Home / Posts Tagged "Ater"

Installate, collaudate e a pieno regime le 26 telecamere in via Camporese acquistate dall’Ater di Venezia.

 

Un paio di giorni fa, durante i collaudi, le forze dell’ordine hanno chiesto all’azienda di poter acquisire dei filmati perché, nella zona, si era verificato un furto in orario serale all’interno di un’automobile. Un segnale che i nuovi occhi elettronici si riveleranno molto utili nella zona.

 

Speranzon: “Ora gli inquilini si sentono più sicuri”

Il presidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon, commenta: “Ora gli inquilini si sentono più sicuri. Abbiamo risposto alla richiesta di videosorveglianza che ci era stata posta dal Comitato Quartiere Pertini, facendoci carico di una spesa che reputo un investimento, per la sicurezza degli inquilini e per contrastare danneggiamenti e situazioni di degrado al patrimonio dell’Azienda. Gli occhi elettronici sono da una parte un deterrente per contrastare i malintenzionati e dall’altro uno strumento per riuscire a dare un volto e delle responsabilità a chi delinque”.

 

In via Camporese sono stati appesi anche i cartelli che indicano come ora l’area sia videosorvegliata. Le 26 telecamere sono costate all’Azienda territoriale di edilizia residenziale veneziana 34 mila euro, a questa spesa si aggiungono i costi di gestione, come la fibra ottica e la manutenzione in caso di danni. Una ditta specializzata sarà presto incaricata di gestire l’impianto di videosorveglianza e autorizzata ad estrapolare le immagini quando ce ne sarà bisogno. Gli occhi elettronici sorvegliano le proprietà immobiliari e i terreni di proprietà dell’Ater che vanno dal civico 1 al civico 73, e il sistema tecnologico all’avanguardia permette di zoomare e fermare immagini e dettagli particolari, targhe di automobili comprese.

 

La richiesta di un sistema di videosorveglianza all’Ater era partita dagli inquilini del Comitato Quartiere Pertini a novembre scorso, attraverso una lettera che spiegava la necessità di prevenire situazioni di degrado e vandalismi purtroppo frequenti nella zona.

 

“I residenti del Quartiere Pertini – aggiunge Speranzon – erano messi a dura prova da continui episodi di microcriminalità che andavano dai furti nelle abitazioni e auto alla presenza di soggetti poco raccomandabili in orario notturno. Ora con questa spesa sarà permesso agli inquilini di vivere in un quartiere più sicuro. Non c’è dubbio che l’impianto di videosorveglianza dissuaderà la presenza di eventuali bulli, vandali, piuttosto che occupanti abusivi”.

 

Nel quartiere, grazie alla sinergia tra l’Ater di Venezia e il Comitato Quartiere Pertini, si sono anche ridotte le occupazioni abusive: negli alloggi pubblici del quartiere al momento ce n’è solo una.

 

Sul fronte delle manutenzioni è stato approvato, nei mesi scorsi, un progetto esecutivo per il rifacimento dei tetti di quattro palazzine in via Camporese (per un totale di 64 alloggi) per prevenire il problema delle infiltrazioni. Un intervento che avrà un costo complessivo di 288.612,00 euro e sarà finanziato per 201.433,70 con fondi regionali e per 87.178,30 con fondi dell’Ater.

 

A breve, inoltre, l’Ater potrà assegnare 17 appartamenti grazie alla graduatoria che arriverà dal bando del Comune di Venezia sugli alloggi pubblici. Per altre 7 case sono in corso piccoli lavori di manutenzione che termineranno a breve, rendendoli disponibili entro l’anno. Altri quattro alloggi invece necessitano di importanti lavori di ristrutturazione, per i quali è stato richiesto un finanziamento regionale di 146.700 euro.

Dal 1° luglio sono entrati in vigore i nuovi canoni per gli inquilini di edilizia residenziale pubblica, come previsto dalla legge regionale n.39 del 2017.

 

L’Ater di Venezia, come le altre Ater del Veneto e i Comuni, si attiene alle disposizioni normative regionali e ha inviato ai propri inquilini la comunicazione formale sull’entrata in vigore dei nuovi contratti di locazione. Le lettere sono già arrivate e stanno arrivando e domani si insedierà il tavolo tecnico regionale per tutelare la situazione della residenzialità nel centro storico veneziano e sulle isole.

 

Il presidente Speranzon: “Due anni di monitoraggio. Non sfrattiamo nessuno e non saranno penalizzati i soggetti e i nuclei fragili”

“Le Aziende territoriali e i Comuni sono chiamati ad applicare la riforma regionale sugli alloggi pubblici, aggiornando i contratti, non solo quelli nuovi ma anche quelli già esistenti – dichiara il presidente dell’Ater di Venezia Raffaele Speranzon – Si è infatti conclusa la fase di ricognizione sulle assegnazioni in essere e quella di verifica delle situazioni reddituali e patrimoniali degli assegnatari e ora si è entrati nel vivo dell’applicazione della nuova normativa. L’obiettivo è riuscire a garantire un alloggio a condizioni di favore a chi ne ha bisogno, accompagnando gli inquilini con maggiori possibilità economiche a rivolgersi al libero mercato delle locazioni. Questo naturalmente dove è possibile farlo e domani per questo motivo si insedierà il tavolo tecnico regionale per analizzare e tutelare la delicata situazione del centro storico veneziano e delle isole. Non penalizzeremo i soggetti e i nuclei familiari in condizione di fragilità socio-economica, e i cambiamenti, in generale, saranno graduali: ci sono 24 mesi di tempo per rientrare nei requisiti presentando gli Isee mancanti, o per trovare un nuovo alloggio. Per i singoli casi di particolare fragilità sociale – assicura il presidente – e in particolare per i nuclei dove sono presenti disabili e anziani in età avanzata, l’Azienda è impegnata a valutare e ad adottare le soluzioni di maggior tutela per l’inquilino”.

