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La Direzione Coesione sociale del Comune di Venezia rende noto che, da martedì 26 marzo, sono state pubblicate le graduatorie provvisorie dei “Bandi di concorso – anno 2018 – per 57 alloggi comunali siti in Venezia centro storico ed isole – 29 alloggi destinati ai nuclei familiari con reddito medio-basso (categoria A) e 28 alloggi destinati ai nuclei familiari giovani con età inferiore a 31 anni (categoria B)”.

 

Le info

 

Le graduatorie sono scaricabili in formato Pdf dal sito del Comune di Venezia alla pagina www.comune.venezia.it/node/16504.

 

 

Per esigenze di tutela e nel rispetto di quanto previsto dal Regolamento UE 2016/679 e dalla deliberazione della Giunta comunale 150 del 15 maggio 2018, in cui si approvano i criteri e le modalità organizzative del sistema di tutela dei dati personali del Comune di Venezia. Le posizioni degli idonei, in entrambe le graduatorie, sono individuate attraverso l’indicazione del numero di protocollo generale dell’istanza di partecipazione al bando e sono redatte in 2 versioni: una in ordine progressivo di data di presentazione della domanda online (o presso gli uffici) e una in ordine di punteggio. Le posizioni dei nominativi con medesimo punteggio sono collocate, in base a quanto previsto dai bandi, in ordine alfabetico.

 

Come fare ricorso

 

I ricorsi potranno essere presentati da oggi, 27 marzo, alle ore 13 del 25 aprile prossimo utilizzando l’apposito modulo e seguendo la procedura online collegandosi all’indirizzo: https://portale.comune.venezia.it/bandi/accedi, previa registrazione a http://www.cittadinanzadigitale.it, seguendo le apposite istruzioni per la compilazione e dovrà essere intestato al richiedente che ha presentato la domanda.

 

 

In alternativa, il modulo per i ricorsi potrà essere compilato presso gli uffici del Comune di Venezia – Servizio Bandi e Gestione inquilinato, Santa Croce, 353 – Venezia.

 

 

Lo sportello per i ricorsi sarà attivo nelle giornate di martedì e venerdì dalle ore 9 alle ore 11. In questo caso il richiedente potrà presentarsi, previo appuntamento telefonico, munito di valido documento di riconoscimento e del codice fiscale. In caso di persona delegata, questa dovrà presentarsi munito di: delega scritta, valido documento di riconoscimento, una fotocopia del documento di riconoscimento e codice fiscale del richiedente.

 

I contatti

 

Riguardo i ricorsi, per appuntamenti e/o informazioni saranno attivi lunedì e giovedì dalle 9 alle 11 i numeri telefonici del Comune di Venezia – Servizio Bandi e Gestione Inquilinato: 041.2747879, 041.2747890.

 

 

In ogni caso, informazioni utili saranno reperibili sul sito del Settore Risorse Finanziarie e Abitative https://www.comune.venezia.it/node/16504.

Due milioni di euro di dote finanziaria, 104 progetti presentati e 84 finanziati con un budget medio tra i 20 e i 30 mila euro, il coinvolgimento diretto di 37 comuni, 33 enti del terzo settore tra associazioni, fondazioni e cooperative sociali, 14 Ipab, 2 azienda sanitarie e l’Università di Padova: sono gli esiti del primo bando regionale per la promozione dell’invecchiamento attivo in Veneto. I destinatari sono i 600mila anziani della terza età, gli under 75, cioè i più giovani nel grande pianeta degli ultrasessantacinquenni, che in Veneto vale oltre un milione e 100 mila residenti, quasi un abitante su quattro.

 

“Questo è il primo bando promosso con il piano triennale per l’invecchiamento attivo previsto dalla legge 23 del 2017 – spiega l’assessore regionale al Sociale, Manuela Lanzarin – Il numero e la consistenza dei progetti, nonché la rete dei soggetti coinvolti, confermano la validità dell’intuizione di raddoppiare le risorse a bilancio e di investire nelle energie e nei talenti dei più giovani tra gli anziani per creare benessere generazionale e valore sociale. In questo modo vogliamo attivare relazioni di appartenenza e dinamiche di solidarietà, non solo a beneficio delle generazioni con i capelli d’argento, ma anche dei più giovani e quindi dell’intera società. Invecchiare non significa necessariamente diventare più fragili e uscire dalla scena sociale: l’85% dei sessantenni e settantenni di oggi gode di ottima salute e rappresenta una risorsa preziosa per le nostre comunità”.

