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“A nome di tutti i veneti faccio un plauso per l’esito di questa operazione, che ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di stupefacenti destinato, purtroppo, al nostro territorio. Questo arresto restituisce alla giustizia gente senza scrupoli che opera ai danni delle nostre comunità le quali, invece, chiedono di vivere nella legalità e nella sicurezza”.
Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, esprime la soddisfazione per l’intervento condotto dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Donà di Piave, conclusosi con l’arresto di un cittadino albanese che custodiva nella sua residenza un ingente quantitativo di droga, una bilancia di precisione ed un telefono cellulare.

 

“Questo brillante blitz, condotto dalle nostre Forze dell’ordine, è l’ennesima conferma che nel Veneto non c’è spazio per questa gente e non abbasseremo mai la guardia – conclude Zaia -. L’attività dell’Arma e di tutte le Forze dell’ordine che operano sul territorio, presidio irrinunciabile di legalità e convivenza civile, è fondamentale per mantenere l’attenzione focalizzata sulla repressione dello smercio di sostanze stupefacenti, che in questo caso avrebbe fruttato circa 150mila euro, e accrescere la sicurezza dei cittadini veneti, soprattutto di quelli più giovani ”.

“Ancora una volta dobbiamo esprimere un plauso a chi quotidianamente e senza sosta opera a tutela dei cittadini per bene, sbarrando la strada alle nuove mafie, all’immigrazione in mala fede e incontrollata e ai mercanti di morte. Nell’apprezzare il lavoro che, oggi, stanno svolgendo i Carabinieri nella zona di San Donà e sul nostro litorale c’è il grazie di tutti i Veneti a loro e a tutte le Forze dell’ordine”.
È questo il commento del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia alla notizia del blitz dell’Arma che ha portato a ricostruire la struttura del pericoloso sodalizio criminale dedito allo spaccio di droga, comprendente diversi stranieri, alcuni dei quali arrestati e altri indagati.
“Stiamo ancora misurandoci con i sistemi di indiscriminata accoglienza delle politiche degli anni passati – prosegue Zaia – e ancor oggi sicuramente troveremo persone dalla comprensione facile e dal buonismo a buon mercato che diranno che i problemi per la sicurezza sono altri. Noi, invece, ringraziamo chi si sta impegnando alacremente come i nostri Carabinieri perché il problema esiste. Il litorale veneto è meta in questi mesi estivi di milioni di turisti, è uno dei nostri fiori all’occhiello. L’operazione di oggi lo rende più pulito in tutti i sensi”.

Ennesimo arresto per spaccio di sostanze stupefacenti da parte del Nucleo operativo della Polizia locale. Il blitz è scattato verso le 22.30 di sabato a due passi da piazza Ferretto a Mestre; a finire nella rete degli agenti è stato un sedicente cittadino marocchino irregolare sul territorio nazionale. Si tratta di B.A., 31enne gravato di precedenti specifici contestati tra il 2017 e il 2018.

 

L’operazione

Gli operatori, guidati dal commissario capo Gianni Franzoi, erano da qualche giorno sulle tracce del sospetto dopo averlo notato più volte, assieme a dei complici connazionali, all’interno di un bar di via Manin. Venerdì sera, infatti, uno dei connazionali con cui il 31enne si accompagnava frequentemente, era stato denunciato a piede libero per detenzione di droga ai fini di spaccio dopo essere stato sorpreso a nascondere della cocaina dietro lo specchio del gabinetto del pubblico esercizio. In questo caso la Polizia locale era intervenuta con l’unità cinofila e aveva individuato lo stupefacente grazie al fiuto di Hadesz.

 

Ieri sera gli agenti del Nucleo investigativo sono tornati nello stato bar con una pattuglia in borghese del Servizio sicurezza Urbana e hanno individuato il 31enne marocchino durante i suoi spostamenti tra il locale e un altro esercizio pubblico di via Torre Belfredo. Verso le 22.30 è stata notata un’auto con due giovani a bordo fermarsi vicino al bar di via Manin; uno degli occupanti è sceso ed è entrato confondendosi tra gli altri avventori, evidentemente alla ricerca del pusher.

