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Riceviamo e trasmettiamo nota di Daniele Giordano, Segretario Camera del Lavoro di Venezia, riguardo alla questione affitti Ater

 

Come Cgil – dichiara Daniele Giordano, Segretario della Cgil CdLM Veneziana – da settimane stiamo raccogliendo numerosissime segnalazioni da parte di inquilini Erp di case Ater o Comunali che si trovano in grande difficoltà per l’attuazione della riforma regionale sui canoni di locazione. 

 

Stiamo parlando di un fenomeno molto diffuso, dato che l’Ater di Venezia gestisce 9.718 abitazioni totali, di cui 8.651mila Erp, a cui si aggiungono 950 alloggi amministrati per conto dei Comuni. 

 

Nessuno ha mai difeso i furbetti nella case – prosegue Giordano – per questo è inaccettabile che la Regione utilizzi questo argomento per coprire una riforma che fa acqua da tutte le parti. In questi anni Regione e Comune potevano fare un opera vera di approfondimento su tutte le eventuali situazioni di dubbio dei “furbetti” inquilini di case Erp o Comunali. La domanda che ci poniamo è perché in questi anni non si sia fatto nulla e perché solo oggi emergano situazioni gravi che dovevano essere già affrontate. 

 

Non vorremmo che questo gioco servisse a coprire i moltissimi i casi in cui viene denunciato un drastico incremento degli affitti, in alcuni casi anche del 300%, o avvisi di possibili sfratti entro i 24 mesi definiti dalla norma. Dalle segnalazioni che riceviamo risulterebbero essere le persone anziane, spesso sole, o con grave disagio sociale quelle che verrebbero colpite dal nuovo meccanismo di calcolo. Come Cgil abbiamo sempre sostenuto la necessità di una riforma e l’applicazione dell’Isee per accedere ai servizi pubblici essendo oggi lo strumento più equo da poter utilizzare. 

 

Per questo serve un immediato intervento della Regione per modificare il regolamento passando, dopo più di un mese, dalle parole ai fatti. Chiediamo anche che il Comune oltre a sollecitare una rivisitazione del regolamento si faccia carico immediatamente di verificare le condizioni per attivare il Fondo di solidarietà previsto dalla legge per quei casi, ad esempio pensionati al minimo o disoccupati, per i quali anche una semplice somma di 40 euro come canone minimo può fare la differenza. Questa vicenda dimostra ancora una volta come serva un chiaro e forte intervento pubblico nell’edilizia residenziale popolare, in strumenti di housing sociale per dare risposte reali agli anziani, ai giovani, alle giovani coppie che spesso hanno contratti precari e più in generale alle persone in difficoltà. Per tutte queste ragioni – conclude Giordano – come Cgil di Venezia riteniamo che il tempo sia scaduto e che senza chiari indirizzi sui correttivi che la Regione intende apportare la mobilitazione sarà inevitabile. 

Il presidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon, si dice “felice della sensibilità dimostrata dall’assessore regionale Lanzarin. Da mesi ci interfacciamo e lavoriamo con profitto a fianco della Regione, indicando in tutti i tavoli che la strada giusta è proprio quella di applicare dei piccoli correttivi alla normativa, che non stravolgano l’impianto ma che prendano in considerazione variabili e situazioni particolari del veneziano”.

 

 

Dal 1° luglio sono entrati in vigore i nuovi canoni per gli inquilini di edilizia residenziale pubblica, come previsto dalla legge regionale n.39 del 2017. L’Ater di Venezia, come le altre Ater del Veneto e i Comuni, si attiene alle disposizioni normative regionali e ha inviato ai propri inquilini la comunicazione formale sull’entrata in vigore dei nuovi contratti di locazione.

 

 

A fronte delle nuove disposizioni dettate dalla normativa, in base all’Isee del nucleo familiare che prende in considerazione la situazione reddituale e la situazione patrimoniale, una parte di inquilini Ater ha visto un aumento dell’affitto e un’altra una diminuzione.

 

 

“Abbiamo i numeri e le istanze degli inquilini che perderebbero i diritti di rimanere nelle case popolari – spiega Speranzon – abbiamo evidenziato tutti i casi e le variabili. Ci siamo confrontati ai tavoli con le altre Ater del Veneto, abbiamo partecipato alla commissione consiliare in Regione e alla prima seduta del tavolo tecnico regionale per chiedere una “Legge speciale” sulla casa per Venezia. Siamo dunque felici di vedere grande disponibilità nell’applicazione di utili correttivi, in questo modo l’assessore ha dimostrato sensibilità e apertura ai problemi reali. Fermo restando che – aggiunge Speranzon – siamo tutti d’accordo sul fatto che chi può permettersi una casa privata o chi pensa di stare in una casa dell’Ater pur avendo centinaia di migliaia di euro in banca deve assolutamente lasciare l’alloggio popolare a chi ne ha diritto”.

