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Partito il progetto per la riqualificazione del vicino edificio – altri 57 alloggi

 

Si sono conclusi i lavori alla prima facciata dell’edificio Ater di via Triestina, dove si è svolta la rimozione del vecchio “cappotto” alla parete est, in parte danneggiato dal maltempo, che è stato sostituito con quello nuovo per l’isolamento termico. Nel contempo, è partita la redazione del progetto per ristrutturare anche il vicino palazzo, sempre in via Triestina 68, dove si trovano altri 57 appartamenti dell’Ater.

 

“Il primo stralcio di via Triestina 68 si è concluso – afferma il presidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon – manteniamo le promesse e cerchiamo di ristrutturare restituendo dignità e decoro agli edifici vetusti, per migliorare le qualità prestazionali degli alloggi e di conseguenza la qualità di vita dei nostri inquilini. Proseguiremo con vari interventi – aggiunge il presidente – anche per prevenire le infiltrazioni e i danni causati dal maltempo agli edifici di una certa età”.

 

“Abbiamo inoltre attivato un servizio di monitoraggio sul territorio per avere una fotografia dello stato di salute degli edifici e sulla loro staticità: le necessità manutentive del nostro patrimonio sono moltissime – conclude Speranzon – per questo ci attiviamo su più fronti per rispondere al meglio, grazie alle risorse che arriveranno dal piano delle alienazioni e ai finanziamenti che riusciamo ad ottenere da fondi europei, ministeriali, regionali e attraverso mutui bancari”.

 

 

L’edificio di 80 alloggi

Terminata la facciata est, il prossimo passo sarà un intervento generale sul resto dello stabile, che prevede la sostituzione di tutti i serramenti e delle caldaie, il consolidamento delle superfici e la posa di un nuovo rivestimento colorato su tutte le pareti esterne.

 

Non meno importante, l’adeguamento degli ascensori per il superamento delle barriere architettoniche.

Si tratta di lavori, interni ed esterni, alle parti comuni dello stabile e agli impianti, che prevedono una spesa complessiva di circa 3,2 milioni di euro.

 

La cifra di 2.576.100,00 è già nelle disponibilità dell’Ater: finanziamenti ministeriali stanziati attraverso la Regione del Veneto e anticipati dall’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale di Venezia. Per gli altri circa 700mila, l’Ater conta di riuscire ad averli nelle prossime disponibilità, nel giro di alcuni mesi.

 

Prosegue dunque il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la ristrutturazione degli 80 appartamenti Erp dell’edificio al civico 68, e così il programma delle manutenzioni straordinarie dell’Ater di Venezia, un vero piano degli investimenti per tutelare e salvaguardare gli edifici più vetusti del patrimonio immobiliare nella Città Metropolitana.

 

A fine agosto, in via Triestina, era stato installato l’alto ponteggio sulla parete est che copriva tutti i dieci piani dell’immobile e dove, negli ultimi giorni, gli operai hanno terminato di lavorare.

 

La facciata Est si è ora conclusa: l’intervento porterà ad un miglior efficientamento energetico e isolamento termico. L’obiettivo finale è anche ridurre le bollette del riscaldamento, per gli inquilini, del 40% rispetto agli ultimi due anni.

 

L’edificio di via Triestina 68 risale al 1978 e ha una superficie complessiva di quasi 9mila metri quadrati sviluppati in 10 piani: il piano terra è ad uso autorimesse, mentre il piano rialzato è ad uso portico e vani comuni e i restanti 8 piani sono ad uso residenziale con complessivi 80 alloggi abitati.

 

I lavori sono divisi in due stralci (analogamente a quelli di Via Monte Prabello), quelli del I° sono terminati in questi giorni.

 

 

L’intervento eseguito sulla facciata est prevedeva:

1) Rimozione del cappotto isolante esistente a parete, oltre ai rivestimenti acrilici degradati presenti sulle facciate esterne dell’edificio;

2) Rimozione dell’isolamento in lana di roccia presente in copertura in quanto impregnato d’acqua e degradato;

3) Consolidamento delle superfici mediante passivazione, un trattamento che riguarda le parti in ferro (impedisce la ruggine) e ripristini con malte speciali;

4) Rifinitura esterna con rivestimento colorato.

5) Isolamento del manto di copertura mediante pannelli e impermealizzazione con doppia guaina per migliorarne l’efficientamento energetico e relativo risparmio nelle bollette.

 

 

Prossimo Stralcio:

6) Rifacimento delle altre tre facciate dell’edificio con posa di un nuovo cappotto isolante sulle pareti e al soffitto del portico (per evitare il ponte termico) realizzato con pannelli isolanti.

7) Sostituzione dei serramenti esterni con serramenti più prestazionali in Pvc.

8) Sostituzione delle caldaie con caldaie a gas autonome a condensazione con eventuale adeguamento delle canne fumarie collettive e opere complementari.

9) Adeguamento degli ascensori esistenti per il superamento delle barriere architettoniche.

10) Altre opere minori di completamento ed accessori ed eventuali adeguamenti per la prevenzione incendi.

