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Nel giorno in cui in Cina è arrivata la squadra di esperti scientifici dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), la Commissione sanitaria nazionale rende noti 138 nuovi casi di contagio da Covid-19, nonché il primo decesso dopo mesi. A perdere la vita, come riferisce l’Agenzia di stampa nazionale Dire, un abitante della provincia dell’Hebei, che circonda la capitale, Pechino.

 

Proprio ieri le autorità, riscontrando un nuovo focolaio in questa provincia, hanno imposto un nuovo lockdown nell’intera regione settentrionale dello Heilongjiang (nota anche come Manciuria) che riguarda oltre 28 milioni di persone, dopo che qui negli ultimi giorni sono stati confermati circa un centinaio di nuovi contagi al giorno, con un picco di 138 annunciati nelle ultime 24 ore dalle autorità sanitarie.

 

Come ha confermato l’emittente cinese Cgtn, il team di scienziati dell’Oms è arrivato a Wuhan con il compito di studiare le origini della pandemia di Covid-19.

Nell’ambito della XXX edizione del Premio Carlo Scarpa, dedicata a I giardini del tè di Dazhangshanla Fondazione Benetton Studi Ricerche, con la collaborazione del Sole Luna Festival, propone due documentari che raccontano la Cina. Due viaggi nel tempo e nello spazio dei suoi paesaggi contrastanti e nei mosaici della sua umanità. 

 

Giovedì 25 luglio e giovedì 1° agosto alle ore 21, nell’auditorium delle Gallerie delle Prigioni di Treviso, la Fondazione Benetton Studi Ricerche, con la collaborazione del Sole Luna Festival, propone due serate di cinema documentario sulla Cina

 

Dopo la proiezione di Mingong, film documentario di Davide Crudetti, giovedì 1° agosto alle ore 21 sarà proiettato Blank Lands (Italia 2016, 82’): un docufilm del collettivo Blank Lands.

 

Tutte le epoche e storie hanno le loro terre bianche, territori non tracciati sulle mappe, avvolti dal mistero. Le terre bianche della Cina degli anni trenta erano le remote regioni ai confini occidentali, abitate nell’immaginario collettivo da “barbari cannibali”.

 

Zhuang Xueben, un giovane fotografo di Shanghai, fu il primo a raccontarle con migliaia di fotografie e ricchi diari, raccolti in dieci anni di viaggio, a partire dal 1934. Il suo lavoro all’epoca aprì una finestra su una Cina poco conosciuta, spesso inesplorata e avvolta da pregiudizi, rivelando la bellezza delle culture locali: Tibetani, Yi, Qiang, Tu, Salar sono solo alcuni dei gruppi etnici con i quali entrò in contatto e che riuscì a svelare con sguardo curioso e umano. Prima di sparire: inghiottito dai tumulti della rivoluzione culturale, il suo nome e il suo lavoro sono riemersi solo recentemente.

Oltre al cinema

Gli appuntamenti sono organizzati nel contesto della mostra documentaria e di arte contemporanea The Ground We Have in Common, realizzata dalla Fondazione Benetton e dalle Gallerie delle Prigioni, e dedicata alla trentesima edizione del Premio Carlo Scarpa, che quest’anno vede protagonisti I giardini del tè di Dazhangshan e il tema della cura della terra bene comune. 

Nei giorni delle due proiezioni, la mostra The Ground We Have in Common sarà visitabile dalle ore 15 fino alla fine dell’evento.

 

L’esposizione, a cura di Patrizia Boschiero e Nicolas Vamvouklis, aperta fino a domenica 1° settembre 2019 (martedì-venerdì ore 15-19, sabato e domenica ore 10-13 e 15-19, ingresso libero), affianca alla componente documentaria l’esposizione di opere d’arte contemporanea. Partendo dall’esplorazione del paesaggio dei giardini del tè di Dazhangshan, il percorso mette in luce il contesto geografico e architettonico di un territorio che è storicamente il cuore delle coltivazioni della pianta del tè e della produzione della bevanda che ne deriva, la sua valenza storica e culturale. La mostra ripercorre inoltre idee e temi che hanno attraversato alcune delle precedenti edizioni del Premio Carlo Scarpa, con opere d’arte, materiali d’archivio, testi, fotografie, pubblicazioni e video. Unendo ricerca artistica e indagine paesaggistica, l’esposizione si snoda tra contributi di natura diversa ed esplora i linguaggi scelti da artisti contemporanei che indagano la nozione di giardino in senso ampio e quella della cura della terra.

 

Ingresso libero sia alle proiezioni che alla mostra.