 

“Contiamo inoltre di poter approfondire – aggiunge Speranzon – le particolari esigenze di residenzialità di Venezia, dove la pressione turistica sul livello degli affitti, l’elevata età media degli inquilini Ater, la difficoltà di adeguare gli alloggi alle persone con disabilità, richiedono una specifica attenzione di tutela e salvaguardia, volta a ridurre eventuali ulteriori diminuzioni di cittadini residenti.”

 

“Non sfratteremo nessuno – conferma l’Azienda – invitiamo gli inquilini che leggono le lettere e hanno dei dubbi o necessitano di delucidazioni a prendere un appuntamento con gli uffici del settore Utenza. Abbiamo anche attivato una casella di posta elettronica apposita, per cercare di agevolare la comunicazione con gli inquilini: [email protected]. La Regione Veneto ha istituito un apposito tavolo tecnico per Venezia, a cui parteciperemo domani per rilevare eventuali criticità e suggerire modifiche e miglioramenti nei regolamenti applicativi”.

 

L’importo dei nuovi canoni è parametrato al reddito e alla situazione patrimoniale dell’assegnatario: da un minimo di 40 euro al mese fino al valore del canone di mercato, in base alle quotazioni Omi (Osservatorio mobiliare italiano) dell’Agenzia delle Entrate.

 

La riforma ha introdotto nuovi criteri per la gestione equa e sostenibile del patrimonio di circa 41 mila alloggi Erp del Veneto. L’Ater di Venezia è la realtà con più proprietà immobiliare  (9.718 abitazioni totali, di cui 8.651mila Erp, a cui si aggiungono 950 case amministrate per conto dei Comuni) quindi che avrà il maggior da fare, anche nell’opera di informazione e assistenza agli inquilini.

 

La legge regionale prevede due specifiche novità: agli assegnatari degli alloggi Erp si chiede di documentare la propria situazione reddituale e patrimoniale, dimostrando di avere un Isee-Erp non superiore ai 20 mila euro e di non avere altri alloggi in usufrutto o proprietà; i contratti di locazione diventano di durata quinquennale, rinnovabile, e l’importo del canone è parametrato di anno in anno alla capacità economica dell’inquilino.

 

Che cosa è cambiato quindi dal 1° luglio? Gli inquilini che non hanno ancora presentato la dichiarazione Isee o che superano i limiti reddituali previsti dalla legge avranno a disposizione altri due anni per ottemperare all’obbligo di legge o per rientrare nei parametri di reddito indicati dalla normativa. Nel frattempo pagheranno il canone di locazione secondo i valori di mercato indicati dalle quotazioni Omi, maggiorati del 10 per cento.

 

Informazioni e appuntamenti

Maggiori informazioni sul rinnovo del contratto e il calcolo del canone si possono ottenere solo per appuntamento, da concordare con i dipendenti dell’Ater, telefonando ai numeri 041.798817 e 798857 il martedì e il giovedì dalle 15 alle 17. È stata inoltre stata attivata la casella di posta elettronica [email protected].

 

 

PER GLI INQUILINI:
NUOVO CONTRATTO, NUOVI CANONI DI LOCAZIONE

Terminata la fase della raccolta dei dati, allineati i programmi informatici e ottenuto il benestare dalla Regione, le Ater del Veneto iniziano dal mese di luglio ad applicare, per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, i canoni di locazione calcolati secondo il nuovo meccanismo previsto dalla Legge regionale n. 39/2017.

Si rimanda fin d’ora agli articoli 27 e 36 della Legge per il dettaglio degli indirizzi e dei criteri ispiratori, come si rimanda all’articolo 7 del relativo Regolamento di attuazione della Legge per il dettaglio dei passaggi, degli indicatori, dei parametri che conducono alla determinazione del canone per ciascun inquilino assegnatario. Sia la Legge sia il Regolamento sono disponibili nel sito internet aziendale www.atervenezia.it.

Merita però tracciare un quadro riassuntivo che aiuti a comprendere principi ispiratori, strumenti e metodologia utilizzati per il nuovo calcolo del canone, e altre informazioni utili agli assegnatari.

 

Equità e sopportabilità per le famiglie

La Regione Veneto ha elaborato il canone graduandolo in base alla situazione economica della famiglia, secondo i principi di equità e sopportabilità. Si va da un minimo di 40 euro a un massimo, per i redditi più alti, del valore di mercato (secondo la banca dati Omi, Osservatorio del mercato mobiliare dell’Agenzia delle entrate).

 

Sostenibilità economica del sistema

Alle Ater vanno assicurate le entrate necessarie alla gestione  e manutenzione degli alloggi. Per questo il canone minimo di 40 euro deve essere corrisposto indipendentemente dal reddito dell’assegnatario.

 

Tutela sociale

Qualora il minimo da pagare risulti non sostenibile dal nucleo familiare, il Comune può certificare il caso come meritevole di tutela sociale e farsi carico della differenza anche ricorrendo al fondo di solidarietà.

 

Variabili previste per il calcolo del canone

La Regione del Veneto ha elaborato i dati di ciascun inquilino e di ciascun alloggio attraverso un apposito programma informatico, in modo da applicare le variabili e le combinazioni previste nel dettaglio dal Regolamento per calcolare il canone.

Ne ricordiamo: l’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente, anche nelle tipologie Ise e Isr, rapportate all’erp) che rappresenta la situazione economica della famiglia correlata alla composizione del nucleo; l’equocanone, che rappresenta il valore dell’alloggio e viene moltiplicato per un coefficiente variabile in funzione della situazione economica della famiglia; la tabella Istat dei consumi delle famiglie, che sintetizza il valore dei consumi per territorio e categorie, al fine di considerare la minore capacità di spesa delle famiglie in difficoltà; la banca dati Omi (Osservatorio del mercato mobiliare dell’Agenzia delle entrate) per valutare la congruità del canone erp rispetto al valore di mercato (si confronta con  l’equocanone).