 

 

Le opere sono anche rivolte alla riduzione dei costi di conduzione degli alloggi da parte degli assegnatari e dei costi di gestione da parte di Ater. Questo grazie all’adeguamento e miglioramento impiantistico e tecnologico, con particolare riferimento alla prestazione energetica e la riduzione di almeno il 40% dei consumi registrati nell’ultimo biennio da parte degli inquilini.

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Installate, collaudate e a pieno regime le 26 telecamere in via Camporese acquistate dall’Ater di Venezia.

 

Un paio di giorni fa, durante i collaudi, le forze dell’ordine hanno chiesto all’azienda di poter acquisire dei filmati perché, nella zona, si era verificato un furto in orario serale all’interno di un’automobile. Un segnale che i nuovi occhi elettronici si riveleranno molto utili nella zona.

 

Speranzon: “Ora gli inquilini si sentono più sicuri”

Il presidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon, commenta: “Ora gli inquilini si sentono più sicuri. Abbiamo risposto alla richiesta di videosorveglianza che ci era stata posta dal Comitato Quartiere Pertini, facendoci carico di una spesa che reputo un investimento, per la sicurezza degli inquilini e per contrastare danneggiamenti e situazioni di degrado al patrimonio dell’Azienda. Gli occhi elettronici sono da una parte un deterrente per contrastare i malintenzionati e dall’altro uno strumento per riuscire a dare un volto e delle responsabilità a chi delinque”.

 

In via Camporese sono stati appesi anche i cartelli che indicano come ora l’area sia videosorvegliata. Le 26 telecamere sono costate all’Azienda territoriale di edilizia residenziale veneziana 34 mila euro, a questa spesa si aggiungono i costi di gestione, come la fibra ottica e la manutenzione in caso di danni. Una ditta specializzata sarà presto incaricata di gestire l’impianto di videosorveglianza e autorizzata ad estrapolare le immagini quando ce ne sarà bisogno. Gli occhi elettronici sorvegliano le proprietà immobiliari e i terreni di proprietà dell’Ater che vanno dal civico 1 al civico 73, e il sistema tecnologico all’avanguardia permette di zoomare e fermare immagini e dettagli particolari, targhe di automobili comprese.

 

La richiesta di un sistema di videosorveglianza all’Ater era partita dagli inquilini del Comitato Quartiere Pertini a novembre scorso, attraverso una lettera che spiegava la necessità di prevenire situazioni di degrado e vandalismi purtroppo frequenti nella zona.

 

“I residenti del Quartiere Pertini – aggiunge Speranzon – erano messi a dura prova da continui episodi di microcriminalità che andavano dai furti nelle abitazioni e auto alla presenza di soggetti poco raccomandabili in orario notturno. Ora con questa spesa sarà permesso agli inquilini di vivere in un quartiere più sicuro. Non c’è dubbio che l’impianto di videosorveglianza dissuaderà la presenza di eventuali bulli, vandali, piuttosto che occupanti abusivi”.

 

Nel quartiere, grazie alla sinergia tra l’Ater di Venezia e il Comitato Quartiere Pertini, si sono anche ridotte le occupazioni abusive: negli alloggi pubblici del quartiere al momento ce n’è solo una.

 

Sul fronte delle manutenzioni è stato approvato, nei mesi scorsi, un progetto esecutivo per il rifacimento dei tetti di quattro palazzine in via Camporese (per un totale di 64 alloggi) per prevenire il problema delle infiltrazioni. Un intervento che avrà un costo complessivo di 288.612,00 euro e sarà finanziato per 201.433,70 con fondi regionali e per 87.178,30 con fondi dell’Ater.

 

A breve, inoltre, l’Ater potrà assegnare 17 appartamenti grazie alla graduatoria che arriverà dal bando del Comune di Venezia sugli alloggi pubblici. Per altre 7 case sono in corso piccoli lavori di manutenzione che termineranno a breve, rendendoli disponibili entro l’anno. Altri quattro alloggi invece necessitano di importanti lavori di ristrutturazione, per i quali è stato richiesto un finanziamento regionale di 146.700 euro.

Dal 1° luglio sono entrati in vigore i nuovi canoni per gli inquilini di edilizia residenziale pubblica, come previsto dalla legge regionale n.39 del 2017.

 

L’Ater di Venezia, come le altre Ater del Veneto e i Comuni, si attiene alle disposizioni normative regionali e ha inviato ai propri inquilini la comunicazione formale sull’entrata in vigore dei nuovi contratti di locazione. Le lettere sono già arrivate e stanno arrivando e domani si insedierà il tavolo tecnico regionale per tutelare la situazione della residenzialità nel centro storico veneziano e sulle isole.