Per maggiori informazioni: Fondazione Benetton, tel. 0422.5121, www.fbsr.it 

“Ogni sportivo, di ogni angolo del mondo, a cominciare da me, oggi si inchina alla straordinaria impresa di una ragazza fenomenale che, partita da Spinea, nel nostro Veneto, ha raggiunto Marte”.

 

Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto saluta l’ennesimo trionfo di Federica Pellegrini. Poco fa, in Cina, Federica ha vinto il suo quarto titolo nei 200 stile libero ai mondiali di nuoto.

 

“Nemmeno madre natura – prosegue Zaia – ha ancora capito quale possa essere il limite psicofisico di questa incredibile atleta, perché ogni volta che il limite sembra raggiunto lei riesce a superarlo, con la forza dei grandissimi, con il coraggio di una donna vera, con la preparazione di un’atleta che sta riscrivendo la storia dello sport. Grazie Federica, per continuare a darci emozioni che nessuno sportivo potrà mai dimenticare”.

 

Oltre alla Pellegrini, trionfano anche Quadarella, Paltrinieri, Carraro e Detti

In questi giorni a Gwangju, in Corea del Sud, stanno fioccando numerose medaglie per altri atleti italiani del nuoto. Dopo sole tre giornate, il Bel Paese ha già incassato tre medaglie d’oro e cinque podi complessivi, che portano la firma di Simona Quadarella, Federica PellegriniGregorio Paltrinieri, Martina Carraro e Gabriele Detti.

Era stato uno dei cavalli di battaglia dell’aggressiva campagna elettorale che lo ha portato, contro ogni pronostico, ad occupare la Casa Bianca, e Donald Trump non ha voluto venire meno alla sua parola.

 

Aveva promesso di “fare nuovamente grande l’America”, e uno dei mezzi attraverso i quali perseguire questo risultato sarebbe stato quello di stimolare la produzione industriale nazionale, magari anche passando per nuove forme di protezionismo. Detto, fatto. Non appena le condizioni sono apparse mature, il presidente ha varato una serie di dazi nei confronti delle merci cinesi, che negli anni hanno letteralmente invaso il mercato interno americano. Tutto bene, quindi? Non esattamente.

 

La guerra commerciale intrapresa da Trump per ora non ha prodotto né vincitori né vinti, ma se c’è qualcuno che non sorride, questi è proprio il presidente USA, al di là dei tweet con cui riempie la sua retorica. Nonostante le contrazioni verificatesi nei primi mesi del 2019, l’economia cinese rimane solida, solidissima. Al modesto rallentamento del settore manifatturiero, la Banca del popolo cinese ha risposto abbassando la quota di riserve fisse delle banche, al fine di incentivare una maggiore circolazione monetaria (tenendo comunque conto del fatto che la Cina registra tassi di risparmio che Europa e Usa non hanno mai visto nella loro storia). Il governo, inoltre, ha pensato ad una serie di sgravi fiscali per le famiglie. L’obiettivo palese è quello di puntare forte sul mercato interno, a fronte di una contrazione (globale) delle esportazioni.

 

In tutto questo, naturalmente, si inserisce la guerra commerciale iniziata dagli Usa che, come detto, non ha però scalfito più di tanto le certezze cinesi. Anzi, numeri alla mano, a perderci di più per ora sono stati gli Usa. Infatti, benché i danni prodotti dai dazi americani siano ben più elevati di quelli con i quali ha risposto Pechino (63 miliardi contro poco meno di 24 miliardi), va considerata la svalutazione dello Yuan rispetto al Dollaro, che ha reso molto più competitive le merci cinesi per gli acquirenti americane, per un valore complessivo che ammonta a circa 51 miliardi. Calcoli che Trump, da maestro del negoziato quale è, non avrà certo sottovalutato.

 

Per comprendere la posta in gioco, però, occorre allargare l’orizzonte sul fronte della prospettiva strategica di Pechino. In questo contesto, dunque, va letta la Belt and Road Iniziative, che ha visto nel mercato italiano uno dei potenziali sbocchi dell’immediato futuro. La Cina vuole continuare a ricoprire il ruolo di fabbrica del mondo, e per far questo prepara il terreno per nuove vie della seta che prescindano dall’egemonia americana ed anzi la mettano fortemente in discussione. Una strategia raffinata, che ha già portato frutti importanti in Africa, ma che certamente non vedrà gli Usa tra gli spettatori non paganti.

