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L’amore di Cadoro per il proprio territorio ha preso ulteriormente corpo ieri sera con la consegna – nelle mani di Agostino Battaglia, Dirigente Protezione Civile della Provincia di Treviso – di 76.000 mascherine realizzate da Grafica Veneta su impulso della Regione del Veneto per metterle prontamente a disposizione della Protezione civile, organismo più che mai operoso in questi tempi di Coronavirus.

 

Supermercati Cadoro – gruppo della grande distribuzione organizzata fondato a Venezia 56 anni fa dalla famiglia veneta Bovolato che oggi conta 23 punti vendita nelle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna – è da sempre solidale con il territorio e con questa azione concreta conferma ulteriormente il proprio sostegno e la propria vicinanza alla comunità di appartenenza.

Lo aveva definito così Edoardo Pittalis nel libro sulla vita imprenditoriale di Bovolato, pubblicato nel 2014 per i 50 anni di attività della Cadoro, il terzo fratello, come veniva definita dai figli Lara e Luca la catena di supermercati.

 

L’ultimo nato della famiglia Cadoro, in via Zermanesa a Mogliano, è stato inaugurato da Cesare Bovolato, insieme al Sindaco Davide Bortolato, lo scorso 27 giugno.

 

La vita di Cesare, finita a 88 anni, è stata sempre dedicata al lavoro anche se da anni le redini dell’azienda erano state prese dai figli e arricchite da personale dirigente di grande talento e preparazione.

 

Cesare Bovolato era partito dal nulla ma aveva già lavorato molto quando, nel 1964, riuscì ad aprire il primo supermercato a Mestre, in via Miranese. Chiamava i clienti “il mio capo” e mai ha smesso di amarli e servirli.

 

Per la famiglia: “È venuto a mancare un imprenditore noto ma soprattutto un uomo che non ha mai smesso di essere di esempio per coloro che l’hanno conosciuto, come marito, come padre, come nonno. L’azienda che ha creato proseguirà nel cammino che lui ha tracciato con passione, curiosità e sobrietà che l’hanno sempre distinto”.

 

I funerali saranno celebrati il 30 ottobre alle ore 11,30 nel Duomo di San Lorenzo di Mestre

 

Silvia Moscati

“Vi aspettiamo domani quando verrete a fare la spesa, abbiamo bisogno della vostra conferma sul fatto che abbiamo lavorato bene”. È l’espressione conclusiva dell’intervento di Cesare Bovolato, presidente di Cadoro, nel suo intervento di apertura della cerimonia di inaugurazione che si è svolta ieri, a Mogliano Veneto, del nuovo superstore della sua catena, ora a quota 24 punti vendita. Un taglio di nastro, soprattutto, che ha aperto uno spazio urbano rigenerato e che più di ogni altra possibile soluzione rappresenta un grande esempio di collaborazione fra imprenditoria privata e amministrazione pubblica. Iconica la grande “chiave rigenerata” consegnata dalla famiglia Bovolato al Sindaco Bortolato, con la quale aprire idealmente il parco alla comunità moglianese “che sarà per sempre vostro” come ha sottolineato il presidente Cadoro rivolgendosi ai cittadini.

 

 

 

Si tratta di un nuovo punto vendita che si inserisce nell’area nota come “ex Macevi”, spazio fino a pochi mesi fa degradato e al centro di molte discussioni su varie ipotesi di riqualificazione e che oggi è un ambiente di 41.300 metri quadrati restituito alla città ed alla fruizione dei residenti. Il supermercato ha una superficie di vendita di 2.500 metri quadrati ed è dotato di 400 posti auto, soltanto per la metà riservati ai clienti, contornati da marciapiedi e piste ciclabili immerse nel verde grazie anche alla messa a dimora di 150 piante autoctone ad alto fusto fra cui olmi, carpini, betulle e querce.

 

 

Questo tramite l’impegno di professionisti di tutti i tipi, ha ricordato Bovolato, come ingegneri, architetti e paesaggisti che hanno lavorato su un disegno nato da un concorso di idee. Una “avventura intellettuale”, l’ha definita Bruno Barel, avvocato e professore trevigiano da molti anni concentrato sui temi della riqualificazione di paesaggi alterati da un’urbanizzazione sbagliata o superata, attraverso la quale un’area acquistata all’asta da un precedente fallimento è diventata un “paesaggio urbano di architettura contemporanea. Non, cioè, uno spazio che ospita uno scatolone dentro il quale c’è un supermercato. Il Veneto ha una parola d’ordine, quella della rigenerazione urbana – ha detto Barel – e qui la si è interpretata in modo concreto, al punto che l’intervento inaugurato oggi va considerato un modello per tutta la regione”.

 

 

Tema ripreso anche dall’assessore regionale veneto all’Urbanistica, Cristiano Corazzari. “Fino a pochi anni fa avevamo un modello di sviluppo su base speculativa fondato su previsioni di continuo aumento demografico – ha ricordato – ma così non è stato. Ora il Veneto ha una popolazione con esigenze e fragilità diverse e se vogliamo che questa continui ad essere una regione all’avanguardia occorre tenerne conto ed essere capaci di reinventarsi avendo come base altri schemi di crescita”.

