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Si è conclusa oggi, alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico 2020/2021, la distribuzione porta a porta, ad opera della Protezione Civile comunale, delle mascherine a tutti gli alunni iscritti all’istituto “L. Luzzatti” di Cimadolmo.

 

Durante l’estate, infatti, l’Amministrazione Comunale – in collaborazione con alcune Aziende del territorio – si è impegnata nella promozione di una bellissima iniziativa, quale segno di ripartenza scolastica in sicurezza.

 

Grazie al generoso contributo di CDM, La Tiesse, Acqua Design, Europiave e Lavanderia Piave, ogni alunno di età compresa fra i 6 e i 14 anni iscritto all’istituto ha così ricevuto in dono n. 3 mascherine protettive in tessuto colorato, lavabili e riutilizzabili, a tutela della propria (e altrui) salute, realizzate dalla Jetros di Maserada sul Piave.

 

La consegna porta a porta delle mascherine è stata accompagnata dalla lettera a firma del sindaco, Giovanni Ministeri, che ha concluso il suo messaggio rivolgendo a studenti, docenti, dirigente e personale scolastico i suoi più sinceri auguri di buon lavoro.

 

Il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani, in occasione dell’avvio dell’anno scolastico 2019/2020, intende celebrare la Giornata internazionale della democrazia, che ricorre il 15 settembre, a ridosso dell’apertura delle scuole in molte regioni italiane. 

 

La Giornata è stata proclamata l’8 novembre 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il concetto di democrazia, oltre a trovare riscontro nella DUDU all’art. 21, è alla base della Costituzione italiana, che ne sviluppa in modo efficace la forma diretta e indiretta. 

 

La democrazia è la forma più alta di gestione politica ed è inutile ribadire in una simile sede quanti secoli di trasformazione, scontri, contributi da parte di personalità eminenti abbiano concorso a renderla realmente operante; è un “valore” tanto prezioso, quanto fragile. Essa è un privilegio, frutto delle conquiste dei nostri predecessori, che dobbiamo trasmettere alle generazioni future.  

 

Il pensiero democratico, o meglio la capacità di pensare in modo democratico, si acquisisce più facilmente da giovani e nel luogo deputato all’apprendimento: la scuola

 

Pertanto si può affermare serenamente che il cuore della democrazia pulsa in tutte le aule scolastiche del mondo. Imparare a confrontarsi, rispettare le norme, riconoscere l’importanza delle stesse, apprendere, studiare, socializzare, condividere spazi, mezzi, opinioni…. tutto questo è profondamente democratico e costituisce l’essenza stessa della scuola. È emozionante pensare che la giornata in questione e l’inizio dell’anno scolastico quasi coincidano in Italia; ne accentua il collegamento intrinseco. Anche per tale motivo la scuola non dovrebbe rappresentare una sorta di laboratorio “per apprendisti stregoni”, sulla quale improvvisare esperimenti cervellotici, bensì diventare il cardine di tutta un’azione politica autenticamente incentrata sul progresso e sulla crescita civile dei cittadini.

 

A tal proposito, molte sono le aspettative in merito all’organizzazione del MIUR e all’individuazione del futuro Ministro. Auspichiamo che venga al più presto istituita una cabina di regia, atta ad accogliere i suggerimenti provenienti “dal basso”, vale a dire da parte di tutti gli educatori e associazioni interessati. 

 

Il Coordinamento propone inoltre l’elaborazione di una piattaforma digitale mediante la quale ogni docente in servizio si possa esprimere in merito ai provvedimenti relativi al proprio settore oppure indicare strategie e soluzioni didatticamente funzionali o di carattere organizzativo.  

 

L’unico modo di risolvere i problemi è di conoscerli, di sapere che ci sono. Il semplicismo li cancella e così li aggrava.

(Giovanni Sartori)

Chiara Di Giusto, Responsabile del Dipartimento Istruzione e Formazione del Veneto di F.I., ha spiegato al nostro giornale le finalità del testo unico del disegno di legge “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica” approvato in Senato il 1° agosto.

 

“Questa è una legge trasversale – ricorda la Di Giusto – ed è il risultato di più proposte di legge e prevede l’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica a partire dalle primarie. Questa è una legge che ha origini molto antiche, ma oggi era forte l’esigenza di un assetto definitivo che reinterpretasse il concetto di educazione civica.”

 

“L’aspetto importante è che nell’art.5 della legge, voluto fortemente da F.I., per la prima volta si parla di educazione alla cittadinanza digitale e si concretizza il concetto di Internet e dei Social. Questo aspetto è importantissimo perché anche se i nati dal 2000 ad oggi sono definiti nativi digitali, cioè predisposti a tutto ciò che è digitale, non vuol dire che conoscano il digitale.”

 

“Forza Italia – prosegue la Di Giusto – ha voluto questo articolo perché il mondo del web è parte della nostra vita quotidiana e nella convinzione che più democrazia vuol dire anche che la scuola si deve fare carico di trasmettere tutto ciò che è digitale. È ovvio quindi che l’offerta formativa deve comprendere questo tipo di insegnamento a partire dalle primarie e iniziando dall’abc. Si deve insegnare ai giovani come vagliare e conoscere tutte le fonti del web distinguendo quello che è vero e quello no, quindi criticamente.”

 

“Far capire quali sono gli strumenti digitali più adeguati alla nostra crescita futura. Purtroppo l’uso del digitale comporta una responsabilità personale e il sapersi difendere dal cyberbullismo. Insegnare a sapersi garantire e tutelare ponendo attenzione a tutti i fenomeni digitali.”

 

 

“Tutto questo a costo zero per la scuola. Si devono individuare insegnati che si occupino di questo insegnamento senza aumentare il loro monte ore e dovrà esserci un coordinatore tra i docenti che non avrà alcun tipo di compenso. Sarà a titolo gratuito anche il redigere una relazione con cadenza quindicinale nella quale si terrà conto del lavoro nel territorio.”

 

“L’ art. 6, relativo alla formazione dei docenti, è una conseguenza di questo processo, – conclude la Di Giusto – mentre l’art.7 si occupa del potenziamento rapporto scuola famiglia mentre. Le ore dovranno essere 33 annuali e dovranno essere distratte dal monte ore già esistente. La legge avrà decorso a partire dal prossimo anno scolastico.”

Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani, a qualche giorno dall’avvio dell’anno scolastico 2018/2019, augura a tutti gli studenti un proficuo e sereno inizio.

 

Aiutiamo i nostri giovani a dispiegare il proprio talento e a coltivare le proprie passioni, con grande fiducia, senza alcuna diffidenza, soprattutto a scuola, luogo di incontro, crescita, condivisione e sperimentazione per eccellenza; benché esista una frangia di ragazzi disorientati, con i quali è difficile confrontarsi, specialmente in tali circostanze, gli sforzi della comunità educativa devono essere raddoppiati, al fine di recuperare e ripristinare il dialogo, spesso ostacolato da una serie di fattori socio-economici o di carattere individuale, per avviare le dinamiche relazionali a una maggiore distensione, comunque foriera di progresso.

 

Tra studenti e insegnanti devono stabilirsi rapporti di empatia, di rispetto e di cordialità; in maniera particolare, però, la fiducia dei giovani e delle famiglie nei confronti degli educatori dovrebbe essere indispensabile.

 

Invitiamo i genitori a partecipare alla vita della scuola in modo autenticamente costruttivo, rispettando le regole e i ruoli.

 

Auguriamo a tutto il personale coinvolto, direttamente e indirettamente, nelle attività formative e in primo luogo agli studenti di attraversare i mesi che li separano dal termine delle lezioni nella maniera più positiva possibile, traendo ciascuno linfa vitale e nuove competenze dalle esperienze di ogni giorno.

 

In particolare, agli insegnanti esprimiamo tutto il nostro apprezzamento per l’elevata missione a cui sono chiamati e che sarebbe giusto potessero svolgere con la necessaria serenità, economica e affettiva, richieste per svolgere al meglio il proprio compito.

 

Al ministro Bussetti, che più volte di recente ha rassicurato i docenti fuori sede, e alle forze politiche chiediamo che vengano una volta per tutte alleviati i disagi, economici e affettivi, di chi, dedito al proprio lavoro, parte per lunghi periodi, abbandonando la propria famiglia, per arricchire umanamente e professionalmente altre realtà.

 

 

Condizione essenziale di progresso è che all’interno della scuola, prima che altrove, maturi una nuova consapevolezza del valore ineliminabile del lavoro, delle responsabilità individuali, della solidarietà verso gli altri, quali che siano le loro idee, dell’integrità verso la cosa pubblica e nei rapporti privati.

(Sandro Pertini)

 

Nel corso della seduta del 9 maggio a Roma della nona commissione della Conferenza Stato-Regioni, di cui fanno parte gli assessori regionali all’istruzione, formazione e lavoro, l’assessore veneto ha avanzato la richiesta alla presidenza – che è in capo alla Regione Toscana – di affrontare la spinosa questione dei diplomati magistrali, non all’ordine del giorno, per sollecitare con somma urgenza una soluzione.
In Veneto – ha fatto presente l’assessore – senza questi docenti il prossimo anno scolastico non partirà. Fra Natale e Capodanno. con la sentenza del Consiglio di Stato che li esclude, il problema si è evidenziato in tutta la sua gravità ma il governo da allora non ha mai individuato nessuna soluzione, rimandando a interpretazioni, ad accordi con i sindacati. Si pone invece per tutte le Regioni da un lato il problema dell’inizio dell’anno scolastico, dall’altro quello del riconoscimento dei diritti di questi insegnanti da molti anni precari, già ampiamenti valutati nella loro attività didattica ma oggi senza nessuna prospettiva”.

 

La commissione ha accolto la richiesta presentata dal Veneto e, non essendoci ancora un governo a cui rivolgersi, ha deciso di scrivere ai presidenti del Senato e della Camera, già insediati e quindi in grado di operare, perché dia urgentemente una soluzione politica alla questione, consentendo così il regolare avvio dell’anno scolastico attualmente a rischio.

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