 

Il presidente Speranzon: “Due anni di monitoraggio. Non sfrattiamo nessuno e non saranno penalizzati i soggetti e i nuclei fragili”

“Le Aziende territoriali e i Comuni sono chiamati ad applicare la riforma regionale sugli alloggi pubblici, aggiornando i contratti, non solo quelli nuovi ma anche quelli già esistenti – dichiara il presidente dell’Ater di Venezia Raffaele Speranzon – Si è infatti conclusa la fase di ricognizione sulle assegnazioni in essere e quella di verifica delle situazioni reddituali e patrimoniali degli assegnatari e ora si è entrati nel vivo dell’applicazione della nuova normativa. L’obiettivo è riuscire a garantire un alloggio a condizioni di favore a chi ne ha bisogno, accompagnando gli inquilini con maggiori possibilità economiche a rivolgersi al libero mercato delle locazioni. Questo naturalmente dove è possibile farlo e domani per questo motivo si insedierà il tavolo tecnico regionale per analizzare e tutelare la delicata situazione del centro storico veneziano e delle isole. Non penalizzeremo i soggetti e i nuclei familiari in condizione di fragilità socio-economica, e i cambiamenti, in generale, saranno graduali: ci sono 24 mesi di tempo per rientrare nei requisiti presentando gli Isee mancanti, o per trovare un nuovo alloggio. Per i singoli casi di particolare fragilità sociale – assicura il presidente – e in particolare per i nuclei dove sono presenti disabili e anziani in età avanzata, l’Azienda è impegnata a valutare e ad adottare le soluzioni di maggior tutela per l’inquilino”.

 

“Contiamo inoltre di poter approfondire – aggiunge Speranzon – le particolari esigenze di residenzialità di Venezia, dove la pressione turistica sul livello degli affitti, l’elevata età media degli inquilini Ater, la difficoltà di adeguare gli alloggi alle persone con disabilità, richiedono una specifica attenzione di tutela e salvaguardia, volta a ridurre eventuali ulteriori diminuzioni di cittadini residenti.”

 

“Non sfratteremo nessuno – conferma l’Azienda – invitiamo gli inquilini che leggono le lettere e hanno dei dubbi o necessitano di delucidazioni a prendere un appuntamento con gli uffici del settore Utenza. Abbiamo anche attivato una casella di posta elettronica apposita, per cercare di agevolare la comunicazione con gli inquilini: [email protected]. La Regione Veneto ha istituito un apposito tavolo tecnico per Venezia, a cui parteciperemo domani per rilevare eventuali criticità e suggerire modifiche e miglioramenti nei regolamenti applicativi”.

 

L’importo dei nuovi canoni è parametrato al reddito e alla situazione patrimoniale dell’assegnatario: da un minimo di 40 euro al mese fino al valore del canone di mercato, in base alle quotazioni Omi (Osservatorio mobiliare italiano) dell’Agenzia delle Entrate.

 

La riforma ha introdotto nuovi criteri per la gestione equa e sostenibile del patrimonio di circa 41 mila alloggi Erp del Veneto. L’Ater di Venezia è la realtà con più proprietà immobiliare  (9.718 abitazioni totali, di cui 8.651mila Erp, a cui si aggiungono 950 case amministrate per conto dei Comuni) quindi che avrà il maggior da fare, anche nell’opera di informazione e assistenza agli inquilini.

 

La legge regionale prevede due specifiche novità: agli assegnatari degli alloggi Erp si chiede di documentare la propria situazione reddituale e patrimoniale, dimostrando di avere un Isee-Erp non superiore ai 20 mila euro e di non avere altri alloggi in usufrutto o proprietà; i contratti di locazione diventano di durata quinquennale, rinnovabile, e l’importo del canone è parametrato di anno in anno alla capacità economica dell’inquilino.

 

Che cosa è cambiato quindi dal 1° luglio? Gli inquilini che non hanno ancora presentato la dichiarazione Isee o che superano i limiti reddituali previsti dalla legge avranno a disposizione altri due anni per ottemperare all’obbligo di legge o per rientrare nei parametri di reddito indicati dalla normativa. Nel frattempo pagheranno il canone di locazione secondo i valori di mercato indicati dalle quotazioni Omi, maggiorati del 10 per cento.

 

Informazioni e appuntamenti

Maggiori informazioni sul rinnovo del contratto e il calcolo del canone si possono ottenere solo per appuntamento, da concordare con i dipendenti dell’Ater, telefonando ai numeri 041.798817 e 798857 il martedì e il giovedì dalle 15 alle 17. È stata inoltre stata attivata la casella di posta elettronica [email protected].

 

 

PER GLI INQUILINI:
NUOVO CONTRATTO, NUOVI CANONI DI LOCAZIONE

Terminata la fase della raccolta dei dati, allineati i programmi informatici e ottenuto il benestare dalla Regione, le Ater del Veneto iniziano dal mese di luglio ad applicare, per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, i canoni di locazione calcolati secondo il nuovo meccanismo previsto dalla Legge regionale n. 39/2017.

Si rimanda fin d’ora agli articoli 27 e 36 della Legge per il dettaglio degli indirizzi e dei criteri ispiratori, come si rimanda all’articolo 7 del relativo Regolamento di attuazione della Legge per il dettaglio dei passaggi, degli indicatori, dei parametri che conducono alla determinazione del canone per ciascun inquilino assegnatario. Sia la Legge sia il Regolamento sono disponibili nel sito internet aziendale www.atervenezia.it.

Merita però tracciare un quadro riassuntivo che aiuti a comprendere principi ispiratori, strumenti e metodologia utilizzati per il nuovo calcolo del canone, e altre informazioni utili agli assegnatari.

