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Riaprono i 39 ecocentri gestiti da Veritas e da Asvo dal prossimo lunedì 20 aprile, secondo gli orari normali previgenti alle chiusure anti COVID-19 e pubblicati nei siti comunali o nel sito delle due società Veritas SpA (www.gruppoveritas.it), che ne gestisce 29, e Asvo SpA (www.asvo.it), che ne gestisce 10. Per gli ecocentri gestiti direttamente da qualche comune, sarà l’Amministrazione locale a fornire tutte le informazioni.

 

“Per evitare assembramenti e rendere sicuri gli ecocentri, l’accesso avverrà solo mediante prenotazione – spiega il direttore generale di Veritas, Andrea Razzini. — Basterà telefonare al numero verde 800.811.333, a partire da giovedì 16 aprile, così da poter facilitare e velocizzare l’accesso e i conferimenti agli ecocentri. Restano sempre vigenti le norme di igiene e di prevenzione che prevedono lavaggio frequente delle mani e loro igienizzazione mediante gel sanitari o uso dei guanti e uso delle mascherine, oltre ad una periodica sanificazione degli ambienti frequentati”.

 

“In questo periodo è sempre rimasta attiva in ogni caso la raccolta rifiuti ingombranti a domicilio – precisa l’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin – ad esempio dal 1° gennaio al 31 marzo per Mestre sono state eseguite 3.068 raccolte, per Venezia 5.293, per il Lido Pellestrina 1.041. Per quanto riguarda il Comune di Venezia, ricordo che ci sono tre ecocentri, uno a Santa Marta – Canale Scomenzera aperto martedì e giovedì dalle 14 alle 18 e sabato dalle 12 alle 18; uno al Lido per Lido e Pellestrina in via Malamocco 18, aperto dal lunedì al sabato dalle 12.30 alle 18, giorni festivi esclusi e chiuso il martedì e uno a Mestre, uno in via Porto di Cavergnago, aperto dal lunedì al sabato dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 13.00 alle 18.00, giorni festivi esclusi ed anche domenica dalle ore 8.00 alle ore 12.00”.

 

Oggi, nel corso di un incontro con gli operatori dell’informazione e a meno di un anno dall’inizio dei lavori, la general manager Daniela Bricola ha annunciato l’apertura al pubblico del nuovo ampliamento di McArthurGlen Designer Outlet Noventa di Piave. Da domani 14 novembre la nuova piazza dell’outlet, che ospita una pavimentazione a scacchiera ispirata alla più nota della città di Marostica, arricchita da nuovi negozi e servizi, sarà aperta al pubblico.

 

Si tratta del quinto intervento di ampliamento dell’unico designer outlet del Veneto – inaugurato nel 2008 – per un totale di ulteriori 3.300 mq e un investimento di 25 milioni di euro. Grazie a questo nuovo intervento l’ingresso all’outlet potrà avvenire quasi in continuità con il tunnel che dà accesso al nuovo parcheggio oltre il cavalcavia. I primi negozi che popoleranno da domani la nuova piazza sono i rinnovati e grandissimi Nike e Adidas store, ognuno di circa 700 mq, oltre all’arrivo del brand di scarpe casual Vans. Entro la primavera sono in calendario altre aperture per un totale di 9 unità di vendita, principalmente di carattere lifestyle-sportswear, tra cui Puma e Rossignol, che caratterizzeranno questa zona come un nuovo polo di attrazione per la clientela più giovane.

 

Nel frattempo, da questa estate hanno aperto nel Centro nuovi marchi tra cui Mr&Mrs, Peserico, marchio di abbigliamento sartoriale made in Veneto e il super trendy MSGM. L’ampliamento porta in dote non solo nuovi negozi, ma anche nuovi servizi per rispondere alle esigenze di una clientela sempre più variegata ed esigente, che per la prima volta troveranno collocazione al piano superiore degli edifici.

 

 

Eventi nel weekend

Sabato 16 novembre, meteo permettendo, la nuova piazza sarà il teatro di una serie di spettacoli aperti al pubblico. Alle 17 è prevista una performance di danza parkour e street dance coreografata dalla coppia di giovani ballerini professionisti Mike e Ricky, al secolo Riccardo Benetazzo e Michael David. Dalla nuova piazza gli street dancer si sposteranno accanto al grande albero di Natale alto 31 metri, che sarà acceso dando il via alla stagione natalizia.

 

Sempre a partire da questo weekend, la nuova facciata di ingresso all’outlet, prospiciente il cavalcavia, ospiterà un intervento di light design di Gaspare di Caro, artista riconosciuto a livello internazionale per le sue opere di luminografia. Di Caro ha concepito il suo intervento come un’opera destinata a trasformarsi nel corso dell’anno, immaginando per il tempo di Natale un trionfo di luci ispirato al fasto e alla preziosità di Venezia.

 

Inoltre, tutti i sabati e le domeniche fino alla fine di dicembre, in un’unità della nuova area, saranno presenti giovani designer che, gratuitamente per i visitatori, potranno personalizzare con decori e ricami gli acquisti effettuati nei negozi del Centro.

 

Nel corso dell’incontro sono stati presentati anche i dati riferiti alla ricerca che Prometeia – una delle principali società di consulenza, sviluppo software e ricerca economica – ha realizzato assieme a Noventa di Piave Designer Outlet, per indicare quanto sia significativo il valore aggiunto che il Centro genera sul territorio in termini economici e occupazionali. Dallo studio è emerso che l’impatto totale (diretto + indiretto + indotto) del Noventa di Piave Designer Outlet sul sistema economico locale è pari a circa 78 milioni di euro l’anno (circa il 3,6% del valore totale dei comuni del Piave). Il dato quasi triplica se inserito nel contesto del sistema economico regionale: 242 milioni di euro l’anno e 2015 unità di lavoro generate.

 

 

Aggiornamento del 15 novembre

Per solidarietà alla città di Venezia, la direzione di McArthurGlen Designer Outlet Noventa di Piave ha deciso di sospendere e rimandare a data da destinarsi tutte le attività di spettacolo previste domani, sabato 16 novembre, per l’inaugurazione della nuova area del Centro che ha aperto al pubblico ieri.

I negozi dell’outlet resteranno aperti regolarmente e le luminarie di Natale saranno accese senza alcuna cerimonia.

Tigotà, insegna padovana leader della cosmetica e della pulizia della casa, apre il primo store di Favaro Veneto. È tra i più grandi della provincia di Venezia: più di 600 metri quadri di prodotti per la cura e l’igiene della persona e la pulizia della casa. Ad inaugurare oggi lo store di Via Altinia 168/T il Presidente della Municipalità di Favaro Veneto Marco Bellato e il Consigliere Gianpietro Trabuio.

 

Il nuovo store vede coinvolti 9 collaboratori di cui 3 neoassunti, età media 25 anni; anche loro fanno parte del grande team Tigotà: più di 4200 persone che tutti i giorni lavorano con passione ed entusiasmo per essere il punto di riferimento di chi ama prendersi cura di sé e della propria casa.

 

Lo store offre un vasto assortimento di prodotti per la cura e la bellezza della persona – tra le categorie più sviluppate profumeria e cosmesi – e per la pulizia della casa. Il negozio sarà aperto dal lunedì al sabato con orario continuato dalle 08.30 alle 20.00 e domenica dalle 9.00 alle 13. 

 

La strategia di sviluppo a Favaro Veneto conferma l’obiettivo del brand padovano: rafforzare la presenza di Tigotà attraverso una diffusione capillare sul territorio.

 

L’assortimento Tigotà è disponibile anche sul sito e-commerce tigota.it dove si può scegliere tra quasi 20.000 referenze e tre modalità di consegna degli acquisti: la consegna direttamente a casa, il ritiro degli acquisti nel punto vendita Tigotà preferito oppure in oltre 4000 edicole convenzionate in tutta Italia, di cui una a Favaro Veneto non distante dal Tigotà, in Via Altinia 123.

 

Tigotà è marchio di eccellenza di Gottardo S.p.A., azienda leader del comparto beauty e home care con sede a Padova. Con l’apertura di Favaro Veneto, il brand padovano arriva a contare 576 filiali diffuse su gran parte del territorio italiano.

il centro commerciale Valecenter di Marcon, a pochi chilometri da Venezia, conferma la sua volontà di rappresentare per la comunità veneta non solo un centro per lo shopping, ma un vero e proprio luogo di incontro. Con oltre 65.000 mq, suddivisi su due piani, Valecenter offre ai propri clienti e visitatori un’esperienza di acquisto diversificata e sempre aggiornata, grazie alla presenza dei principali brand del retail e di molteplici servizi.

 

Nel centro commerciale, oltre ai punti vendita dei migliori marchi di moda e abbigliamento, di elettronica, per il
tempo libero e il food, sono presenti aree relax, aree giochi per bambini, aree business e uffici: superfici,
queste ultime, che rendono Valecenter un vero e proprio centro polifunzionale.

 

Ammodernamento, riposizionamento dell’offerta commerciale e attenzione alla sostenibilità sono i
pilastri del costante work in progress del centro commerciale. Negli ultimi anni infatti sono stati numerosi i
miglioramenti apportati da Multi Italy, società che gestisce il centro: dal restyling e ampliamento dei famosi
marchi del Gruppo Inditex – Zara, Oysho, Stradivarius, Pull&Bear e Bershka – all’ingresso della catena di
elettronica Unieuro, al progetto di relamping che ha interessato l’intero sistema di illuminazione del centro
commerciale – generando un’importante riduzione dei consumi (kwh).

 

Altri lavori di ristrutturazione hanno interessato inoltre il Multisala, con l’apertura di UCI Luxe, e il recente acquisto di 7mila mq dell’ipermercato Carrefour che, con l’obiettivo di rispondere tempestivamente ai nuovi trend di mercato, ospiteranno nuovi flagship store di importanti catene retail.

 

Luca Maganuco, Amministratore Delegato di Multi Italy Srl, a proposito dei progetti realizzati e in programma
afferma: “La nostra vision è che il centro commerciale debba diventare un luogo fisico di aggregazione, che sia l’hub del suo bacino primario di riferimento. Per questo abbiamo lavorato sull’immobile rendendolo più gradevole, accogliente ed efficiente; sul merchandising mix, sia migliorando i marchi presenti, che riposizionando l’offerta commerciale e incrementando i servizi alla persona; ed infine sul marketing, per rafforzare il legame con il territorio e trasformare gli utenti del centro da semplici clienti a frequentatori fedeli che vivono Valecenter come la loro community off-line”.

 

Dunque, un continuo cambiamento quello in atto nel centro commerciale Valecenter che, grazie alla strategia
della sua società di gestione, intende rappresentare per tutti i suoi clienti uno spazio di aggregazione e un
punto di riferimento per il settore retail.

La Galleria Massimodeluca entra a fare parte del settore cultura, creatività dell’area retail di M9 con una proposta di progetti innovativi e coerenti con gli obiettivi del distretto.

 

M9 conferma in questo modo il carattere di luogo della contaminazione tra arte contemporanea, multimedialità e tecnologie, di riferimento delle avanguardie e delle innovazioni con particolare attenzione ai creativi e diventa una piattaforma di opportunità per i giovani talentuosi, come la galleria lo è per i giovani artisti emergenti.

 

 L’edificio con la grande vetrata sulla Corte dell’Albero ospiterà la Galleria Massimodeluca, che inaugurerà l’attività espositiva il 2 dicembre con la mostra personale di Filippo Berta e la sua performance site specific “Sulla retta via”.

 

Aperta a Mestre nel 2012 dai collezionisti Marina Bastianello e Massimo De Luca per una questione affettiva e per la volontà di investire in una città che è incubatore culturale dalle forti potenzialità dal momento che la differenza la fanno i contenuti e non il luogo. La caratteristica della Galleria è quella di rappresentare quasi esclusivamente artisti nati (anagraficamente) negli anni Ottanta seguendoli nel loro percorso di crescita professionale per costruire un laboratorio culturale per talenti emergenti e diventare un punto di riferimento anche per i curatori più attenti ai giovani talenti. In questi anni la Galleria ha lavorato con Istituzioni e Musei tra cui il Museo Ettore Fico di Torino, il Museo Mart di Rovereto, il Museo Luigi Pecci di Prato, il Museo MACC di Calasetta, il Museo MAGA di Gallarate, il Museo Villa Croce di Santa Croce e le OGR Officine Grandi Riparazioni di Torino. Inoltre partecipa a fiere di arte contemporanea nazionali e internazionali.

 

M9 è il più grande Museo multimediale del ’900, inserito in un innovativo distretto di rigenerazione urbana al centro della città di Mestre.

 

L’architettura di M9 è stata progettata dallo studio berlinese Sauerbruch Hutton e presentata alle Corderie dell’Arsenale nella mostra FREESPACE, a cura di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, per la 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (26 maggio – 25 novembre 2018).

 

M9 pone accanto al Museo multimediale del ’900 l’innovazione culturale e tecnologica, il retail, l’intrattenimento e i servizi. Sarà inaugurato il 1° dicembre 2018 ed è il progetto più importante della Fondazione di Venezia, che ha investito 110 milioni di euro per contribuire al rilancio e allo sviluppo della terraferma veneziana.

 

Il Museo multimediale del ’900 si sviluppa su due dei tre piani dell’edificio principale. La narrazione è interamente multimediale – i materiali digitali provengono da 117 archivi, le installazioni multimediali e interattive sono 60, i contenuti sono curati da 47 tra storici, sociologi, architetti, scrittori – e suddivisa in 8 sezioni:Demografia e strutture sociali; Consumi, costumi e stili di vita; Scienza, tecnologia e innovazione; Economia, lavoro, produzione, benessere; Paesaggi e insediamenti urbani; Lo Stato, le istituzioni, la politica; Educazione, informazione formazione; Che cosa ci fa sentire italiani.

 

Ispirato a esperienze internazionali di rigenerazione urbana, M9 propone un format innovativo nel quale cultura multimediale, architettura sostenibile, tecnologia, servizi per i cittadini e forme innovative di commercio viaggiano sullo stesso binario per generare occupazione, crescita e benessere per la collettività.

 

Realizzazione e sviluppo di M9 sono stati affidati a Polymnia Venezia, società strumentale della Fondazione di Venezia.

 

È un padiglione ‘ideologico’ quello del Guatemala alla 16. Biennale di Venezia Architettura, a cura di Stefania Pieralice e Daniele Radini Tedeschi, diretto dal Ministro della Cultura José Luis Chea Urruela, intitolato ‘Stigma’ ed ospitato nel piano nobile dello storico Palazzo Albrizzi Capello situato nel sestiere Cannaregio di Venezia.

 

L’approccio dell’esposizione è finalizzato, secondo i suoi realizzatori, all’affermazione di un’edilizia di stampo sociale, non sottomessa a un interesse economico globale e lontana da una logica capitalista e funzionalista.

 

I curatori hanno selezionato plastici e modellini celebrativi di un’edilizia popolare, ispirata alla fratellanza e ad una ideologia sociale diffusa.

 

L’esposizione si costruisce sui due filoni principali fondanti l’ideologia socialista: edilizia come condensatore sociale; architettura utopica.

 

Il condensatore sociale, rappresentato in mostra dalle nove torri di Ur Project (Aleman-Cohen-Paredes-Pemueller) è un concetto spaziale in cui la comunità inserita in un preciso oggetto architettonico condiziona il proprio comportamento collettivo: il popolo può nuovamente tornare a “condividere” evitando l’individualismo tipico della vita capitalista occidentale. 

 

Le nove torri infatti sono metaforicamente tutte uguali, stessa altezza e stessa forma; hanno solo una finestra per ogni lato esterno, mentre la torre centrale, simboleggiante l’ideologia, si presenta austera con i suoi muri ciechi, senza compromessi, aperture o contaminazioni.

 

L’altro filone è quello delle costruzioni utopiche: si tratta di monumenti celebrativi di questa ideologia comune, nella pratica irrealizzabili ma dalle forme estetiche progressiste e d’avanguardia.

 

Stigma‘ è anche il segno umano di tale visione, impresso oltre che sulle costruzioni anche sull’uomo e sulle ossature/pilastri del corpo che divengono”edifici esistenzialisti”. Un padiglione quindi che sottolinea il rapporto tra società e spazio in cui gran parte dei modellini architettonici esposti ricordano, se pensati su larga scala, precedenti storici internazionali quali il Karl Marx Hof di Vienna, la residenza Narkomfin di Mosca e Corviale di Roma, sino agli Spomenik dell’ex-Jugoslavia.

 

Gli espositori invitati sono Regina Dávila, Adriana P.Meyer, Marco Manzo, Studio Doumus, Elsie Wunderlich e Ur Project, collettivo quest’ultimo formato da Ana Aleman, Aldo Basili, Carlo Caldara & Federica Kluzer, Victor J.Cohen, Tina Marzo, Axel Paredes, Guillermo Pemueller, Lucia Tomasi.

 

 

Titolo: Stigma

Commissario: José Luis Chea Urruela, Ministro della Cultura del Guatemala

Curatori: Stefania Pieralice, Daniele Radini Tedeschi

Partecipanti: Regina Dávila, Marco Manzo, Adriana Padilla Meyer, Studio Domus, UR Project (Ana Alemán, Aldo Basili, Victor Cohen, Tina Marzo, Axel Paredes, Guillermo Pemueller, Lucia Tomasi, Carlo Caldara&Federica Kluzer) Elsie Wunderlich

Sede: Palazzo Albrizzi-Capello, Cannaregio 4118, Venezia 30121

Ingresso libero tutti i giorni, eccetto il lunedì, dalle 10.00 alle 18.00

Web: www.biennaleguatemala.com

 

 

       

 

       

 

       

 

         

 

         

 

       

Si è aperto ieri, alla 16.Biennale di Venezia-Architettura, il Padiglione Nazionale Guatemala inaugurato dal noto critico d’arte Daniele Radini Tedeschi, curatore dello stesso. L’architettura rappresenta qui l’ultimo baluardo di una ideologia “sociale”.

 

 

Venezia. Giorni intensi per l’attesissima edizione della 16esima Biennale di Venezia-Architettura, tra le più antiche, importanti e prestigiose rassegne internazionali d’arte e di architettura nel mondo. In questa edizione, la sedicesima, per la prima volta ben sei Stati faranno il loro ingresso alla manifestazione tra cui la Nazione del Guatemala diretta dal Ministro della Cultura del Paese, José Luis Chea Urruela e curata dal romano Daniele Radini Tedeschi e Stefania Pieralice.

 

 

Il Padiglione Nazionale sito in Cannaregio 4118 a Venezia, all’interno dello storico palazzo nobiliare Albrizzi-Capello ha aperto le sue porte. Il noto curatore Daniele Radini Tedeschi, già direttore di diverse edizioni della Biennale di Venezia Arte sempre per lo Stato latino americano, afferma come “l’indirizzo curatoriale che diversifica il Padiglione Guatemala rispetto alle altre manifestazioni della Biennale 2018 è l’affermazione di una edilizia atta a celebrare primariamente l‘ ideologia e non soltanto l’uomo. Dunque un’architettura di stampo sociale frutto di un amalgama tra razze diverse indifferente a un interesse economico globale”.

 

 

Se quindi “Freespace”, mostra centrale di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, nasce con il preciso obiettivo di attuare un’architettura dal volto umano, gli edifici in mostra nel Padiglione Guatemala sono stati concepiti  dai progettisti come monumenti dedicati a una grande utopia: tutti i progetti, i modellini, e i plastici sono rivolti all’edificazione di una immagine di popolo, di fratellanza, di vita sociale e modellati attraverso uno stile austero, talvolta futuristico, comunque monumentale (già dalle piccole dimensioni dei modellini si concepisce la grandiosità necessaria a questo tipo di architettura che si accosta agli Spomenik dell’ex Jugoslavia).

 

 

Il Guatemala si presenta dunque come seconda via, ovvero quella dei “paesi non allineati” rispetto a una deriva globalizzata, rispetto alle mode, agli stili di successo, al capitalismo.

I progettisti guatemaltechi presentano in Biennale il volto rigoroso dell’ideologia e il suo progresso sociale, laddove le strutture non sono improntate sul funzionalismo, talvolta risultano anche inedificabili – si pensi alla Torre spirale di Studio Domus che fluttua in un campo magnetico- bensì simboleggiano le masse del popolo finalmente unite dopo la Babele del postmoderno e la decadenza dell’Occidente.

 

 

In un clima da Guerra Fredda che domina l’intero padiglione, un modo alternativo per pensare a una architettura del futuro è fornito dall’opera del collettivo Ur Project (Caldara&Kluzer), intitolata «Architettura Virtuale. Real word» che riproduce su pannelli dibond un grande planisfero attraversato da fibre ottiche luminose raffiguranti le connessioni internet o intranet (compresi instagram, facebook, e social network) tra i diversi paesi del mondo. Ovviamente sono presenti le connessioni tra Città del Guatemala e Gerusalemme; Washington e Corea del Nord, Cuba e Stati Uniti, solo per citarne alcune. Un’architettura fondata sulla struttura della rete e attivata dalla conseguente risposta dell’umanità, al passo con i tempi e aperta sì al confronto socio economico globalizzato ma non per questo imprigionata nelle sue trame (da notarsi il colore sempre più nero e opaco del planisfero, quasi a simboleggiare un suo disfacimento). Tra gli altri espositori del Padiglione Nazionale Guatemala ricordiamo: Regina Dávila, Adriana P.Meyer, Marco Manzo, Studio Doumus, Elsie Wunderlich e il collettivo di architetti Ur Project.

 

 

Informazioni:

Sede: Palazzo Albrizzi Capello, Cannaregio 4118 Venezia

Orari: apertura al pubblico con ingresso libero tutti i giorni, dalle 10 alle 18, eccetto il lunedì (dal 25 maggio al 26 novembre)

Tel: 041 241 0491

Mail: [email protected]

Web: www.biennaleguatemala.com             

Dopo il recente trasferimento voluto da Donald Trump dell’ambasciata americana a Gerusalemme, fatto che ha generato scontri e rappresaglie con 58 morti e 2000 feriti, oggi il Presidente del Guatemala Jimmie Morales è atterrato in Israele per inaugurare anch’egli l’ambasciata del proprio Paese accanto a quella degli U.S.A., entrambe traslocate da Tel Aviv. Il paese centro americano è il secondo dopo gli Stati Uniti a prendere questa delicatissima decisione in un momento di stallo degli equilibri internazionali.

 

Anche a seguito di queste mosse sulla scacchiera politica mondiale è molto attesa la partecipazione del Guatemala alla 16esima mostra di Architettura della Biennale di Venezia, che aprirà il 25 maggio.
Tra pochi giorni, per l’occasione, in Italia arriverà il ministro della Cultura del Guatemala, Josè Louis Chea Urruela, commissario del Padiglione Nazionale curato da Stefania Pieralice, Daniele Radini Tedeschi, Elsie Wunderlich.

 

La mostra dal titolo “Stigma”, ospitata a Palazzo Albrizzi Capello in Cannaregio (Venezia), oltre ad accogliere i diversi progetti degli architetti guatemaltechi punta i riflettori sull’opera estremamente attuale dei progettisti Caldara&Kluzer, membri del collettivo partecipante Ur Project. L’opera, intitolata “Architettura Virtuale. Real word”, riflette su pannelli dibond un grande planisfero attraversato da fibre ottiche luminose raffiguranti le connessioni internet (instagram, facebook, e social network) tra diversi paesi del mondo. Ovviamente la connessione tra Città del Guatemala e Gerusalemme assume in questo momento un significato politico ben definito, una presa di posizione netta di uno Stato in costante volontà di affermazione che conferma sempre più le eccellenti relazioni tra Morales e Benjamin Netanyahu.

 

 

In Guatemala esistono infatti diversi gruppi pro-Israele su Facebook quali Unidos pro Israele con 662.918 follower o Reporte Honesto che ne conta 205.000. Questo legame deriva anche dagli investimenti israeliti che hanno contribuito a fortificare l’esercito guatemalteco oltre all’aiuto fornito da Israele durante le più recenti catastrofi ambientali che hanno colpito il paese centro americano. Inoltre la connessione Guatemala Gerusalemme affonda le sue radici nella storia, poiché lo stato latino era stato il secondo, sempre dopo gli U.S.A., a riconoscere la sovranità dello Stato di Israele nel lontano 14 maggio 1948.

 

L’opera di Caldara&Kluzer configura quindi un’architettura alternativa, fondata sulla struttura della rete e attivata dalla conseguente risposta dell’umanità, al passo con in tempi e aperta al confronto socio economico globalizzato.
Gli espositori invitati nel Padiglione Nazionale Guatemala sono: Regina Dávila, Adriana P.Meyer, Marco Manzo, Studio Doumus, Elsie Wunderlich e Ur Project (Ana Aleman, Aldo Basili, Carlo Caldara & Federica Kluzer, Victor J.Cohen, Carlo Marraffa, Tina Marzo, Axel Paredes, Guillermo Pemueller, Lucia Tomasi).

 

L’ingresso alla mostra sarà gratuito dal 26 maggio al 25 novembre 2018.

Si è svolta ieri sera l’inaugurazione del nuovo showroom firmato DS. Un concept che incarna i valori del marchio: design e tecnologia d’avanguardia, raffinatezza e cura poliedrica del dettaglio.

 

L’apertura al pubblico, prevista per oggi, proseguirà nei prossimi giorni con la possibilità per il pubblico di guidare in anteprima la nuovissima DS 7 CROSSBACK.
“Il Veneto è una regione i cui abitanti hanno una connaturata sensibilità verso tutto ciò che è stile, design e moda – commenta Francesco Calcara, DS Brand Director -, e che quindi ritengo apprezzeranno questa avanguardistica concezione di showroom: non più una concessionaria o un punto vendita bensì un luogo deputato all’incontro con il più recente stile DS, marchio che da sempre – si pensi soltanto alla DS storica del 1955 – ha cambiato i codici dell’industria e del design nel settore auto”.

 

Ed è proprio la sensibilità all’avanguardia nello stile e nella tecnologia che ha indotto l’azienda Portomotori, da oltre 50 anni sul territorio, a volere, credere e a investire in questo progetto, che è tra i primi a essere concluso e inaugurato.

 

“Il DS Store è per concezione un luogo aperto a tutti – spiega Andrea Zuin, Ceo di Portomotori e DS Store Portogruaro – un ambiente dove l’ospite o il visitatore potranno concretamente respirare l’essenza di un marchio nel significato più ampio: l’avanguardia stilistica e progettuale, la tecnologia più innovativa e il generale stimolo a immaginare costantemente il futuro dell’auto”.

 

Lo style concept del DS Store si ispira alla perfezione poliedrica, proprio come quella della piramide di vetro nella piazza del Louvre, con il quale DS Automobiles ha stretto una partnership e si declina attraverso l’eccellenza sensoriale tradotta nei “cinque sensi”.

 

L’attesa DS 7 CROSSBACK è un’eccellenza in termini di stile, design e innovazione tecnologica, oltre che di performance e sensazioni di guida. E attraverso il DS Virtual Vision, ospiti e visitatori potranno provare l’emozione di vivere un’esperienza sensoriale in 3D, grazie a un’immersione in una realtà virtuale, configurando il SUV firmato DS, con un grado di realismo che va oltre ogni aspettativa.
Ispirato al meglio delle grandi maison di lusso d’oltralpe, il DS Store incarna il savoir-faire alla francese nel mondo dell’automotive attraverso i propri valori quali, l’avanguardia nel design, tecnologia avanzata, comfort dinamico, raffinatezza e cura nei dettagli.

 

Di origini parigine, nato nel 2014, il Marchio DS conserva i valori di innovazione ed eccellenza ereditati dalla DS del 1955. Tutto questo è sintetizzato nell’espressione spirit of avant-garde, firma istituzionale del Marchio DS.

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