 

Se il neo-isolazionismo di Trump fin qui è stato più retorico che altro, è perché l’industria americana si è resa ben presto conto che questa parole d’ordine non avrebbe portato benefici sul lungo periodo. La risposta del presidente americano alle mire cinesi non è andata oltre i tentativi di serrare il proprio blocco occidentale rispetto all’avanzata delle merci asiatiche, nell’evidente impossibilità di far sì che ciò possa effettivamente verificarsi a lungo. Ecco che si palesano dunque gli oscuri presagi di un ordine mondiale che, dopo la sbornia susseguente al 1991, pare riportare il mondo a reggersi su due gambe.

Il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche ha deciso di dedicare la 30^ edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino a I giardini del tè di Dazhangshan, situati nella contea di Wuyuan, nella parte nord-orientale della provincia del Jiangxi della Cina meridionale.

 

Il Dazhangshan

 

Ai piedi della montagna Dazhangshan vi è un vasto sistema di rilievi collinari che accoglie le coltivazioni del tè; questa è caratterizzata da campi ondulati, inconfondibili per il disegno ordinato delle piantagioni che scorrono in forma di siepi parallele e a tratti interrompono la copertura del manto boschivo o la distesa delle risaie nei fondivalle.

 

 

La pianta del tè (la Camellia sinensis) definisce il paesaggio contemporaneo, condotto secondo rigorosi criteri agroecologici. Essa raccogliere il senso della storia e proietta nel futuro il valore di un ambiente rurale, dove l’uomo stabilisce una relazione di armonia con la natura.

 

Il programma

L’evento si terrà nel mese di maggio a Treviso, ecco i suoi principali appuntamenti:

Venerdì 10 maggio alle ore 18, nelle Gallerie delle Prigioni, parte l’esposizione The Ground We Have in Common.

Sabato 11 maggio si terrà un convegno nella sede della Fondazione Benetton (ore 9.30-13.30); mentre la cerimonia del Premio si terrà presso il Teatro Comunale di Treviso (ore 17).

Domenica 12 maggio alle ore 18 sarà proposto, nella chiesa di San Teonisto, un concerto di musica cinese in omaggio al luogo designato dal Premio.

Si apre alla grande il mercato turistico della Cina per Venezia e per tutta la Regione Veneto: è questa la sintesi delle dichiarazioni rilasciate oggi dall’assessore regionale al Turismo Federico Caner durante la tradizionale conferenza stampa per la giornata del “Buy Veneto”, workshop internazionale del turismo giunto alla sua diciassettesima edizione.

 

“La novità di questa edizione del Buy Veneto è il cospicuo aumento della presenza delle agenzie digital che operano sul web. Lo scorso anno ospitammo per la prima volta operatori cinesi il che ha prodotto un aumento a doppia cifra dei turisti provenienti dalla Cina. Gli arrivi di turisti cinesi nel periodo ottobre-dicembre 2017 sono cresciuti nel Veneto del 25% e le presenze del 26%.”

 

“Siamo tutt’oggi impegnati su questo importante mercato con iniziative promozionali. Saremo presenti nel 2019 con un nostro spazio alle fiere e ai workshop a ottobre e a novembre a Macao e a Shangai. Stiamo lavorando assieme alla SAVE ad un collegamento aereo diretto tra la Cina e Venezia e questo farebbe la differenza.”

 

 

Il presidente della Regione, Luca Zaia, era presente a questa edizione del Buy Veneto che ha visto ben 200 operatori esteri provenienti da 45 paesi d’Europa, America e Asia. Otre 450 i rappresentanti di 263 imprese turistiche venete: strutture ricettive, agenzie immobiliari, agenzie viaggi, servizi per il turismo.

 

“Possiamo vantarci – ha detto Zaia – di organizzare da 17 anni una borsa del turismo che riscuote successo e partecipazione. È un appuntamento di livello internazionale ed è diventato un marchio riconosciuto  con un enorme importanza per la nostra economia regionale. Il turismo, con oltre 17 miliardi di fatturato, è la prima industria del Veneto.”

 

“Settanta milioni di presenze – conclude il Presidente Zaia – rappresentano altrettante opportunità di promuovere il Veneto e noi dobbiamo saper veicolare l’immagine e l’offerta anche utilizzando le possibilità offerte dal web. Dobbiamo essere sempre meno analogici e sempre più digitali.”

 

Treviso entra ufficialmente a far parte dell’Associazione Città Murate del Veneto. Oltre alla valorizzazione delle mura cittadine, già fortemente espressa dal sindaco Mario Conte e sancita dalla sua iniziativa di rendere accessibile a tutti il tratto che va da viale Bartolomeo d’Alviano a piazzale Burchiellati, l’interesse della neo Amministrazione si è concentrato in particolare modo sul progetto promosso dall’Associazione Città Murate del Veneto: un progetto dedicato a far conoscere le bellezze delle città murate in Cina e che intende inserirsi all’interno della “Via della Seta”, la nuova importante via commerciale e turistica promossa dal Governo cinese di cui il Veneto fa parte.

