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L’Ater di Venezia ha ristrutturato un vasto complesso edilizio in via della Speranza a Fossalta di Piave (VE); a giorni ci saranno le prime 10 assegnazioni degli alloggi.

 

Il progetto

 

Un progetto green, innovativo sul fronte dell’efficientamento energetico, con pannelli solari e “tetti verdi” sui parcheggi, che ha riqualificato un’area centrale del comune creando un vero e proprio residence per gli inquilini. In tutto, 6 edifici che comprendono 24 alloggi Erp con rispettivi parcheggi e posti auto, un vasto giardino con lampioni e panchine, deposito per le biciclette, aree pensate per i giochi dei bambini e spazi per gli anziani, giardini pensili e area ecologica.

 

Un complesso che si candida come il fiore all’occhiello dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale in quest’area della Città metropolitana di Venezia, con una superficie complessiva di circa 4.020 mq e un occhio di riguardo alle aree verdi e all’abbattimento delle barriere architettoniche negli spazi aperti: 1.146 mq sono di giardino, e tra i marciapiedi e la pavimentazione esterna di tutto il complesso non esistono gradini o dislivelli.

 

(L’entrata del residence riqualificato)

 

L’Ater

 

L’Ater di Venezia ha svolto lavori di recupero edilizio, riqualificazione energetica, sistemazioni esterne ed opere di urbanizzazione. Un intervento iniziato nel 2013 che si è concluso nelle scorse settimane, il cui costo complessivo è di 2.863.350,28 euro, di cui 1.054.450,28 provengono da fondi europei Por Fesr e 1.808.900 da rinvestimenti delle vendite dell’Ater di Venezia.

 

“Con gioia e soddisfazione, ma anche una punta di orgoglio – spiega il presidente dell’Ater di Venezia Raffaele Speranzon – possiamo iniziare ad assegnare i primi dieci alloggi Erp dei 24 disponibili in questo meraviglioso complesso che abbiamo recentemente terminato di restaurare nel centro di Fossalta, che si configura come un vero e proprio residence innovativo. Nei prossimi giorni porteremo le prime dieci famiglie aventi diritto, secondo le graduatorie comunali, a visitare le nuovissime abitazioni. Anche in questo caso l’intervento è all’avanguardia e rispettoso dell’ambiente, perché oltre ai pannelli solari sui tetti per il riscaldamento dell’acqua, le superfici verdi sopra ai parcheggi, cioè i giardini pensili, sono stati realizzati come misura contro il calore dell’asfalto, una soluzione “green” per contrastare il riscaldamento ambientale”.

 

Il complesso ha un grande ingresso principale per i veicoli e altri laterali per l’accesso pedonale. I 24 alloggi hanno tutti medie dimensioni, circa 50 metri quadrati l’uno, muniti di piccoli ripostigli esterni.

 

All’interno del residence vi sono 22 parcheggi con “tetti verdi” e 6 posti auto per gli inquilini. Nel vasto giardino che circonda gli edifici vi sono lampioni e un’area con le panchine, un deposito per le biciclette, e alcune zone del giardino pensate come aree giochi dei bambini e spazi per gli anziani. Lateralmente al complesso è stata realizzata un’area ecologica per la raccolta dei rifiuti. Il piano di recupero dell’area ha previsto anche il ridisegno della strada interna di accesso e la creazione di marciapiedi su entrambi i lati.

 

La riqualifica

 

La riqualificazione dei 6 edifici e dei 24 alloggi ha permesso anche la realizzazione del “cappotto” (isolamento termico) dei fabbricati; senza dimenticare l’installazione dei pannelli solari sui tetti per la produzione di acqua calda.

 

 

La valorizzazione degli spazi esterni si mostra anche attraverso la piantumazione di piantine lungo il viale d’accesso e nei giardini condominiali. Le opere di urbanizzazione degli spazi scoperti hanno così risposto alle linee imposte dalla legge n.10 del 14/01/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”.

