Home / Posts Tagged "CNA Treviso"

Circolare Inps sulla cassa integrazione, i centri servizi delle associazioni di categoria sono in rivolta. «Lo Stato si è preso 40 giorni di tempo per emanare la circolare, a noi danno 5 giorni di tempo per fare tutto il lavoro» protesta Mattia Panazzolo, direttore territoriale di CNA Treviso.

 

Sabato 27 giugno è uscita la circolare Inps n.78, la prima di tre previste, che rende (solo in parte) operative le ulteriori 9 settimane di cassa integrazione Covid-19 introdotte dal Decreto Rilancio.

 

Dal 17 maggio (data di pubblicazione in GU del Decreto Rilancio) al 27 giugno (emanazione della prima circolare operativa Inps) sono passati ben 40 giorni. Agli intermediari si dà invece tempo solo fino al 3 luglio per presentare alcune tipologie di domande per conto delle aziende.

 

Per ovviare ai ritardi nei pagamenti, il Decreto Rilancio ha introdotto un farraginoso meccanismo di “anticipo del 40% della cassa integrazione” al lavoratore. In sostanza l’Inps paga il 40% della cassa integrazione al lavoratore prima ancora di verificare e approvare l’intera domanda presentata dall’azienda, con l’intento di accelerare i tempi.

 

La circolare 78, che disciplina operativamente come gestire questo anticipo, assegna ora per questa casistica agli intermediari il termine del 3 luglio per la presentazione delle domande.

 

Quindi, lo Stato si prende 40 giorni per rilasciare istruzioni operative, non ancora complete, mentre gli intermediari devono fare tutto in 5 giorni lavorativi.

 

«In questi mesi, pur evitando di sparare sull’Esecutivo ma cercando di dare il nostro contributo responsabile, abbiamo sempre contestato il troppo tempo intercorrente tra l’annuncio di ogni misura, l’entrata in vigore della medesima e le istruzioni operative – denuncia Mattia Panazzolo -. A farne le spese, oltre ai lavoratori e ai cittadini, sono gli intermediari come i nostri centri servizi, che da qualunque annuncio vengono tartassati di richieste non attuabili fintanto che non arrivano le istruzioni operative. Poi, quando finalmente arrivano, ci danno pochi giorni per produrre montagne di carte».

 

Per CNA, l’emergenza Covid-19 non sarà passata invano se la burocrazia italiana correggerà le storture che la caratterizzano da sempre e mettono in evidenza lo scarso rispetto per le altre articolazioni del sistema, nonostante siano essenziali per la buon riuscita degli interventi.

 

«È un’occasione straordinaria perché niente rimanga come prima – conclude Panazzolo – come ha auspicato anche il Capo dello Stato nel suo discorso a Bergamo nel ricordare le vittime del Coronavirus».

 

Venerdì scorso, 38 giorni dopo l’entrata in vigore del decreto Rilancio, sono intanto stati stanziati i 258 milioni di euro a beneficio della FSBA, la CIG per gli artigiani, erogata dagli Enti bilaterali. In attesa di sapere quale sarà la quota stabilità per il Veneto, non resta anche in questo caso che sottolineare i ritardi. «Questa tempistica non è ragionevole né rispettosa delle impellenti necessità di chi è da mesi senza stipendio – aggiunge il direttore di CNA. – L’auspicio è di non dover attendere altri 38 giorni per ogni accredito successivo».

Accesso al credito, se ne parla stasera online con l’esperto di CNA

 

L’attività sindacale e di rappresentanza di CNA si è già da un pezzo spostata completamente online, con il format CNA Restart che, nei sui primi appuntamenti, si è rivelato un successo per la numerosa partecipazione.

 

Oggi, giovedì 16 aprile, si terrà il quarto appuntamento: focus sull’accesso al credito, un tema molto sentito dagli artigiani. Il MISE infatti ha appena reso noto il modulo da presentare per accedere alle garanzie statali per i finanziamenti fino a 25mila euro, garantiti al 100% dallo Stato, secondo quanto prevede il Decreto Liquidità.