 

 

In questi giorni sono numerosi gli inquilini che si rivolgono agli uffici dell’Ater di Venezia per avere spiegazioni e delucidazioni in merito ai nuovi canoni.

 

 

“Invitiamo a chiamare gli uffici e prendere appuntamento per avere delucidazioni – rimarca il presidente – soprattutto chi ha riscontrato delle “stonature” rispetto alla propria posizione Isee e chi non ha ancora regolarizzato e definito la propria posizione perché carente di documentazione. Non penalizzeremo i soggetti e i nuclei familiari in condizione di fragilità socio-economica”.

 

Alcuni dati

Gli inquilini “assegnatari” dei 7.565 alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica) che hanno avuto un aumento del canone d’affitto sono 6.170, mentre quelli che hanno avuto una diminuzione del canone sono 1.395.

Per chi non supera i 20mila euro di Isee, il canone medio di affitto nelle case Ater di Venezia è di 129 euro.

Sempre per chi resta all’interno dei 20mila euro dell’Isee, il range di aumento è di circa 50 euro al mese. Per coloro che invece hanno avuto una diminuzione, il calo medio, rispetto a prima, è di circa 100 euro al mese.

 

 

Nel totale ci sono circa 1.400 gli inquilini assegnatari che non hanno compilato correttamente la modulistica o presentano delle anomalie da verificare, per cui il possesso dei requisiti per rimanere nell’alloggio pubblico resta da definire.

L’affitto minimo è fissato a 40 euro al mese.

“L’obiettivo della legge regionale – spiega Speranzon – non è penalizzare le fasce deboli, ma garantire un alloggio a condizioni di favore a chi ne ha bisogno, accompagnando gli inquilini con maggiori possibilità economiche a rivolgersi al libero mercato delle locazioni”.

“Siamo fiduciosi – aggiunge il presidente dell’Ater veneziana – che il tavolo regionale prenderà in considerazione le criticità che stiamo riscontrando ed evidenziando nel territorio veneziano”.

“Per i singoli casi di particolare fragilità sociale – rimarca il presidente – e in particolare per i nuclei dove sono presenti disabili e anziani in età avanzata, l’Ater è impegnata a valutare e ad adottare le soluzioni di maggior tutela per l’inquilino. Su Venezia in particolare contiamo di poter approfondire le particolari esigenze di residenzialità dove oltre alla pressione turistica sul livello degli affitti, c’è un’elevata età media degli inquilini nelle case popolari. Inoltre, con l’età sempre più avanzata degli utenti si presentano anche le necessità e le difficoltà di adeguare gli alloggi alle persone con disabilità. Situazioni, queste, che richiedono una specifica attenzione di tutela e salvaguardia”.

 

Informazioni e appuntamenti

Maggiori informazioni sul rinnovo del contratto e il calcolo del canone si possono ottenere solo per appuntamento, da concordare con i dipendenti dell’Ater, telefonando ai numeri 041.798817 e 798857, il martedì e il giovedì, dalle 15 alle 17. È stata inoltre stata attivata la casella di posta elettronica [email protected].

Il presidente dell’Ater Raffaele Speranzon consegnerà le chiavi dei nuovi alloggi alle famiglie e spiegherà gli obiettivi del progetto innovativo di assistenza familiare. Tutti gli appartamenti sono dotati di tecnologia avanzata sul fronte della domotica e dell’efficientamento energetico, destinati a soggetti fragili per età e condizioni socio-economiche.
I lavori di restauro al complesso, svolti dall’Azienda territoriale di edilizia residenziale veneziana, sono terminati alcuni mesi fa; dopo le verifiche di rito sui requisiti Isee delle famiglie che si erano collocate nella graduatoria del bando comunale, si è potuto procedere con le prime assegnazioni degli alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica).
Interverranno alla cerimonia l’assessore ai Servizi sociali della Regione Veneto Manuela Lanzarin e la vicesindaco del Comune di Venezia Luciana Colle.
Nel corso dell’evento sarà ricollocata, nella corte del complesso, una piccola statua raffigurante Papa Giovanni XXIII che era stata rimossa prima dell’inizio dei lavori; scultura di grande valore simbolico per i residenti che vivono nel quartiere.
La statuetta in legno della Val Gardena risale ai primi anni Settanta ed è stata restaurata dal comitato inquilini di Altobello; poi è stata ospitata all’interno della vicina chiesa della Madonna Pellegrina, dove si trova ora. Venerdì alle 11.00 la raffigurazione di Papa Roncalli tornerà ad essere ricollocata nel suo luogo originario con una piccola processione fino a “Campo dei Sassi”.
Terminata la cerimonia di consegna dei nuovi alloggi, si svolgerà a poca distanza, al complesso “Nave 1” in via dello Squero, l’annuale Festa dei Vicini promossa dall’Ater su Iniziativa di Federcasa.
Si tratta di un evento ormai consolidato, giunto alla 3^ edizione, per favorire i rapporti di buon vicinato.

