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Parte la campagna di raccolta rifiuti nella gronda lagunare dal titolo “Puliamo la Laguna”, promossa dall’Associazione “La Salsola”; nata per la tutela della laguna di Venezia e dei residenti nella gronda di Campalto, Tessera, Favaro Veneto, Cà Noghera, Dese e Marcon.

 

Sabato 30 marzo si inizierà con la pulizia straordinaria delle Barene di Campalto. Lungo gli argini vi saranno volontari e associazioni che si uniranno per la raccolta dei rifiuti abbandonati e accumulati con le mareggiate autunnali.

 

Domenica 31 marzo nell’Isola di Campalto l’appuntamento inizierà alle 9 a Passo Campalto. Qui saranno disponibili kayak per raggiungere l’isola.

 

L’associazione precisa che “L’identificazione visiva del materiale piaggiato sui lidi, sulle barene lagunari, sulle rive delle isole, conferma che la maggior parte degli involucri rinvenuti riguarda una categoria di rifiuti associabili a merci utilizzate nel settore turistico giornaliero che consuma beni che possono sfuggire alla raccolta sulle pubbliche superfici”.

 

L’associazione “La Salsola” inoltre ratifica la richiesta di una revisione del sistema di lavorazione dei rifiuti sulle superfici pubbliche.

 

Fonte: associazione “La Salsola”

 

 

“Le nuove disposizioni ministeriali sulle manifestazioni all’aperto stanno creando grandissimi problemi ai comuni, alle pro loco e alle associazioni di volontariato. Il rischio concreto è quello di perdere il patrimonio di manifestazioni storico culturali di cui il Veneto è ricco. Un patrimonio che rappresenta la nostra storia, le nostre tradizioni, le nostre radici, i nostri prodotti”. Lo ha messo in evidenza l’assessore regionale alla Protezione civile Gianpaolo Bottacin, intervenendo al seminario sulla gestione dell’esodo nelle manifestazioni all’aperto, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Padova presso l’università.

 

“Mi rendo ben conto che le esigenze in termini di sicurezza sono aumentate – ha detto Bottacin – e non vi è alcun dubbio che la sicurezza vada sempre garantita, sia in termini di safety che in termini di security, anche alla luce degli eventi terroristici che hanno colpito l’Europa negli ultimi anni. Ma è altrettanto vero che non si può usare un cannone per sparare a una mosca. Le circolari ministeriali e le linee guida associate,
oltre a essere, in alcuni punti, palesemente errate dal punto di vista tecnico, molto spesso impongono misure spropositate a cui le nostre associazioni e i nostri comuni non sono in grado di adempiere”.

 

“Occupandomi di sicurezza anche dal punto di vista professionale – ha concluso l’assessore – ritengo che debba esserci sempre proporzione tra il margine di rischio e le misure di contrasto. Altrimenti significa che stiamo sbagliando qualcosa. Sembra quasi che queste linee guida siano state predisposte all’interno dei ministeri in fretta e furia, magari su spinta emotiva conseguente a qualche evento, senza considerare effettivamente la ricaduta concreta. Mi auguro che siano presto riviste, mettendo in equilibrio l’esigenza di sicurezza con gli adempimenti”.

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