Questi elementi sono stati considerati e rapportati nei modi e con i meccanismi previsti dal Regolamento, con particolare attenzione al canone sopportabile, cioè alla capacità massima della famiglia a pagare un affitto, a prescindere dal valore dell’alloggio.

 

Il prospetto di calcolo del nuovo canone

Le variabili indicate sono riportate nel prospetto di calcolo del canone inviato a ciascun assegnatario.

Nel primo riquadro (‘Costo unitario’) si trovano i dati catastali dell’alloggio, la superficie convenzionale e gli altri indici che portano al determinare il costo unitario dell’alloggio, in base alla legge sull’equo canone (L. 392/1978).

 

Nel secondo riquadro (‘Equo canone’) vi sono i valori e i parametri che conducono a formare l’equo canone mensile relativo all’alloggio.

 

Nel terzo riquadro (‘Isee-erp’) si analizzano e elaborano i dati reddituali, patrimoniali e familiari relativi agli abitanti dell’alloggio. Sulla base di quanto dichiarato dall’assegnatario, l’Inps ha calcolato l’Isee che, attraverso altri parametri, ha generato l’Isee-erp. Vi sono inoltre indicazioni, dedotte dalle tabelle Istat, sulla spesa media della famiglia, per diverse situazioni, in modo da poter stimare la spesa minima di cui la famiglia deve disporre per vivere.

 

Nel quarto riquadro (‘Equo canone personalizzato’) vengono rapportati i valori dell’equo canone e quelli dell’Isee-erp per giungere a un valore percentuale che consente di graduare il canone di locazione. Si considerano i valori Isee-erp e le percentuali riportate nelle tabelle previste dagli articoli del Regolamento per determinare il canone. Un calcolo matematico fa aumentare in modo preciso, all’interno dei limiti delle tabelle, la percentuale da applicare all’equo canone in rapporto all’Isee-erp di ciascun assegnatario. Si ottiene così l’equo canone personalizzato.

 

L’ultimo riquadro (‘Canone di locazione’) mette insieme tulle la variabili precedenti e le opzioni previste dalla legge. Alla fine di un complesso procedimento di calcolo, reso possibile dai moderni sistemi informatici, si ottiene il canone di locazione di  ciascun assegnatario, che gli uffici della Regione hanno comunicato alle Ater e che viene applicato dal mese di luglio.

 

Al canone si applica l’Iva

Un’altra novità è l’applicazione dell’Iva al canone di locazione, con aliquota del 10 per cento, (secondo l’opzione consentita dal DPR 633/72, art. 10 c.1 n.8). Si uniformano così le condizioni contrattuali di tutti gli inquilini e di tutte le Ater del Veneto. Applicando l’Iva non sarà necessario rinnovare ogni anno la registrazione del contratto, con costo diviso a metà tra Ater e inquilino. Basterà una sola registrazione per l’intero periodo di cinque anni.

 

 

Durata del contratto di locazione

Con la Legge regionale 39/2017 sull’edilizia residenziale pubblica cambiano anche i contratti di locazione, che non saranno più a tempo indeterminato ma avranno la durata di cinque anni, rinnovabile solo se permangono i requisiti per l’assegnazione e non vi sono cause che determinino annullamento o decadenza.

 

 

Verifica dei requisiti

Nei giorni scorsi gli inquilini hanno ricevuto una lettera raccomandata con cui l’Ater comunicava:

·         la automatica modifica della durata del contratto, che da tempo indeterminato passa a cinque anni, rinnovabili (prima scadenza: 30 giugno 2024);

·         Il prospetto del calcolo del nuovo canone;

·         l’esito della verifica dei requisiti per il mantenimento dell’assegnazione (principalmente l’aver presentato l’Isee e il non avere diritti di proprietà o usufrutto su altri alloggi);

·         l’eventuale presenza di morosità superiore a quattro mensilità e per spese condominiali, al 30 aprile 2019 (salvo errori o omissioni o variazioni in corso).

 

 

Requisiti non conformi alla nuova legge

Può capitare che il nucleo familiare non abbia presentato l’Isee, o l’Isee risulti con un valore superiore ai 20mila euro previsti dalla legge, o manchi di altri requisiti, o vi siano morosità o altri motivi di decadenza, o vi siano errori o omissioni. In tal caso sono previste ulteriori verifiche e controlli, e la legge concede 24 mesi per mettersi in regola.

 

 

Tavolo tecnico in Regione e specificità di Venezia

È stato istituito presso la Regione Veneto un tavolo tecnico di confronto per verificare aspetti di criticità e formulare proposte migliorative.

Un appartamento occupato che ora è stato sgomberato, una casa utilizzata abusivamente come magazzino che ora è stata liberata, alcuni alloggi messi in sicurezza per contrastare le effrazioni.

Questa mattina a Castello, a seguito di un’ispezione dei tecnici dell’Ater di Venezia nell’ambito delle verifiche contro le occupazioni abusive degli alloggi pubblici, sono emerse in Calle de le Colonne, nei pressi di via Garibaldi, alcune situazioni di illegalità a cui seguiranno ulteriori verifiche ed interventi.

 

Uno straniero aveva preso possesso di un alloggio sfitto al piano terra, cambiandone la serratura d’ingresso. Quando gli operatori dell’Ater hanno chiamato i carabinieri per chiederne l’intervento, l’uomo ha subito lasciato l’appartamento, facendo perdere le proprie tracce. Gli operatori hanno quindi messo in sicurezza l’alloggio, chiudendolo con una lastra anti-intrusione.