 

Equità e sopportabilità per le famiglie

La Regione Veneto ha elaborato il canone graduandolo in base alla situazione economica della famiglia, secondo i principi di equità e sopportabilità. Si va da un minimo di 40 euro a un massimo, per i redditi più alti, del valore di mercato (secondo la banca dati Omi, Osservatorio del mercato mobiliare dell’Agenzia delle entrate).

 

Sostenibilità economica del sistema

Alle Ater vanno assicurate le entrate necessarie alla gestione  e manutenzione degli alloggi. Per questo il canone minimo di 40 euro deve essere corrisposto indipendentemente dal reddito dell’assegnatario.

 

Tutela sociale

Qualora il minimo da pagare risulti non sostenibile dal nucleo familiare, il Comune può certificare il caso come meritevole di tutela sociale e farsi carico della differenza anche ricorrendo al fondo di solidarietà.

 

Variabili previste per il calcolo del canone

La Regione del Veneto ha elaborato i dati di ciascun inquilino e di ciascun alloggio attraverso un apposito programma informatico, in modo da applicare le variabili e le combinazioni previste nel dettaglio dal Regolamento per calcolare il canone.

Ne ricordiamo: l’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente, anche nelle tipologie Ise e Isr, rapportate all’erp) che rappresenta la situazione economica della famiglia correlata alla composizione del nucleo; l’equocanone, che rappresenta il valore dell’alloggio e viene moltiplicato per un coefficiente variabile in funzione della situazione economica della famiglia; la tabella Istat dei consumi delle famiglie, che sintetizza il valore dei consumi per territorio e categorie, al fine di considerare la minore capacità di spesa delle famiglie in difficoltà; la banca dati Omi (Osservatorio del mercato mobiliare dell’Agenzia delle entrate) per valutare la congruità del canone erp rispetto al valore di mercato (si confronta con  l’equocanone).

Questi elementi sono stati considerati e rapportati nei modi e con i meccanismi previsti dal Regolamento, con particolare attenzione al canone sopportabile, cioè alla capacità massima della famiglia a pagare un affitto, a prescindere dal valore dell’alloggio.

 

Il prospetto di calcolo del nuovo canone

Le variabili indicate sono riportate nel prospetto di calcolo del canone inviato a ciascun assegnatario.

Nel primo riquadro (‘Costo unitario’) si trovano i dati catastali dell’alloggio, la superficie convenzionale e gli altri indici che portano al determinare il costo unitario dell’alloggio, in base alla legge sull’equo canone (L. 392/1978).

 

Nel secondo riquadro (‘Equo canone’) vi sono i valori e i parametri che conducono a formare l’equo canone mensile relativo all’alloggio.

 

Nel terzo riquadro (‘Isee-erp’) si analizzano e elaborano i dati reddituali, patrimoniali e familiari relativi agli abitanti dell’alloggio. Sulla base di quanto dichiarato dall’assegnatario, l’Inps ha calcolato l’Isee che, attraverso altri parametri, ha generato l’Isee-erp. Vi sono inoltre indicazioni, dedotte dalle tabelle Istat, sulla spesa media della famiglia, per diverse situazioni, in modo da poter stimare la spesa minima di cui la famiglia deve disporre per vivere.

 

Nel quarto riquadro (‘Equo canone personalizzato’) vengono rapportati i valori dell’equo canone e quelli dell’Isee-erp per giungere a un valore percentuale che consente di graduare il canone di locazione. Si considerano i valori Isee-erp e le percentuali riportate nelle tabelle previste dagli articoli del Regolamento per determinare il canone. Un calcolo matematico fa aumentare in modo preciso, all’interno dei limiti delle tabelle, la percentuale da applicare all’equo canone in rapporto all’Isee-erp di ciascun assegnatario. Si ottiene così l’equo canone personalizzato.

 

L’ultimo riquadro (‘Canone di locazione’) mette insieme tulle la variabili precedenti e le opzioni previste dalla legge. Alla fine di un complesso procedimento di calcolo, reso possibile dai moderni sistemi informatici, si ottiene il canone di locazione di  ciascun assegnatario, che gli uffici della Regione hanno comunicato alle Ater e che viene applicato dal mese di luglio.

 

Al canone si applica l’Iva

Un’altra novità è l’applicazione dell’Iva al canone di locazione, con aliquota del 10 per cento, (secondo l’opzione consentita dal DPR 633/72, art. 10 c.1 n.8). Si uniformano così le condizioni contrattuali di tutti gli inquilini e di tutte le Ater del Veneto. Applicando l’Iva non sarà necessario rinnovare ogni anno la registrazione del contratto, con costo diviso a metà tra Ater e inquilino. Basterà una sola registrazione per l’intero periodo di cinque anni.

 

 

Durata del contratto di locazione

Con la Legge regionale 39/2017 sull’edilizia residenziale pubblica cambiano anche i contratti di locazione, che non saranno più a tempo indeterminato ma avranno la durata di cinque anni, rinnovabile solo se permangono i requisiti per l’assegnazione e non vi sono cause che determinino annullamento o decadenza.

