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L’artista trevigiana, con all’attivo il premio ricevuto dopo le selezioni, debutta nella rassegna di Palazzo Ivancich dove sino al 7 agosto saranno esposte 260 opere tra pittura, scultura, fotografia e video

 

L’Italia della bellezza riparte dal Veneto con la Pro Biennale di Venezia, mostra internazionale d’arte contemporanea curata da Salvo Nugnes e dal professor Vittorio Sgarbi.

 

Taglio del nastro ieri – giovedì 23 luglio – a Palazzo Ivancich, a pochi passi da Piazza San Marco. Tra i presenti, Vittorio Sgarbi, la giornalista Silvana Giacobini (già direttrice di “Chi” e “Diva e Donna”), il fotografo internazionale Roberto Villa, la critica d’arte Flavia Sagnelli, il comico Pippo Franco e molti altri. Attesi nei prossimi giorni il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa, il sociologo Francesco Alberoni, Katia Ricciarelli, il musicista Morgan, la scrittrice Maria Rita Parsi, il direttore del Tgcoom24 Paolo Liguori, il maestro Josè Dalì figlio di Salvador Dalì, Carlo Motta dell’Editoriale Giorgio Mondadori.

 

 

Tantissimi gli artisti provenienti da tutto il mondo: ben 260 le opere esposte, tra pittura, scultura, fotografia e video. Tra gli artisti presenti, ambasciatrice della terra del Prosecco, c’è anche la trevigiana Eleonora Bottecchia che ha presenziato all’apertura della rassegna artistica e ha già all’attivo il Premio “Pro Biennale Venezia”, conferitole subito dopo le selezioni.

 

L’artista, conosciuta per le sue marine materiche, è presente alla Pro Biennale con due opere, una dedicata alle colline del Prosecco Conegliano Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità, opera che le ha fatto vincere il riconoscimento, e una seconda realizzazione, “Preghiera Blu”, un telaio a forma di crocifisso scolpito nel mare, realizzato durante il lockdown.

 

L’ispirazione? L’indimenticabile Urbi et Orbi di Papa Francesco in Piazza San Pietro durante il Covid. “La mia ‘Preghiera Blu’ l’ho concepita come simbolo di speranza – afferma Eleonora -. Mi ha ispirata la benedizione di Papa Francesco, un momento che ha scritto la storia del mondo. È stata così potente e piena di energia che mi sono messa subito a dipingere”.

 

Rassegna aperta al pubblico tutti i giorni fino al 7 agosto

La Pro Biennale è il primo grande evento dopo il lockdown e anche ieri, in occasione della conferenza stampa di apertura della rassegna, il messaggio fortemente promosso dal curatore Salvo Nugnes è proprio quello che la Pro Biennale Venezia vuole essere simbolo di rinascita e di ripartenza. Un elemento che ricorre anche nelle opere di moltissimi artisti. Per Eleonora Bottecchia, dopo Milano, Miami e Roma, è la prima esposizione in Veneto. Si può dire che questa volta gioca in casa.

 

“Sono emozionatissima – aggiunge Eleonora -. Esporre a pochi passi da Piazza San Marco, in un contesto internazionale come la Pro Biennale, è un sogno! Venezia e il Veneto, ospitando questa rassegna culturale, danno un grande segnale di ripartenza e futuro, oltre ad essere un grande volano di promozione per la città lagunare. Onorata di esserci”.

 

La rassegna sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle 10 alle 19, con ingresso gratuito, fino al 7 agosto.

L’opera dello scultore Mario Irraràzabal, realizzata per la Biennale del 95, parcheggiata tra le auto, ritorna a vivere grazie a un gruppo di cittadini anonimi

 

Se ne stava lì, alla fine del Vega, quasi a salutare stancamente le persone che, ogni giorno, escono dal polo scientifico e tecnologico di Marghera dalla parte di via delle Industrie. Un flash mob notturno, fatto di figure silenziose, ha riportato “in vita” la grande Mano, opera dello scultore Mario Irraràzabal, realizzata a Venezia in occasione della Biennale del ’95, donata dall’artista alla città e ospitata, o per meglio dire “parcheggiata” tra le auto, dal lontano 1996.

