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“A nome di tutti i veneti faccio un plauso per l’esito di questa operazione, che ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di stupefacenti destinato, purtroppo, al nostro territorio. Questo arresto restituisce alla giustizia gente senza scrupoli che opera ai danni delle nostre comunità le quali, invece, chiedono di vivere nella legalità e nella sicurezza”.
Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, esprime la soddisfazione per l’intervento condotto dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Donà di Piave, conclusosi con l’arresto di un cittadino albanese che custodiva nella sua residenza un ingente quantitativo di droga, una bilancia di precisione ed un telefono cellulare.

 

“Questo brillante blitz, condotto dalle nostre Forze dell’ordine, è l’ennesima conferma che nel Veneto non c’è spazio per questa gente e non abbasseremo mai la guardia – conclude Zaia -. L’attività dell’Arma e di tutte le Forze dell’ordine che operano sul territorio, presidio irrinunciabile di legalità e convivenza civile, è fondamentale per mantenere l’attenzione focalizzata sulla repressione dello smercio di sostanze stupefacenti, che in questo caso avrebbe fruttato circa 150mila euro, e accrescere la sicurezza dei cittadini veneti, soprattutto di quelli più giovani ”.

Ennesimo arresto per spaccio di sostanze stupefacenti da parte del Nucleo operativo della Polizia locale. Il blitz è scattato verso le 22.30 di sabato a due passi da piazza Ferretto a Mestre; a finire nella rete degli agenti è stato un sedicente cittadino marocchino irregolare sul territorio nazionale. Si tratta di B.A., 31enne gravato di precedenti specifici contestati tra il 2017 e il 2018.

 

L’operazione

Gli operatori, guidati dal commissario capo Gianni Franzoi, erano da qualche giorno sulle tracce del sospetto dopo averlo notato più volte, assieme a dei complici connazionali, all’interno di un bar di via Manin. Venerdì sera, infatti, uno dei connazionali con cui il 31enne si accompagnava frequentemente, era stato denunciato a piede libero per detenzione di droga ai fini di spaccio dopo essere stato sorpreso a nascondere della cocaina dietro lo specchio del gabinetto del pubblico esercizio. In questo caso la Polizia locale era intervenuta con l’unità cinofila e aveva individuato lo stupefacente grazie al fiuto di Hadesz.

 

Ieri sera gli agenti del Nucleo investigativo sono tornati nello stato bar con una pattuglia in borghese del Servizio sicurezza Urbana e hanno individuato il 31enne marocchino durante i suoi spostamenti tra il locale e un altro esercizio pubblico di via Torre Belfredo. Verso le 22.30 è stata notata un’auto con due giovani a bordo fermarsi vicino al bar di via Manin; uno degli occupanti è sceso ed è entrato confondendosi tra gli altri avventori, evidentemente alla ricerca del pusher.

 

La cattura

Una volta ripartita l’auto, è stata pedinata fino al bar di via Torre Belfredo, dove è effettivamente avvenuto lo scambio di denaro e cocaina. A quel punto gli agenti e altre pattuglie hanno fatto scattare il blitz arrestando il cittadino marocchino; nella perquisizione sono stati trovati 1500 euro in contanti e 11 ovuli di cocaina pronti per essere venduti nascosti in un pacchetto di sigarette.

 

Il 31enne al termine degli accertamenti è finito in manette con l’accusa di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio; l’arrestato è stato trasferito nella camera di sicurezza del Comando di Polizia locale in attesa del processo. All’acquirente, un 22enne moldavo, è stata invece subito ritirata la patente di guida.

“Avanti con la pulizia nelle nostre città dove non vogliamo ci sia più spazio per mercanti di morte e delinquenti. Ringrazio, anche a nome di tutte le persone per bene, la Squadra Mobile di Belluno per la brillante operazione che ha portato all’arresto di un gruppo di spacciatori stranieri che ora ci auguriamo solo vengano rispediti al loro paese in fretta”.

 

Così il Presidente della Regione esprime il suo apprezzamento alla Polizia di Stato del capoluogo dolomitico; dopo che questa ha individuato e arrestato un gruppo di stranieri incensurati, senegalesi e gambiani, richiedenti asilo. Gli spacciatori erano, tra l’altro, ospiti in strutture di accoglienza della provincia che avevano instaurato un giro di spaccio nel parco di Lambioi.

 

“Ecco cosa produce una immigrazione irregolare, grazie al buonismo peloso dei governi che ci hanno preceduto – aggiunge il Governatore -. Ancora una volta ripeto che il Veneto non è una terra di conquista per chi pensa di venire qui a violare la legge e vivere di reati. Questo gruppo di malviventi, inoltre, appare ancora più detestabile perché dietro alla facciata di necessità umanitaria mascherava un mercato mortale per i nostri ragazzi in un parco che è un’oasi frequentata da giovani, famiglie, mamme con bambini”.

 

“Non è più possibile tollerare situazioni del genere – conclude il Presidente -. Forse c’è qualcuno che ancora è incline a giustificazioni in nome di una malintesa attenzione umanitaria. Io insisto nella pretesa che gli spazi delle nostre città devono tornare a disposizione delle persone per bene e basta”.

Prosegue in modo intenso e articolato l’azione di contrasto da parte della Polizia Locale agli spacciatori che verso sera si sono riaffacciati in via Piave. Nei giorni scorsi il Servizio Sicurezza urbana ha organizzato un pattugliamento rinforzato della zona, circoscrivendo l’arteria cittadina con tre radiomobili nelle ore serali. Un assetto operativo che continuerà a tempo indeterminato, finché lo si riterrà opportuno.

 

L’operazione

 

“Le attività identificative delle pattuglie stanno dimostrando che i pusher presenti ora in via Piave sono in possesso di permessi di soggiorno per motivi umanitari o sono ricorrenti avverso a provvedimenti di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno – spiega il commissario capo Gianni Franzoi, responsabile del Servizio di Sicurezza urbana – Si tratta di quasi tutti cittadini nigeriani, molti dei quali in arrivo in treno da Padova”.

 

 

“Con il nuovo Regolamento di Polizia urbana sia clienti che pusher, oltre alle sanzioni penali e amministrative previste dal Testo Unico sulle sostanze stupefacenti, saranno anche assoggettati a severa sanzione pecuniaria questo in quanto si rende necessario agire anche sul contrasto della domanda, oltre che a quello dell’offerta di sostanze”. Queste le parole del commissario capo Franzoi.

 

Lo spacciatore

 

Oltre alle attività delle radiomobili, sta agendo in zona anche il Nucleo operativo del Servizio Sicurezza urbana, con operatori in abiti civili. Dopo aver sequestrato eroina, marijuana e hashish, il Nucleo ha arrestato in flagranza un cittadino nigeriano di 24 anni, giunto in Italia a Lampedusa nel 2013, che aveva ceduto alcune dosi di cocaina ad un venticinquenne mestrino e ad un siciliano di 24 anni; il primo era arrivato in zona a piedi, il secondo a bordo di un’auto.

 

 

Il pusher era già stato denunciato per spaccio anche in Lussemburgo, il 4 marzo scorso era stato segnalato sempre per compravendita di droga a Mestre. Nel frattempo il sospetto era transitato anche per Foggia e Novara.

 

 

Dopo aver trascorso la notte nella cella di sicurezza del Corpo, questa mattina il 24enne sarà presentato al cospetto del giudice.

 

 

Al seguente link è disponibile un video dell’operazione: https://youtu.be/HygEn9ptpqg

Continuano con grande intensità da parte della Polizia locale di Venezia le attività di contrasto allo spaccio di strada di sostanze stupefacenti. Ieri pomeriggio, dalle 16.30 alle 17.30, il Nucleo Operativo del Servizio Sicurezza urbana, supportato dall’unità cinofila antidroga e dai militari del Reggimento lagunari “Serenissima”, ha eseguito un servizio mirato di rastrellamento a griglia dell’area verde alla fine di via Buozzi, una laterale di via San Donà, a circa mezzo chilometro di distanza in linea d’aria dall’area di spaccio del parco Albanese.

 

Dopo i 9 chilogrammi sequestrati nell’area cani del parco Albanese e i 2 chilogrammi sequestrati in un’area verde di via Vespucci, è stato individuato nell’area setacciata un terzo magazzino usato dagli spacciatori per nascondere la droga: nascosti in due buche scavate nel terreno, gli operatori della Municipale e i Lagunari hanno trovato circa quattro chilogrammi di marijuana, destinati allo spaccio al parco Albanese e dintorni, per un controvalore al dettaglio di circa 40mila euro. Lo stupefacente era suddiviso in sedici sacchi di plastica nera da immondizie, ciascun dei quali conteneva cinque involucri da mezzo etto.

 

Da tempo infatti – sottolinea la Polizia locale – gli spacciatori africani del parco Albanese hanno modificato le loro modalità operative, allontanando dal parco sia i magazzini primari (oltre i due chilogrammi – oltre 40 involucri da 50 gr ciascuno), che i magazzini secondari (da mezzo chilogrammo fino a un chilogrammo e 750 grammi – da 5 fino 39 involucri), lasciando all’interno del parco solo i magazzini terziari (involucro da mezzo etto) per le necessità di smercio quotidiano, e il “pronto smercio”, ovvero confezioni di marijuana da uno a cinque grammi. I ritrovamenti di sostanze stupefacenti negli ultimi mesi sono avvenuti sempre più spesso entro un raggio di un chilometro dal parco Albanese, dalle vie Casona, Grassi, Bissagola, Baglioni, Dandolo, fino alle rive del canale Osellino. Gli operatori di Polizia Locale e i militari del Reggimento “Serenissima” in perlustrazione annotano ogni presenza fuori contesto dei pushers all’interno del quartiere Carpenedo-Bissuola; i dati vengono quindi esaminati dal Nucleo Operativo e, quando si arriva a 3 segnalazioni, viene predisposto l’intervento dell’unità cinofila.

 

Sono in corso le investigazioni per assicurare alla giustizia i soggetti che avevano la materiale disponibilità dello stupefacente sequestrato; investigazioni che hanno avuto esito positivo sia per il chilogrammo e mezzo di eroina sequestrato l’anno scorso in località quattro cantoni a Mestre, sia per i nove chilogrammi di marijuana sequestrati al parco Albanese sempre l’anno scorso.

 

Salgono così a 12 i chilogrammi di sostanze stupefacenti sequestrati dal Servizio Sicurezza urbana della Polizia Locale nei primi sette mesi dell’anno; nello stesso periodo sono sono stati una trentina gli spacciatori colti in flagranza di spaccio ed assicurati alla giustizia e 148 i sequestri di sostanze stupefacenti di vario tipo.

 

Sul fronte delle attività di prevenzione dello spaccio di strada e del degrado sono pienamente operativi tre programmi di sicurezza urbana: l’operazione Rione Sicuro, che prevede, mattina, pomeriggio e sera, pattugliamenti a piedi dell’intero Rione Piave, esteso fino alle vie Carducci, Querini, Cappuccina e Fogazzaro, e i programmi di rigenerazione urbana “Oculus” e “Oculus Plus”, con la continua ispezione e messa in sicurezza di tutti i siti in stato di abbandono che possono costituire base logistica per pushers e sbandati.

 

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