 

“Nonni” con la pettorina da vigilantes all’uscita delle scuole o nei parchi, neo-pensionati che metteranno a disposizione di coetanei o dei più giovani le loro competenze informatiche o professionali, sportivi che non appenderanno le scarpette o la bici al chiodo e diventeranno animatori di gruppi di Nordic Walking o di cicloturismo a beneficio dei loro coetanei, persone della terza età che si faranno carico, come un vicino di casa solerte, di un ‘nonno’ disabile o non più autosufficiente: sono alcune delle tipologie che ricorrono tra gli 84 progetti approvati e finanziati dalla Regione Veneto, dopo una impegnativa selezione che ha messo al lavoro una commissione composta di nove esperti.

 

 

Qualche esempio tra i progetti finanziati

 

L’Ulss 3 Serenissima, in collaborazione con alcune associazioni del Veneziano, promuove percorsi e camminate per gruppi di 20-30 anziani, a cadenza regolare, con l’obiettivo di incentivare benessere ed attività motoria, facilitare la socializzazione e prevenire acciacchi e isolamento. La spesa prevista ammonta a 17 mila euro, l’Ulss si è impegnata a cofinanziarla.

 

L’Ulss 9 scaligera, in collaborazione con 24 comuni veronesi e con associazioni del terzo settore, promuove un progetto di ‘affido’: trenta ‘giovani’ anziani si prenderanno carico di altrettanti vicini di casa non più autosufficienti, affiancando gli operatori dell’Ulss nelle cure domiciliari. Il progetto sperimentale vale oltre 34 mila euro e l’Ulss lo sostiene mettendo a disposizione operatori qualificati.

 

In Polesine  il Comitato provinciale di Rovigo, in collaborazione con 11 associazioni e 13 comuni, compreso il capoluogo, punta a coinvolgere un migliaio di anziani con iniziative psicofisiche ed iniziative di svago: corsi di attività motoria e di arti orientali, laboratori d’arte e di cucina, corsi di informatica per affrontare le nuove tecnologie, cicloturismo, corsi di medicina cinese e di medicina tradizionale, cineforum, uso delle nuove tecnologie, con un ricco  e diversificato calendario di proposte che animerà i principali centri del territorio provinciale e le comunità del Delta. Il tutto sarà realizzato con un finanziamento regionale di 20 mila euro, il sostegno dei comuni e con la compartecipazione economica delle associazioni proponenti che si faranno carico del 33 per cento della spesa del progetto

 

E ancora: nel Vicentino la Fondazione Università degli Adulti promuove seminari storico-culturali, laboratori della memoria e di scrittura attiva, recupero di tradizioni e di vecchi mestieri, giornate di divulgazione e di incontro che coinvolgeranno oltre 4 mila anziani di 27 comuni del Vicentino e del Padovano. Anche in questo caso il finanziamento è contenuto (20 mila euro) a fronte dell’impegno dei docenti e dei volontari della Fondazione e del supporto offerto dagli enti locali  interessati per un calendario di iniziative che prosegue tutto l’anno.

 

“Questo primo piano annuale – sottolinea l’assessore – aiuterà la crescita di un ‘sistema’ allargato di cittadinanza attiva. Il Veneto non può e non vuole rinunciare all’apporto, alla generosità e all’intraprendenza dei suoi sessantenni e settentenni: l’obiettivo è creare una sorta di ‘gioco di squadra’ per regalare vita, benessere e protagonismo sociale a quel milione di cittadini che ha raggiunto la soglia dell’età pensionabile, ma che ha ancora tanti interessi ed energie da condividere e non ha affatto intenzione di mettersi a riposo dalla vita”.

Riaprono i bandi regionali per aiutare le famiglie non abbienti, i comuni e gli enti assistenziali a migliorare l’efficienza energetica degli edifici e, quindi, a risparmiare sul costo delle bollette di luce e riscaldamento: con la delibera in pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto di domani, martedì 9 ottobre, la Giunta veneta, su proposta dell’assessore al sociale Manuela Lanzarin, stanzia 2.247.548 euro per finanziare due bandi, uno con una dote complessiva di 1.202.549 euro rivolto a privati e famiglie per contributi fino ad un massimo di 10 mila euro, e uno, rivolto a Comuni e Ipab, che prevede contributi fino a un massimo di 50 mila euro per interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, e che ha una disponibilità complessiva di un milione di euro.