 

Il video-incontro di oggi, con la possibilità di porre domande in diretta al relatore, Rudy Bortoluzzi, direttore del confidi CNA Canova, ha per tema “Strumenti per il credito e la gestione dei flussi finanziari aziendali”. Si terrà alle ore 17. Per avere il link di accesso alla piattaforma scrivere a [email protected] o chiamare lo 0422.3155.

 

Date e temi dei prossimi video-incontri

I prossimi video-incontri, tutti a partecipazione gratuita, si terranno martedì 21 aprile (“Formazione e consulenza finanziata per adeguare le imprese alle nuove sfide” con Gloria Spagnolo) e giovedì 23 aprile (“La corretta gestione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori dipendenti” con Valeria Boesso).

 

Il ciclo CNA Restart seguirà quindi per tutto il mese di aprile con altri video-incontri su “Recupero crediti”, “Pagamenti alternativi” e altri temi di interesse per le aziende artigiane, per le piccole imprese e i professionisti.

 

I precedenti video-incontri “Restrizioni in vigore per le attività economiche e le persone fisiche”, “Come lavorare in sicurezza ai tempi di coronavirus” e “Gli strumenti assistenziali per l’emergenza COVID-19 a beneficio delle persone fisiche” sono caricati sul canale Youtube dell’associazione.

 

«I provvedimenti dell’autorità pubblica si susseguono ininterrottamente da settimane, introducendo quasi ogni giorno sempre qualche diversa novità – spiega Mattia Panazzolo, vicedirettore di CNA territoriale di Treviso -. Per un’impresa in questo momento avere informazioni corrette e in tempi rapidi è la materia prima più importante per capire soprattutto come ripartire. Chi si tiene aggiornato e comincia da ora a riorganizzare la propria attività, avrà grandi vantaggi quando ripartirà il mercato».

L’iniziativa è a ingresso libero e gratuito, con prenotazione obbligatoria chiamando lo 0422.3155

 

Rallenta l’export e rallenta il mercato del lavoro: presenta alcune criticità l’economia trevigiana, inserita in un contesto internazionale segnato da turbolenze geopolitiche (guerre tariffarie, rischio “hard Brexit”) e da previsioni negative per il commercio mondiale.

Se ne parlerà in CNA a Treviso (viale della Repubblica, 154), domani, giovedì 24 ottobre alle ore 20.30 con il dott. Federico Callegari, direttore del Centro Studi della Camera di Commercio di Treviso-Belluno.

 

Nel corso della serata saranno presi in esame i principali indicatori economici che fotografano lo stato di salute dell’economia trevigiana e si tenterà una previsione dell’andamento nei prossimi mesi.

 

Ad aprire i lavori con un saluto introduttivo sarà Tiziano Bianchin, presidente del mandamento CNA Treviso, mentre le conclusioni sono affidate a Alfonso Lorenzetto, presidente territoriale dell’Associazione Artigiana.

 

«Per rilanciare l’economia trevigiana occorre che tutti facciano la loro parte, imprenditori e governo – afferma Giuliano Rosolen, direttore di CNA territoriale Treviso -. Bloccare l’incremento dell’Iva è certo una priorità, ma la manovra deve essere più coraggiosa per infondere fiducia alle imprese e alle famiglie rilanciando gli investimenti infrastrutturali, riducendo drasticamente la burocrazia e abbassando la pressione fiscale».

Con la proposta del governo un operaio non qualificato del livello più basso costerebbe a un’azienda 2.627 euro mensili. Salario minimo di 9 euro/ora: fuori mercato la gran parte delle aziende trevigiane

 

Il salario minimo di 9 euro l’ora, proposto dal Governo, rischia di far andare fuori mercato gran parte delle aziende trevigiane, a partire dalle piccole e piccolissime, alzando i costi e stroncando ogni possibilità di assumere. Infatti, la maggior parte dei contratti collettivi del settore artigiano, per i lavoratori meno qualificati, contempla livelli di inquadramento inferiori ai 9 euro orari.

 

Il centro studi della CNA di Treviso ha fatto due conti e l’Associazione degli Artigiani rimanda al mittente come irrealistica la proposta del salario minimo a 9 euro lordi/ora.