 

(Il residence prima dei lavori)

 

I lavori

 

Il progetto esecutivo per le opere di sistemazione esterna, urbanizzazione primaria e completamento degli edifici ha visto la realizzazione di:

 

  • Reti tecnologiche interrate relative ai collettori delle acque nere e bianche con formazione di nuove caditoie lineari;
  • Distribuzione e collegamento acquedotto;
  • Collegamento gas metano e relativi manufatti;
  • Linea telefonica;
  • Impianto elettrico e citofonico con predisposizione per apertura cancelli;
  • Impianto di illuminazione esterna a servizio delle pavimentazioni interne carraie e pedonali oltre alle aree verdi comuni;
  • Recinzioni in c.a. e metalliche con nuovi manufatti di sostegno per cancelli di ingresso;
  • Pavimentazioni pedonali e carraie dei marciapiedi e strada interna;
  • Cancelli pedonali e carraio metallici;
  • Sistemazione a verde e arredo delle aree comuni;
  • Adeguamento di porzione della tubazione di raccolta acque pluviali su Via Bergamo;
  • Rifacimento del marciapiede pubblico su Via Bergamo con integrazione su Via Della Speranza;
  • Impianto elettrico delle singole autorimesse;
  • Creazione ripostigli sotto alle terrazze;

Giovedì pomeriggio, in via Camporese, in occasione del terzo incontro con gli inquilini, il presidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon, ha annunciato i prossimi interventi nel quartiere Pertini.
In particolare, l’installazione di 26 telecamere di videosorveglianza attorno alle case di proprietà dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale che partirà la prima settimana di maggio. Gli occhi elettronici registreranno le immagini per alcuni giorni ed erano stati richiesti all’Ater, attraverso una lettera, dal Comitato Quartiere Pertini a novembre scorso, per prevenire situazioni di degrado e vandalismi purtroppo frequenti.
“Nell’ultimo consiglio di amministrazione abbiamo deliberato la spesa di circa 34 mila euro per la realizzazione dell’impianto di videosorveglianza, che è già stato parzialmente progettato – ha spiegato il presidente dell’Ater di Venezia Raffaele Speranzon – e nella prima settimana di maggio sarà installato. Questa spesa, di cui l’Ater si fa carico, è per permettere agli inquilini di vivere in un quartiere più sicuro. Non c’è dubbio che le telecamere dissuaderanno la presenza di eventuali bulli, vandali, piuttosto che occupanti abusivi”.
Sulle manutenzioni, il presidente ha annunciato ai residenti che è stato approvato, nei mesi scorsi, un progetto esecutivo per il rifacimento dei tetti di quattro palazzine in via Camporese (per un totale di 64 alloggi) per prevenire il problema delle infiltrazioni. Un intervento che avrà un costo complessivo di 288.612,00 euro e sarà finanziato per 201.433,70 con fondi regionali e per 87.178,30 con fondi dell’Ater.
Sul fronte delle nuove assegnazioni di alloggi, Speranzon ha spiegato agli inquilini che grazie all’arrivo della graduatoria comunale, nel quartiere Pertini l’Ater potrà assegnare 17 appartamenti, mentre in altri 7 sono in corso piccoli lavori di manutenzione che termineranno a breve, rendendoli disponibili entro l’anno. Altri quattro alloggi invece necessitano di importanti lavori di ristrutturazione, per i quali è stato richiesto un finanziamento regionale di 146.700 euro.
“Oltre a questi, vi sono altri 5 appartamenti – ha detto Speranzon – che siamo riusciti a recuperare dagli sfratti e per i quali ora si penserà ad interventi manutentivi. Il quartiere si arricchirà così di abitanti nuovi – ha spiegato il presidente agli inquilini – che sarete invitati ad accogliere presto, appena avremo le graduatorie procederemo con le assegnazioni”.
Si sono infatti ridotte le occupazioni abusive: negli alloggi Ater del quartiere Pertini al momento ce n’è solo una. La famiglia straniera che una decina di giorni fa era stata sfrattata, ma era rientrata in orario notturno dalle finestre dell’alloggio chiuso, alcuni giorni fa ha deciso di restituire spontaneamente le chiavi all’Azienda e trasferirsi altrove.

Con una operazione congiunta fra Polizia locale e Carabinieri, venerdì 5 aprile, sono stati sgomberati quattro appartamenti in un condominio sito in via Amalfi a Musile di Piave, occupati abusivamente da altrettante famiglie di origine extracomunitaria.

 

Gli agenti di Polizia locale di Musile di Piave, già da qualche tempo avevano notato un movimento continuo di persone extracomunitarie che entravano ed uscivano dal quella palazzina che versava in una evidente condizione di degrado.