Fino a questo momento non è pervenuta all’amministrazione Ater alcun rapporto o nota informativa sull’evento da parte dei Vigili del fuoco; come invece avviene di consueto in caso di episodi come questi.

 

Per tale motivo la direzione dell’Ater ha richiesto ai Vigili del fuoco, prima telefonicamente e poi via pec, di essere informata con urgenza su quanto accaduto nello stabile attraverso relazione, non ancora pervenuta.

 

Alcuni operatori dell’Ater si sono quindi recati personalmente in via dello Squero ad Altobello e hanno appreso che un’inquilina del complesso Ater “Nave 1”, rientrando in casa, ha sentito odore di gas provenire dai fori di ventilazione di un vicino appartamento, e ha avvertito i vigili del fuoco.

 

La donna ha raccontato agli operatori di aver allertato lei stessa gli altri vicini in via precauzionale; così che tutti gli inquilini del piano rialzato della “Nave 1” potessero uscire dagli appartamenti. Sempre in via precauzionale sono stati anche staccati i contatori dell’Enel; come da indicazione telefonica ricevuta dai pompieri che si stavano portando sul posto.

 

Da quanto si è appreso dalla testimone, la fuga di gas proveniva da una bombola all’interno di un appartamento; che in quel momento si trovava vuoto, anche se assegnato regolarmente ad un inquilino dall’Azienda territoriale di edilizia residenziale veneziana. L’Ater sta svolgendo tutti gli approfondimenti del caso.

 

Da quanto è stato possibile apprendere dagli inquilini, l’intervento e l’evacuazione hanno interessato solo gli appartamenti al piano rialzato dell’edificio, che risultano abitati, complessivamente, da circa una trentina di persone. Non risultano feriti né sono stati riportati danni di alcun tipo all’immobile.

Con una operazione congiunta fra Polizia locale e Carabinieri, venerdì 5 aprile, sono stati sgomberati quattro appartamenti in un condominio sito in via Amalfi a Musile di Piave, occupati abusivamente da altrettante famiglie di origine extracomunitaria.

 

Gli agenti di Polizia locale di Musile di Piave, già da qualche tempo avevano notato un movimento continuo di persone extracomunitarie che entravano ed uscivano dal quella palazzina che versava in una evidente condizione di degrado.

 

Lo sgombero è avvenuto con non poche difficoltà in quanto gli occupanti hanno posto resistenza. Sono dovuti intervenite anche i servizi sociali per tutelare i minori presenti nelle abitazioni.

 

Il sindaco di Musile di Piave ha così commentato: “Innanzitutto desidero esprimere il mio ringraziamento alle forze dell’ordine, per la costante attenzione riposta nei confronti di un tema importante come quello della sicurezza. Un plauso va anche al personale dei servizi sociali per la professionalità utilizzata. In secondo luogo ribadisco come sia di primaria importanza il controllo del territorio, anche nei confronti delle occupazioni abusive”.

 

Raffaele Speranzon, Presidente dell’Ater, l’ente proprietario dell’immobile, ha dichiarato: “Abbiamo l’obbligo e il dovere di recuperare le nostre case per restaurarle e poterle rendere disponibili ai cittadini aventi diritto. È ciò che stiamo cercando di fare, anche inasprendo la procedura degli sfratti. Ma non si può nemmeno chiudere gli occhi e credere che una volta mandati fuori gli occupanti abusivi, il problema svanisca. Occorrono delle misure “post” sfratti per far sì che queste persone vengano indirizzate attraverso i giusti canali di assistenza, perché non vadano a buttare giù altre porte. A chi invece non intende adeguarsi e persiste in un certo stile di vita che comprende l’illegalità, va fatto capire che qui per loro non c’è più posto”.