 

«La ricetta deve essere un’altra – afferma Giuliano Rosolen, direttore provinciale di CNA Treviso – ovvero l’abbassamento delle imposte per le aziende, favorendo quelle che si impegnano ad aumentare l’occupazione. Serve un taglio deciso del cuneo fiscale, non al contrario continuare ad alzare i costi per le imprese, scelta irresponsabile che appesantisce ulteriormente la spirale depressiva. Anche sul metodo c’è da fare un’annotazione: la definizione dei salari è materia da sempre oggetto di contrattazione tra le parti sociali, associazioni datoriali e sindacati. Non s’è mai visto un Governo che voglia imporre per legge le retribuzioni dei lavoratori!».

 

«La maggior parte dei contratti collettivi del settore artigiano contempla, per le mansioni meno qualificate, livelli di inquadramento inferiori ai 9 euro orari – conferma Mattia Panazzolo dell’Area Lavoro della CNA provinciale -. È bene ricordare però che nulla vieta a livello aziendale di accordare retribuzioni superiori al minimo tabellare al singolo lavoratore, come spesso avviene nelle nostre aziende. Cosa diversa è prevedere un obbligo legislativo di salario minimo, a cui dovrebbero uniformarsi i livelli più bassi, con un conseguente slittamento verso l’alto dei livelli successivi».

Qualche dato

Nel settore metalmeccanico artigiano un operaio non qualificato (livello 6, il più basso) ha attualmente diritto a una retribuzione minima di 7,6 euro lordi all’ora, un operaio qualificato (livello 5) di 7,9 euro/ora. L’operaio specializzato, a seconda che sia inquadrato al livello 3 o 4 ha diritto rispettivamente a 8,8 o a 8,3 euro lordi/ora. Solo l’operaio specializzato di livello 2B (molto raro) supera i 9 euro lordi orari.
Se venissero accordati 9 euro all’operaio non qualificato (manovali o simili), va da sé che tutte le retribuzioni aziendali dovrebbero essere adeguate al rialzo.
«Pensiamo solo a chi viene assunto come apprendista – aggiunge Panazzolo -: ha un salario che inizialmente è basso e poi piano piano con l’acquisizione di competenze e di esperienza sale di anno in anno. Se venisse applicato il salario minimo a 9 euro ci sarebbe un aumento percentuale di varie decine di punti. Con il risultato di alzare i costi del lavoro in maniera tale da dissuadere le imprese dal fare assunzioni di giovani».
Anche nel settore alimentare artigiano (ad es. panifici, pizzerie al taglio etc.) metà dei livelli contrattuali si trovano attualmente sotto i 9 euro. Nel settore della comunicazione (tipografie, fotografi etc.) tre livelli su otto si trovano sotto i 9 euro. Nel settore delle pulizie ben cinque livelli su sei si trovano sotto i 9 euro. Nel settore dell’estetica e dell’acconciatura tutti i livelli di inquadramento contrattuale si trovano sotto i 9 euro. Nel settore artigiano, solo l’edilizia presenta retribuzioni superiori ai 9 euro lordi l’ora.
Tenuto conto che in Italia il cuneo fiscale (cioè il divario tra ciò che un datore sborsa per un dipendente e quanto il dipendente prende in busta paga) è alto, ecco quanto costerebbe all’impresa assumere un lavoratore privo di esperienza, senza nessuna professionalità, non autonomo sotto il profilo lavorativo nell’ipotesi che passasse la proposta del salario minimo: 2.441 euro mensili (1.557 euro lordi in busta paga) per un totale di 29.300 euro l’anno per i settori con la tredicesima; per i settori con la quattordicesima ben 2.627 euro mensili per 31.532 annui.

 

«È evidente che tali costi d’ingresso per i lavoratori meno qualificati risulterebbero del tutto insostenibili soprattutto per le piccole e piccolissime imprese che animano il tessuto trevigiano» aggiunge Mattia Panazzolo.
«La competitività del sistema economico non deve basarsi sulla compressione salariale, ma sull’innovazione di prodotto e di processo, sulla digitalizzazione, sulla formazione delle risorse umane e sulla ricerca di nuovi mercati – conclude Rosolen -. Serve sostenere l’impresa nei suoi progetti di innovazione e pervenire a una riduzione della tassazione per chi produce. I 9 euro di salario mimino, al di là del facile consenso, produrrebbero un incremento dei prezzi di prodotti e servizi, facendo perdere competitività alle nostre imprese e impoverendo i consumatori; e produrrebbero disoccupazione».