 

 

Verifica dei requisiti

Nei giorni scorsi gli inquilini hanno ricevuto una lettera raccomandata con cui l’Ater comunicava:

·         la automatica modifica della durata del contratto, che da tempo indeterminato passa a cinque anni, rinnovabili (prima scadenza: 30 giugno 2024);

·         Il prospetto del calcolo del nuovo canone;

·         l’esito della verifica dei requisiti per il mantenimento dell’assegnazione (principalmente l’aver presentato l’Isee e il non avere diritti di proprietà o usufrutto su altri alloggi);

·         l’eventuale presenza di morosità superiore a quattro mensilità e per spese condominiali, al 30 aprile 2019 (salvo errori o omissioni o variazioni in corso).

 

 

Requisiti non conformi alla nuova legge

Può capitare che il nucleo familiare non abbia presentato l’Isee, o l’Isee risulti con un valore superiore ai 20mila euro previsti dalla legge, o manchi di altri requisiti, o vi siano morosità o altri motivi di decadenza, o vi siano errori o omissioni. In tal caso sono previste ulteriori verifiche e controlli, e la legge concede 24 mesi per mettersi in regola.

 

 

Tavolo tecnico in Regione e specificità di Venezia

È stato istituito presso la Regione Veneto un tavolo tecnico di confronto per verificare aspetti di criticità e formulare proposte migliorative.

Assegnati e inaugurati venerdì mattina i nuovi appartamenti Ater “Campo dei Sassi” ad Altobello a Mestre. Una festa per i residenti del quartiere, accorsi numerosi al taglio del nastro davanti al complesso a forma di ferro di cavallo, dove si trovano le 37 case “intelligenti” di proprietà dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale veneziana: alloggi restaurati, di varie dimensioni, dotati di un’alta tecnologia assistenziale.

 

 

I lavori di ristrutturazione in via Fornace sono terminati a febbraio scorso ed ora l’edificio ospiterà il progetto innovativo di assistenza familiare.

 

A tagliare il nastro il presidente e il vicepresidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon e Fabio Nordio, l’assessore regionale ai Servizi Sociali Manuela Lanzarin e la vicesindaco e assessore alla Casa del Comune di Venezia, Luciana Colle.

 

Tutte le abitazioni sono destinate all’Erp (Edilizia residenziale pubblica), e più precisamente a soggetti fragili, per età e condizioni socio-economiche: 26 abitazioni sono dedicate ad utenti anziani, 6 a soggetti con disabilità, mentre un appartamento è riservato alle “badanti di condominio”, operatrici scelte dai Servizi Sociali del Comune di Venezia che si turneranno nell’assistenza ai residenti, giorno e notte.

Oltre a questi 33 nuovi alloggi, vi sono altri 4 appartamenti restaurati che andranno a famiglie della stessa fascia.

 

Venerdì mattina sono anche state consegnate le chiavi alle prime 13 famiglie aventi diritto, sulla base della graduatoria fornita dal Comune di Venezia grazie ai bandi di assegnazione e assistenza.

 

“Questa ristrutturazione – ha spiegato il presidente dell’Ater Raffaele Speranzon – ha reso oggi possibile la consegna degli alloggi di Campo dei Sassi alle persone più fragili della nostra società. Il piacere e il senso di essere qui oggi, deriva dall’aver dato ascolto proprio alle loro necessità, all’essere riusciti a realizzare un edificio che dà risposte a questi bisogni sia in termini abitativi che assistenziali, di cura della persona. Consentire all’anziano autonomia e allo stesso tempo un tempestivo accudimento era ed è l’obiettivo del progetto, che vanta una progettazione avanzata e soluzioni impiantistiche che vanno dalla domotica all’uso di sistemi alternativi di generazione di energia”.

 

Si tratta del primo edificio dell’Ater con appartamenti strutturati e ammodernati per andare incontro alle esigenze di chi ha problemi di mobilità, così da permetterne l’assistenza in loco.

 

All’inizio della cerimonia è stata ricollocata, nella corte del complesso, una statua raffigurante Papa Giovanni XXIII, che era stata rimossa prima dell’inizio dei lavori, di grande valore simbolico per i residenti che vivono nel quartiere.

 

 

La statua in legno della Val Gardena risale ai primi anni Settanta ed è stata restaurata dal comitato inquilini di Altobello per poi essere ospitata all’interno della chiesa della Madonna Pellegrina, dove è rimasta fino ad oggi. Ad aprire la cerimonia di inaugurazione degli alloggi, venerdì mattina, la processione dei residenti che hanno portato la raffigurazione di Papa Roncalli dalla vicina chiesa al suo luogo originario, “Campo dei Sassi”.

 

 

Dopo la consegna delle chiavi alle prime 13 famiglie, la festa è continuata in via dello Squero, davanti al complesso “Nave 2”, per l’annuale Festa dei Vicini promossa dall’Ater su Iniziativa di Federcasa. Si tratta di un evento ormai consolidato, giunto alla 3^ edizione, per favorire i rapporti di buon vicinato.

