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Con una piccola cerimonia presso la sede regionale della Protezione civile stamani l’assessore Gianpaolo Bottacin, insieme ai vertici aziendali della Stiga di Castelfranco Veneto, ha consegnato a diverse associazioni di volontariato ben 61 motoseghe donate dall’azienda, leader a livello europeo nella produzione di tali attrezzi.

 

“Abbiamo inteso distribuire le motoseghe – ha detto Bottacin – alle associazioni che si sono più adoperate, in particolare nel maltempo bellunese, per contribuire alle attività di ripristino delle aree boschive del territorio“.

 

“In un momento difficile come quello dello scorso autunno – ha aggiunto – abbiamo infatti avuto l’ennesima prova della grandissima solidarietà dei veneti, che fin da subito si sono prestati in mille modi per attenuare gli effetti del maltempo e aiutare a riportare le località colpite in condizioni di normalità. Una sensibilità tipicamente veneta, che si è espressa attraverso i volontari che si sono messi fisicamente a disposizione, ma anche attraverso i tantissimi cittadini che hanno voluto fare delle donazioni e attraverso il mondo imprenditoriale, che non ha mancato di far sentire il suo sostegno disinteressato”.

 

Relativamente a questo ultimo contesto, Bottacin ha concluso: “L’azienda Stiga rappresenta certamente un lucido esempio. Ad essa, come a tutti quelli che si sono adoperati e si stanno ancora adoperando, va il nostro grande grazie”.

 

È entrata a pieno regime la complessa operazione di recupero dei milioni di metri cubi di alberi abbattuti sulla montagna veneta dal tornado d’autunno. Ad esempio in val Visdende, una delle aree più colpite, le ditte specializzate del comparto legname lavorano a pieno ritmo, e importanti lotti di tronchi recuperati sono già stati venduti.

 

Lo rende noto il Direttore di Avepa, Fabrizio Stella, nominato soggetto attuatore per il rilievo e le opere agricolo-forestali dal Presidente della Regione, Luca Zaia, nella sua veste di Commissario Delegato per gli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato il territorio veneto tra ottobre e novembre 2018.

 

Si tratta di interventi pianificati a fronte di una situazione per la quale non esistono precedenti in grado di supportare le decisioni operative, avviati già da circa tre settimane.

 

“È ora iniziata la fase di intensità totale dei lavori – precisa Stella – che saranno ulteriormente rafforzati se le condizioni meteorologiche lo consentiranno”.

 

Per quanto riguarda le amministrazioni locali, con l’incarico di Soggetti Attuatori conferito in questi ultimi giorni dal Commissario Delegato, i Comuni hanno la possibilità di operare anche in autonomia, ma quasi tutti stanno già lavorando in accordo con la gestione commissariale dell’emergenza.

 

Realizzare un alberello in legno, ricavato dai tronchi delle migliaia di abeti travolti dal tornado di fine ottobre sulla Piana di Marcesina, sull’Altopiano di Asiago, diventa anch’esso un simbolo eloquente della rinascita, appena iniziata e molto difficile e costosa.

 

È quanto è stato fatto dai boscaioli dell’area, in collaborazione con il Comune di Enego e la locale Pro Loco, che hanno raccolto e intarsiato i resti di tanti alberi abbattuti, realizzando una scultura che verrà messa in vendita per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni e ai territori colpiti dalla catastrofe.

 

Oggi a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, una di queste opere è stata consegnata al Presidente della Regione, Luca Zaia, da un messaggero del tutto particolare, il Presidente del Consiglio Regionale Roberto Ciambetti, vicentino come gli ideatori dell’iniziativa.

 

“Oltre che la straordinaria maestria dei boscaioli dell’Altopiano – ha detto Zaia ricevendo l’alberello – questo lavoro d’intarsio porta con sé uno straordinario significato di rinascita, da parte di gente che, com’è nella tradizione dei veneti, ha cominciato a rialzarsi pochi istanti dopo la tragedia. Mi auguro davvero che la vendita che seguirà abbia uno straordinario successo”.

L’iniziativa Boschi a Natale in Veneto, in programma il 9 dicembre 2018, ha lo scopo di far conoscere le aree boschive non solo delle colline, Prealpi ed aree alpine venete, ma anche quelle zone meno note, dove ancora oggi sono presenti in pianura ristette aree destinate a bosco come la Pineta di Porto Caleri, il Bosco di Carpenedo e altri boschi planiziali come il Bosco del Lison, i Boschi Bandiziol e Prassaccon a San Stino di Livenza (VE), Bosco Belvedere a Torre di Mosto (VI), il Bosco delle Lame a Concordia Sagittaria (VE) solo per citarne alcuni.

 

Sono 16 complessivamente le visite guidate del programma di Boschi a Natale 2018 che permetteranno di scoprire orti botanici, oasi naturalistiche, parchi, aree SIC e Rete 2000.

 

Grazie ad accompagnatori quali le guide naturalistiche o volontari delle Pro Loco i visitatori potranno scoprire aree di pregio naturalistico meno note ai più. Boschi a Natale in Veneto, è organizzato grazie alla collaborazione tra UNPLI Veneto e la regione Veneto.

 

Il programma di Boschi a Natale è consultabile qui.

Il Gruppo Despar scende in campo per partecipare attivamente alla ricostruzione delle aree del Veneto gravemente colpite dal maltempo dei giorni scorsi.

 

Ieri, a Venezia, l’Amministratore Delegato Arcangelo Francesco Montalvo e il Direttore Marketing Fabio Donà hanno incontrato a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale del Veneto, il Presidente Luca Zaia, al quale hanno illustrato l’iniziativa, che punta a coinvolgere i clienti degli oltre 150 punti vendita attivi nel solo Veneto.

 

In tutte queste sedi partirà una campagna di sensibilizzazione con una raccolta di fondi da destinare alla rinascita dei boschi travolti dalla furia degli elementi, accompagnata dallo slogan “Ripiantiamo da qui: c’è una ferita da sanare nelle nostre montagne. C’è una natura da aiutare. Per questo abbiamo deciso di creare un vivaio per far rinascere le nostre foreste”.

 

Le modalità dell’iniziativa sono descritte sul sito www.despar.it.

 

“Le immagini dei boschi veneti rasi al suolo dal vento – ha detto Zaia – sono tra le più impressionanti e dolorose di questa calamità e sono grato al Gruppo Despar per aver colto, con sensibilità sociale e ambientale, l’opportunità di aiutarci a sanare una ferita così grave. È significativo e consolante scoprire, giorno dopo giorno, quante grandi e piccole aziende si stiano attivando per dare il loro contributo alla rinascita. Una funzione sociale che, come anche nel caso del Gruppo Despar, si affianca alla valenza economica e qualitativa aziendale”.

 

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