 

A poca distanza, davanti ad un appartamento dell’Ater al piano terra, alcune donne avevano posizionato davanti all’ingresso un tavolo per svolgere alcuni lavori di falegnameria. La casa, che presenta anche un problema di fosse settiche da manutentare, veniva utilizzata come una sorta di magazzino abusivo, in appoggio ad una attività commerciale della zona. Il titolare di tale attività è stato chiamato a rispondere della situazione ed è stato invitato a liberare subito l’appartamento.

 

L’Ater ha inoltre messo in sicurezza alcuni alloggi che erano rimasti vuoti, e ha inviato richiesta alla polizia municipale di svolgere un sopralluogo per alcune abitazioni in cui si sospettano le occupazioni abusive. Se saranno confermate, i responsabili verranno denunciati e partirà la procedura degli sfratti che è stata inasprita rispetto al passato, grazie al supporto della Procura.

 

L’Ater svolgerà ulteriori controlli e approfondimenti nei prossimi giorni, con verifiche e sopralluoghi nella zona.

“Il nostro impegno continua – spiega il presidente dell’Ater di Venezia Raffaele Speranzon – per portare la legalità in tutto il nostro patrimonio e per mantenerla. Deve passare il concetto che chi trasgredisce la legge va punito, e se qualcuno pensa di poter buttare giù le porte e commettere atti illegali restando impunito, perché tanto nessuno controlla certe zone, si sbaglia di grosso. Siamo vigli e attenzioniamo tutte le aree in cui vi sono i nostri appartamenti, non solo per tutelare le case ma per salvaguardare i nostri inquilini, perché quando in una zona arrivano un certo tipo di occupanti si crea una condizione di paura e disagio che mette a repentaglio la tranquillità dei residenti e la vivibilità della zona. Un degrado sociale che va arrestato sul nascere e per questo faremo tutto il possibile, con l’aiuto delle forze dell’ordine e della Procura”.

Prosegue con successo la battaglia a 360 gradi contro l’illegalità per il contrasto delle occupazioni abusive: ieri a Favaro è stato sgomberato un alloggio con l’esecuzione di un sequestro preventivo, disposto dalla Procura di Venezia. La famiglia di stranieri occupanti aveva preso possesso, con effrazione, della casa di proprietà dell’Ater a dicembre scorso. Grazie alla misura del sequestro preventivo, con il supporto della forza pubblica, è stato possibile recuperare l’alloggio e metterlo in sicurezza. Sarà ora destinato a lavori di manutenzione per rientrare nel circuito delle assegnazioni.

 

“Un ringraziamento alla Procura per aver disposto la misura del sequestro preventivo – afferma il presidente dell’Ater Raffaele Speranzon – dimostrando grande sensibilità e attenzione nei confronti dei nostri inquilini esasperati dalle occupazioni abusive che peggiorano la vivibilità e minano il senso di sicurezza nei condomini. Noi lavoriamo per contrastare simili situazioni e il sostegno delle istituzioni e della magistratura determina il successo delle nostre azioni. È quindi un grande segnale positivo, che serviva al nostro territorio per dire finalmente basta alla certezza dell’impunità che alberga tra chi occupa illegalmente le case pubbliche, privando di un diritto e prevaricando i cittadini per bene, quelli a cui spetta una casa e che magari la attendono da tempo. Buttare giù la porta di un’abitazione pubblica significa schiacciare il diritto di chi attende in graduatoria, passargli davanti e prendersi un privilegio illegale”.

 

Tra i problemi che si sono verificati nell’esecuzione degli sfratti o degli sgomberi c’è anche quello degli arresti domiciliari, in quanto la misura cautelare rischia di bloccare i provvedimenti esecutivi.

 

I tre casi più emblematici a Mestre, Chioggia e Marghera

Tre i casi emblematici che l’Azienda territoriale di edilizia residenziale si è trovata a gestire solo nell’ultimo mese:

• a Mestre una famiglia di stranieri, sei persone, di cui quattro minori, avevano occupato un’abitazione Ater con effrazione nel dicembre del 2016. Una famiglia che con atteggiamenti di natura violenta avevano creato uno stato di paura negli inquilini del condominio, da cui sono partite più segnalazioni all’Azienda e alle forze dell’ordine. Dopo quattro vani tentativi di esecuzione dello sgombero, era stato fissato per il 6 giugno scorso il quinto ed ultimo accesso con forza pubblica, ma a maggio l’Ater viene informata che uno dei figli minorenni è stato sottoposto agli arresti domiciliari dal Tribunale dei Minori. Come domicilio per la misura cautelare, la famiglia di stranieri aveva indicato la casa di Mestre che occupava abusivamente.

 

La situazione ha quindi rischiato di bloccare e rimandare nuovamente lo sgombero, ma la tempestiva segnalazione dell’ufficio legale dell’Ater è stata accolta dal Tribunale dei Minori, che ha modificato la misura cautelare per il soggetto. Così, il 6 giugno scorso, lo sgombero è andato a buon fine e l’appartamento è stato liberato e recuperato dall’Ater, che potrà ora inserirlo tra gli alloggi da restaurare e riassegnare ai cittadini.

 

• a Chioggia un soggetto ritenuto pericoloso è finito agli arresti domiciliari. L’uomo vive in una abitazione dell’Ater con la madre anziana.

Ad aprile del 2018 è stato convalidato lo sfratto per morosità, a cui sono seguiti due tentativi di accessi andati a vuoto, il terzo fissato per settembre 2019. La settimana scorsa però, l’Ater ha appreso che il soggetto è stato messo agli arresti domiciliari e ha indicato quale residenza della misura cautelare l’alloggio in cui c’è in corso lo sfratto. L’Azienda, venerdì, ha scritto alle forze di Polizia di Chioggia, segnalando le problematiche collegate alla misura cautelare nell’alloggio. Va inoltre aggiunto che il soggetto è coinvolto in episodi di aggressioni tra condomini, e non si ritiene una buona idea fargli scontare la pena detentiva nello stesso contesto.