 

L’intervento notturno ha lo scopo di portare all’attenzione le precarie condizioni di conservazione in cui versa l’opera.

Durante il fine settimana, un gruppo anonimo di cittadini e lavoratori del complesso ha deciso di cogliere l’opportunità lanciata dalla pagina Angoli di Vega, comunità nata su Instagram per fotografare la quotidianità dei lavoratori del Vega e immortalare con tono ironico ma propositivo, le situazioni di disagio degli spazi. Attraverso la call FridaysForVega, il profilo social invita a compiere piccole azioni per riqualificare il Parco Tecnologico, come la pulizia di ambiti o zone interessate dalla presenza di rifiuti.

 

Questa volta è toccato alla grande Mano, di cui probabilmente pochi in città sono a conoscenza, ma che rappresenta comunque parte del patrimonio culturale del territorio. L’azione flash si è focalizzata sulla rimozione dei rifiuti intorno alla base della scultura, alla potatura delle fronde circostanti, per chiudersi con l’installazione di un delimitatore per musei, con tanto di targhetta che riporta le informazioni sull’opera.

 

“L’operazione di ripulitura – riferisce Angoli di Vega – è stata possibile grazie all’opera di un gruppo di persone comuni, che ritengono che la riqualificazione degli spazi del Vega debba muovere dal basso e dalla buona volontà di coloro che di questi spazi usufruiscono”.

Un’artista trevigiana alla Biennale di Milano, l’evento artistico dell’anno curato dal professor Vittorio Sgarbi. La rassegna è in programma da giovedì 10 a lunedì 14 ottobre presso Brera Site.

 

Ideata e organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, la Biennale di Milano, alla terza edizione, si inserisce nel palinsesto dei grandi appuntamenti internazionali dell’arte contemporanea, offrendo uno spazio ad artisti conosciuti ed emergenti per presentare lo “status quo” dell’arte moderna.

 

La Commissione artistica, nei mesi scorsi, ha valutato migliaia di artisti italiani ed esteri candidati per il grande evento. E, nella rosa delle opere scelta da Vittorio Sgarbi, Salvo Nugnes, Roberto Villa e Maria Rita Parsi, c’è anche la trevigiana Eleonora Bottecchia. Una grande sorpresa.

 

L’avevamo lasciata a Parigi, qualche anno fa, alle prese con il Tour de France, ma questa volta la Città di partenza della classica Milano-Sanremo le ha davvero portato fortuna.

 

“Ancora non ci credo – commenta Eleonora Bottecchia – per me è un grande onore poter partecipare alla Biennale di Milano. Mi sono iscritta l’ultimo giorno, quasi per gioco. Non avevo aspettative. È la prima volta che mi candido a un evento artistico: dipingo da sempre, ma tutto questo per me è davvero una grande sorpresa”.

 

Il motto di Eleonora è “colore in movimento”. Materica e passionale, dipinge natura, prevalentemente mare. Tre le opere selezionate per la Biennale, tutte marine: una però ha una dedica particolare. Eleonora Bottecchia infatti porta a Milano il suo “Giallo Bottecchia”, un quadro rotondo del diametro di 1 metro e 80 centimetri.

 

Davanti è dipinta un’onda del mare, ma dietro il telaio è tagliato come la ruota stilizzata di una bici. Nascono così i suoi telai rotondi “Giallo Bottecchia”, ruote di bici forgiate nel legno, piene della passione di Eleonora per il ciclismo, che dedica alla maglia gialla di Ottavio Bottecchia al Tour de France e al nonno Sante.

 

La stessa dedica che la animava quando era impegnata con la Candidatura per la Grand Depart del Tour de France dall’Italia. “L’arte riflette quello che sei, il ciclismo ce l’ho dentro, era inevitabile”, aggiunge Eleonora Bottecchia.

 

L’appuntamento con la Biennale è davvero dietro l’angolo. Per la rassegna artistica di Vittorio Sgarbi, tantissime le personalità presenti: il cantautore Morgan, il soprano Katia Ricciarelli, la coreografa Carolyn Smith, il sociologo Francesco Alberoni, il giornalista e direttore di TgCom Paolo Liguori, il giornalista e conduttore Bruno Vespa, la psicoterapeuta Maria Rita Parsi, la giornalista Silvana Giacobini, il direttore del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri e il curatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia Milovan Farronato. E ancora l’artista Josè Dalì, figlio di Salvador Dalì, lo stilista Alviero Martini, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la giornalista Rai Antonietta Di Vizia e molti altri ancora.