 

Lo sgombero è avvenuto con non poche difficoltà in quanto gli occupanti hanno posto resistenza. Sono dovuti intervenite anche i servizi sociali per tutelare i minori presenti nelle abitazioni.

 

Il sindaco di Musile di Piave ha così commentato: “Innanzitutto desidero esprimere il mio ringraziamento alle forze dell’ordine, per la costante attenzione riposta nei confronti di un tema importante come quello della sicurezza. Un plauso va anche al personale dei servizi sociali per la professionalità utilizzata. In secondo luogo ribadisco come sia di primaria importanza il controllo del territorio, anche nei confronti delle occupazioni abusive”.

 

Raffaele Speranzon, Presidente dell’Ater, l’ente proprietario dell’immobile, ha dichiarato: “Abbiamo l’obbligo e il dovere di recuperare le nostre case per restaurarle e poterle rendere disponibili ai cittadini aventi diritto. È ciò che stiamo cercando di fare, anche inasprendo la procedura degli sfratti. Ma non si può nemmeno chiudere gli occhi e credere che una volta mandati fuori gli occupanti abusivi, il problema svanisca. Occorrono delle misure “post” sfratti per far sì che queste persone vengano indirizzate attraverso i giusti canali di assistenza, perché non vadano a buttare giù altre porte. A chi invece non intende adeguarsi e persiste in un certo stile di vita che comprende l’illegalità, va fatto capire che qui per loro non c’è più posto”.

 

Gli abusivi nel frattempo sono stati allontanati dal territorio comunale.

 

 

Fonte: Venezia Today

Con le nuove regole, l’Ater calcola l’affitto degli inquilini in base alle dichiarazioni Isee. Si è così scoperto che tra di loro vi sono dei ricchi.
Circa 15 persone hanno un patrimonio vicino al milione di euro, mentre alcuni altri possono contare su un patrimonio di cento milioni.
In base alle regole, tutti questi inquilini dovranno lasciare l’alloggio entro 24 mesi.

 

Fonte: Venezia Today

Gli abusivi, entrati la settimana scorsa, stavano già arredando. Speranzon: “Un’effrazione organizzata, ma la pacchia è finita”

 

Avevano occupato l’appartamento Ater a metà della settimana scorsa, ma dentro si erano già portati un lavello e un fornello, un tavolo e un divano, gli attrezzi per montare i mobili di una parte della cucina e del salotto.

 

Siamo in via del Bosco, località Catene a Marghera, dove alcune persone hanno rotto una porta blindata, al settimo piano di un palazzo, per occupare un alloggio sfitto, che era stato liberato dall’Ater a fine 2018 da una precedente occupazione abusiva. Credendo, probabilmente, che nessuno se ne sarebbe accorto o, ancor peggio, che l’effrazione non avrebbe suscitato interesse, visto che in quella zona non sono nuovi episodi di questo tipo. Ma così non è stato: l’Ater di Venezia negli ultimi mesi ha intensificato i controlli, dando battaglia a chi sfonda porte e finestre per prendere possesso degli alloggi senza averne titolo, danneggiando il patrimonio immobiliare e creando situazioni di disagio agli inquilini regolari degli stessi edifici.

 

Così, ieri mattina, in via del Bosco, sono arrivati i tecnici dell’Ater e la Polizia, che hanno recuperato l’immobile. Al momento del sopralluogo, mirato a valutare possibili danneggiamenti, nella casa non c’era nessuno, ma sono stati rinvenuti alcuni effetti personali e del mobilio che era già stato trasportato all’interno. Per entrare, gli irregolari hanno rimosso la serratura della porta d’ingresso blindata, che probabilmente sarebbe stata presto sostituita. 

 

 

I tecnici e gli agenti hanno rinvenuto un lavello e un fornello, oltre a un mobile a scaffali ancora da montare. A poca distanza, anche un tavolo da cucina e un divano, alcuni attrezzi per montare i mobili come un trapano, un avvitatore, una chiave inglese. Inoltre delle lampadine, un secchio con candeggina e mocio.