 

• a Marghera una famiglia di stranieri che nel 2014 aveva ricevuto lo sfratto per morosità è tornata ad occupare l’alloggio con effrazione a settembre 2018. Uno dei figli della famiglia è finito in carcere, ma dopo un periodo di tempo il Tribunale di Padova ha disposto per il soggetto il rinvio dell’esecuzione della pena, a fine maggio, con rientro nell’abitazione che però risulta occupata abusivamente. L’Ater ha quindi nuovamente segnalato la situazione, ottenendo dal Tribunale la possibilità di eseguire comunque lo sgombero.

È il finanziamento più alto del Veneto ricevuto da Ater e Comuni, ottenuto grazie a progetti che prevedono l’efficientamento energetico e il superamento delle barriere architettoniche

 

Riqualificazione energetica e superamento delle barriere architettoniche in case alla Giudecca e all’Accademia, restauri agli alloggi sfitti della terraferma veneziana e della provincia che presto potranno tornare ad essere abitati.

 

In tutto sono 164 le case dell’Ater di Venezia, abitate e non, che ora potranno essere sistemate, negli interni ed esterni piuttosto che nelle zone comuni, grazie al finanziamento di quasi 4 milioni di euro che l’Azienda Territoriale di Edilizia Residenziale riceverà dalla Regione del Veneto.   

 

Il finanziamento regionale di 3.914.361,61 arriva a fronte di proposte di intervento presentate dall’Ater veneziana a gennaio scorso, con una compartecipazione agli interventi di 363.100,00 euro. Di soldi l’Ater ne aveva chiesti 8,5 milioni alla Regione, ma già questo importo permetterà tutta una serie di interventi migliorativi agli edifici di residenza pubblica.

 

Il bando di concorso regionale era stato pubblicato a dicembre 2018 “Programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (art. 4, decreto legge 28 marzo 2014, n.47, convertito con modificazioni dalla legge 23.5.2015, n.80)” e potevano parteciparvi le Ater e i Comuni del Veneto.

 

L’Ater veneziana è riuscita a portare a casa più finanziamenti di qualsiasi altra Ater e pubblica amministrazione nella regione, grazie alle proposte dei lavori presentate dall’Area Tecnica, corredate dagli studi preliminari, dal relativo quadro economico e dalla compartecipazione finanziaria dell’Azienda, che hanno consentito un’alta collocazione nella graduatoria formulata dalla Regione.

 

“Questo finanziamento – dice il Presidente dell’Ater di Venezia Raffaele Speranzon – ci permetterà di intervenire su più immobili della Città Metropolitana di Venezia. Un plauso anche agli uffici dell’Area Tecnica dell’Ater e al coordinamento della Direzione, perché ad essere premiata nella graduatoria è stata anche la bontà delle proposte di intervento a cui ora seguiranno i progetti definitivi. Ad esempio, l’adeguamento di alcune abitazioni ed edifici per accogliere persone con problemi di mobilità e naturalmente l’efficientamento energetico con pannelli solari e isolamento termico delle pareti in modo da permettere minori consumi delle bollette e una maggior tutela dell’ambiente. Sistemare le zone comuni delle case abitate e manutentare gli alloggi sfitti, così che possano tornare ad essere assegnati il prima possibile. Il nostro obiettivo è continuare in questa direzione, grazie al lavoro e all’impegno di tutta l’Azienda e alla sinergia con gli enti, come la Regione, possiamo sicuramente migliorare lo stato degli alloggi pubblici garantendo un innalzamento della qualità della vita dei nostri inquilini. Continuerò a battermi su tutti i tavoli perché vengano allocate maggiori risorse per la residenzialità a Venezia”.

 

“Una soddisfazione che ripaga l’impegno per il lavoro che stiamo svolgendo – spiega il direttore dell’Ater di Venezia Roberta Carrer – naturalmente l’Azienda farà la sua parte, partecipando alla spesa degli interventi con fondi propri e mettendo in moto la macchina organizzativa affinché venga affidata la gara d’appalto e iniziare i lavori il prima possibile, naturalmente entro i 12 mesi previsti dal bando regionale, così che tutti gli interventi finanziati possano essere avviati nel migliore modo possibile ”.    

 

Il bando regionale assegnava infatti un punteggio secondo alcuni parametri per gli interventi agli immobili, tra cui spiccano il superamento delle barriere architettoniche e l’efficientamento energetico. Condizioni che l’Ater di Venezia ha previsto nelle sue proposte di progetto, oltre all’entità della propria compartecipazione economica e l’ampiezza del comune in cui si trovano gli immobili.

 

Su proposta dell’Assessore regionale ai Servizi Sociali, Manuela Lanzarin, è stato dato il via libera alla graduatoria degli interventi ammissibili al bando per il recupero e la razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

 

 

Progetti e finanziamenti

Il finanziamento regionale complessivo è di 3.914.361,61 euro per cinque diverse proposte di progetti, nei territori di Venezia centro storico, Favaro Veneto, Mestre, Chirignago, Marghera, Caorle e Chioggia.  

 

Centro Storico Lagunare

Intervento per il superamento delle barriere architettoniche ed efficientamento energetico per 9 appartamenti in 2 palazzi (8 a Sacca Fisola e 1 all’Accademia, quest’ultimo al piano terra). A Sacca Fisola sarà installato l’ascensore in un palazzo, tutti gli appartamenti saranno accessibili a chi ha problemi di mobilità, anche con adeguamento dei bagni per disabili. Il finanziamento regionale ammonta a 108.000,00 euro.