 

Durante l’inaugurazione, autorità e residenti hanno potuto visitare l’appartamento dedicato alle badanti di condominio: è munito di due camere da letto, due bagni e cucina, oltre alla “control room”, una sala di controllo che permette di monitorare i sistemi di allarme e velocizzare gli interventi. Il tutto è gestito da un software che permette la visione, su vari schermi, delle immagini di videosorveglianza esterna, ma anche dello stato dei numerosi dispositivi interni agli alloggi: quelli di domotica e quelli di riscaldamento e raffrescamento a terra, quelli anti-allagamento e anti-intruso, oltre ai rilevatori di gas e fumo. Ogni bagno e camera da letto sono infatti dotati di allarmi che, se azionati dai residenti, suoneranno nella “control room”.

 

Per le badanti sarà possibile rispondere alle richieste degli inquilini anche attraverso citofoni collegati tra loro, presenti in tutti gli appartamenti.

Ha quasi dell’incredibile quanto accaduto negli ultimi giorni nel quartiere Pertini. Una famiglia di origini straniere che occupa una casa dell’azienda territoriale di edilizia residenziale pubblica dal 2014, non ha voluto proprio saperne di lasciare l’alloggio.

 

Nel 2016 il primo sfratto esecutivo, ma la famiglia di occupanti, lasciata l’abitazione, chiede di poter rientrare a recuperare alcuni beni personali. Una volta dentro però, uno dei genitori riesce a far accedere i bambini, rifiutandosi poi di lasciare la casa.

 

Riparte così la procedura di sfratto che vede i primi accessi rinviati a causa della presenza dei minori. Giovedì scorso, 28 marzo, alla presenza dell’ufficiale giudiziario e degli agenti di polizia, un nuovo accesso: in quel momento in casa non c’è nessuno e lo sfratto viene eseguito con recupero dell’alloggio, mettendolo in sicurezza con lastre anti-intruso alla porta e alle finestre.

 

Ieri mattina però, gli ex occupanti contattano gli uffici dell’Ater con la stessa richiesta di alcuni anni fa: poter rientrare in casa per riavere gli oggetti personali. Questa volta però la risposta è negativa: è possibile fissare un appuntamento all’esterno dell’abitazione recuperata, ma non dentro, per riavere i beni di proprietà, come prevede ora la nuova procedura messa in piedi dall’Azienda territoriale di edilizia residenziale di Venezia per scongiurare le occupazioni.

 

A questa risposta, l’ex occupante abusiva, prima tenta di rassicurare sulle proprie innocenti intenzioni, insistendo per rientrare e promettendo di non voler rimanere all’interno dell’abitazione, infine si arrabbia e decide di arrangiarsi: alle 13.30 di ieri, i vicini chiamano la polizia perché è stato divelto il garage dell’appartamento recuperato dall’Ater il giorno prima. Un taglio centrale sulla lamiera del portone d’ingresso, un buco a mo’ di pertugio “tagliente”.

 

L’arrivo degli agenti, fortunatamente, impedisce qualsiasi azione pericolosa. La donna riesce a recuperare alcune cose di sua proprietà in presenza degli agenti, ma non a rientrare, almeno fino a ieri notte, quando avviene una nuova effrazione: la famiglia, verso l’una e trenta, si introduce nell’alloggio dopo aver staccato una delle lastre di sicurezza dalle finestre che si trovano al piano terra. I genitori stranieri portano dentro anche i bambini, sempre dalle finestre.
Ciliegina sulla torta, ieri pomeriggio l’occupante recidiva ha chiamato l’Ater per chiedere che le venissero staccate le porte anti-intrusione dall’alloggio, perché non può far uscire i bambini dalle finestre.

 

L’Ater sporgerà denuncia per l’accaduto e richiederà alla Procura il sequestro preventivo dell’abitazione.

 

 

 

 

“Una storia che lascia sconcertati e si fatica a credere – spiega il presidente dell’Ater Raffaele Speranzon – l’Ater ha cercato in tutti i modi, consentiti dalla legge, di rientrare in possesso del proprio alloggio, ma senza riuscirci e ricevendo anche dei danneggiamenti. Situazioni che stiamo cercando di contrastare in ogni modo, non solo con le denunce ma anche inasprendo le procedure degli sfratti. Il problema di fondo è che queste persone per anni sono rimaste impunite e hanno alzato sempre di più l’asticella di ciò che pensano di poter fare, fino a commettere reati, come in questo caso, che avrebbero potuto rivelarsi pericolosi per la loro stessa incolumità. Tagliare la porta di un garage ed entrare dalle finestre è pericoloso: a preoccuparmi maggiormente sono i bambini che si trovano a vivere situazioni simili”.

 

Con le nuove regole, l’Ater calcola l’affitto degli inquilini in base alle dichiarazioni Isee. Si è così scoperto che tra di loro vi sono dei ricchi.
Circa 15 persone hanno un patrimonio vicino al milione di euro, mentre alcuni altri possono contare su un patrimonio di cento milioni.
In base alle regole, tutti questi inquilini dovranno lasciare l’alloggio entro 24 mesi.

 

Fonte: Venezia Today

L’assessore Favero: “Oggi sono i nuclei con figli ad avere le difficoltà maggiori”

 

L’alloggio popolare, ex Ater, di via Marconi a San Cipriano sarà rimesso a nuovo grazie allo stanziamento da parte dell’Amministrazione comunale di Roncade di 45mila euro, derivanti in parte da precedente mutuo.

 

I lavori di ristrutturazione dell’alloggio sono già stati affidati, nello specifico, alla ditta Tecnoimpianti Contardo di Conegliano per l’impiantistica e alla Cooperativa Meolese per le parti edili.

 

I lavori nell’appartamento – una sessantina di mq edificati negli anni ’50 – inizieranno presumibilmente a settembre.

 

L’appartamento è stato assegnato alla prima famiglia nella graduatoria già redatta e che ha ancora validità per tutto il 2018.

 

Un intervento che l’assessore all’edilizia popolare e vicesindaco, Giorgio Favero, commenta con soddisfazione ma anche con un rammarico. “Grazie a questi lavori, l’Amministrazione di Roncade potrà dare ancora una volta la priorità alle famiglie con difficoltà economiche, anche se ci rendiamo conto che, nonostante il Comune possa contare già su una trentina di alloggi per l’edilizia economico popolare, ce ne vorrebbero almeno altri 20 per esaurire le esigenze del territorio. Sono infatti aumentati i nuclei con i requisiti per accedervi e, in particolare, mentre fino a qualche anno fa le difficoltà maggiori si registravano nelle coppie, ora le criticità più gravose vengono segnalate nelle famiglie con figli”.

Incentivare la residenzialità, facilitando la possibilità di abitare nel centro storico di Venezia ai giovani: con questo obiettivo la Giunta comunale, su proposta della vicesindaco Luciana Colle, ha approvato nei giorni scorsi una delibera con cui si indicono due bandi pubblici per l’assegnazione di 57 alloggi comunali situati a Venezia centro storico, rivolti a giovani e a giovani coppie con reddito medio-basso.

 

Nello specifico, sarà indetta una gara pubblica cui potranno partecipare cittadini under 30 per la locazione di 28 alloggi (in parte ripristinati grazie ai fondi Pon Metro) esclusi dall’ambito dell’edilizia residenziale pubblica e ci sarà un secondo bando che si concentrerà invece su coppie under 40 con reddito ISEE non superiore a 30mila euro e non inferiore a 13mila. In questo caso saranno messi a gara 29 alloggi a canone agevolato.

 

Entro la fine di agosto – ha spiegato l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini – pubblicheremo due bandi complementari, diversi per target e per modalità, con quella comune finalità che il sindaco Luigi Brugnaro ha più volte evidenziato tra le priorità di questa Amministrazione: far sì che a Venezia si riesca a dare degli spazi al ceto medio e soprattutto alle giovani coppie, a cui lo strumento dell’Erp non riusciva a dare soddisfazione. Nel corso dell’ultimo anno l’Amministrazione comunale ha stanziato oltre 7 milioni di euro per arrivare, entro il 2020, alla ristrutturazione di tutti gli alloggi di edilizia pubblica presenti nel centro storico di Venezia. Questi 57 alloggi fanno parte di questo progetto e ora provvederemo a consegnarli individuando le caratteristiche più adatte per ogni tipologia di bando”.

 

 

Il bando di gara per under 30

Per quanto riguarda il bando rivolto ad under 30, la delibera concentra l’attenzione su giovani, soprattutto neolaureati, che intendono vivere in centro storico. Il contratto avrà durata di 4 anni a canone estremamente contenuto più altri 4 anni a canone intero. Parte del canone incamerato dal Comune nei primi 4 anni sarà accantonato e resitituito al termini dei primi 4 anni qualora il giovane nucleo lasci l’immobile vavendo trovato altre soluzioni.

 

Gli alloggi saranno destinati alla locazione in regime di social housing e saranno così situati:
– 7 a Dorsoduro, Santa Croce, San Polo, Giudecca;
– 13 a San Marco, Sant’Elena-Castello, Cannaregio;
– 1 a Lido, Malamocco, Alberoni;
– 5 a Lido-Alberoni (alloggi nuovi);
– 2 a Murano.

 

I criteri di punteggio per la formazione della graduatoria favoriranno principalmente i nuclei under 30 e under 25, le persone neolaureate e/o con attività lavorativa in città.

 

“La grande innovazione – ha spiegato la vicesindaco Colle – sta nella formulazione del bando. I primi quattro anni vedranno il canone calcolato in base alla Legge 431/98 scontato dell’80% perché vogliamo agevolare i giovani che iniziano la loro esperienza nel mondo del lavoro e magari non hanno la possibilità di pagare un canone a prezzo pieno. Una parte della quota scontata verrà accantonata in un fondo infruttifero che se il ragazzo o la coppia deciderà di lasciare l’alloggio gli verrà corrisposta. Se invece la persona resterà per altri quattro anni pagherà il canone pieno”.

 

“Il nostro riferimento è il modello Boston – ha aggiunto Venturini – favorendo i giovani che a Venezia si laureano e vogliono rimanerci a vivere. Vogliamo offrire loro la possibilità di avere un appartamento per crearsi una vita in città al primo ingresso nel mondo del lavoro. Per questo la tariffa è molto scontata e il contratto è con la formula del quattro più quattro”.