 

 

Il presidente di Unioncamere Veneto, Mario Pozza, da parte sua ha detto di ritenere non sia un caso se grandi catene estere della distribuzione organizzata ora stanno ripiegando, probabilmente non riuscendo ad interpretare il “legame fra territorio e famiglia, fondamentale per imprese e per la nostra gente. Con il Cadoro di Mogliano – ha evidenziato – non si porta la gente fuori dal paese ma si compie un investimento in un centro storico dimostrando di credere in quella socialità che nei poli commerciali non può realizzarsi”.

 

 

La questione di un dialogo possibile fra il commmercio storico moglianese e la nuova area è stata, infine, un tratto centrale nel saluto del nuovo sindaco, Davide Bortolato. “Il commercio tutto deve fare alleanza, e questo investimento di una famiglia moglianese a Mogliano – ha concluso – permette di risolvere, con la sua valenza di rigenerazione, uno dei diversi buchi neri che questa città deve superare”.

Al termine della cerimonia, conclusa con la piantumazione di una quercia, simbolo di longevità, e l’innaffiatura della stessa con l’acqua, simbolo per eccellenza della vita, si è proceduto al taglio della torta e al bridisi di rito con le immancabili bollicine di Prosecco.

 

 

All’apertura delle porte, la ressa per entrare a scoprire anche l’interno del nuovo punto vendita che annunciava importanti novità, non disattese. Tra queste sicuramente la presenza di sei cuochi per la gastronomia, il ‘sushi alla veneta’ pesce crudo marinato aromatizzato con agrumi e spezie, l’avvio di una filiera cerficata di pane bio per il panificio interno e la pasticceria con la possibilita di ordinare torte personalizzate.

È stato inaugurato questa mattina il nuovo ipermercato Cadoro alla presenza del sindaco Davide Bortolato, degli assessori Tochet, Albanese e Pavan, nonché della famiglia Bovolato, titolare del marchio.

 

Il nuovo punto vendita copre una superficie di 2.500 metri quadrati ed è ubicato in area ex Macevi, proprio alle spalle del Duomo di Santa Maria Assunta. All’interno è sapientemente ben disposto e presenta una vasta gamma di prodotti, quasi tutti provenienti dal territorio veneto, cosa che rappresenta una priorità per i proprietari della Cadoro.

“La nuova casa della spesa alimentare Cadoro è aperta al pubblico, questo è il nostro capo”, ha sottolineato il Presidente Bovolato.

 

 

La famiglia Bovolato è impegnata da tre generazioni impegnata, partendo dal nulla, a coniugare lavoro e territorio, realizzare il massimo con un’etica dell’impresa esempio per l’imprenditoria.

 

Questo è il Veneto che non molla, come ha detto l’avvocato Barel.

 

Ad accogliere gli ospiti il grande banco verdura fresca con un nuovo sistema d’umidificazione tramite diffusore per mantenere tutta l’area espositiva, fino all’ultima foglia d’insalata, in perfetta conservazione.

 

Fornitissima la cantina vini: tra i bianchi degli ottimi Lugana della riva bresciana del Garda, poi rossi importanti senza dimenticare l’amatissimo Prosecco.

Cadoro Superstore, il nuovo supermercato sorto in area ex Macevi, aprirà al pubblico giovedì 27 giugno alle 10.30.
Il nuovo supermercato di proprietà della famiglia Bovolato, titolare del marchio Cadoro, ha una superficie di vendita di 2.498 metri quadrati. Sarà fornito da 400 posti auto di cui 280 pubblici, avrà 800 metri di piste ciclabili, 300 metri di marciapiedi, un’area verde e spazi pubblici di 5.745 mq. Saranno anche piantumati 150 alberi di alto fusto.

Sul tetto del Superstore sono stati inoltre installati pannelli fotovoltaici che renderanno la struttura autosufficiente dal punto di vista energetico.

La nota catena di supermercati Cadoro destinerà al corrente corrente della Regione Veneto il 10% del valore dei prodotti contrassegnati dal simbolo del “cuore”

Si allunga ancora la già corposa lista di imprese, catene ed esercizi commerciali che si impegnano direttamente per sostenere le popolazioni e i territori del Veneto gravemente colpiti dalla violenta ondata di maltempo di fine ottobre. All’elenco della generosità si è aggiunta la catena di supermercati Cadoro che, nei suoi punti vendita di Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, dal 26 novembre al 10 dicembre prossimo, devolverà il 10% del valore dei prodotti acquistati e contrassegnati con il simbolo del “CUORE” direttamente nel conto corrente attivato dalla Regione Veneto presso Unicredit Banca Spa denominato “Regione Veneto – Veneto in ginocchio per il maltempo ott.-nov. 2018”.

 

“A nome prima di tutto della gente e dei territori colpiti – dice il Presidente della Regione Luca Zaia – esprimo gratitudine per la scelta di solidarietà di questa grande impresa commerciale veneta. Non ho mai avuto dubbi che la generosità di aziende e singole persone si sarebbe concretizzata alla grande, ma devo dire che le adesioni stanno avendo riscontri che vanno oltre le più rosee aspettative. Ogni contributo, grande o piccolo è un mattone in più per la ricostruzione. A Cadoro, come a tutti gli altri che sono scesi o scenderanno in campo, garantisco personalmente che ogni euro devoluto andrà direttamente ad aiutare le popolazioni e i territori colpiti”.

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