 

Terminate le operazioni di verifica, l’alloggio è stato messo in sicurezza con un’altra porta blindata e, per scongiurare un nuovo tentativo di occupazione, è stata applicata anche una lastra “anti-intrusione”. Mentre i tecnici stavano uscendo dallo stabile, davanti all’appartamento si è presentata una donna di nazionalità italiana con l’intento di rientrare in quella che ormai credeva essere casa sua. Alle domande degli operatori, la donna ha risposto di aver occupato l’alloggio perché non sapeva dove altro andare. La signora è stata invitata a liberare l’appartamento dai propri effetti personali, per cui occorrerà un servizio di trasporto, e gli accertamenti di legge sono in corso.   

 

 

 

Casi come questi non sono nuovi, ma occorre un’inversione di tendenza per riportare la regolarità e la legalità negli edifici e allo stesso tempo per riqualificare i quartieri. Per questo abbiamo intensificato i controlli e invitiamo i cittadini a segnalarci sempre episodi simili – spiega il presidente dell’Ater Raffaele SperanzonCiò che stupisce è l’organizzazione dietro queste occupazioni blitz, perché oltre a chi segnala che l’alloggio è libero, c’è chi cambia la serratura di una porta blindata, chi si occupa di trasportare i mobili e tenta gli allacciamenti, il tutto in pochi giorni. Ci siamo mossi appena abbiamo saputo che l’appartamento era stato preso di mira, e lo rifaremo tutte le volte che qualcuno pensa di occupare illegalmente gli alloggi dell’Ater di Venezia, perché così facendo impedisce all’Azienda di poter eseguire i lavori di ristrutturazione e di assegnare le case a chi ne ha diritto. A chi ha cattive intenzioni dico: la pacchia è finita”.

 

In via del Bosco l’Ater di Venezia possiede 132 alloggi, di cui 13 messi in disponibilità, per le assegnazioni, al Comune di Venezia.     

Sono terminati i lavori di ristrutturazione all’edificio “Campo dei Sassi”, in via Fornace, che ora ospiterà il progetto innovativo di assistenza familiare.  

 

È del 1932 lo stabile con pianta a forma di U originariamente denominato “Corte dei sassi”. Il complesso di appartamenti restaurati ha una vasta corte interna, con giardino, nuovi ascensori e impianto fotovoltaico. Al suo interno si trovano anche un paio di abitazioni di proprietà privata.

 

Le 37 “case intelligenti” saranno destinate all’Erp (Edilizia residenziale pubblica) e, più precisamente, a soggetti fragili, per età e condizioni socio-economiche: 26 abitazioni saranno assegnate a utenti anziani, 6 a soggetti con disabilità, mentre un appartamento ospiterà le “badanti di condominio”, operatrici scelte dai Servizi Sociali del Comune di Venezia che si turneranno nell’assistenza ai residenti, giorno e notte.

 

Oltre a questi 33 nuovi alloggi, per cui sono già stati predisposti dal Comune i bandi di assegnazione e assistenza, vi sono altri 4 appartamenti restaurati che andranno a famiglie della stessa fascia.

 

È il primo edificio dell’Ater con appartamenti strutturati e ammodernati per andare incontro alle esigenze di chi ha problemi di mobilità, così da permetterne l’assistenza in loco.

 

 

 

Le badanti avranno come “ufficio” uno degli appartamenti nello stabile, munito di due camere da letto, due bagno e cucina, oltre alla “control room”, una sala di controllo che permette di monitorare i sistemi di allarme e velocizzare gli interventi.

 

Il tutto è gestito da un software che permette la visione, su vari schermi, delle immagini di videosorveglianza esterna, ma anche dello stato dei numerosi dispositivi interni agli alloggi: quelli di domotica e quelli di riscaldamento e raffrescamento a terra, quelli anti-allagamento e anti-intruso, oltre ai rilevatori di gas e fumo.

 

Ogni bagno e camera da letto sono infatti dotati di allarmi che, se azionati dai residenti, suoneranno nella “control room”.

 

 

Per le badanti sarà possibile rispondere alle richieste degli inquilini anche attraverso citofoni collegati tra loro, presenti in tutti gli appartamenti.

 

Grazie a questi strumenti si potrà intervenire tempestivamente in caso di necessità: alle operatrici basterà affacciarsi sul pianerottolo, scendere  le scale e raggiungere i residenti in difficoltà nei propri appartamenti.

 

È stato inoltre realizzato un impianto d’illuminazione di emergenza e sicurezza: il concetto di “casa intelligente” consente da una parte il servizio di assistenza medico sanitaria ai residenti che necessitano di cure, e dall’altra una maggiore sorveglianza contro i furti.

 

 

“Questo complesso completamente rinnovato può candidarsi ad essere una struttura di assistenza domiciliare per Venezia – spiega il presidente di Ater Raffaele Speranzon – è significativa la dotazione dei dispositivi domotici in ogni casa, finalizzati a facilitare la gestione del quotidiano da parte dell’utenza. Grazie alla tecnologia e alla complementare rete di assistenza garantita dai Servizi Sociali del Comune di Venezia, sarà così possibile allontanare, e se possibile evitare, il ricovero in case di cura o altre strutture ospedaliere o paraospedaliere. Infatti, la presenza del personale specializzato all’interno del condominio permette un’assistenza e un presidio costante, 24 ore su 24, fondamentale per anziani e disabili, e si sostituisce, con costi notevolmente minori, ad una residenza assistita o a una struttura sanitaria”.

 

La ristrutturazione all’edificio “Campo dei Sassi”, alle parti interne ed esterne del complesso, è stata finanziata con 7,4 milioni di euro, di cui 5 da fondi ministeriali e 2,4 da fondi dell’Ater di Venezia.

 

I 37 alloggi Ater hanno visto la fine dei lavori nei giorni scorsi, e in base alla graduatoria definitiva dei bandi pubblicati dal Comune di Venezia potranno essere presto assegnati agli utenti aventi diritto.

 

Ieri mattina il Presidente dell’Ater, Raffaele Speranzon, ha illustrato, durante un incontro con la stampa, il bilancio di previsione 2019 dell’Ente con particolari riferimento al patrimonio abitativo e sugli obbiettivi di gestione per il 2019.

 

“Il patrimonio abitativo dell’Ater è molto vecchio – ha affermato –, i primi stabili risalgono al 1949 e gli appartamenti via via che si rendono liberi devono essere ristrutturati secondo le norme vigenti e ciò comporta una notevole spesa. Le consegne a nuovi inquilini quindi non saranno rapide anche perché attualmente la graduatoria esistente non è più valida. Il Comune sta per deliberare una nuova graduatoria che ci permetterà nel 2019 di assegnare un importante numero di alloggi, circa 230 abitazioni ristrutturate”.

 

“Oltre alle ristrutturazioni, segnalo che stiamo per terminare la costruzione di 29 nuovi alloggi a Venezia, in località Giudecca e Murano. Il nostro obiettivo è quello di far scendere il numero degli appartamenti sfitti e di riempire case vuote. Per le ristrutturazioni i costi sono notevoli. Tanto per dare cifre dirò che per ristruttura un alloggio in terra ferma ci vogliono 25mila 30 mila euro per unità,  mentre per il centro storico si va dai 35 mila ai 40mila euro per unità”.

 

“La nostra politica – continua Speranzon – verso le morosità è quella di cercare di far recuperare agli inquilini la morosità dando loro la possibilità di mettersi in pari con i fitti arretrati vagliando caso per caso. Non vogliamo mandar via nessuno, ma saremo inflessibili con i casi dove è evidente il dolo. Decisamente contro le occupazioni abusive”.

 

“D’ora in avanti l’Ater avvierà una stagione di rapporti stretti con la stampa e con i comitati degli inquilini. Metteremo in atto nel 2019 un piano delle vendite per recuperare risorse da reinvestire nelle ristrutturazioni. Certo è che difficilmente avvieremo vendite in centro storico”.

 

“Tendiamo a rivitalizzare il centro storico e zone degradate della terraferma. – conclude Speranzon – Abbiamo appena ultimato la ristrutturazione degli alloggi ad Altobello Mestre. Verranno consegnati a breve ad anziani disabili e per questo ci sarò una centrale badanti per la loro assistenza e telecamere per la videosorveglianza ad Altobello daremo case anche a giovani studenti universitari per riqualificare la zona un tempo degradata. Questo esempio intendiamo applicarlo anche in altre zone come ad esempio nel quartiere Pertini”.

 

In conclusione le novità sono due, il prossimo nuovo bando con graduatoria del Comune, era molto tempo che non se ne vedeva uno, e la molta disponibilità dell’Ater verso gli inquilini e i loro comitati.

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Ieri mattina un gruppo di manifestanti ha occupato la sala del Consiglio comunale a Ca’ Farsetti, portando alcuni cartelli contro gli sfratti.

L’iniziativa è stata promossa dall’Assemblea Sociale per la Casa. In sala consigliare sono stati messi alcuni scatoloni per simulare un trasloco.

Il sindaco Luigi Brugnaro ha bollato il fatto “come un atto illegale compiuto dai soliti facinorosi”.

Gli sfratti contri i quali il gruppo protestava erano stati richiesti da ATER e non dal Comune.

Gli inquilini Ater non devono preoccuparsi: l’invito che hanno ricevuto dalle rispettive aziende territoriali a presentare il modulo Isee relativo alla proprie condizioni reddituali e patrimoniali, rappresenta un sondaggio preliminare. E’ una ricognizione utile alla Giunta regionale che entro il prossimo 3 marzo deve scrivere il regolamento che determinerà i criteri di calcolo dell’Isee-Erp, le modalità di acquisizione dell’attestazione, nonché la definizione dei canoni e l’aggiornamento del valore di controllo”.

 

Così l’assessore all’edilizia residenziale pubblica della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, risponde alle preoccupazioni mosse da inquilini e Caf in merito alla richiesta di presentare la dichiarazione ISEE entro il prossimo 15 dicembre.

 

“La nuova legge sull’assegnazione degli alloggi pubblici è entrata in vigore il 4 novembre e, nella fase di avvio – ricorda l’assessore – prevede una serie di adempimenti che andranno a definire nel dettaglio un modo diverso di assegnare e gestire il patrimonio immobiliare delle Ater. Proprio per questo, la legge ha previsto, come atto iniziale, di completare entro 45 giorni la ricognizione sulla situazione economica degli assegnatari, acquisendo le dichiarazioni Isee degli inquilini”.

 

“Proprio perché siamo in una fase di primo avvio e di costruzione condivisa delle nuove regole – sottolinea l’assessore – non ci sarà nessun ultimatum o penalità. Ogni legge ha bisogno di un periodo di rodaggio per essere ben applicata e ad è mia intenzione procedere alla definizione degli atti applicativi confrontandomi con le parti sociali e gli Enti locali. Faccio presente, inoltre, che il 25 % degli inquilini Ater ha già presentato il modello Isee nel corso dell’anno. Ora le aziende territoriali stanno invitando anche chi non ne è in possesso a fornire la propria dichiarazione, in modo da rendere più completo e attendibile il quadro generale di riferimento, al fine di stabilire in modo coerente e congruo i canoni e i criteri di assegnazione degli alloggi”.

 

Stiamo cambiando le regole di assegnazione e gestione di circa 37 mila alloggi – conclude l’assessore – e lo vogliamo fare nel pieno rispetto delle persone e delle famiglie che si avvalgono o necessitano di una casa pubblica, tenendo fede al cronoprogramma stabilito dal Consiglio regionale. So bene che le novità possono creare paure ed apprensione. Ma abbiamo solo allineato l’edilizia pubblica a tutti gli altri servizi sociali, per  i quali l’accesso è sempre normato dai requisiti ISEE. La ricognizione avviata dai sette commissari e dai Comuni proprietari degli alloggi pubblici è, quindi, solo la necessaria fotografia dell’esistente, il primo atto indispensabile per scrivere regolamenti ben fatti e applicabili”.

Il Comune di Casier pubblica un nuovo bando per le case popolari. L’aggravarsi dell’emergenza abitativa ha reso necessario un aggiornamento del regolamento. Il sindaco Miriam Giuriati e l’assessore alle politiche sociali Luca Sartorato segnalano un’aumento esponenziale degli sfratti negli ultimi 4 anni: venti sfratti in confronto all’unico sfratto eseguito fra il 2009 e il 2014, come dichiarato alla Tribuna.

 

Le case Ater di Casier risultano essere circa 50, ma solo una è attualmente disponibile. I nuovi criteri per l’assegnazione e per entrare in graduatoria privilegiano i richiedenti soli (vedovi, separati, divorziati, nubili e celibi) con figli a carico, seguiti dagli over 65 soli e le giovani coppie under 35.

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