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Il Giro d’Italia di ciclismo sta per entrare in Veneto. Accadrà domani giovedì 30 maggio, con l’arrivo della diciottesima tappa, la Valdaora-Santa Maria di Sala di 222 chilometri. Il 31 maggio sarà la volta della Treviso-S.Martino di Castrozza. Il 1° e il 2 giugno, tappe tutte venete: le ultime montagne con la Feltre-Croce d’Aune Monte Avena il 1° e la crono finale Verona-Verona di 17 chilometri il giorno successivo, che assegnerà la vittoria finale.

 

Com’è tradizione, il Presidente della Regione del Veneto sarà presente a tutti gli appuntamenti in terra veneta, con il seguente programma:

• giovedì 30 maggio, ore 17.00, all’arrivo di tappa a Santa Maria di Sala (Venezia) in via Cavin di Sala.

• venerdì 31 maggio, ore 12.55, darà il via, a Treviso, alla tappa Treviso-S. Martino di Castrozza. A seguire, alle 13.30, Zaia interverrà all’inaugurazione della “Bottega di Pinarello” in Strada Ovest a Fontane di Villorba, area dove si terrà anche la partenza della tappa.

• sabato 1° giugno, il Governatore sarà alla partenza (ore 11) da Feltre della Feltre- Croce d’Aune Monte Avena e, all’arrivo, premierà poi il vincitore di tappa.

• domenica 2 giugno, il gran finale a Verona. Zaia, alle 40 circa, darà il via al primo corridore che, trattandosi di una crono, sarà l’ultimo della classifica generale, per poi seguire l’intero svolgimento di tappa ed essere in Arena per le cerimonie di premiazione.

Banca Mediolanum, sponsor ufficiale del Gran Premio della Montagna dal 2003, organizza in Veneto “un giro nel Giro” dedicato a clienti e appassionati ciclisti per vivere con loro l’emozione del percorso anticipando la gara di qualche ora.

Sul percorso della diciottesima tappa Valdaora (BZ) – Santa Maria di Sala (VE) si pedalerà insieme ai campioni e storici testimonial Francesco Moser e Gianni Motta.

Grazie all’organizzazione di Amedeo Tonolo, Family Banker® di Banca Mediolanum, e dei suoi colleghi, il gruppo in Maglia Azzurra partirà giovedì 30 maggio alle ore 13:00 dal Family Banker Office di Conegliano e arriverà traguardo di Santa Maria di Sala (VE) insieme a Francesco Moser e Gianni Motta.

Anche questa edizione del Giro d’Italia sarà un’ulteriore occasione per raccogliere fondi indispensabili per sostenere il progetto benefico “Come a casa” progettato da Fondazione Mediolanum Onlus insieme alle associazioni A.B.C., CasAmica e Cilla, al fine di offrire accoglienza gratuita a 450 bambini gravemente malati e alle loro famiglie costrette ad allontanarsi da casa per alloggiare vicino alle strutture ospedaliere presso cui ricevono le cure necessarie.

Rassegna multidisciplinare tra esposizioni, film, incontri, workshop e pedalate, per raccontare l’amore per la bicicletta e il Giro d’Italia

 

M9 – Museo del ’900 dedica una rassegna multidisciplinare al Giro d’Italia – la centoduesima edizione è partita nei giorni scorsi e si conclude a Verona il 2 giugno – con mostre, film, incontri, workshop con atleti olimpici e campioni nazionali, una ciclofficina, test bike e l’opportunità di ammirare biciclette uniche. Dal 26 al 30 maggio si svolgono, in spazi diversi del Distretto, 18 eventi suddivisi in cinque giornate.

 

Nelle esposizioni sono presentati materiali fotografici e audiovisivi dell’Archivio del Touring Club Italiano e del Giro d’Italia, prime pagine storiche della Gazzetta dello Sport, il trofeo del centenario del Giro d’Italia, le biciclette di Pinarello, di T°Red e di MopBike Hybrid. Per l’occasione anche il bookshop di M9, 9MShop si tinge di rosa con libri e oggetti di design dedicati alla bicicletta in tutte le sue forme.