 

“I nuovi bandi attivano residui dei bandi precedenti per il risparmio energetico e privilegiano le categorie meno abbienti nonchè gli enti a finalità sociale, come case di riposo e case famiglia – sottolinea l’assessore al Sociale Manuela Lanzarin – La Regione dà una mano a chi sostituisce la caldaia con un impianto più efficiente e a minor consumo, a chi investe in pannelli solari o fotovoltaici o installa le valvole termostatiche o sostituisce la vecchia stufa a legna o pellet  con stufe ad alta efficienza o cambia le vecchie finestre con infissi a risparmio energetico o investe nel cappotto termico, o sostituisce le vecchie lampade con i nuovi sistemi illuminanti a Led. Così aiutiamo famiglie e servizi di assistenza a risparmiare sul costo della bolletta energetica, diamo un sostegno alle categorie più a rischio di povertà e, nello stesso tempo, aiutiamo l’ambiente”.

 

I contributi regionali saranno destinati a privati ed enti pubblici che abbiano sostenuto spese per il miglioramento energetico a partire dal 1° gennaio 2018. Sarà data precedenza in graduatoria alle famiglie con reddito Isee fino a 10 mila euro, alle famiglie numerose (con 4 o più figli) e reddito Isee fino a 20 mila euro, ai nuclei familiari con persone disabili o anziani.

 

Per quanto riguarda gli enti pubblici, avranno la precedenza nei finanziamenti regionali gli interventi di miglioramento energetico sostenuti per servizi residenziali e semiresidenziali per anziani, disabili, minori, centri di riabilitazione, centri di accoglienza.

 

Modalità e tempistica nella presentazione delle domande saranno indicate nel sito. Gli interventi di risparmio energetico dovranno concludersi entro ottobre 2019 e le fatture dovranno essere rendicontate entro il 30 novembre successivo.

 

Incentivare la residenzialità, facilitando la possibilità di abitare nel centro storico di Venezia ai giovani: con questo obiettivo la Giunta comunale, su proposta della vicesindaco Luciana Colle, ha approvato nei giorni scorsi una delibera con cui si indicono due bandi pubblici per l’assegnazione di 57 alloggi comunali situati a Venezia centro storico, rivolti a giovani e a giovani coppie con reddito medio-basso.

 

Nello specifico, sarà indetta una gara pubblica cui potranno partecipare cittadini under 30 per la locazione di 28 alloggi (in parte ripristinati grazie ai fondi Pon Metro) esclusi dall’ambito dell’edilizia residenziale pubblica e ci sarà un secondo bando che si concentrerà invece su coppie under 40 con reddito ISEE non superiore a 30mila euro e non inferiore a 13mila. In questo caso saranno messi a gara 29 alloggi a canone agevolato.

 

Entro la fine di agosto – ha spiegato l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini – pubblicheremo due bandi complementari, diversi per target e per modalità, con quella comune finalità che il sindaco Luigi Brugnaro ha più volte evidenziato tra le priorità di questa Amministrazione: far sì che a Venezia si riesca a dare degli spazi al ceto medio e soprattutto alle giovani coppie, a cui lo strumento dell’Erp non riusciva a dare soddisfazione. Nel corso dell’ultimo anno l’Amministrazione comunale ha stanziato oltre 7 milioni di euro per arrivare, entro il 2020, alla ristrutturazione di tutti gli alloggi di edilizia pubblica presenti nel centro storico di Venezia. Questi 57 alloggi fanno parte di questo progetto e ora provvederemo a consegnarli individuando le caratteristiche più adatte per ogni tipologia di bando”.

 

 

Il bando di gara per under 30

Per quanto riguarda il bando rivolto ad under 30, la delibera concentra l’attenzione su giovani, soprattutto neolaureati, che intendono vivere in centro storico. Il contratto avrà durata di 4 anni a canone estremamente contenuto più altri 4 anni a canone intero. Parte del canone incamerato dal Comune nei primi 4 anni sarà accantonato e resitituito al termini dei primi 4 anni qualora il giovane nucleo lasci l’immobile vavendo trovato altre soluzioni.

