.

 

Uomo di fede e appassionato esperto di cinema e di letteratura, è stato curatore e fondatore del Premio Città di Venezia, dedicato a opere cinematografiche di cineasti provenienti dall’Africa, dal Medio Oriente e da altre parti del Mondo.

 

Questo premio gli era particolarmente caro e forse c’era una profonda identificazione con il suo vissuto da bambino in quanto spesso egli stesso ai suoi amici e collaboratori più vicini, ricordava la storia di migrazione  della sua famiglia quando il papà per fuggire dalla miseria, se n’era andato dal profondo sud della Sardegna per giungere come estraneo in una Marghera industriale a molto lontana dalle sue origini.

 

Sarà un momento per ricordare un uomo generoso e onesto, che ha lasciato una traccia indelebile in quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

 

L’evento è libero e aperto a tutti.

Nel 74° anniversario della sua uccisione per mano delle brigate nere fasciste, domani, sarà commemorato il partigiano Erminio Ferretto con una cerimonia promossa dal Comune di Mogliano insieme ai Comuni di Venezia e Marcon.

 

Alla cerimonia, che si svolgerà alle ore 10.15 in via Ferretto (vicino allo stadio comunale) e che prevede la deposizione di una corona d’alloro presso il cippo dedicato a Ferretto, parteciperanno l’assessore di Mogliano Veneto, Oscar Mancini, l’assessore di Venezia, Renato Boraso, e il vice sindaco di Marcon, Luigi Bona.

 

Parteciperanno inoltre il Corpo dei Vigili con il Gonfalone dei tre Comuni, le sezioni ANPI di Mogliano Veneto e Preganziol, di Mestre e di Marcon, che a Ferretto sono intitolate, oltre ad una rappresentanza degli studenti del liceo scientifico G. Berto.

 

La cerimonia è aperta alla cittadinanza, che è invitata a partecipare.

 

Ferretto, nato a Mestre nel 1915, di professione commesso, antifascista, prima di aderire alla resistenza e di combattere per la liberazione del Veneto, aveva combattuto nella guerra di Spagna, era stato internato in Francia, dov’era riparato dopo la caduta della Repubblica spagnola, e confinato a Ventotene fino alla caduta del fascismo. Nel settembre del 1943, riacquistata la libertà e tornato in Veneto, s’impegnò subito nell’organizzazione della lotta partigiana nella Val Cellina. Dall’autunno del 1944 Ferretto operò in provincia di Venezia sino a quando, nella notte tra il 5 e il 6 febbraio 1945, fu sorpreso a Bonisiolo in una casa colonica dove fu trovato e fucilato dalle brigate nere. Nella primavera successiva il suo battaglione partigiano divenne Brigata e fu a lui intitolato.

 

È trascorso già un anno dalla scomparsa di Don Severino De Pieri, fondatore e direttore per oltre cinquant’anni del Centro salesiano di orientamento Cospes a Mogliano Veneto, nonché brillante docente universitario, ricercatore e studioso nell’ambito delle scienze dell’educazione.

 

Figlio di Don Bosco, ha speso la sua vita al servizio dei giovani e dell’orientamento, facendosi amare da tutti coloro che si sono affidati alla sua guida educativa.

 

Nell’anniversario della sua morte, la Comunità salesiana dell’Astori, insieme ai suoi familiari e ai collaboratori, desidera ricordarlo con affetto mediante la celebrazione di una S. Messa in suffragio, lunedì 28 gennaio, alle 18.30, presso la Chiesa del Collegio Astori.

 

Seguirà un momento conviviale presso il centro Cospes, durante il quale si terrà una cerimonia di dedica di una sala in perpetuo ricordo del valore e del carisma di questo caro sacerdote.

 

Si è svolta sabato mattina, sul sagrato della Chiesa di Pellestrina, la commemorazione delle vittime dell’affondamento della motonave “Giudecca”, avvenuto il 13 ottobre del 1944, in piena Seconda guerra mondiale, a seguito di un’incursione aerea. Alla cerimonia sono intervenuti, in rappresentanza della città, l’assessore Michele Zuin, il consigliere delegato alle isole Alessandro Scarpa ‘Marta’ e il presidente della Municipalità di Lido Pellestrina Danny Carella.

 

Dopo la benedizione sono state deposte due corone d’alloro: una sull’opera in bronzo dello scultore Giuseppe Vio, che ricorda il luttuoso evento, e l’altra sul cippo posto nella laguna antistante il piazzale in memoria delle 67 vittime.

 

Alla cerimonia hanno inoltre partecipato autorità civili e religiose, associazioni combattentistiche e di volontariato, i ragazzi delle scuole elementari e medie dell’isola, con i loro insegnanti.

Oggi, a Treviso, si è commemorato il bombardamento della città da parte delle fortezze volanti degli Stati Uniti d’America, avvenuto 74 anni fa.

 

Alle 13.05 del 7 aprile 1944 iniziò la strage in città mai dimenticata e che ancora insanguina i cuori dei trevigiani.

 

Furono 159 gli aerei che sganciarono su Treviso 2.000 bombe, causando un numero di vittime stimato intorno alle 1.600, di cui 123 bambini.

 

Oggi, come ogni anno, alle 12.15 si è tenuta la cerimonia di deposizione della corona commemorativa, mentre alle 13.05, ora dell’incursione, la campana della torre civica ha scandito i suoi rintocchi.

Il sindaco di Venezia e della Città metropolitana di Venezia Luigi Brugnaro è intervenuto questa mattina a Noale alla cerimonia di commemorazione del presidente di Aprilia Ivano Beggio, morto lo scorso 13 marzo.

 

Queste le parole che gli ha dedicato:

“A nome dell’Amministrazione comunale e metropolitana di Venezia, ma soprattutto mio personale, intendo esprimere ai familiari del caro Ivano il più sincero cordoglio. Ivano era per me un amico, un idolo della mia giovinezza. Ricordo quando mio papà mi accompagnò qui a Noale per comperare la mia prima bicicletta proprio dal papà di Ivano e già allora lui dimostrava di essere un ragazzo che si ingegnava continuamente per migliorare le cose. Senza alcun soldo pubblico, è riuscito a costruire un impero e qualcuno, forse, ha anche voluto portarglielo via. Tutto è iniziato qui a Noale: in questa città ha avuto origine la storia di un uomo e di tutta la sua famiglia cui dev’essere ridato l’onore e la gloria che merita perché nessuno si deve dimenticare le tante coppe del mondo vinte da una persona che ha anche creato migliaia di posti di lavoro fino ad arrivare a tentare di salvare un’azienda quando tutti gli sconsigliavano di farlo. Ma lui ha voluto dare ascolto al suo cuore, ha voluto seguire un suo sogno, ha creduto nello sport e ha permesso a tanti ragazzi di diventare dei veri campioni. La storia non si dimenticherà di Ivano perché, durante la sua vita, ha sempre dato l’esempio, e oggi, i tanti lavoratori e amici che sono qui testimoniano quanto importante lui sia stato per tutti noi”.

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