Arriva lo scontrino telematico e la CNA chiede una proroga. «Quest’anno artigiani, imprese e professionisti hanno già dovuto far fronte a nuovi costi e adempimenti dovuti all’obbligo della fatturazione elettronica; la nuova incombenza dello scontrino elettrico va prorogata: lasciateci respirare!».

Lo chiede Roberto Ghegin, direttore della CNA di Castelfranco Veneto e responsabile fiscale dell’Associazione provinciale.

«Siamo favorevoli alle modernizzazioni ma vanno fatte per gradi e soprattutto in presenza di regole certe: i decreti attuativi non sono ancora stati emanati» aggiunge Ghegin.

 

COSA PREVEDE LA NUOVA NORMA: COSTI E ADEMPIMENTI

 

Il vecchio scontrino dunque è destinato ad andare presto in pensione, ma l’addio al vecchio tagliando cartaceo rischia di diventare un caos. Come previsto dal collegato fiscale della legge di bilancio, dal prossimo 1º luglio supermercati e grandi negozi – quelli con un fatturato sopra i 400 mila euro l’anno – dovranno passare allo scontrino elettronico; ovvero alla trasmissione telematica degli scontrini e delle fatture all’Agenzia delle Entrate. Per tutte le altre imprese che vendono servizi o prodotti al pubblico l’incombenza scatterà invece dal 1º gennaio 2020.

 

Tempi troppo stretti per la CNA, nell’annus horribilis della fatturazione elettronica.

 

Con lo scontrino elettronico, tutti gli incassi della giornata di negozi e attività artigianali o professionali che vendono a privati saranno inviati direttamente al fisco; questo potrà così confrontare quasi in tempo reale le vendite con l’Iva incassata e quella pagata per il magazzino. Per adeguarsi alla novità, i commercianti e gli artigiani dovranno acquistare un registratore di cassa telematico, del costo di circa 700-800 euro; anche se è previsto uno sconto fiscale di 250 euro  che ne copre ma solo parzialmente  il costo.

 

Nelle intenzioni del legislatore tale dispositivo dovrebbe ridurre l’evasione fiscale e portare vantaggi ai consumatori: l’archiviazione digitale dello scontrino è più sicura; visto che non deperisce come il tagliando di carta termica utilizzato attualmente. Inoltre potrà, proprio come l’attuale scontrino, essere usata per la garanzia sui prodotti acquistati e per la presentazione in dichiarazione dei redditi per le detrazioni fiscali.

 

Lo scontrino elettronico porrà inoltre le basi anche per la cosiddetta “lotteria dei corrispettivi”; un ulteriore meccanismo per abbattere l’evasione fiscale incentivando l’acquirente a richiedere lo scontrino al venditore per partecipare ad una lotteria nazionale con vincite e dunque scoraggiando le transazioni “in nero”.

 

LE CRITICITÀ E LE PROPOSTE DI CNA

 

La CNA segnala che l’avvio della novità rischia di essere estremamente complesso. A due mesi dalla scadenza mancano i due decreti ministeriali indispensabili per farlo partire. Ovvero: uno del MEF, che deve indicare le categorie economiche escluse, come avviene già adesso per gli scontrini fiscali; e l’altro del MEF e del Ministero dello Sviluppo economico che deve individuare le zone del Paese che saranno esonerate dall’obbligo.

 

Un ritardo inspiegabile che ha spinto la CNA e le altre  associazioni a scrivere al Ministro Giovanni Tria per chiedere un rinvio dell’entrata in vigore dello scontrino elettronico “in considerazione del ritardo nell’emanazione dei decreti attuativi e delle possibili difficoltà operative connesse alle problematiche tecniche che le imprese si troveranno ad affrontare nell’adeguamento del parco macchine esistente e a causa dell’insufficiente connessione ad internet  in molte zone del paese”.