 

La cattura

Una volta ripartita l’auto, è stata pedinata fino al bar di via Torre Belfredo, dove è effettivamente avvenuto lo scambio di denaro e cocaina. A quel punto gli agenti e altre pattuglie hanno fatto scattare il blitz arrestando il cittadino marocchino; nella perquisizione sono stati trovati 1500 euro in contanti e 11 ovuli di cocaina pronti per essere venduti nascosti in un pacchetto di sigarette.

 

Il 31enne al termine degli accertamenti è finito in manette con l’accusa di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio; l’arrestato è stato trasferito nella camera di sicurezza del Comando di Polizia locale in attesa del processo. All’acquirente, un 22enne moldavo, è stata invece subito ritirata la patente di guida.

All’alba di oggi, i Carabinieri di Padova e la Guardia di Finanza di Venezia hanno iniziato una vasta operazione anti ‘ndrangheta. Sono ben 33 le ordinanze di custodia cautelare dovute alle indagini eseguite dalla procura distrettuale antimafia di Venezia nei confronti di appartenenti a un’organizzazione criminale.

 

I reati contestati sono molto gravi: vanno da associazione di stampo mafioso, a estorsione, violenza, usura, sequestro di persona, riciclaggio ed emissione di fatture false.

 

Il blitz coinvolge più regioni italiane. Nel Veneto sono in corso perquisizioni a Treviso, Vicenza, Padova, Belluno e Rovigo.

 

“Mentre attendiamo i particolari, che verranno resi noti più tardi, è già chiaro che siamo di fronte a una nuova importante operazione contro la criminalità organizzata nel Veneto. Una conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, dell’efficienza della procura distrettuale antimafia di Venezia guidata da Bruno Cherchi e del coordinamento delle forze dell’ordine sul campo, che ci regalano questa belle notizie. La giornata comincia bene”.

 

A diro è il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, appresa la notizia della vasta operazione anti ‘ndrangheta condotta in Veneto.

 

“Che si tratti di criminalità organizzata o no – aggiunge Zaia – questi figuri devono capire che il Veneto è terra di onestà e di legalità, che non sopporta i delinquenti e che è supportata da Inquirenti e Forze dell’Ordine tenaci, preparati, duri quanto serve. Pane duro da masticare per il crimine, che lo sarà ogni giorno di più. Vale a dire tolleranza zero”.

“Questa banda tunisino-albanese era particolarmente pericolosa, collegabile come appare ad alcuni decessi per overdose da eroina avvenuti negli anni. Bravi i Carabinieri di Venezia, che stanno tagliando l’erba sotto i piedi ad altri mercanti di morte”.

 

Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, si congratula con gli uomini dell’Arma di Venezia, impegnati in una vasta operazione antidroga che ha smantellato un’organizzazione internazionale dedita allo spaccio di stupefacenti.

 

“Cominciare la settimana con un vittoria della legalità – aggiunge il Governatore – dà una sensazione particolarmente piacevole e lancia un messaggio chiaro ai delinquenti di ogni genere e tipo: lasciate perdere perché, prima o poi, i nostri ragazzi in divisa ve la fanno pagare”.

Il blitz della Polizia nel quartiere Piave di una settimana fa aveva portato una pace e una vita regolare nelle vie adiacenti la stazione di Mestre che non si conosceva più da decenni.

 

Purtroppo però tutto è durato solo una settimana; da oggi sono apparsi nei soliti posti, cioè i portici davanti la stazione ferroviaria e in via Trento, nuovi venditori di morte.

 

Eliminata la banda dei nigeriani che aveva l’esclusiva della vendita della droga in quei luoghi, ora è arrivata altra gente di cui non si conosce la provenienza, ma il risultato è lo stesso, spacciatori di droga.

 

Il problema è che bisognerebbe eliminare la domanda che, purtroppo, è tanta. Si dovrebbe avvicinare chi si droga e aiutarli a smettere attraverso i Servizi sociali.

