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Il Comitato “Prima i Trevigiani”, per il secondo anno consecutivo, lancia l’iniziativa dal nome “Compra i regali nei negozi del tuo quartiere”.

 

Da sempre il Comitato sostiene che i piccoli commercianti locali siano schiacciati dal peso di una presenza eccessiva di grossi centri commerciali, i quali fagocitano ogni anno gli incassi dei negozi cittadini e di quartiere. Purtroppo i centri urbani risultano sempre più svuotati e i relativi negozi chiusi. Il Comitato ritiene doveroso fermare questa situazione; per questo chiede ai trevigiani un piccolo gesto, ossia di acquistare i regali natalizi dalla piccola distribuzione.

 

Questa piccola iniziativa può essere un punto di partenza per cambiare le abitudini dei cittadini in modo da risollevare questa situazione prima che diventi irreversibile.

“Il mese di dicembre è il mese più importante per i commercianti e come ogni anno si apre la purtroppo nota diatriba tra piccoli negozi cittadini e grandi centri commerciali. Il centro storico, rispetto alle grandi strutture periferiche, pecca per comodità di raggiungimento a causa dei parcheggi e questa situazione fa morire ogni anno di più il cuore della città  e i suoi negozi”. A dirlo è il comitato Prima i Trevigiani che, per fermare questa situazione, chiede al Comune di rendere gratuiti i parcheggi nei weekend che ci separano dal Natale e di organizzare un servizio navette che colleghi punti strategici limitrofi al centro, quali ad esempio il foro boario e Monigo, così da garantire una maggior competitività ai negozi e rendere la città piena di vita nel periodo festivo.

 

 

“Già altre città in Italia hanno adottato decisioni simili”, conclude, “trovando soluzioni che avessero a cuore tanto i commercianti quanto la vita del centro cittadino e confidiamo che Treviso non sia da meno, perché riteniamo fondamentale fermare questo processo che sta facendo lentamente soccombere la nostra città”.

Di seguito pubblichiamo la testimonianza di Davide Visentin, presidente del comitato Prima i Trevigiani, riguardo a un episodio accaduto ieri a Treviso.

Nella giornata di oggi ho avuto un’altra triste prova di quanto in basso sia caduto il livello della sicurezza in città.

Al gazebo della lista Mario Conte Sindaco, che si è tenuto oggi nei pressi di porta Santi Quaranta, si è avvicinato un nordafricano in evidente stato di ebrezza. Con la consueta arroganza e insistenza, ha chiesto più volte l’elemosina e in seguito al nostro rifiuto ha assunto atteggiamenti violenti, tentando di danneggiare il gazebo, strappare i manifesti e si è avvicinato in modo molto aggressivo alle donne che erano presenti (le candidate Anita Avoncelli, Natalia Mazzobel e Federica Merlo) ed una bambina.

Siamo stati costretti ad allontanarlo con la forza e abbiamo segnalato il fatto alle forze dell’ordine.

Mi chiedo: ma Manildo che propaganda la città più sicura, vive nella stessa città dove siamo residenti noi o da qualche altra parte?
STOP AI SOPRUSI!!!!!

Oggi, nell’ambito dell’ordinaria attività di campagna elettorale, mentre stava girando un breve video sugli spazi dedicati alle associazioni nei pressi del cosiddetto “CSO DJANGO”, nella zona di Viale Montegrappa, è successo un episodio particolarmente spiacevole per Davide Visentin, presidente del Comitato Prima i Trevigiani. Di seguito, ce lo racconta.

 

Dopo avermi riconosciuto, dal centro sociale è uscito un gruppo di soggetti che minacciandomi e insultandomi mi ha costretto ad abbandonare il luogo delle riprese. Gli stessi hanno poi seguito me e gli operatori video per diverso tempo. Non credo volessero un civile scambio di opinioni.

Ora mi chiedo: “Che città è quella in cui non c’è più la libertà di espressione?”

Città che, a detta del sindaco, deve essere civile, inclusiva ed aperta a tutti. Ritengo gravissimo che un libero cittadino non possa esercitare i propri diritti politici, perché minacciato da gruppi organizzati che attuano regolarmente violenza e illegalità.

 

Cosa ne pensa il sindaco Manildo che si preoccupa di dare le patenti di antifascismo per concedere spazi in piazza ma chiude gli occhi davanti a queste situazioni?