 

«Per evitare il caos che c’è stato con l’avvio della fatturazione elettronica – spiega Roberto Ghegin – bisogna certamente provvedere ad emettere immediatamente i due decreti, ma non basta. Occorre rinviare dal 1º luglio prossimo a gennaio 2020 l’entrata in vigore del provvedimento; per consentire alle associazioni di categoria e agli imprenditori di avere chiarezza e gestire nel modo migliore il cambio e bisogna anche potenziare gli sconti fiscali per l’acquisto dei registratori di cassa digitali».

 

«E poi procedere a introdurre l’obbligo per scaglioni perché le imprese non sono tutte uguali per dimensioni, fatturati, risorse umane e competenze tecnologiche. Basti pensare che il 20% delle imprese e dei professionisti nostri associati oggi hanno affidato ai nostri uffici la gestione della fatturazione elettronica; significa che non tutti hanno le risorse umane e le competenze tecnologiche per fare da sé. Il Governo dovrebbe pensare a tutelare le piccole imprese invece che prevedere sempre nuovi aggravi burocratici e di costi, che sui “piccoli” pesano in media molto di più».

Per tutto il mese di marzo, il progetto “Quality of Life – Diritto dei Pazienti Oncologici” ha coinvolto le estetiste APEO, dedicando alle donne malate di cancro un trattamento estetico gratuito, con l’obiettivo di innalzare il benessere e la qualità della vita delle pazienti.

 

Lunedì 18 marzo l’Associazione Professionale di Estetica Oncologica (APEO) ha presentato alle estetiste di CNA questo suo progetto, nell’ambito del convegno “Prevenzione oncologica e benessere della donna”, organizzato da Fondazione Sanità onlus con CNA, a cui è intervenuto anche il direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana Francesco Benazzi.

 

Nata su ispirazione di Umberto Veronesi, APEO ha lo scopo di insegnare alle estetiste come effettuare trattamenti di bellezza e di benessere su pazienti in terapia oncologica e migliorare la loro qualità di vita psicofisica.

 

«CNA crede – afferma il presidente trevigiano Alfonso Lorenzetto – che sia un valore aggiunto formare anche sul territorio di Treviso estetiste esperte di estetica oncologica per questo nei mesi scorsi ha ospitato, nella sede di Treviso, un corso di formazione sulla dermopigmentazione oncologica e sostiene la raccolta firme APEO per il riconoscimento del diritto di ogni paziente in terapia oncologica a “mantenere per quanto possibile il proprio stile di vita, a livello personale, famigliare e sociale”».

 

«L’obiettivo su cui si sta spendendo Fondazione Sanità onlus – spiega il presidente Oscar Trentin – è quello di veder inserite le estetiste formate, per trattare pazienti oncologici nelle equipe multidisciplinari della Sanità Pubblica che seguono la persona malata di cancro. Cosa che già avviene in alcune regioni come la Lombardia. In Veneto non ancora».

 

I benefici di offrire al paziente, oltre alla cura, anche dei percorsi legati al benessere psicofisico sono numerosi perché restituiscono alla persona serenità, qualità della vita, dignità personale. Molte cure contro il cancro producono effetti collaterali indesiderati quali problemi alla pelle e alle unghie.

 

Manicure e pedicure non vanno eseguiti come sull’unghia sana e tantomeno i massaggi (le estetiste APEO offrono due tecniche di massaggio specifiche per persone sotto trattamento oncologico, uno decontratturante e l’altro linfodrenante).

 

Un altro aspetto che rientra nell’estetica oncologica riguarda gli interventi di dermopigmentazione e, per le donne operate al seno, la ricostruzione dell’areola e del capezzolo.

 

«Il fatto di ricostruire il seno, l’areola e il capezzolo dà la possibilità alla donna, anche dal punto di vista estetico, di rivedersi come prima, quindi è un grande servizio che viene fatto alla persona – ha detto il direttore generale Francesco Benazzi nel suo intervento – Oggi più che mai la dermopigmentazione, che viene utilizzata non solo in oncologia ma come risposta a traumi importanti dove ci sono cicatrici deturpanti, è una soluzione che dà delle risposte alla medicina, alla chirurgia, alle patologie importanti.  Ringrazio la CNA di fare questi corsi. Questa iniziativa serve proprio a dirci che quello che state facendo serve anche alla Sanità Pubblica perché serve a far star bene la donna».

 

Il presidente di CNA Veneto Alessandro Conte ha sottolineato l’importanza del ruolo della prevenzione sanitaria in cui anche l’artigianato veneto è attivo attraverso l’ente SANI.IN.VENETO, che assicura assistenza sanitaria ai lavoratori dipendenti delle imprese artigiane della nostra regione. Conta 140 mila iscritti e 130 mila prestazioni erogate ogni anno.

 

Il governatore del Veneto Luca Zaia, che non ha potuto partecipare per impegni istituzionali, ha inviato un messaggio, letto a inizio convegno.  

Amazon e-commerce: i vantaggi per l’impresa: iniziativa a ingresso libero e gratuito domani, martedì 19 marzo a Treviso

 

Parecchi è la risposta. Come dimostrano le tante esperienze di successo di chi ci ha provato e gli è andata bene.

 

Per scoprire il mondo dell’e-commerce, in particolare di Amazon, CNA in collaborazione con Fab Lab Castelfranco Veneto, nell’ambito del progetto camerale Connessi al Cambiamento 2019, ha organizzato un incontro sul tema domani, martedì 19 marzo alle ore 20.30, presso la sede di CNA Treviso (viale della Repubblica 154).

 

Relatore della serata sarà Stefano Grigoletti, consulente e formatore in Marketing e dal 2009 di Economia e Gestione delle Imprese alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Padova, che spiegherà la differenza tra e-commerce e marketplace, i criteri di scelta per orientarsi su uno o sull’altro, come si può promuovere e vendere on-line un prodotto o un servizio e, soprattutto, quali margini di guadagno ci sono.

 

A partire dalle 21.30, porteranno la loro testimonianza imprenditori che si sono addentrati con successo nel mondo del commercio online.

 

L’ingresso è gratuito. Iscrizioni sul sito: www.cnatreviso.it

Raddoppio deducibilità IMU, proroga iperammortamento, flat tax, pace fiscale, regime dei minimi, credito d’imposta 4.0, Alternanza Scuola Lavoro, premi INAIL, mobilità in deroga, pensioni di cittadinanza, quota 100: sono i temi che verranno trattati nell’ambito dell’iniziativa “Legge di bilancio 2019. Le novità fiscali, i provvedimenti sul lavoro” organizzata da CNA Treviso lunedì 18 febbraio alle ore 20.30 (viale della Repubblica 154).

 

Sarà l’occasione per fare il punto sulle novità introdotte con la legge di bilancio che impattano sulle imprese e sul lavoro.

 

L’incontro, a ingresso libero e gratuito, sarà presieduto da Tiziano Bianchin, presidente CNA Treviso, e introdotto da Giuliano Rosolen, direttore di CNA Treviso.

 

Interverranno sui temi specifici il dott. Fabrizio Geromel, responsabile dell’Area Fiscale, e Mattia Panazzolo, responsabile dell’Area Lavoro.

 

Chi fosse interessato a partecipare deve dare a propria adesione (obbligatoria) allo 0422.3155.

“Quota 100: mi conviene?” è il titolo della serata informativa gratuita, organizzata da CNA Treviso nell’ambito del progetto con la Camera di Commercio di Treviso-Belluno “Connessi al cambiamento 2019”, che si terrà domani sera, venerdì 15 febbraio alle ore 20.30, presso la sede provinciale dell’associazione di categoria in viale della Repubblica 154.

 

Sarà l’occasione per affrontare argomenti di stretta attualità che riguardano la vita di migliaia di persone anche in provincia di Treviso: la nuova riforma pensionistica con la possibilità di andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi, il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza. Si vedrà inoltre come cambiano gli istituti della Riforma Fornero: la “pensione anticipata”, l’“opzione donna”, l’“ape sociale”, i “lavoratori precoci” e i “lavori usuranti”, eccetera.

 

Relatrice della serata sarà Iris Ortis, direttrice del Patronato Epasa-Itaco di CNA. Porterà i suoi saluti il presidente provinciale di CNA Alfonso Lorenzetto.

 

Ingresso libero e gratuito, adesione obbligatoria allo 0422.3155.

Imparare a restaurare edifici storici e monumentali è un plus importante per un’impresa edile. E CNA, con questo progetto che vede la partnership di Edilcassa Veneto e Cosvem, e la collaborazione del Credito Trevigiano e della Fondazione Villa Emo onlus, sta offrendo alla quarantina di imprese e professionisti che hanno aderito l’opportunità di acquisire competenze specifiche per intervenire su edifici del valore di Villa Emo, sottoposti a vincolo della Sovrintendenza.

 

«Investire nella salvaguardia del nostro patrimonio culturale, a cominciare da quello artistico-architettonico, è di straordinaria importanza per la nostra economia – afferma Alfonso Lorenzetto, presidente della CNA territoriale di Treviso -. Come CNA crediamo che la cultura sia un asset strategico per lo sviluppo locale, per questo abbiamo voluto dare il contributo che ci spetta come associazione di artigiani e imprenditori: qualificare le nostre maestranze dell’edilizia perché possano effettuare gli interventi di restauro delicatissimi che richiedono questi beni».

 

CNA non scende nel dibattito sui destini di Villa Emo ma dà il suo contributo fattivo alla conservazione di quel bene e a qualificare chi materialmente dovrà intervenire nella conservazione dell’immenso  patrimonio monumentale della nostra provincia, che dovrà essere valorizzato attraverso sinergie pubblico-privato.

 

«Con questa iniziativa, che ha trovato ampio consenso nelle imprese artigiane e nei professionisti dell’edilizia, forniamo le conoscenze di base necessarie per effettuare restauri conservativi di edifici di interesse storico o monumentale e perciò sottoposti a vincolo – spiega Giuliano Chies, responsabile sindacale di CNA -. Il valore aggiunto di questo corso è che facciamo fare un’esperienza pratica, sul campo».

 

Nello specifico, i partecipanti al corso saranno impegnati nell’intervento di restauro degli intonaci delle spallette laterali e degli elementi lapidei della scalinata di Villa Emo. La scalinata era stata fino a qualche tempo fa ricoperta da un glicine che aveva rovinato gli intonaci. Su richiesta della Sovrintendenza il glicine è stato rimosso lasciando molto visibili i danni creati dalla pianta.

 

 

«Abbiamo effettuato uno studio scientifico sui materiali che ci ha permesso di ricostruire le ricette degli impasti e degli intonaci che il Palladio utilizzò nel ’500 su Villa Emo – spiega Pietro Rosanò, chimico,  direttore scientifico del progetto e docente -. Le 40 ore del cantiere ci consentiranno di eliminare i materiali che non sono compatibili, come il cemento utilizzato in uno degli ultimi restauri, e di sostituirli con materiali compatibili. Faremo quindi una pulitura delle copertine di pietra che ricoprono il muro con l’eliminazione  dei biodeteriogeni (alghe, muschi e licheni) utilizzando materiali di pulitura e protezione idonei ai lapidei presenti, il rosso di Verona e la scaglia rossa».

 

Tra i docenti del corso anche l’arch. Giorgio Sparisi e la restauratrice Marta Schiavinato.

 

Un ruolo importante nel progetto ce l’ha il Cosvem, consorzio che opera sul territorio dal 1985 e che attualmente associa 87 ditte artigiane che operano nell’ambito del restauro, del restauro monumentale,  delle manutenzioni e delle costruzioni. Il Consorzio mette a disposizione gratuitamente l’allestimento e l’organizzazione del cantiere.

 

«È un valore per noi contribuire alla formazione delle maestranze del territorio – afferma il presidente del Cosvem Ilario Pavan -. Ci sono tecniche di restauro che fanno risparmiare tempo e danno risultati migliori: è bene che queste conoscenze diventino patrimonio condiviso dei nostri artigiani edili. Vista la grande partecipazione al corso, ci auguriamo che questa esperienza di scuola-cantiere possa essere replicata».

 

«È un’iniziativa che, in virtù di una collaborazione tra diversi soggetti del territorio, produce utilità per tutti – commenta Giuseppe Romano, presidente di Fondazione Villa Emo onlus -. È senz’altro un bel progetto da replicare».

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni