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Sono aperti i termini dei bandi del programma regionale di aiuti per gli apicoltori. La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan, ha dato il via al piano per la campagna 2919-2020 che mette a disposizione degli apicoltori, tramite le associazioni apistiche, 365mila euro per contribuire alle iniziative di formazione, aggiornamento e miglioramento produttivo concordate nell’ambito della Consulta regionale per l’apicoltura.

 

Il piano regionale andrà, quindi, a finanziare:

a) assistenza tecnica agli apicoltori e alle organizzazioni di apicoltori;

b) lotta contro gli aggressori e le malattie dell’alveare, in particolare la varroatosi;

d) misure di sostegno ai laboratori di analisi dei prodotti dell’apicoltura al fine di aiutare gli apicoltori a commercializzare e valorizzare i loro prodotti;

e) misure di sostegno del ripopolamento del patrimonio apicolo dell’Unione;

f) iniziative di collaborazione con gli organismi specializzati nella realizzazione dei programmi di ricerca applicata nei settori dell’apicoltura e dei prodotti dell’apicoltura;

h) miglioramento della qualità dei prodotti per una loro maggiore valorizzazione sul mercato.

 

“Sono fondi di provenienza comunitaria e statale – evidenzia l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan – che la Regione mette a disposizione del settore apistico, secondo le linee di del ministero per le politiche agricole. Un aiuto concreto agli apicoltori presenti nel territorio e ad un settore di nicchia che conta in Veneto circa 75mila alveari e una produzione di circa 1.500 tonnellate di miele”.

 

A gestire le domande di contributo e l’erogazione dei fondi è Avepa, l’organismo per i pagamenti in agricoltura. Il bando va a finanziare spese effettuate entro  il 31 luglio 2020.  

“L’Unione Europea ha un regolamento con limiti ben definiti per la presenza di sostanze chimiche, inclusi i prodotti dell’apicoltura. Tra cui la propargite. Perché, invece, l’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie (Izsve) non l’ha considerata?”. È quanto chiede il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni in un’interrogazione riguardante il progetto della Regione Veneto ‘Caratteristiche della cera d’api (fogli cerei) e possibili ricadute sull’allevamento delle api’.

 

“Sui 12 lotti di fogli utilizzati non è stata ricercata la presenza della propargite, il cui limite è fissato dall’Ue in 0,05 milligrammi per chilo. Da un’ulteriore analisi, effettuata dal Crea (Consiglio per la ricerca in apicoltura) su richiesta dell’associazione di apicoltori Apimarca, sul lotto uno è emerso un valore elevatissimo, 0,552 mg/kg, dieci volte superiore al consentito! Avevo sollevato la questione in una precedente interrogazione, lo scorso 11 settembre, e rimasi sconcertato dalla risposta dell’assessore Pan, che dimostrò di non conoscere le leggi oppure di far finta. E non so quale delle due ipotesi sia migliore. Dal 26 giugno 2018 è infatti entrato in vigore il Regolamento Ue 2018/832, direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri, che ha fissato dei nuovi limiti per i residui di sostanze chimiche su determinati prodotti, compresa la propargite”.

 

“Nella relazione conclusiva dell’Izsve del 21 dicembre si evidenzia che i ‘campioni sono stati analizzati per 137 sostanze chimiche appartenenti a classi tossicologiche diverse (erbicidi, insetticidi, acaricidi e fungicidi) (…)’. Manca però l’elenco dettagliato di tali sostanze e si ribadisce l’assenza di una normativa sui ‘limiti riguardanti la presenza di residui di fitofarmaci, antiparassitari o paraffine nella cera utilizzata per la produzione di fogli cerei da nido per apicoltura convenzionale (…)’. Non è così, le cose stanno diversamente e sarebbe auspicabile che la Regione chiedesse alle autorità competenti dei limiti per tutte le sostanze chimiche rilevate. Nel frattempo sono io che interrogo ancora la Giunta: come mai nelle analisi non era contemplata la ricerca della propargite?”.

“Il 29 maggio abbiamo portato all’attenzione del ministro Centinaio l’annosa questione della moria di api che sta avvenendo in diverse parti d’Italia; in seguito a un uso massiccio e scriteriato di pesticidi estremamente dannosi al loro habitat e alla loro vita. Come per esempio il caso del Mesurol in Friuli per cui è stata aperta un’indagine o ancora i neonicotinoidi già banditi in diversi stati membri ma purtroppo ancora utilizzati in Italia”.

Ad affermarlo sono le deputate del gruppo Misto: Sara Cunial e Silvia Benedetti, in risposta alla sottosegretaria Pesce in question time in commissione agricoltura.

“Sebbene vi sia consapevolezza della strategicità del settore e dei gravi danni causati da alcune molecole agli ecosistemi e agli insetti impollinatori; ancora una volta la risposta della sottosegretaria Pesce tende a demandare importanti decisioni all’Unione Europea. Quando la competenza su queste disposizione è nazionale, come indicato nella normativa comunitaria e come altre nazioni, più lungimiranti e attente alla vita e alla salute ci insegnano”.

“È bene ricordare che nelle campagne italiane ci sono milioni di alveari curati da oltre 45.000 apicoltori – continuano le deputate – miliardi di euro derivano dalla sola attività di impollinazione alle coltivazioni; a cui si aggiunge il profitto di 22.000 tonnellate annue di produzione di miele. Un trend in continua crescita che da lavoro a sempre più persone, soprattutto giovani e soprattutto al sud, e che fa dell’Italia un’avanguardia delle pratiche e tecnologie in questo frangente nonché uno dei principali produttori di miele d’eccellenza”.

 

“Ma soprattutto è bene sottolineare che senza api perderemmo gran parte della nostra biodiversità, l’accesso a ingenti tipologie di cibo, la vita stessa è a rischio senza il loro lavoro. Avremmo bisogno di azioni concrete e urgenti per favorire politiche agricole sostenibili e idonee a proteggere questo cruciale settore, purtroppo troppo spesso messo in crisi da pratiche scriteriate e anacronistiche – spiegano le deputate –  Ci chiediamo dove siano i paladini dell’occupazione, dell’innovazione, del Made in Italy e dei nostri prodotti di qualità”.

 

“Ma soprattutto ci chiediamo dove siano tutti coloro che dovrebbero mettere la tutela delle persone e dell’ambiente al primo posto e fare del principio di precauzione il faro della loro azione politica. Confidiamo nella sottosegretaria, che si faccia portavoce tanto in Italia quanto in Europa di ciò che oggi è stato promesso e di ciò che moltissimi apicoltori, agricoltori e cittadini chiedono”.

Regione Veneto e Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie svolgeranno un’attività di osservazione delle caratteristiche dei mangimi utilizzati negli alveari, durante i periodi invernali, per aiutare la sopravvivenza delle colonie. Su indicazione della Consulta regionale per l’apicoltura – che dà rappresentanza a un settore che conta in Veneto oltre 60 mila alveari e una produzione di circa 1.500 tonnellate di miele – i fondi regionali a sostegno del patrimonio apistico regionale, saranno indirizzati a valutare le caratteristiche dei mangimi complementari presenti sul mercato e normalmente utilizzati per la nutrizione delle api alla fine della stagione attiva.

 

È quanto ha deciso la Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore all’agricoltura, in attuazione della legge regionale a sostegno dell’attività apistica.

 

Mangimi e integratori alimentari possono infatti incidere sul benessere della famiglia delle api e sulla qualità del miele e del propoli che le api producono. Obiettivo del progetto è evitare che siano presenti tracce di eventuali sostanze tossiche nei prodotti degli alveari. La Regione contribuirà con 50 mila euro alla realizzazione dello studio sulla nutrizione delle api, sugli alimenti complementari in commercio e sulle loro caratteristiche e sulle possibili ricadute sull’alveare.

 

Il Comune di Marcon informa i propri cittadini che è in partenza il corso di apicoltura “Dentro e fuori l’alveare”.

 

Gli incontri, in tutto cinque, si svolgeranno presso il centro culturale F. De Andrè, sito in Piazza IV Novembre, 2.

 

Alla fine del corso sarà rilasciato l’attestato di partecipazione.

 

Per maggiori info:

346.9441024 (Carlo)

347.7679530 (Gianpaolo)

 

 

 

 

La regione Veneto investe per la salute delle api e degli alveari. Ne dà notizia l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, che ha portato all’approvazione della Giunta il provvedimento che concentra le risorse a bilancio per il settore sul progetto di ricerca messo a punto dal Centro regionale per l’apicoltura, attivo presso l’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

 

“Ho accolto le indicazioni della Consulta regionale per l’apicultura – dichiara l’assessore Pan – che considera la sanità degli alveari il problema cruciale per la tenuta e lo sviluppo del settore. L’importo stanziato dalla Regione per il 2018, pari a 50 mila euro, sarà quindi impegnato per finanziare il progetto di ricerca sulle caratteristiche della cera d’api e sulle possibili ricadute sugli alveari: i produttori ci segnalano la necessità e l’urgenza di prevenire i rischi che derivano dall’impiego o dal riciclo di favi e cere contaminati da pesticidi, agrofarmaci o sostanze adulteranti, che possono mettere a repentaglio la riproduzione degli insetti e la produzione di miele di qualità”.

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