 

Terraferma veneziana

Manutenzione straordinaria per il riatto di 11 alloggi sfitti a Mestre, Chirignago, Favaro Veneto, e Marghera. Il finanziamento regionale ammonta a 459.900,00 euro.

 

Favaro Veneto

Manutenzione straordinaria ad un fabbricato in cui si trovano 80 alloggi Ater con isolamento termico dell’edificio mediante “cappotto” esterno, sistemazione canne fumarie e sostituzione serramenti, adeguamento degli ascensori secondo le norme per il superamento delle barriere architettoniche. Il finanziamento regionale ammonta a 2.576.100 euro.

 

Caorle

Manutenzione straordinaria di un fabbricato Ater in cui si trovano 24 alloggi mediante l’installazione di pannelli solari per la produzione dell’acqua calda sanitaria, isolamento termico dell’edificio con “cappotto” esterno, sostituzione serramenti. Il finanziamento regionale ammonta a 700.000,00 euro.

 

Chioggia

Intervento per la riqualificazione energetica di un edificio in cui si trovano 40 alloggi Ater; isolamento termico all’edificio con “cappotto” esterno, superamento delle barriere architettoniche con adeguamento degli ascensori, manutenzione straordinaria alle parti comuni, sostituzione impianto di distribuzione gas e dei serramenti. Il finanziamento regionale ammonta a 70.361,61.

 

L’efficientamento energetico degli edifici avviene mediante la riduzione dei consumi di energia, l’innalzamento di almeno una classe della prestazione energetica o la riduzione di almeno il trenta per cento dei consumi registrati nell’ultimo biennio di utilizzazione dell’immobile. Dove è possibile, sarà prevista l’installazione di pannelli solari per il riscaldamento e la produzione dell’acqua calda sanitaria. Le caratteristiche di isolamento termico saranno migliorate anche dalla sostituzione dei vecchi serramenti con quelli nuovi, migliori dal punto di vista termo-acustico, e saranno adeguati gli impianti termici.

Il superamento delle barriere architettoniche avviene invece con la sostituzione, adeguamento o installazione di nuovi ascensori accessibili a persone con disabilità, negli alloggi e in particolare nei bagni, sarà previsto l’adeguamento degli spazi di accessibilità e dei sanitari.

POST TAGS:

Assegnati e inaugurati venerdì mattina i nuovi appartamenti Ater “Campo dei Sassi” ad Altobello a Mestre. Una festa per i residenti del quartiere, accorsi numerosi al taglio del nastro davanti al complesso a forma di ferro di cavallo, dove si trovano le 37 case “intelligenti” di proprietà dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale veneziana: alloggi restaurati, di varie dimensioni, dotati di un’alta tecnologia assistenziale.

 

 

I lavori di ristrutturazione in via Fornace sono terminati a febbraio scorso ed ora l’edificio ospiterà il progetto innovativo di assistenza familiare.

 

A tagliare il nastro il presidente e il vicepresidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon e Fabio Nordio, l’assessore regionale ai Servizi Sociali Manuela Lanzarin e la vicesindaco e assessore alla Casa del Comune di Venezia, Luciana Colle.

 

Tutte le abitazioni sono destinate all’Erp (Edilizia residenziale pubblica), e più precisamente a soggetti fragili, per età e condizioni socio-economiche: 26 abitazioni sono dedicate ad utenti anziani, 6 a soggetti con disabilità, mentre un appartamento è riservato alle “badanti di condominio”, operatrici scelte dai Servizi Sociali del Comune di Venezia che si turneranno nell’assistenza ai residenti, giorno e notte.

Oltre a questi 33 nuovi alloggi, vi sono altri 4 appartamenti restaurati che andranno a famiglie della stessa fascia.

 

Venerdì mattina sono anche state consegnate le chiavi alle prime 13 famiglie aventi diritto, sulla base della graduatoria fornita dal Comune di Venezia grazie ai bandi di assegnazione e assistenza.

 

“Questa ristrutturazione – ha spiegato il presidente dell’Ater Raffaele Speranzon – ha reso oggi possibile la consegna degli alloggi di Campo dei Sassi alle persone più fragili della nostra società. Il piacere e il senso di essere qui oggi, deriva dall’aver dato ascolto proprio alle loro necessità, all’essere riusciti a realizzare un edificio che dà risposte a questi bisogni sia in termini abitativi che assistenziali, di cura della persona. Consentire all’anziano autonomia e allo stesso tempo un tempestivo accudimento era ed è l’obiettivo del progetto, che vanta una progettazione avanzata e soluzioni impiantistiche che vanno dalla domotica all’uso di sistemi alternativi di generazione di energia”.

 

Si tratta del primo edificio dell’Ater con appartamenti strutturati e ammodernati per andare incontro alle esigenze di chi ha problemi di mobilità, così da permetterne l’assistenza in loco.

 

All’inizio della cerimonia è stata ricollocata, nella corte del complesso, una statua raffigurante Papa Giovanni XXIII, che era stata rimossa prima dell’inizio dei lavori, di grande valore simbolico per i residenti che vivono nel quartiere.

 

 

La statua in legno della Val Gardena risale ai primi anni Settanta ed è stata restaurata dal comitato inquilini di Altobello per poi essere ospitata all’interno della chiesa della Madonna Pellegrina, dove è rimasta fino ad oggi. Ad aprire la cerimonia di inaugurazione degli alloggi, venerdì mattina, la processione dei residenti che hanno portato la raffigurazione di Papa Roncalli dalla vicina chiesa al suo luogo originario, “Campo dei Sassi”.

 

 

Dopo la consegna delle chiavi alle prime 13 famiglie, la festa è continuata in via dello Squero, davanti al complesso “Nave 2”, per l’annuale Festa dei Vicini promossa dall’Ater su Iniziativa di Federcasa. Si tratta di un evento ormai consolidato, giunto alla 3^ edizione, per favorire i rapporti di buon vicinato.