 

Gli abusivi nel frattempo sono stati allontanati dal territorio comunale.

 

 

Fonte: Venezia Today

Ha quasi dell’incredibile quanto accaduto negli ultimi giorni nel quartiere Pertini. Una famiglia di origini straniere che occupa una casa dell’azienda territoriale di edilizia residenziale pubblica dal 2014, non ha voluto proprio saperne di lasciare l’alloggio.

 

Nel 2016 il primo sfratto esecutivo, ma la famiglia di occupanti, lasciata l’abitazione, chiede di poter rientrare a recuperare alcuni beni personali. Una volta dentro però, uno dei genitori riesce a far accedere i bambini, rifiutandosi poi di lasciare la casa.

 

Riparte così la procedura di sfratto che vede i primi accessi rinviati a causa della presenza dei minori. Giovedì scorso, 28 marzo, alla presenza dell’ufficiale giudiziario e degli agenti di polizia, un nuovo accesso: in quel momento in casa non c’è nessuno e lo sfratto viene eseguito con recupero dell’alloggio, mettendolo in sicurezza con lastre anti-intruso alla porta e alle finestre.

 

Ieri mattina però, gli ex occupanti contattano gli uffici dell’Ater con la stessa richiesta di alcuni anni fa: poter rientrare in casa per riavere gli oggetti personali. Questa volta però la risposta è negativa: è possibile fissare un appuntamento all’esterno dell’abitazione recuperata, ma non dentro, per riavere i beni di proprietà, come prevede ora la nuova procedura messa in piedi dall’Azienda territoriale di edilizia residenziale di Venezia per scongiurare le occupazioni.

 

A questa risposta, l’ex occupante abusiva, prima tenta di rassicurare sulle proprie innocenti intenzioni, insistendo per rientrare e promettendo di non voler rimanere all’interno dell’abitazione, infine si arrabbia e decide di arrangiarsi: alle 13.30 di ieri, i vicini chiamano la polizia perché è stato divelto il garage dell’appartamento recuperato dall’Ater il giorno prima. Un taglio centrale sulla lamiera del portone d’ingresso, un buco a mo’ di pertugio “tagliente”.

 

L’arrivo degli agenti, fortunatamente, impedisce qualsiasi azione pericolosa. La donna riesce a recuperare alcune cose di sua proprietà in presenza degli agenti, ma non a rientrare, almeno fino a ieri notte, quando avviene una nuova effrazione: la famiglia, verso l’una e trenta, si introduce nell’alloggio dopo aver staccato una delle lastre di sicurezza dalle finestre che si trovano al piano terra. I genitori stranieri portano dentro anche i bambini, sempre dalle finestre.
Ciliegina sulla torta, ieri pomeriggio l’occupante recidiva ha chiamato l’Ater per chiedere che le venissero staccate le porte anti-intrusione dall’alloggio, perché non può far uscire i bambini dalle finestre.

 

L’Ater sporgerà denuncia per l’accaduto e richiederà alla Procura il sequestro preventivo dell’abitazione.

 

 

 

 

“Una storia che lascia sconcertati e si fatica a credere – spiega il presidente dell’Ater Raffaele Speranzon – l’Ater ha cercato in tutti i modi, consentiti dalla legge, di rientrare in possesso del proprio alloggio, ma senza riuscirci e ricevendo anche dei danneggiamenti. Situazioni che stiamo cercando di contrastare in ogni modo, non solo con le denunce ma anche inasprendo le procedure degli sfratti. Il problema di fondo è che queste persone per anni sono rimaste impunite e hanno alzato sempre di più l’asticella di ciò che pensano di poter fare, fino a commettere reati, come in questo caso, che avrebbero potuto rivelarsi pericolosi per la loro stessa incolumità. Tagliare la porta di un garage ed entrare dalle finestre è pericoloso: a preoccuparmi maggiormente sono i bambini che si trovano a vivere situazioni simili”.

 

Duecentoquarantuno case dell’Ater di Venezia sono pronte per essere assegnate e abitate in tutta la città metropolitana. In attesa dei bandi e delle graduatorie definitive da parte delle amministrazioni comunali, l’Ater predispone un “piano mobilità” per spostare, ad esempio, gli inquilini che hanno problemi di mobilità dai piani più alti a quelli più bassi; oppure gli anziani che vivono soli e hanno manifestato la volontà di avvicinarsi alle abitazioni dei parenti.

 

Il lavoro di assegnazione

 

Il numero delle abitazioni assegnabili arriva da una verifica voluta dal presidente dell’Ater Raffaele Speranzon sul patrimonio “disponibile” dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale veneziana. Ora che la giunta del Comune di Venezia ha approvato le delibere per l’emanazione dei bandi, sarà possibile assegnarne ben 158 nel territorio comunale situate tra: centro storico, isole, e terraferma.

 

 

Sono tutte abitazioni di tipologia Erp (Edilizia residenziale pubblica) di proprietà dell’Ater di Venezia, che già si potrebbero assegnare ai cittadini, dopo la comunicazione, da parte della Regione, dei canoni per gli affitti in base all’applicazione della nuova legge regionale, e dopo la pubblicazione dei bandi per le assegnazioni e le successive graduatorie da parte dei Comuni.

 

 

La maggior parte di queste 241 case sono state recentemente ristrutturate dall’Ater di Venezia, come le 22 nuove abitazioni restaurate con fondi europei Por-Fesr. Sono 135 le abitazioni che hanno visto lavori di manutenzioni durante l’estate, e la fine dei lavori lo scorso autunno.

 

 

A queste, si aggiungono le 37 “case intelligenti” di Campo dei Sassi” ad Altobello, destinate ad inquilini anziani e disabili, dove un appartamento è dedicato alle “badanti di condominio”. I lavori, in questo caso, erano iniziati diversi anni fa e si sono conclusi il mese scorso. Per loro era già stato attivato un “bando speciale” da parte del Comune di Venezia lo scorso anno, e a breve saranno assegnate dall’Ater.

 

 

Vi sono poi 66 appartamenti di cui l’Ater di Venezia aveva comunicato la disponibilità alle amministrazioni comunali dei vari territori, ma per qualche motivo non sono state assegnate, o in alcuni casi, sono state rifiutate dagli inquilini. Tra queste ultime, ad esempio, vi sono a Mestre 13 abitazioni in via del Bosco e 4 della “Nave” in via Squero.

 

 

Quante sono e dove sono

 

 

In tutto, sono 241 gli alloggi Ater disponibili, di cui 158 nel Comune di Venezia:

–         39 sono ubicati nell’area insulare: 6 tra Cannaregio e Castello, 26 alla Giudecca, 3 al Lido e 4 a Murano.

–         119 si trovano in terraferma: 69 a Mestre, 21 a Favaro e Campalto e 29 a Marghera e Chirignago.

–         83 negli altri comuni della Città metropolitana, così ripartiti:

 

> un alloggio a: Campolongo Maggiore, Caorle, Ceggia, Concordia Sagittaria, Eraclea, Fiesso d’Artico, Fossò, Pramaggiore, Santa Maria di Sala e Torre di Mosto;
> 2 alloggi a: Marcon, Noale, Quarto d’Altino, Salzano e Santo Stino di Livenza;
> 3 alloggi a: Cavarzere, Meolo, Musile di Piave e Portogruaro;
> 4 alloggi a: Mira e San Michele al Tagliamento;
> 6 alloggi a Dolo;
> 7 alloggi a: Mirano e Spinea;
> 10 alloggi a Jesolo;
> 13 alloggi a San Donà di Piave.

Sono tutti alloggi di tipologia Erp (edilizia residenziale pubblica), in particolare:

 

135 alloggi sono stati restaurati recentemente: 20 nel centro storico veneziano, 47 tra Mestre e Marghera e 68 in provincia. Tra questi vi sono anche i 22 alloggi sistemati con 1,3 milioni di fondi europei Por-Fesr: 10 a Mestre, 7 a Marghera, 3 a Campalto, 1 a Favaro Veneto e 1 a Mirano.

 

A febbraio sono terminati i lavori alle 37 “Case intelligenti” di Campo dei Sassi ad Altobello, destinate a inquilini anziani e disabili, che ora ospiteranno il progetto innovativo di assistenza familiare.

Case ATER a Mestre Chirignago. Il grande complesso ATER, denominato Circus, ha visto più interventi delle Forze dell’ordine nel giro di soli quattro giorni.

 

Le cause sono sempre le violenze nei confronti di donne sole e con bambini. Bande di giovani si scagliano contro le povere donne con calci, pugni e anche con mazze da baseball.

 

Il Circus è da tempo luogo di violenze e di traffici poco chiari.

 

Fonte: il Gazzettino

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