In occasione di Art Night Venezia 2019, l’European Cultural Centre propone l’apertura serale della mostra PERSONAL STRUCTURES – Identities presso la sede di Palazzo Mora. E lo fa offrendo un programma di eventi speciali che include un approfondimento sul recente restauro di un antico affresco all’interno del palazzo, un incontro con l’artista ospite Marietta Patricia Leis e due performance a cura di Francesca Jesi e del sound artist Mario Guida.

Negli spazi esterni sarà inoltre allestita l’esposizione del progetto fotografico Lost in Clicking.

 

A partire dall’11 maggio Palazzo Mora ospita, assieme a Palazzo Bembo e ai Giardini della Marinaressa, la quinta edizione della mostra d’arte contemporanea PERSONAL STRUCTURES – Identities. Accessibile al pubblico tutti i giorni – escluso il martedì – dalle 10.00 alle 18.00, l’allestimento presenta un’ampia selezione di lavori di artisti, fotografi, scultori emergenti e di fama internazionale e progetti realizzati da università provenienti da tutto il mondo. Durante i mesi di apertura della mostra, l’European Cultural Centre offre ai propri visitatori la possibilità di fruire di visite guidate gratuite su prenotazione che in questa occasione verranno effettuate anche dopo il consueto orario di chiusura.

 

“PERSONAL STRUCTURES BY NIGHT”

Sede: Palazzo Mora, Strada Nuova 3659, 30121 Venezia
Data e Orario: 22 giugno 2019, 17.00 – 21.00
Ingresso gratuito

Alle 17.00 nel primo piano di Palazzo Mora la poliedrica artista Marietta Patricia Leis, ospite della corrente edizione di PERSONAL STRUCTURES – Identities, presenterà ai visitatori il suo progetto The Silent Road, con un focus sulle tecniche da lei adottate nel corso della creazione dell’opera.

Seguirà alle 17.30 un approfondimento a cura del personale di mediazione culturale sul meraviglioso affresco di Scuola Veneta del XVIII secolo recentemente restaurato da Mauro Vita.

Alle 18.00 nel Giardino del Palazzo la ballerina Francesca Jesi proporrà una performance di danza indiana mentre a partire dalle 19.00 si potrà’ assistere alla cerimonia di premiazione di Lost in Clicking. Il progetto, una maratona fotografica svoltasi l’8 giugno dedicata a fotografi e appassionati, viene presentato interamente attraverso una mostra temporanea allestita negli spazi esterni del Palazzo.

La serata si concluderà con una performance musicale del sound designer Mario Guida, con inizio alle 20.00 nella terrazza adiacente all’installazione Back to the Black Forest di Marcello Martinez Vega.

 

Per maggiori informazioni: [email protected]

Nel clima vibrante della Biennale di Venezia, dove amanti dell’arte da ogni parte del mondo si radunano per ammirare i più innovativi sviluppi dell’arte contemporanea, la galleria newyorkese Saphira & Ventura ha accenso i riflettori sulla sua esposizione Un Tocco di Zaffiro. Sabato 18 maggio è stata inaugurata la mostra che, a cura di Alcinda Saphira, propone una dinamica selezione di pittori e fotografi.

L’inaugurazione

Il vernissage ha avuto luogo presso lo spazio espositivo Arte Spazio Tempo in Campo del Gheto Novo, 2877.

Un tocco di Zaffiro è un’esposizione collettiva che fa luce su un gruppo di opere d’avanguardia, provenienti dalla preziosa collezione custodita nella galleria, realizzate da artisti che mai prima d’ora avevano esposto a Venezia.

Gli artisti partecipi

Tra di essi si annoverano: Patrick Faure, artista e scrittore contemporaneo, i cui lavori racchiudono una particolare intuizione filosofica; Gritt Sanders, fotografa danese le cui foto dai bordi tagliati l’hanno portata riscuotere notevole ammirazione nel paese d’origine e non solo. Saranno inoltre presentate opere del pittore dominicano Pedro Gallardo; così come troveranno posto le iconiche fotografie di New York realizzate da Aguialdo de Paula, i dipinti del brasiliano Juliano Silva e i lavori del pittore iperrealista italiano Parlo Terdich.