 

Nell’ambito di questo progetto, ieri l’amministrazione Conte ha accolto a Treviso una delegazione, di cui han fatto parte docenti e studenti del New York Institute of Technlogy, della Communication University of China, del Shanghai Publishing and Printing College e della University of Wollongong in Dubai, guidata dal Prof. Vincenzo de Masi della NYIT e da Massimiliano D’Ambra, membro del Comitato Scientifico dell’Associazione Città Murate del Veneto, che han condotto le riprese per un video pubblicitario e un documentario, dedicato alla città murate venete, che saranno presentati in Cina in varie sedi, tra cui nell’ambito del 2018 Silk Road Business Summit che si terrà a Zhangjiajie City il 15-17 ottobre prossimo e dedicato in particolar modo allo sviluppo turistico tra Italia e Cina.

 

Il progetto è stato voluto dal Presidente dell’Associazione Città Murate del Veneto e sindaco di Montagnana Loredana Borghesan: “Le città murate del Veneto rappresentano una realtà storica, artistica e culturale che trova rari esempi in Europa. Stiamo facendo un grande lavoro di relazione, affinché le nostre città, le nostre tradizioni e la nostra cultura del buon vivere siano apprezzati in Cina. Cerchiamo di rivolgerci soprattutto a un target turistico che rifugge le grandi mete ed è invece alla ricerca di percorsi turistici minori solo perché meno stereotipati, ma di grande effetto emotivo, artistico ed esperienziale”.

 

La delegazione, dopo aver visitato i principali monumenti della Città, è stata accolta da Stefano Zanotto nel suo locale Terrazza San Tomaso, unico nel suo genere perché alloggiato proprio sopra le mura cinquecentesche della città, per far assaporare alla delegazione, complice Prosecco e cicchetti, il connubio, quello tra arte e piaceri conviviali, la cosiddetta “trevigianità”, che rappresenta un tratto distintivo di Treviso.

 

Ma la bellezza delle mura trevigiane va decisamente oltre la “superficie”. Il momento è stato, infatti, seguito da una visita alla casamatta cinquecentesca di Porta San Tomaso, condotta dall’Associazione Treviso Sotterranea, in particolare dal suo Presidente Roberto Stocco, dal vicepresidente l’architetto Simone Piaser e dall’archeologa Sara Paris, e molto apprezzata dalla delegazione.

 

L’assessore ai Beni Culturali e Turismo, Lavinia Colonna Preti, ha così spiegato le linee strategiche del progetto: “Oltre a voler rafforzare il rapporto costruito negli anni dal Comune con l’Associazione Treviso Sotterranea, come da me già più volte dichiarato, puntiamo insieme all’Associazione Città Murate del Veneto a sviluppare progetti che possano far diventare attrattiva Treviso per il viaggiatore cinese del futuro. Non pensiamo, infatti, agli stereotipi del cittadino cinese che si sposta in gruppo interessato solo allo shopping: il 39% dei viaggiatori del Paese del Sol Levante sono Millennials, la cosiddetta generazione Ypsilon è stimata in 300 milioni di persone. Per loro, che preferiscono muoversi in autonomia e sono interessati anche a percorsi culturali alternativi ed esperienziali, l’Italia è la seconda destinazione preferita in Europa. Ecco perché, anche grazie ai progetti dell’Associazione Città Murate Venete, vogliamo dialogare con la Cina e creare le premesse per far sì che questo pubblico, oltre a Venezia, si fermi anche a Treviso”.

Con l’inaugurazione di sabato, il numero delle sedi all’estero del famosissimo Caffè Florian di Piazza San Marco sale a sei.
Il nuovo complesso, situato all’interno del lussuoso centro commerciale Shin Kong Mitsukoshi, mantiene la filosofia dello storico locale di Venezia nella tradizione del servizio, nella qualità dei prodotti e nello stile degli arredi, seppur rivisitato in chiave moderna. Come tutti i Florian d’Oriente, anche questo, ha uno spazio dedicato a ospitare un’installazione artistica appartenente alla collezione d’arte contemporanea Florian.
Questa strategia commerciale ha visto crescere dal 2005 a oggi la possibilità di ritrovare in Oriente un angolo di Piazza San Marco. I Caffè del “brand” Florian sono infatti tutti ubicati tra Cina (4) e Taiwan (2), frutto di una joint venture con il colosso taiwanese Shin Kong Mitsukoshi. Il piano di espansione prevede nuove inaugurazioni, sempre in Oriente, nei prossimi anni.

 

Fonte: Ansa

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