 

Gli alloggi saranno destinati alla locazione in regime di social housing e saranno così situati:
– 7 a Dorsoduro, Santa Croce, San Polo, Giudecca;
– 13 a San Marco, Sant’Elena-Castello, Cannaregio;
– 1 a Lido, Malamocco, Alberoni;
– 5 a Lido-Alberoni (alloggi nuovi);
– 2 a Murano.

 

I criteri di punteggio per la formazione della graduatoria favoriranno principalmente i nuclei under 30 e under 25, le persone neolaureate e/o con attività lavorativa in città.

 

“La grande innovazione – ha spiegato la vicesindaco Colle – sta nella formulazione del bando. I primi quattro anni vedranno il canone calcolato in base alla Legge 431/98 scontato dell’80% perché vogliamo agevolare i giovani che iniziano la loro esperienza nel mondo del lavoro e magari non hanno la possibilità di pagare un canone a prezzo pieno. Una parte della quota scontata verrà accantonata in un fondo infruttifero che se il ragazzo o la coppia deciderà di lasciare l’alloggio gli verrà corrisposta. Se invece la persona resterà per altri quattro anni pagherà il canone pieno”.

 

“Il nostro riferimento è il modello Boston – ha aggiunto Venturini – favorendo i giovani che a Venezia si laureano e vogliono rimanerci a vivere. Vogliamo offrire loro la possibilità di avere un appartamento per crearsi una vita in città al primo ingresso nel mondo del lavoro. Per questo la tariffa è molto scontata e il contratto è con la formula del quattro più quattro”.

 

 

Il bando di gara per coppie under 40

In merito al bando per la locazione di 29 alloggi non Erp, situati sempre in centro storico, saranno favoriti i nuclei giovani under 40, con attività lavorativa nell’ambito della Città metropolitana, e saranno attribuiti punteggi aggiuntivi per nuclei con figli a carico e nuclei con sfratto per finita locazione.

 

Il posizionamento degli alloggi sarà a:

Dorsoduro, Santa Croce, San Polo, Giudecca
– 1 alloggio da 1 camera;
– 4 alloggi da 2 camere;
– 2 alloggi da 3 camere.

 

San Marco, Sant’Elena-Castello, Cannaregio
– 1 alloggio da 1 camera;
– 12 alloggi da 2 camere.

 

Lido, Malamocco, Alberoni
– 1 alloggio da 1 camera;
– 1 alloggio da 2 camere;

 

Lido, Alberoni (alloggi nuovi)
– 4 alloggi da 2 camere;
– 1 alloggio da 3 camere;

 

Murano
– 2 alloggi da 2 camere.

 

I proprietari delle ville venete colpite dagli eventi calamitosi di questa ‘pazza estate’, possono contare su un aiuto in più: un contributo a fondo perduto dell’Istituto regionale per le Ville Venete per interventi di ripristino dei danni subiti, fino a un importo ammissibile di 150 mila euro. Il contributo potrà coprire fino al 30 per cento della spesa ammessa, percentuale che sale al 50 per cento se l’immobile è di proprietà pubblica o gestito da ente pubblico. A richiamare l’attenzione su questa forma di sostegno ai proprietari delle oltre 1800 ville venete vincolate disseminate nel territorio regionale è l’assessore alla Cultura Cristiano Corazzari.

 

“L’istituto regionale Ville Venete ha pubblicato proprio in queste settimane estive i bandi per mutui e contributi a cui possono accedere i proprietari – sottolinea Corazzari – La somma complessiva a bilancio ammonta a 1.616.755 euro, di cui 210.285 riservati a contributi a fondo perduto per quei proprietari che affrontano interventi di riparazione a seguito di danni provocati da calamità naturali, oppure che necessitano di interventi di restauro. Questa è una opportunità da conoscere e da cogliere – prosegue l’assessore – in una stagione di severo contingentamento delle risorse pubbliche. Penso a immobili prestigiosi come Villa Badoera di Fratta Polesine, colpita dal nubifragio del 16-17 luglio che ha danneggiato il muro di cinta: il bando dell’Istituto regionale Ville Venete potrà dare una mano al ripristino del monumento palladiano, a beneficio dell’intero territorio polesano”.