Sono confortanti gli esiti di un vero e proprio “blitz” a sorpresa per valutare la qualità complessiva dell’assistenza agli anziani, sia dal punto di vista ambientale che personale, che, nella giornata di ieri, ha visto commissioni tecniche di tutte le Ulss del Veneto presentarsi senza preavviso in 34 case di riposo della regione e redigere un primo rapporto su quanto rilevato, cui seguirà una dettagliata relazione ufficiale.

 

Gli esiti dell’iniziativa sono stati illustrati oggi nel corso di un punto stampa dal Presidente della Regione Luca Zaia e dall’Assessore alle Politiche Sociali Manuela Lanzarin, che ha coordinato l’operazione, in collaborazione con i Direttori Generali delle Ullss.
Su 34 controlli effettuati, rilevando ben 28 diversi parametri riguardanti gli ospiti, gli ambienti, gli arredi e le aree esterne, 25 strutture hanno avuto un esito completamente positivo, 2 si sono collocate in una situazione intermedia, 7 hanno avuto un esito negativo, determinato però non da mancanze gravi, ma da situazioni oggettivamente da migliorare, come la presenza di umidità, l’attrezzatura insufficiente delle aree esterne, l’arieggiatura dei locali, la presenza di strumenti per la raccolta dei desideri dell’ospite nella quotidianità.

 

“Come dico da sempre – ha sottolineato Zaia – la qualità delle case di riposo e delle geriatrie e pediatrie negli ospedali è una priorità sulla quale non ammettiamo cedimenti. Anche le poche strutture risultate ‘negative’ – ha tenuto a precisare – in molte parti d’Italia sarebbero hotel stellati, ma a noi non basta: verso gli anziani abbiamo un dovere di civiltà, perché sono quelli che hanno fatto grande il Veneto e ora si trovano in condizioni di debolezza e vulnerabilità e devono essere assistiti in modo superlativo. In questo senso i controlli a sorpresa sono uno sprone a fare sempre il meglio e a migliorare ovunque si possa. Li rifaremo – ha annunciato il Governatore – e formalizzeremo in legge l’istituzione dei team di verifica e dei protocolli di controllo”.

 

“Con l’operazione di ieri – ha fatto notare l’Assessore Lanzarin – abbiamo verificato circa 3.700 posti letto su un totale di 31.942 e circa il 10% delle case di riposo venete che sono 370. Un test probante – ha aggiunto – da cui è uscita una bassa percentuale di esiti insufficienti. Su questi si deve lavorare già da oggi per eliminarli. Il quadro generale – ha aggiunto – è però assolutamente buono, e le criticità rilevate sono risolvibili. Ringrazio – ha concluso la Lanzarin – i Direttori Generali delle Ulss e i team di verifica con i quali nei giorni scorsi abbiamo lavorato intensamente, anche per fare in modo che i controlli fossero totalmente imprevedibili e imprevisti”.

Continuano con grande intensità le attività di contrasto allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti in tutte le aree sensibili di Mestre, da parte del corpo di Polizia locale.

Negli ultimi giorni il Servizio sicurezza urbana è intervenuto ripetutamente con tutte le sue articolazioni (Nucleo operativo, Unità antidegrado e Unità cinofile) sequestrando circa un chilo di sostanze stupefacenti, in particolare hashish e marijuana.

 

Complessivamente sono stati effettuati circa una ventina di rinvenimenti tra il parco Albanese e il rione Piave: la sostanza è stata rinvenuta sotterrata, all’interno di lattine e di pacchetti di sigarette, dei cestini delle immondizie, sugli alberi, in mezzo alle siepi.

Due spacciatori nigeriani di 25 anni sono stati inoltre colti in flagranza di spaccio e denunciati all’Autorità giudiziaria. Tre loro clienti, rispettivamente una signora italiana di 45 anni, un cittadino del Bangladesh di 25 anni e un ragazzo italiano di 25 anni, tutti residenti a Mestre, sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti.

 

Nell’anno in corso sono già stati abbondantemente superati i 4 chili di sostanze stupefacenti rinvenute e sequestrate.

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