 

 

Il bando di gara per coppie under 40

In merito al bando per la locazione di 29 alloggi non Erp, situati sempre in centro storico, saranno favoriti i nuclei giovani under 40, con attività lavorativa nell’ambito della Città metropolitana, e saranno attribuiti punteggi aggiuntivi per nuclei con figli a carico e nuclei con sfratto per finita locazione.

 

Il posizionamento degli alloggi sarà a:

Dorsoduro, Santa Croce, San Polo, Giudecca
– 1 alloggio da 1 camera;
– 4 alloggi da 2 camere;
– 2 alloggi da 3 camere.

 

San Marco, Sant’Elena-Castello, Cannaregio
– 1 alloggio da 1 camera;
– 12 alloggi da 2 camere.

 

Lido, Malamocco, Alberoni
– 1 alloggio da 1 camera;
– 1 alloggio da 2 camere;

 

Lido, Alberoni (alloggi nuovi)
– 4 alloggi da 2 camere;
– 1 alloggio da 3 camere;

 

Murano
– 2 alloggi da 2 camere.

 

Zaccariotto “800mila euro per incrementare la residenzialità”

La Giunta Comunale, ha approvato su proposta del sindaco Luigi Brugnaro, della vicesindaco Luciana Colle e dell’assessore ai Lavori Pubblici Francesca Zaccariotto, due delibere che riguardano, complessivamente, il recupero di 39 alloggi nel centro storico e nelle isole di Venezia.

 

“Si tratta di interventi finanziati per un totale di 800mila euro provenienti dal Programma operativo nazionale plurifondo Città Metropolitane 2014-2020 (P.O.N. METRO) – spiega Zaccariotto – che riguarderanno, nello specifico, la manutenzione di 27 alloggi vuoti di edilizia non ERP e 12 di edilizia ERP. Nello specifico – conclude l’assessore – saranno interessati dagli interventi 5 appartamenti a Cannaregio, 8 a Castello, 4 a Santa Croce, 1 a Dorsoduro, 14 alla Giudecca, 3 al Lido e 4 a Murano”.

 

“Una volta ristrutturati – commenta infine Colle – i 39 appartamenti torneranno a essere nelle disponibilità dell’Amministrazione per destinarli alle famiglie, secondo procedure trasparenti”.

 

I lavori saranno eseguiti da Insula S.p.A. e interesseranno l’efficientamento energetico dell’alloggio con rifacimento dei servizi igienici, degli impianti elettrici e termici con la sostituzione caldaie. Si interverrà quindi con lavori di muratura e di sostituzione delle pavimentazioni, dei serramenti e degli infissi in genere.

 

Il Comune di Venezia pubblicherà i seguenti due bandi di concorso speciale, validi per l’assegnazione di 32 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica complessivi, ubicati in località Altobello di Mestre, a due specifiche categorie sociali deboli:

– persone anziane fragili, n. 26 alloggi;
– persone con disabilità, n. 6 alloggi.

 

I bandi sono stati autorizzati dalla Regione del Veneto con deliberazione di G. R. n. 701 del 21/05/2018, trasmessa con nota prot. n. 210999 del 05/06/2018 (prot. del Comune di Venezia 276316 del 06/06/2018), in applicazione dell’art. 51 comma 1 della Legge regionale Veneto n. 39 del 3/11/2017, che prevede di poter procedere ai sensi della previgente normativa regionale.

 

I bandi saranno aperti da domani, giovedì 5 luglio, alle ore 13 di sabato 4 agosto 2018.

La domanda dovrà essere redatta utilizzando unicamente la procedura online, collegandosi a: https://portale.comune.venezia.it/bandi/accedi – previa registrazione – e seguendo le apposite istruzioni per la compilazione della dichiarazione, che dovrà essere intestata alla persona che poi beneficerà dell’assegnazione.

 

Il modulo potrà essere anche compilato rivolgendosi allo sportello istituito presso gli uffici del Settore Servizi per la Residenza del Comune di Venezia, S. Croce 353 – Venezia. Lo sportello sarà attivo, dal 5 luglio al 4 agosto, nelle giornate di martedì e venerdì mattina, dalle ore 9 alle 11, e mercoledì pomeriggio dalle ore 15 alle 16.30. In questo caso il richiedente dovrà presentarsi, previo appuntamento, munito di valido documento d’identità e codice fiscale. In caso di persona delegata dovrà presentarsi con delega scritta, munito di proprio valido documento d’identità, una fotocopia non autenticata del documento di identità e del codice fiscale della persona interessata.

 

Per appuntamenti e/o informazioni, durante il periodo di apertura del bando saranno attivi nei giorni di lunedì e giovedì, dalle ore 9 alle 11, i seguenti numeri telefonici:

041 2201351 – 041 2201311 (Servizi per la Residenza).

 

Ulteriori informazioni saranno reperibili sul sito del Settore: http://www.comune.venezia.it/it/node/14784 (attiva da domani).

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