Ci tengo a ribadire e sottolineare la situazione, che è: io, cittadino di Treviso e candidato alle elezioni comunali, sono stato allontanato con minacce e insulti da un LUOGO PUBBLICO di proprietà comunale. Ero su una strada comunale di libero accesso e non dentro al centro sociale, non c’era alcun intento provocatorio, sia chiaro.

A questo punto chiedo che sia lo stesso MANILDO, responsabile dell’ordine pubblico, ad accompagnarmi in quel posto per poter esercitare il mio diritto e completare la registrazione del video.

Oppure la libertà a Treviso ha solo un colore?!?

Fermiamo questi scellerati!

Il presidente del Comitato Prima i Trevigiani, Davide Visentin, si esprime in merito all’efficienza svizzera dei lavori svolti a Treviso a pochi giorni dalle elezioni. Di seguito pubblichiamo il suo commento.

 

 

“Davvero imbarazzante vedere come un Sindaco metta a servizio della propria campagna elettorale le istituzioni.

 

Dopo 5 anni di totale immobilismo (meglio così tra l’altro, visto i risultati delle poche iniziative prese, vedi ad esempio la ciclabile di Viale Montegrappa) dalla pagina Facebook ufficiale del Comune fioccano veri e propri spot elettorali a sostegno dell’amministrazione: Riparata una buca in tempi record, Cominciati i lavori di asfaltatura… Insomma efficienza svizzera a Treviso a pochi giorni dalle elezioni.
Il super democratico Sindaco Manildo non pare aver alcun genere di problema e usare la pagina del Comune come se fosse il suo ufficio stampa. Oggi arriva l’ulteriore presa per i fondelli con articoli auto celebrativi su quante risorse abbia impiegato. Spendere i soldi non è un merito, sono i risultati che contano.
Fortunatamente basta dare un’occhiata ai commenti dei cittadini per rendersi conto di come il vento stia cambiando.”

Il continuo proliferare di attività “etniche” in città, in particolare orientate alla ristorazione, dettano un tema imprescindibile per la prossima amministrazione. Davide Visentin, presidente del comitato Prima i Trevigiani, si pone delle domande a cui si dovrebbe dare una risposta: 

 

– Perché i ristoratori italiani della città sono tartassati da controlli e divieti, prescrizioni e certificazioni assurde, mentre la maggior parte dei gestori di ristoranti etnici operano con controlli sporadici e talvolta in palese violazione delle norme igieniche?

 

– Perché locali (quasi sempre gestiti da stranieri) dove sono state appurate con continuità attività illegali da parte della clientela continuano a essere aperti, diventando spesso fonte di degrado per tutto il quartiere?

 

 – Perché le organizzazioni sindacali non si preoccupano delle condizioni di lavoro degli operatori in queste attività, dove proliferano condizioni di scarsa sicurezza e di gestione sommersa?

 

Davide Visentin crede che vada attuata una campagna stringente di controlli e verifiche, atta a premiare coloro che operano in totale regolarità e a colpire duramente chi mette in pericolo la salute degli avventori e il decoro di Treviso ed esclama: “STOP A DUE PESI E DUE MISURE! DIFENDIAMO IL COMMERCIO TRADIZIONALE!”

Pubblichiamo di seguito un comunicato inviatoci dal comitato “Prima i Trevigiani”, impegnatosi di recente per contrastare le numerose attività anti-accattonaggio della provincia.

 

Anche la provincia di Treviso, come del resto tutta Italia in questi anni, subisce il problema della presenza di decine di accattoni all’esterno di attività pubbliche, soprattutto bar e supermercati, e con la loro insistenza rendono invivibile il normale svolgimento di un’attività quotidiana come ad esempio fare la spesa.

Episodi recenti lasciano intendere come questi individui, non solo disturbino i clienti, ma diventino un vero e proprio pericolo per chi non accetta di fare loro la “carità”. Vogliamo far notare a chi a seguito del nostro sdegno risponderà che“lo fanno per fame”, che parecchi di questi accattoni molte volte sono stati poi visti spendere il loro guadagno giornaliero in sale scommesse o alle slot machine.

L’azione simbolica che il comitato “Prima i Trevigiani” ha intrapreso in vari supermercati e negozi della provincia trevigiana ha consistito nell’appendere alcuni cartelli, riportanti l’ironica frase “SCOMMETTIAMO CHE NON HANNO FAME?”, per sensibilizzare i Cittadini a non dare a questi signori la classica monetina, che potrebbe poi finire dentro a una slot machine, vanificando così il gesto di carità fatto verso questa gente.

Serve quindi, soprattutto nel capoluogo trevigiano, che l’ordinanza comunale anti-accattonaggio venga fatta veramente rispettare e che venga modificata e inasprita affinché, si riesca ad arginare questo fenomeno, andando soprattutto a colpire l’organizzazione malavitosa che sta alle loro spalle.

Ci viene da pensare che se il sindaco Manildo avesse a cuore le esigenze dei trevigiani, agirebbe in questa direzione, ma la direzione tenuta durante il suo mandato ci fa capire come una sua azione sia ora impensabile. Parliamo allora alla futura giunta che ci sarà da giugno, che confidiamo avere al suo interno persone coscienziose, affinché agisca nel bene dei trevigiani.

Oggi i mendicanti in questione sono semplicemente redarguiti verbalmente o colpiti da provvedimenti amministrativi di poco conto, lasciando il problema senza una soluzione effettiva, ma solo di facciata.

Per i nostri anziani, ma anche per tutti i nostri concittadini, non deve essere un problema andare al supermercato, non devono aver paura di questi personaggi a volte troppo insistenti e in alcuni casi violenti, ecco perché vogliamo sensibilizzare chi di dovere in tal senso.

Di seguito pubblichiamo un comunicato arrivatoci dal Comitato Prima i Trevigiani, che informa circa il proprio progetto volontari per la sicurezza, che ieri sera hanno monitorato due zone critiche di Treviso.
Il nostro comitato ha deciso di proseguire il progetto volontari per la sicurezza, controllando nella serata del 28 Marzo San Pelajo e Santa Bona, per garantire la sicurezza dei quartieri,  priorità troppo spesso dimenticata dall’amministrazione.
I quartieri di Treviso– spiega Davide Visentin presidente del comitato prima i trevigiani– sono abbandonati al loro destino e la cattiva amministrazione del Partito Democratico ha portato insicurezza e delinquenza.
La retorica buonista e le scarse competenze amministrative di Manildo e della sua giunta hanno ridotto la nostra città a un luogo dove i suoi cittadini temono nell’uscire di sera e dove i piccoli delinquenti, come spacciatori e ladri, agiscono indisturbati.
Per questo abbiamo deciso di intervenire in prima persona, per aiutare concretamente chi, come noi, vede la nostra città sempre più prossima al baratro e che ne aspetta la rinascita, soprattutto in termini di qualità della vita. Agiremo presidiando tutti i quartieri più a rischio per prevenire e segnalare episodi delittuosi che troppo spesso i nostri concittadini sono costretti a subire.

Di seguito pubblichiamo un comunicato giuntoci dal Comitato Prima i Trevigiani, che contiene delle dichiarazioni del suo presidente Davide Visentin.

 

Davide Visentin, apprese le notizie recentemente diffuse dall’esponente di IMPEGNO CIVILE, ha dichiarato: “Luigi Calesso, con la scarsa eleganza che contraddistingue il suo modo di far politica, mi ha attaccato personalmente cercando di colmare il vuoto di proposte e di idee suo e della coalizione che rappresenta. Un minestrone di notizie completamente false recuperate alla meno peggio da google, e ripresentate con fini palesemente diffamatori: nessuno dei fatti riportati mi riguarda o mi è mai stato attribuito, il legame sta solo nella testa di Calesso. Ho ovviamente già dato mandato ai legali di procedere”.

 

Visentin è sceso anche nei temi dell’attualità elettorale:

“Sorprende come Calesso si renda paladino della giustizia a giorni alterni, dimenticandosi dei suoi sostenitori del CSO DJANGO, ospitato presso la caserma Piave, che versano tutt’ora nell’illegalità più totale e diffusa. Mi impegnerò perché la protezione che ha garantito insieme a Manildo a questi personaggi finisca quanto prima” per poi concludere che “la sinistra non ha imparato la lezione dalle politiche: agitare lo spauracchio fascista non serve a nulla se non ad aizzare i centri sociali. Forse è quello che vogliono”.

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