 

Durante l’inaugurazione, autorità e residenti hanno potuto visitare l’appartamento dedicato alle badanti di condominio: è munito di due camere da letto, due bagni e cucina, oltre alla “control room”, una sala di controllo che permette di monitorare i sistemi di allarme e velocizzare gli interventi. Il tutto è gestito da un software che permette la visione, su vari schermi, delle immagini di videosorveglianza esterna, ma anche dello stato dei numerosi dispositivi interni agli alloggi: quelli di domotica e quelli di riscaldamento e raffrescamento a terra, quelli anti-allagamento e anti-intruso, oltre ai rilevatori di gas e fumo. Ogni bagno e camera da letto sono infatti dotati di allarmi che, se azionati dai residenti, suoneranno nella “control room”.

 

Per le badanti sarà possibile rispondere alle richieste degli inquilini anche attraverso citofoni collegati tra loro, presenti in tutti gli appartamenti.

L’Ater di Venezia ha ristrutturato un vasto complesso edilizio in via della Speranza a Fossalta di Piave (VE); a giorni ci saranno le prime 10 assegnazioni degli alloggi.

 

Il progetto

 

Un progetto green, innovativo sul fronte dell’efficientamento energetico, con pannelli solari e “tetti verdi” sui parcheggi, che ha riqualificato un’area centrale del comune creando un vero e proprio residence per gli inquilini. In tutto, 6 edifici che comprendono 24 alloggi Erp con rispettivi parcheggi e posti auto, un vasto giardino con lampioni e panchine, deposito per le biciclette, aree pensate per i giochi dei bambini e spazi per gli anziani, giardini pensili e area ecologica.

 

Un complesso che si candida come il fiore all’occhiello dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale in quest’area della Città metropolitana di Venezia, con una superficie complessiva di circa 4.020 mq e un occhio di riguardo alle aree verdi e all’abbattimento delle barriere architettoniche negli spazi aperti: 1.146 mq sono di giardino, e tra i marciapiedi e la pavimentazione esterna di tutto il complesso non esistono gradini o dislivelli.

 

(L’entrata del residence riqualificato)

 

L’Ater

 

L’Ater di Venezia ha svolto lavori di recupero edilizio, riqualificazione energetica, sistemazioni esterne ed opere di urbanizzazione. Un intervento iniziato nel 2013 che si è concluso nelle scorse settimane, il cui costo complessivo è di 2.863.350,28 euro, di cui 1.054.450,28 provengono da fondi europei Por Fesr e 1.808.900 da rinvestimenti delle vendite dell’Ater di Venezia.

 

“Con gioia e soddisfazione, ma anche una punta di orgoglio – spiega il presidente dell’Ater di Venezia Raffaele Speranzon – possiamo iniziare ad assegnare i primi dieci alloggi Erp dei 24 disponibili in questo meraviglioso complesso che abbiamo recentemente terminato di restaurare nel centro di Fossalta, che si configura come un vero e proprio residence innovativo. Nei prossimi giorni porteremo le prime dieci famiglie aventi diritto, secondo le graduatorie comunali, a visitare le nuovissime abitazioni. Anche in questo caso l’intervento è all’avanguardia e rispettoso dell’ambiente, perché oltre ai pannelli solari sui tetti per il riscaldamento dell’acqua, le superfici verdi sopra ai parcheggi, cioè i giardini pensili, sono stati realizzati come misura contro il calore dell’asfalto, una soluzione “green” per contrastare il riscaldamento ambientale”.

 

Il complesso ha un grande ingresso principale per i veicoli e altri laterali per l’accesso pedonale. I 24 alloggi hanno tutti medie dimensioni, circa 50 metri quadrati l’uno, muniti di piccoli ripostigli esterni.

 

All’interno del residence vi sono 22 parcheggi con “tetti verdi” e 6 posti auto per gli inquilini. Nel vasto giardino che circonda gli edifici vi sono lampioni e un’area con le panchine, un deposito per le biciclette, e alcune zone del giardino pensate come aree giochi dei bambini e spazi per gli anziani. Lateralmente al complesso è stata realizzata un’area ecologica per la raccolta dei rifiuti. Il piano di recupero dell’area ha previsto anche il ridisegno della strada interna di accesso e la creazione di marciapiedi su entrambi i lati.

 

La riqualifica

 

La riqualificazione dei 6 edifici e dei 24 alloggi ha permesso anche la realizzazione del “cappotto” (isolamento termico) dei fabbricati; senza dimenticare l’installazione dei pannelli solari sui tetti per la produzione di acqua calda.

 

 

La valorizzazione degli spazi esterni si mostra anche attraverso la piantumazione di piantine lungo il viale d’accesso e nei giardini condominiali. Le opere di urbanizzazione degli spazi scoperti hanno così risposto alle linee imposte dalla legge n.10 del 14/01/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”.

 

(Il residence prima dei lavori)

 

I lavori

 

Il progetto esecutivo per le opere di sistemazione esterna, urbanizzazione primaria e completamento degli edifici ha visto la realizzazione di:

 

  • Reti tecnologiche interrate relative ai collettori delle acque nere e bianche con formazione di nuove caditoie lineari;
  • Distribuzione e collegamento acquedotto;
  • Collegamento gas metano e relativi manufatti;
  • Linea telefonica;
  • Impianto elettrico e citofonico con predisposizione per apertura cancelli;
  • Impianto di illuminazione esterna a servizio delle pavimentazioni interne carraie e pedonali oltre alle aree verdi comuni;
  • Recinzioni in c.a. e metalliche con nuovi manufatti di sostegno per cancelli di ingresso;
  • Pavimentazioni pedonali e carraie dei marciapiedi e strada interna;
  • Cancelli pedonali e carraio metallici;
  • Sistemazione a verde e arredo delle aree comuni;
  • Adeguamento di porzione della tubazione di raccolta acque pluviali su Via Bergamo;
  • Rifacimento del marciapiede pubblico su Via Bergamo con integrazione su Via Della Speranza;
  • Impianto elettrico delle singole autorimesse;
  • Creazione ripostigli sotto alle terrazze;