I visitatori potranno inoltre apprezzare artisti come l’israeliano Natan Elkanovic la cui impronta pop è riconosciuta come una firma di gusto nel mercato dell’arte contemporanea, la tedesca Anna Hopfensberg e l’innovativa Lucia Felippe.

Esporranno inoltre i loro lavori l’artista argentina Yanina de Martino, la cui azione è improntata alla ricerca polimaterica e la newyorkese Nadia Asencio.

 

 

L’esposizione

 

La mostra si inserisce in un contesto più ampio di esposizioni il cui titolo, SIDE by SIDE, sottolinea la diversa provenienza geografica, sociale e culturale degli artisti radunati sotto l’egida della galleria Saphira e Ventura.

Nonostante le diversità che li separa, tali artisti sono uniti dalla volontà trasformare una spesso travagliata realtà d’origine in straordinarie opere d’arte contemporanea realizzate con tecniche artistiche di lunga tradizione, di concerto con innovative intuizioni personali.

Le opere

 

Talvolta memori delle avanguardie del secolo scorso, rielaborate secondo dettami individuali derivanti da un’esperienza di vita nella realtà odierna tali opere si configurano come un ponte tra vecchio e nuovo. Così come SIDE by SIDE si prefigge l’obiettivo di costruire ponti tra le diverse realtà degli artisti inclusi nelle esposizioni collettive in cui il progetto si articola.

Quest’ultimo incarna appieno la figura della galleria che da due decenni si batte per scovare e rappresentare una pluralità di artisti emergenti al fine di portarli sulla scena globale; combinando all’attività di galleria anche quella di coaching e di mentoring.

Progetto che Saphira & Ventura ambisce a mettere al servizio anche della scena artistica italiana durante la sua permanenza veneziana facendo appello a tutti gli artisti che aspirino ad entrare nel mercato dell’arte internazionale.

A diffondere la notizia è stata l’autorevole rivista Artribune. Il murales, comparso proprio nei primi giorni di apertura della Biennale di Venezia, sembra attribuibile proprio al famoso street-artist inglese, Banksy. Ad oggi il condizionale è d’obbligo in quanto l’Artista non ha ancora rivendicato l’azione.

 

L’opera, realizzata con ogni probabilità tra giovedì notte e venerdì mattina, è stata creata con la tecnica dello stencil da muro a spray. Rappresenta un bambino con i piedi nell’acqua che indossa un giubbetto di salvataggio e tiene in mano un bengala di segnalazione che emette un fumo fluorescente rosa.

 

Il tema è sicuramente quello dell’immigrazione che, proposto proprio in concomitanza con l’apertura della Biennale di Venezia può svilupparsi in molteplici significati.

 

L’opera è stata realizzata su una parete di un palazzo abbandonato a Dorsoduro, nella zona di Campo Santa Margherita. Per poterla ammirare al meglio, è sufficiente dirigersi verso la farmacia Santa Margherita e una volta giunti sulla parte più alta del ponte si avrà la migliore prospettiva.

 

Sarebbe la seconda volta che Bansky lascia traccia della sua arte in Italia, dopo la “Madonna con la pistola” realizzata a Napoli.

Un percorso espositivo non lineare, che offre allo spettatore la possibilità perdersi, tornare sui propri passi, indugiare, scegliere il proprio itinerario; sta proprio nel carattere imprevedibile e creativo la caratteristica principale del progetto “Né altra Né questa: La sfida al Labirinto”, la mostra del Padiglione Italia inaugurata questa mattina nell’ambito della 58. Esposizione Internazionale d’Arte.

 

All’inaugurazione sono intervenuti: Alberto Bonisoli, il ministro della Cultura; Paolo Baratta, presidente della Biennale; Federica Galloni, commissario del Padiglione Italia; Milovan Farronato, curatore della mostra; Luigi Brugnato, sindaco di Venezia.

 

Il progetto, con le opere degli artisti italiani Chiara Fumai, Liliana Moro e Enrico David, si concretizza in un grande labirinto senza direzioni. È lo spettatore infatti a scegliere il percorso di visita: dove andare, quali sale visitare prima, dentro quali spazi e progetti perdersi, a cosa dedicare più o meno attenzione.

 

“Vi auguro di navigarlo, non di perdervi, perché sarebbe banale, né di ritrovare voi stessi, ma che attraverso il nostro labirinto possiate scoprire qualcos’altro o qualcun altro – ha invitato Ferronato – Spero che siate voi ad avere un’esperienza performativa. Lasciatevi guidare dal vostro intuito e dalla vostra curiosità. Se riuscirete a dimenticarvi della necessità di trovare una via d’uscita forse riuscirete a godere anche di un tempo che si dilata”.

 

“Ringrazio e saluto il ministro e tutto il suo staff e il presidente Baratta per l’opera meritoria, che spero continui a fare – ha dichiarato poi il primo cittadino – Il ringraziamento va anche alla città, perché tutto quello che vedete è del Comune e poi dato alla Biennale per raccontare il meglio che questo Paese può raccontare”.

 

“Ho apprezzato molto la descrizione che ha fatto il curatore, compresa la sua idea di fermezza della mostra e di movimento che mette al centro le persone: scoprirsi, ribaltare i punti di vista, in tanti modi. Questo concetto vale per qualsiasi aspetto: bisogna sapersi mettere anche nelle posizioni degli altri”.

 

“L’arte ci insegna ad ascoltare, a capire e ad arrivare a delle conclusioni. Come ha detto il presidente Baratta è un problema di scelta. Io scelgo ogni anno di essere qua. L’arte non può essere soltanto ammirazione, stupore o un ragionamento avulso dalla vita di tutti i giorni, anzi”.

 

“Si sceglie per tutta la vita e le istituzioni hanno il compito di scegliere e in questo ognuno deve fare la propria parte mettendosi in discussione; com’è nella logica della democrazia. Spero – ha concluso il sindaco – che il presidente Baratta continui a fare del bene per Venezia, come ha sempre fatto; perché chi ama l’arte ama per forza Venezia, e per questo è un veneziano”.

 

Nell’ambito della mostra verrà inoltre realizzato un programma di attività educative rivolto ai giovani studenti delle accademie e delle scuole di ballo; iniziativa promossa dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MiBAC. Ciò si articolerà in un ciclo di appuntamenti, curati da Milovan Farronato, Stella Bottai e Lavinia Filippi, ospitati all’interno del padiglione.

Stava pilotando un drone per riprendere dall’alto i padiglioni della Biennale d’Arte, ma gli operatori della Polizia locale in pattuglia lo hanno visto e sono intervenuti: l’uomo che pilotava il drone, un trentenne straniero, è stato denunciato a piede libero e deferito all’Autorità giudiziaria, per violazione del regolamento ENAC e del Codice della Navigazione; mentre l’aeromobile a pilotaggio remoto è stato sequestrato.

 

L’episodio è accaduto nella tarda mattina di giovedì 9 maggio, in Riva dei Partigiani. Gli agenti in servizio hanno notato un drone che sorvolava l’area pubblica gremita di persone; individuata la persona che lo pilotava sono immediatamente intervenuti.

“Ci auguriamo di proseguire il dialogo con la Città Metropolitana iniziato con la Biennale Architettura”.

 

La Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC (Pianificatori, paesaggisti, conservatori) della Provincia di Venezia, Anna Buzzacchi, si è detta soddisfatta “dell’andamento delle presenze al Padiglione Venezia della  16^ Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.” Buzzacchi traccia il bilancio sull’andamento della “Call” con cui l’Ordine aveva invitato i professionisti ad osservare in maniera critica il territorio, mappando i luoghi dimenticati e offrendo nuove proposte di utilizzo.

 

DA SPAZIO A LUOGO / FROM SPACE TO PLACELo sguardo dell’architetto sul territorio“: questo l’invito rivolto ai professionisti ad osservare il territorio della Città Metropolitana di Venezia, mappando i luoghi lasciati nell’indifferenza, oppure abbandonati e proponendo, quindi, nuove soluzioni e possibilità per un nuovo utilizzo al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini. I progetti mappati sono visibili nel sito dell’Ordine degli Architetti PPC di Venezia: http://www.ordinevenezia.it/call-biennale-2018/ .

 

“Ci auguriamo che questo possa rappresentare solo l’inizio del lavoro – ha continuato la Presidente -, perché sempre più si sta affermando la necessità che architetti, pianificatori e paesaggisti, interpretando il tessuto sociale, reinventino spazi già esistenti affermando l’importanza del progetto di architettura nel processo di rigenerazione urbana ed ambientale, riconfermando il ruolo centrale dell’architetto”.

 

L’installazione alla Biennale Architettura rappresenta soltanto l’inizio di una discussione già avviata sull’importanza di ricercare nuove strategie di valorizzazione di luoghi abbandonati della Città Metropolitana. Sarà nostro impegno – ha concluso la Presidente –  far proseguire il dibattito anche dopo la chiusura della Biennale Architettura, magari spostando la discussione in altri autorevoli spazi culturali: il nuovo Museo M9 potrebbe essere uno dei futuri luoghi dove ospitare le nuove proposte da parte dei professionisti, per permettere una pianificazione vera, utile e importante sul futuro della Città Metropolitana”.

 

L’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Venezia ha collaborato, all’unisono, con il Comune di Venezia, Fondazione di VeneziaMiBACT, Starts, AVM SPA, Insula SPA, Venis SPA, Gruppo Veritas, Università IUAV di Venezia, Archivio di Stato di Venezia, Vela Spa, Fondazione Giorgio Cini Onlus, Università Ca’ Foscari di Venezia, Università italiane e straniere in un grande processo di condivisione dei dati e di lavoro per capire quale sarà il futuro della Città Metropolitana.

 

Sono stati pubblicati martedì 20 novembre 2018 i nuovi bandi internazionali per coreografi e danzatori sul sito della Biennale.

 

La Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta, ha presentato la nuova edizione di Biennale College – Danza con il lancio di ben due bandi internazionali dedicati a giovani danzatori e a nuovi coreografi secondo il progetto della Direttrice Marie Chouinard.

 

Il progetto DANZATORI prevede la selezione di massimo 15 partecipanti tra i 18 e i 25 anni.

Per 3 mesi (1 aprile > 30 giugno 2019) i giovani danzatori ammessi saranno impegnati a Venezia in un percorso intensivo che integrerà sessioni dedicate alla consapevolezza del corpo, somatic approach, tecniche contemporanee, ricerca del movimento e interpretazione con particolare riferimento al repertorio di Trisha Brown. Il percorso dei 15 danzatori si concluderà con la presentazione di due lavori in un’unica serata all’interno del 13°Festival Internazionale di Danza Contemporanea, in programma la prossima estate: una nuova creazione ideata appositamente per loro da Alessandro Sciarroni e Set and Reset/Reset realizzato sotto la guida degli stessi interpreti della Trisha Brown Company per cui l’opera fu originariamente concepita.

 

Saranno alcuni danzatori provenienti dalla Trisha Brown Dance Company che si faranno maestri per i 15 danzatori di tecnica contemporanea, ricerca del movimento e interpretazione.

 

Per il progetto COREOGRAFI la commissione sceglierà fino a 3 coreografi tra i 18 e i 32 anni che potranno elaborare ciascuno una propria creazione libera e originale di circa 20 minuti. Le 3 creazioni saranno presentate in un’unica serata nel corso del 13° Festival Internazionale di Danza Contemporanea. I coreografi ammessi saranno residenti a Venezia dal 14 maggio al 30 giugno e dopo una prima fase propedeutica, dedicata quest’anno all’analisi del meccanismo compositivo e ideativo/costruzione coreografica di Trisha Brown lavoreranno per 6 settimane consecutive con 7 danzatori professionisti appositamente selezionati.

 

 

I bandi sono consultabili sul sito www.labiennale.org e rimarranno aperti secondo il seguente calendario:

–  Il bando per danzatori fino al 16 gennaio 2019

–  Il bando per coreografi fino al 23 gennaio 2019

 

Biennale College, realizzato dalla Biennale di Venezia, ha il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale dello Spettacolo e della Regione del Veneto.

 

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