 

Le tre pedalate dal Chiostro sono tra gli eventi più importanti della rassegna (prenotazione obbligatoria: [email protected], max 25 partecipanti con bicicletta propria):

27 maggio, ore 17
Un giro con il campione italiano di Triathlon Alessandro Fabian sulla Riviera del Brenta (durata del percorso 120’)

 

29 maggio, ore 17
Un giro con l’atleta della Nazionale Sofia Bertizzolo verso Treviso (durata del percorso 120’)

 

30 maggio, ore 17
Un giro con il campione italiano di MTB Marco Bui fino al Bosco di Mestre (durata del percorso 60’).

 

Tra i protagonisti degli incontri pomeridiani nel Chiostro di M9 ricordiamo: Manlio Gasparotto, Paolo Tomaselli, Luca Conti, Luca Toschi, Alberto Negrin, Stefano Pivato, Ivano Corbanese, Donato Favale, Davide Vecchiato, Luca Grion, Pasquale Santoro, Paola Giannotti.

 

La rassegna è realizzata in collaborazione con Giro d’Italia, Giro Rosa, Gazzetta dello Sport, Touring Club Italiano, Pinarello, Società Italiana di Storia dello Sport, UISP Sportpertutti Comitato di Venezia, 120 Grammi Laboratorio di Architettura, EuroInnovators, T°Red, Mopbike, Scavezzon, ASG bike science, 9MShop, Il Libro con gli Stivali, Ediciclo editore.

 

Il Veneto è una delle prime regioni italiane per numero di iscrizioni alla Federazione ciclistica nazionale e moltissime sono le associazioni che promuovono l’attività ciclistica amatoriale sul territorio.

 

Il passaggio del Giro d’Italia da questo territorio in questi giorni è dunque un’occasione per M9 – Museo del ‘900 per far conoscere la sua attenzione per le discipline sportive e la loro sedimentazione sociologica e storiografica. E’ infatti uno dei pochi musei italiani che dedica specifica attenzione alla storia dello sport, come tassello fondamentale per la costruzione dell’identità italiana e per l’evoluzione dei consumi culturali e della conoscenza del Paese: in particolare, si parla di Giro d’Italia e di ciclismo in due installazioni del museo, una, inserita all’interno di una riflessione sulla cultura italiana e dedicata ai grandi miti dello sport – realizzata in collaborazione con la Gazzetta dello Sport – e una nella sezione degli Spazi e Paesaggi – in cui il Giro è preso ad esempio di agente della nazionalizzazione, ossia di quei canali di istruzione non ufficiali che hanno però permesso agli italiani di conoscere una penisola rimasta loro, a lungo, completamente sconosciuta.

 

Particolare attenzione sarà dedicata al ciclismo femminile: la bicicletta ha significato per le donne nel corso del ‘900 uno strumento di libertà ed emancipazione, un’affermazione di autonomia in sfida al mondo maschile.

 

L’argomento si presta a essere declinato anche come un ragionamento sulle frontiere della bioetica, della trasformazione dell’uomo in una macchina sempre più monitorata, sull’applicazione di tecnologie al corpo umano.

 

L’affermazione di una diffusa coscienza ecologista e la ri-conformazione delle città in virtù della mobilità green (bike sharing e piste ciclabili), la diffusione di pratiche di protezione della salute per ogni età, coadiuvate dalla nascita e dalla diffusione a prezzi medio-bassi delle ebike, la ripresa del ciclismo amatoriale apre un mondo di riflessioni legato al rapporto dell’uomo occidentale con la tutela dell’ambiente e della salute, oltre che una analisi dell’indotto economico generato dalle attività ciclistiche (agonistiche e non).

 

Per informazioni:

email: [email protected]

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Facebook: M9 (@m9museum)

twitter e instagram: @M9social

L’evento di Valdobbiadene si sposta in avanti di tre settimane: appuntamento al 29 settembre su un tracciato che per la prima volta porterà duemila ciclisti provenienti da tutto al mondo ad attraversare il centro storico di Conegliano, transitando anche per via XX Settembre e Piazza Cima. Sarà un’edizione all’insegna delle donne e di una nuova, sorprendente “classifica non classifica”.

 

 

Una capitale del Prosecco c’è già: è Valdobbiadene. L’altra arriverà nel 2019, quando per la prima volta oltre duemila ciclisti provenienti da tutto il mondo proveranno l’emozione di pedalare nel centro storico di Conegliano.

 

Le due città simbolo dell’area del Prosecco Superiore saranno idealmente unite lungo i 100 chilometri di sviluppo della Prosecco Cycling. Ma l’abbinamento tra Valdobbiadene e Conegliano non è l’unica novità dell’evento che, da 15 anni, coniuga al meglio un ciclismo da vivere senza esasperazioni e la promozione di un territorio unico al mondo.

 

Nel 2019, infatti, la Prosecco Cycling si svolgerà domenica 29 settembre, tre settimane più tardi rispetto alle ultime stagioni: sarà così l’evento di chiusura della stagione per tantissimi appassionati. La sua è una storia importante: oltre 40 mila ciclisti hanno pedalato nel cuore delle colline del Prosecco nelle 15 edizioni dell’evento ideato da Massimo Stefani. Ma Prosecco Cycling, grazie anche al sostegno di partner e sponsor d’alto livello e della Regione Veneto, non si ferma qui.

 

“Prosecco Cycling – spiega il sottosegretario alle Politiche Agricole, Franco Manzato – è un evento che promuove nel mondo le colline del Prosecco Docg e i prodotti tipici, con particolare attenzione al comparto enogastronomico. Sono moltissimi, ormai, i turisti che scelgono di utilizzare una bici per avventurarsi sulle strade del gusto, associando al duplice vantaggio del divertimento e della sensazione di benessere prodotti dall’attività fisica, la conoscenza delle eccellenze enogastronomiche che fanno grande e unico il Made in Italy. E’ fondamentale investire in queste realtà e preservarle il più possibile per le future generazioni, attraverso una visione di promozione territoriale, strutturale e di mercato”.

 

“Oltre 40mila persone negli ultimi 15 anni hanno potuto scoprire il fascino delle colline del Prosecco grazie al richiamo della Prosecco Cycling – aggiunge l’assessore al Turismo della Regione, Federico Caner -. Un biglietto da visita che rispecchia perfettamente l’offerta turistica dei nostri territori, grazie all’essenza stessa di una manifestazione che coniuga la passione per la bici e lo sport con la degustazione delle eccellenze gastronomiche del territorio, il tutto con uno sguardo alla eco-sostenibilità e al rispetto per l’ambiente. Da evento di respiro internazionale, la Prosecco Cycling ha visto negli anni la presenza di partecipanti provenienti da oltre 25 Paesi, confermando l’appeal sui turisti stranieri di un territorio a misura d’uomo, ricco di eccellenze e che punta a regalare esperienze a tutto tondo ai propri ospiti”.

 

Anche nel 2019 Prosecco Cycling partirà dalla sua sede storica, Valdobbiadene, dove sarà collocato pure il traguardo, ma l’attraversamento di Conegliano promette di regalare nuove emozioni. “Prosecco Cycling – commenta il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese – è un evento di grande importanza. Ripartiamo verso l’edizione 2019 con rinnovato entusiasmo e progetti chiari: come amministrazione comunale siamo a disposizione del comitato organizzatore con l’obiettivo di mettere in campo tutti i servizi e le iniziative che possono favorire la crescita di un evento unico nel suo genere”.