Giovedì pomeriggio, in via Camporese, in occasione del terzo incontro con gli inquilini, il presidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon, ha annunciato i prossimi interventi nel quartiere Pertini.
In particolare, l’installazione di 26 telecamere di videosorveglianza attorno alle case di proprietà dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale che partirà la prima settimana di maggio. Gli occhi elettronici registreranno le immagini per alcuni giorni ed erano stati richiesti all’Ater, attraverso una lettera, dal Comitato Quartiere Pertini a novembre scorso, per prevenire situazioni di degrado e vandalismi purtroppo frequenti.
“Nell’ultimo consiglio di amministrazione abbiamo deliberato la spesa di circa 34 mila euro per la realizzazione dell’impianto di videosorveglianza, che è già stato parzialmente progettato – ha spiegato il presidente dell’Ater di Venezia Raffaele Speranzon – e nella prima settimana di maggio sarà installato. Questa spesa, di cui l’Ater si fa carico, è per permettere agli inquilini di vivere in un quartiere più sicuro. Non c’è dubbio che le telecamere dissuaderanno la presenza di eventuali bulli, vandali, piuttosto che occupanti abusivi”.
Sulle manutenzioni, il presidente ha annunciato ai residenti che è stato approvato, nei mesi scorsi, un progetto esecutivo per il rifacimento dei tetti di quattro palazzine in via Camporese (per un totale di 64 alloggi) per prevenire il problema delle infiltrazioni. Un intervento che avrà un costo complessivo di 288.612,00 euro e sarà finanziato per 201.433,70 con fondi regionali e per 87.178,30 con fondi dell’Ater.
Sul fronte delle nuove assegnazioni di alloggi, Speranzon ha spiegato agli inquilini che grazie all’arrivo della graduatoria comunale, nel quartiere Pertini l’Ater potrà assegnare 17 appartamenti, mentre in altri 7 sono in corso piccoli lavori di manutenzione che termineranno a breve, rendendoli disponibili entro l’anno. Altri quattro alloggi invece necessitano di importanti lavori di ristrutturazione, per i quali è stato richiesto un finanziamento regionale di 146.700 euro.
“Oltre a questi, vi sono altri 5 appartamenti – ha detto Speranzon – che siamo riusciti a recuperare dagli sfratti e per i quali ora si penserà ad interventi manutentivi. Il quartiere si arricchirà così di abitanti nuovi – ha spiegato il presidente agli inquilini – che sarete invitati ad accogliere presto, appena avremo le graduatorie procederemo con le assegnazioni”.
Si sono infatti ridotte le occupazioni abusive: negli alloggi Ater del quartiere Pertini al momento ce n’è solo una. La famiglia straniera che una decina di giorni fa era stata sfrattata, ma era rientrata in orario notturno dalle finestre dell’alloggio chiuso, alcuni giorni fa ha deciso di restituire spontaneamente le chiavi all’Azienda e trasferirsi altrove.

Con una operazione congiunta fra Polizia locale e Carabinieri, venerdì 5 aprile, sono stati sgomberati quattro appartamenti in un condominio sito in via Amalfi a Musile di Piave, occupati abusivamente da altrettante famiglie di origine extracomunitaria.

 

Gli agenti di Polizia locale di Musile di Piave, già da qualche tempo avevano notato un movimento continuo di persone extracomunitarie che entravano ed uscivano dal quella palazzina che versava in una evidente condizione di degrado.

 

Lo sgombero è avvenuto con non poche difficoltà in quanto gli occupanti hanno posto resistenza. Sono dovuti intervenite anche i servizi sociali per tutelare i minori presenti nelle abitazioni.

 

Il sindaco di Musile di Piave ha così commentato: “Innanzitutto desidero esprimere il mio ringraziamento alle forze dell’ordine, per la costante attenzione riposta nei confronti di un tema importante come quello della sicurezza. Un plauso va anche al personale dei servizi sociali per la professionalità utilizzata. In secondo luogo ribadisco come sia di primaria importanza il controllo del territorio, anche nei confronti delle occupazioni abusive”.

 

Raffaele Speranzon, Presidente dell’Ater, l’ente proprietario dell’immobile, ha dichiarato: “Abbiamo l’obbligo e il dovere di recuperare le nostre case per restaurarle e poterle rendere disponibili ai cittadini aventi diritto. È ciò che stiamo cercando di fare, anche inasprendo la procedura degli sfratti. Ma non si può nemmeno chiudere gli occhi e credere che una volta mandati fuori gli occupanti abusivi, il problema svanisca. Occorrono delle misure “post” sfratti per far sì che queste persone vengano indirizzate attraverso i giusti canali di assistenza, perché non vadano a buttare giù altre porte. A chi invece non intende adeguarsi e persiste in un certo stile di vita che comprende l’illegalità, va fatto capire che qui per loro non c’è più posto”.

 

Gli abusivi nel frattempo sono stati allontanati dal territorio comunale.

 

 

Fonte: Venezia Today

Con le nuove regole, l’Ater calcola l’affitto degli inquilini in base alle dichiarazioni Isee. Si è così scoperto che tra di loro vi sono dei ricchi.
Circa 15 persone hanno un patrimonio vicino al milione di euro, mentre alcuni altri possono contare su un patrimonio di cento milioni.
In base alle regole, tutti questi inquilini dovranno lasciare l’alloggio entro 24 mesi.

 

Fonte: Venezia Today

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni