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“Di fronte a un’Europa invasiva, secondo la quale non si può più applicare l’ergastolo ai criminali e ai mafiosi, dico all’Europa che limiti la sua giurisdizione, la limiti ai confini dell’Italia, almeno in questo ambito. Di fronte all’assurdità di tale pronunciamento, il primo pensiero va alle tante vittime degli ergastolani, cittadini e servitori dello Stato assassinati dove lo Stato non è riuscito a imporsi: penso ai Giudici Falcone e Borsellino, a Rosario Livatino, a Ninni Cassarà, a Don Puglisi, ai tanti uomini e donne delle Forze dell’Ordine assassinati, ai bambini che, come il piccolo Giuseppe Di Matteo, non sono stati risparmiati dalla brutalità che, secondo questo pronunciamento, non meriterebbe l’ergastolo”.

 

È questa la reazione del Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, all’intervento della Corte di Giustizia Europea in materia di ergastolo in Italia.
“Giù le mani dall’ergastolo – aggiunge Zaia – che deve assolutamente rimanere come pena definitiva per chi ha commesso reati gravissimi e omicidi efferati, magari plurimi, come purtroppo spesso accade in generale, e in particolare nell’ambito dei crimini mafiosi”.

 

“Non dimentichi l’Europa – aggiunge Zaia – che la criminalità organizzata, la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, ha una sua specificità che non prevede la redenzione completa. Un mafioso è tale per tutta la vita. E peraltro già esistono ampie forme di clemenza per i collaboratori di giustizia che, dimostrandosi credibili e portando prove circostanziate in un cammino di pentimento, ottengono sconti di pena e anche protezione. Ma – conclude Zaia – ci si deve fermare qui, perché le vittime di questi criminali e i loro cari un’altra possibilità non la potranno avere mai”.

“Come ho sempre e in svariate occasioni affermato, le infiltrazioni mafiose vanno uccise, annientate, azzerate!! Concetti che ho ribadito non più tardi di una settimana fa anche a un seminario organizzato dalla Prefettura di Venezia sugli impianti di trattamento rifiuti a cui ho partecipato in veste di relatore. Peccato che in tale circostanza non ci fosse il senatore Ferrazzi. Probabilmente ha perso una buona occasione per scoprire, tra le altre cose, ad esempio che gli incendi in Veneto dal 2014 al 2017 sono stati ventisette, numeri decisamente inferiori ad altre regioni del Nord Italia come Lombardia e Piemonte; senza ovviamente scomodare altre realtà come la Campania o il Lazio. I dati ufficiali inoltre evidenziano che negli ultimi venticinque anni su base provinciale il numero di incendi che hanno coinvolto sostanze classificate come rifiuti vede ai primi tre posti Napoli, Roma e Palermo, mentre la prima provincia del Nord è Torino al nono posto. Nessuna provincia veneta in posizioni rilevanti. Ma ciò non vuol dire che stiamo sottovalutando il problema. Anzi.”

 

Questa la replica secca e basata su numeri concreti con cui l’assessore regionale all’Ambiente e Protezione civile Gianpaolo Bottacin rimanda al mittente le “dichiarazioni con cui il senatore tenta strumentalmente di far passare il Veneto per quello che non è”.

 

“È vero invece – aggiunge – l’esatto contrario di quanto goffamente Ferrazzi vorrebbe far credere: la Regione Veneto garantisce il massimo supporto agli inquirenti nella lotta agli illeciti ambientali senza se e senza ma. Cosa che forse non è così  scontata da altre parti d’Italia. Pertanto non provi neppure per scherzo a farci passare per discoli o per quelli che sottovalutano il problema”.

 

“Non a caso da tempo abbiamo attivato una convenzione con i Carabinieri dei Nuclei Operativi Ecologici, a cui garantiamo massimo supporto e collaborazione, e successivamente ulteriori convenzioni con i Carabinieri Forestali e con i Vigili del Fuoco. Non solo: come Regione, proprio a seguito di queste positive collaborazioni per la lotta agli illeciti, abbiamo promosso un tavolo interistituzionale, che è stato avviato su mia iniziativa nel 2018 in materia di emergenze ambientali, a cui partecipano oltre a Carabinieri dei NOE e Vigili del Fuoco, Arpav, Università di Padova e Anci. Tavolo che, proprio in sede di audizioni della Commissione Ecoreati, è stato definito dal comandante del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco un modello virtuoso da esportare a livello nazionale… Forse Ferrazzi, pur facendo parte della Commissione, anche in quell’occasione come in altre era un po’ distratto”.

 

“Non posso poi non trovare davvero imbarazzante – puntualizza Bottacin – l’affermazione in cui il senatore  dubita del fatto che il sottoscritto non avrebbe capito che il Veneto e i Veneti si proteggono denunciando i crimini e i criminali, facendo emergere gli enormi danni al nostro territorio: è proprio ciò che infatti noi stiamo facendo a differenza di molte altre realtà. Basterebbe ricordare in tal senso che quando CNR-IRSA segnalò nel 2013 il caso della presenza dei PFAS in varie regioni, l’unica che individuò subito l’origine dell’inquinamento e fece la denuncia in Procura è stata proprio la Regione Veneto. Delle altre Regioni che, a quanto mi risulta, non hanno ancora fatto denuncia il senatore sa qualcosa? E’ interessato a sapere o, nel suo ruolo di commissario della Commissione Ecoreati, preferisce non sapere e non approfondire? Ha dimenticato tutta la corposa documentazione che noi, a differenza di altri, abbiamo mandato alla Procura per favorire le indagini?”

 

“Respingendo ogni insinuazione o ricostruzione non veritiera – conclude Bottacin – ribadisco pertanto che la Regione Veneto ha da sempre garantito, e continuerà a farlo, la massima collaborazione agli organi giudiziari e alle forze dell’ordine nella lotta agli illeciti ambientali e nell’individuazione dei colpevoli, tanto che nessuno, nemmeno il senatore Ferrazzi, credo possa pensare che il Veneto sia una Regione che sta dormendo su questo fronte. Con l’occasione, ringrazio invece nuovamente la Procura Antimafia e tutte le forze dell’ordine per le brillanti operazioni appena concluse”.

Nelle maglie dell’inchiesta sulla camorra in Veneto, oltre al sindaco di Eraclea (Mirco Mestre) arrestato per voto di scambio, è finita anche la Presidente della Camera penale di Venezia, Annamaria Marin.
La Marin è stata indagata in quanto avvocato di Luciano Donadio, imprenditore edile di Casal di Principe e residente a Eraclea.
L’accusa nei confronti della Marin è quella aver violato atti secretati, fornendo a Donadio informazioni su altri presunti malavitosi.

“Non bastano i ringraziamenti a magistratura e forze dell’ordine. Anche la Regione deve fare la propria parte, finora ha sottovalutato la presenza della criminalità organizzata in Veneto. Che adesso è una vera emergenza”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico interviene sulla maxioperazione anticamorra che ha portato all’arresto di cinquanta persone, tra cui il sindaco di Eraclea, con perquisizioni a Venezia, nel Trevigiano e a Casal di Principe, in provincia di Caserta.

 

“Gli ultimi episodi, appena una settimana fa c’erano stati sette arresti per ‘ndrangheta e a dicembre un altro blitz contro i Casalesi, testimoniano il perverso intreccio tra criminalità, imprenditori e mondo politico, come ha anche sottolineato il procuratore della Repubblica di Venezia Bruno Cherchi, che ringrazio insieme al procuratore generale antimafia Ferdinando Cafiero De Raho. In Regione invece c’è chi continua a ritenere il fenomeno mafioso poco più che marginale, quando servirebbe ben altro impegno. Ricordo i ritardi nell’istituire l’Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata o il minimizzare i continui incendi nei centri di trattamento e smaltimento rifiuti, quando è ormai acclarato che il traffico illegale è uno dei business più redditizi per i clan. Di campanelli d’allarme ne sono suonati ormai parecchi: Zaia e la Giunta non siano ancora sordi e si occupino di questo drammatico fenomeno sul versante della prevenzione. Anche nelle scuole, invece di pensare all’insegnamento del dialetto o alle leggi identitarie. Oppure pensano che si risolva tutto come per incanto grazie all’autonomia?”, insiste Zanoni, auspicando la presenza della Regione alla manifestazione nazionale organizzata a Padova da Libera il 21 marzo. “Un’adesione non puramente formale, a cui far seguire atti concreti per combattere la vera piaga dell’Italia”.

Zaia: “Grazie a procuratori De Raho e Cherchi e a Forze dell’ordine. Giornata comincia nel migliore dei modi”

 

“In attesa che vengano resi noti i  dati salienti nel corso della conferenza stampa in mattinata, mi sento di ringraziare a nome di tutta la gente per bene il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho e il Procuratore Distrettuale di Venezia Bruno Cherchi per un successo nella lotta alla criminalità organizzata che contribuisce a portare sui nostri territori sicurezza, ordine e legalità”.

 

Lo dice il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, in relazione all’operazione contro la camorra infiltrata in Veneto, nell’ambito della quale la Guardia di Finanza e la Polizia, coordinate dalla Dda di Venezia, stanno eseguendo decine di misure cautelari, provvedimenti di obbligo di dimora e di altro tipo.

 

“Credo di interpretare il sentimento dei Veneti – aggiunge Zaia – nel rivolgere un ringraziamento riconoscente a tutti gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine che si sono impegnati per il successo del blitz. Oggi – conclude Zaia – la giornata comincia davvero nel migliore dei modi”.

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