 

All’entusiasmo di Fregonese si accompagna quello del collega Fabio Chies: “La nostra città – aggiunge il sindaco di Conegliano – è lieta di accogliere la Prosecco Cycling. Il passaggio in centro storico, con transito in via XX Settembre e Piazza Cima, renderà ancora più entusiasmante un evento che da anni promuove al meglio il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg. Come amministrazione comunale siamo pronti a collaborare con Valdobbiadene per il successo dell’evento e a mettere in campo ogni forza per garantire la sicurezza dei partecipanti”.

 

12 tra i 15 Comuni della Docg sono direttamente interessati dal passaggio della Prosecco Cycling: Cison di Valmarino, Conegliano, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, Sernaglia della Battaglia, Susegana, Tarzo e Valdobbiadene, dove i ciclisti, nel finale di percorso, affronteranno per la prima volta “La Rivetta”, ascesa che attraversa la collina del Cartizze, vero e proprio Grand Cru del Prosecco.

 

La Prosecco Cycling 2019 sarà un evento all’insegna della sostenibilità ambientale. Un obiettivo lanciato alla vigilia dell’edizione 2018, con lo slogan #we2gheter, quando a Villa Sandi, in una serata che ha accomunato la Prosecco Cycling e i Mondiali di sci alpino di Cortina 2021, sono intervenuti i sindaci del territorio e numerosi rappresentanti del mondo dell’imprenditoria, del turismo e dello sport.

 

Prosecco Cycling piace anche, e sempre di più, alle donne: in 180 hanno preso parte all’edizione 2018 e saranno premiate con la possibilità di invitare gratuitamente un’altra donna a partecipare all’edizione 2019. Tutte, all’arrivo, troveranno ad attenderle una rosa.

 

L’invito a pedalare senza fretta – rivolto a uomini e donne – caratterizzerà anche la prossima edizione della Prosecco Cycling, che continuerà a proporre classifiche basate sul cronometraggio delle principali salite e sulla compattezza di squadra. Ma – novità assoluta – offrirà anche il debutto della cosiddetta “classifica non classifica”, destinata a premiare chi, per ogni categoria, nella media oraria di percorrenza delle quattro salite cronometrate, si avvicinerà di più alla media di percorrenza dei quattro tratti cronometrati, calcolata sulla base della partecipazione all’edizione 2018.

 

“Prosecco Cycling – aggiunge Massimo Stefani – darà sempre più spazio ad un ciclismo senza esasperazioni. È un evento ormai consolidato e rappresentativo per l’intero territorio, in cui tutti i partecipanti sono davvero vincitori. Abbiamo scelto un format coraggioso, ma che si sta dimostrando vincente. La partecipazione degli stranieri è in aumento, così come i pernottamenti. Prosecco Cycling ha raggiunto dimensioni che richiedono accordi chiari e relazioni costanti con le istituzioni: penso ad un patto tra sindaci per sostenere la macchina organizzativa, con particolare riferimento agli aspetti legati alla sicurezza dei partecipanti”.

 

Le iscrizioni per l’edizione 2019 apriranno a fine gennaio. Il conto alla rovescia può davvero iniziare.

Il prossimo Giro d’Italia ha scelto Santa Maria di Sala, comune dl veneziano, come arrivo della diciannovesima tappa.

 

Il Giro sarà il numero 102 e arriverà a Santa Maria di Sala il 29 maggio 2019. Sarà una gran festa per tutti i veneziani amanti della bicicletta.

 

Ma il Giro d’Italia sarà tutto Veneto nel 2019: l’arrivo finale è stato fissato a Verona, anziché a Milano come di consueto.

 

 

Fonte: Venezia Today

Grande accoglienza per Piero Chiesurin, Andrea Michelet, Andrea Miozzo, Giuseppe Macchia ed Elio Montinaro, arrivati oggi sulla mitica salita del Giro delle Fiandre, dopo un viaggio di quasi 1.200 chilometri iniziato sabato scorso dal Muro di Ca’ del Poggio

 

L’impresa è compiuta. I cinque ciclisti trevigiani che hanno pedalato nel cuore dell’Europa per unire idealmente il Muro di Ca’ del Poggio e il Muro di Grammont sono giunti, poche ore fa, a destinazione.

 

L’ultima fatica, dopo i quasi 1.200 chilometri in bicicletta che li hanno portati dall’Italia al Belgio, attraversando anche Austria, Germania e Francia, è stata proprio la scalata del Muro di Grammont, la mitica ascesa del Giro delle Fiandre dal 2016 gemellata con il Muro di Ca’ del Poggio.

 

Per i cinque ciclisti della Squadra Fortissimi – Piero Chiesurin, di Sernaglia della Battaglia, Andrea Michelet, di Conegliano, Andrea Miozzo, di Pieve di Soligo, Giuseppe Macchia ed Elio Montinaro, di Quinto di Treviso – è stata l’apoteosi.

 

In Belgio, dove l’impresa è stata seguita con attenzione da giornali e televisioni, i ciclisti trevigiani hanno trovato l’accoglienza delle grandi occasioni: per la città di Geraardsbergen, nel cui territorio si trova il Muro di Grammont, è stata una giornata di festa. In prima fila, ad accogliere in città Chiesurin e compagni, stanchi ma felici, il sindaco Guido De Padt, il presidente della Federazione ciclistica belga, Tom Van Damme, e la gloria locale Rudy Pevenage, indimenticato campione degli anni ’70 e ’80.

 

“È stata un’esperienza indimenticabile – ha commentato Chiesurin -. Abbiamo sofferto il caldo che ci ha accompagnato per quasi tutto il tragitto, gli interminabili rettilinei nelle campagne tedesche e francesi, i continui e quasi impercettibili saliscendi di un percorso che doveva essere di pianura e invece ci ha creato più di qualche difficoltà. Ma abbiamo ricevuto ovunque una grande accoglienza: i colpi di clacson di chi ci incrociava lungo la strada si sono sprecati, sembrava che tutti sapessero quello che stavamo facendo. Tanti ciclisti ci hanno fatto compagnia lungo il tragitto. Dove la lingua era un ostacolo, ci ha aiutato un buon bicchiere di Prosecco. E ci ha commosso la signora che, all’indomani del nostro arrivo in un hotel belga, ci ha fatto trovare le divise lavate e stirate. Il significato più autentico del nostro viaggio sta proprio in questo: nei legami che si sono creati, nell’amicizia che abbiamo trovato lungo il nostro viaggio. L’idea dei Muri che uniscono genti e territori lontani non è retorica, ma verità”.

 

Il Muro di Ca’ del Poggio, a San Pietro di Feletto, ormai diventato la salita simbolo delle colline del Prosecco anche grazie ai ripetuti passaggi del Giro d’Italia, e il Muro di Grammont, dove il prossimo anno è atteso il transito del Tour de France, sono gemellati dal 2016. Il binomio si è ufficialmente allargato lo scorso luglio, quando alle celebri salite d’Italia e Belgio, si è affiancato il Mur-de-Bretagne, altra mitica ascesa, quest’anno sede d’arrivo della sesta tappa del Tour de France.

 

Il viaggio di Piero Chiesurin, Andrea Michelet, Andrea Miozzo, Giuseppe Macchia ed Elio Montinaro è iniziato sabato scorso dal Muro di Ca’ del Poggio. La prima frazione, di 194 chilometri, ha portato i cinque ciclisti a Bressanone. Poi, in cinque successive giornate, le altre tappe: domenica da Bressanone a Kempten, in Germania (220 chilometri), e lunedì da Kempten a Gutach (209 chilometri). Martedì, con il trasferimento da Gutach a Sainte Genevieve (212 chilometri), l’ingresso Francia. Ieri, pedalando da Sainte Genevieve a Beauraing (213 chilometri), Chiesurin e compagni sono giunti in Belgio. Poi, oggi, con la tappa più breve (143 chilometri), l’arrivo sul Muro di Grammont e la meritata apoteosi.

 

 

 

 

L’assessore regionale all’istruzione e formazione Elena Donazzan ha incontrato la plurimedagliata campionessa di ciclismo Lorena Zocca.
“È stato emozionante ripercorrere la carriera agonistica della campionessa di Bussolengo, Lorena Zocca: una vera e propria passione per il ciclismo e per la propria terra nata fin dall’età di 12 anni – afferma Elena Donazzan, in una pausa dei lavori del Consiglio regionale del Veneto – Dopo un inizio promettente da mezzofondista infatti, Lorena ha deciso di cimentarsi in una nuova sfida abbracciando la MTB, affascinata dal contatto stretto con la natura e da una competizione ancor più ardua. I risultati le danno ragione”.

 

Il riconoscimento più prestigioso ottenuto dall’atleta veronese è il titolo Mondiale XC MW 40-44, conquistato il 21 giugno scorso sulle vette dei Pirenei a Vallnord, nel Principato di Andorra. Da non dimenticare, inoltre, un poker di ori nei campionati MX Italiani ed Europei Marathon di Svit, Malè, Nei, Grumello del Monte e Milo, decine di qualificazioni da podio sia per la specialità MX che Cross Country, e le tante vittorie nei circuiti nazionali e regionali.
“Ho molto apprezzato – continua Donazzan – la determinazione e l’umiltà che trasparivano dalle parole di questa nostra campionessa veneta: un vero e proprio esempio positivo di vita e di sport. L’incontro con Lorena è stato per me l’occasione non solo per complimentarmi per l’invidiabile carriera agonistica, ma anche per  invitare Lorena Zocca, come testimonial, alle Giornate dello sport promosse dal mio assessorato: una iniziativa che ogni anno coinvolge gli studenti delle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado e delle scuole di formazione professionale del Veneto, al fine di promuovere la cultura e la pratica sportiva”.
“Abbiamo bisogno nelle nostre scuole di esempi – conclude l’assessore – sono convinta che per i nostri giovani studenti valga molto più di tante parole un fulgido esempio di impegno e serietà quale appunto quello di Lorena”.

Fiocchi, nastri, biciclette, magliette, striscioni, tutti accomunati dal colore rosa: è il ritratto dei paesi della Marca Trevigiana che oggi sono stati attraversati dal fiume di ciclisti del Giro d’Italia 2018! Un vero spettacolo per gli occhi, soprattutto per chi ama questo sport e ha potuto ammirare il passaggio dei concorrenti dal vivo, come il nostro fotografo Simone.

Oggi il Giro d’Italia toccherà la Marca Trevigiana. La carovana rosa proveniente da Ferrara giungerà a Nervesa della Battaglia, arrivo della 13° tappa, e transiterà attraverso la provincia di Treviso negli ultimi 14 chilometri del percorso.

Saranno chiuse alla circolazione a Treviso, dalle 13.30, la via Noalese, viale della Repubblica e viale Felissent.

Le scuole interessate dal passaggio della carovana rosa chiuderanno alle 12.

Prima di giungere a Treviso, il giro passerà per Zero Branco e Quinto di Treviso. Dopo Treviso, i girini transiteranno per Villorba, concludendo la tappa a Nervesa della Battagli, a dove sono stati predisposti parcheggi per chi volesse attendere l’arrivo dei ciclisti.

 

Fonte: TrevisoToday

 Il Giro d’Italia passerà il 18 maggio lungo la Riviera del Brenta e nelle località di Mirano, Maerne, Martellago e Zero Branco, le cui strade resteranno chiuse per il periodo necessario.

Tutte le località attraversate dai girini saranno addobbate con il colore rosa, in onore dei ciclisti e saranno organizzati festeggiamenti.

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