 

Sono tre i bandi pubblicati dall’Istituto regionale per le Ville Venete: uno per mutui di durata quindicennale per interventi di manutenzione e restauro, che prevede finanziamenti fino a 300 mila euro (tetto elevabile a 500 mila euro nel caso di lavori eccezionali); e due per contributi a fondo perduto. L’Irvv, attualmente commissariato dalla Giunta regionale, ha previsto un bando ad hoc per interventi di riparazione dei danni provocati da calamità naturali, con contributi a fondo perduto fino a 45 mila euro. Le domande dovranno pervenire entro il 31 ottobre 2018.

“A distanza di oltre sei mesi dalla legge di riforma delle Ater, il regolamento sui criteri per l’assegnazione degli alloggi ancora non c’è. Non sono soddisfatto della replica dell’assessore Lanzarin: siamo in dirittura di arrivo, ma la Giunta doveva muoversi con largo anticipo”. Così il capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso commenta la risposta dell’assessore ai Servizi sociali all’interrogazione presentata lo scorso 4 aprile dal gruppo consiliare dem.

 

 

“È un provvedimento indispensabile per permettere ai Comuni di procedere con i bandi: finché non c’è il regolamento, le amministrazioni sono bloccate e centinaia di famiglie restano in attesa. Inutile dire che si tratta delle fasce di popolazione più deboli, quelle a minor reddito e che non possono permettersi un alloggio a prezzi di mercato. Secondo l’articolo 49 comma 2 della legge, la Regione aveva 120 giorni dall’entrata in vigore per stilare il regolamento: il tempo massimo è stato praticamente doppiato e stiamo ancora aspettando”.

Primo avvio, da parte della Giunta regionale del Veneto, di due nuovi bandi per il 2018, nell’ambito del Programma di sviluppo rurale: il provvedimento della Giunta, ora all’esame della competente commissione del Consiglio regionale, finanzia gli agricoltori di montagna e le imprese che adottano tecniche e colture ‘a risparmio idrico’ e con minor impiego di fertilizzanti.
“I due bandi valgono complessivamente 35 milioni di euro: 20 destinati a compensare gli agricoltori delle montagne venete degli svantaggi di produrre in quota, e 15 per incentivare le tecniche agronomiche che contengono il consumo di acqua e di fertilizzanti”, spiega l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto. “Si tratta di due misure qualificanti, che rappresentano un ‘fiore all’occhiello’ del nostro Programma di sviluppo rurale, perché aiutano le aziende innovative ad investire in nuove tecniche a
salvaguardia dell’ambiente e dell’eco-compatibilità, e sostengono le aziende tradizionali che, con la loro permanenza in zone svantaggiate, sono un presidio per la montagna e ne contrastano lo spopolamento”.

 

Questi, in sintesi, i due bandi di prossima emanazione, rivolti agli agricoltori: Bando per l’ottimizzazione ambientale delle tecniche agronomiche e irrigue. Il tipo d’intervento propone un insieme di impegni quinquennali finalizzati a ridurre gli impatti originati sulle acque dalle pratiche agricole intensive, specialmente per i seminativi. Gli impegni finanziabili sostengono l’adozione di pratiche finalizzate a contenere l’uso di fertilizzanti azotati e di acqua irrigua. Lo scopo è di conciliare i fabbisogni delle colture con la tutela delle risorse idriche, mitigando nel contempo le emissioni originate dalle attività di fertilizzazione che alternano il clima. Le risorse stanziate ammontano a 15 milioni di euro.

 

Bando per indennità compensativa in zona montana. Il tipo d’intervento prevede l’erogazione di un’indennità intesa a compensare gli agricoltori dei costi aggiuntivi e della perdita di reddito derivanti dagli svantaggi che ostacolano la produzione agricola nella zone montane. L’obiettivo, infatti, è quello di favorire il mantenimento dell’attività agricola nelle aree montane, dove la redditività è generalmente inferiore rispetto alla pianura. L’importo a bando previsto è di 20 milioni di euro.
La delibera di Giunta è ora all’attenzione del Consiglio Regionale, che avrà trenta giorni di tempo per eventuali modifiche e il via libera. Successivamente il provvedimento sarà approvato in via definitiva dalla Giunta Regionale e poi pubblicato nel Bollettino Ufficiale Regionale: da quella data decorreranno i termini per la presentazione delle domande.

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