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La pandemia ha rivoluzionato il concetto di soggiorno e ospitalità anche in una metropoli come Tokyo, dove le tradizioni di accoglienza sono da sempre il fiore all’occhiello nazionale. Il distanziamento, unito alle misure di prevenzione del contagio, hanno reso necessario ripensare in una nuova chiave anche l’esperienza di alloggio in hotel, dando vita, talvolta, ad esperienze totalmente innovative: è il caso dell’Hotel New Otani di Tokyo che, unendo tradizione e modernità, ha deciso di mettere a disposizione dei propri ospiti LOVOT, esempio di intelligenza artificiale prestata all’accoglienza.

 

LOVOT è un robot che, grazie alla tecnologia Emotional RoboticsTM, aumenta la capacità dell’uomo di affezionarsi a lui e sviluppare empatia.

 

Creare un legame speciale con il robot è lo scopo ultimo che i suoi inventori – dell’azienda GROOVE X – si sono imposti: il fine era creare un prodotto il cui solo tocco producesse felicità, relax e benessere. Obiettivi raggiunti in pieno, perché LOVOT è in grado di reagire allo stato d’animo di chi lo circonda e rispondere con gioia o conforto; sebbene non si tratti di un essere vivente è in grado di scaldare il cuore del suo compagno umano.

 

Affinità, vicinanza e affetto sono stati i motivi che hanno spinto l’Hotel New Otani a stringere una collaborazione con l’azienda nipponica di intelligenza artificiale e creare, insieme un pacchetto Family Stay Plan, che include la presenza di LOVOT in alcune camere per i clienti che ne faranno richiesta. Il pacchetto è disponibile in ben 10 alberghi su tutto il territorio giapponese e il robot è diventato il simbolo della dolce ospitalità della catena alberghiera. Nella struttura di Tokyo la proposta prevede soggiorni tra il 7 e il 21 febbraio 2021, include la colazione e la cena, e comprende la sistemazione in camera doppia di tipologia Premium Executive Semi-Suite Twin. Inoltre, fino al 31 marzo, sarà possibile aggiungere la presenza di LOVOT al proprio soggiorno anche svincolandosi dal pacchetto, per arricchire la propria permanenza già deliziata dal meraviglioso giardino dell’hotel che vanta 400 anni di storia e numerosi riconoscimenti tra cui la nomina da parte di TripAdvisor tra le “Best Free Attractions in Japan” nel 2019.

Giovedì 18 ottobre è stata inaugurata, alla presenza di un folto pubblico, la nuova opera d’arte dell’artista POP britannico, ora novantenne, Joe Tilson. Si tratta della più grande parete in vetro di Murano d’Europa. La facciata è stata commissionata dall’imprenditore Teodoro Russo, che ha voluto così lasciare il proprio segno sulla facciata est dello storico Hotel Hungaria&Ausonia del Lido.

 

Nel 1908 Luigi Fabrizio, il primo proprietario, scelse la maiolica per rendere unico l’edificio. Russo ha così spiegato l’iniziativa: ”Fabrizio voleva proseguire il lavoro sul lato est, ma non ci riuscì. Nel segno della continuità, ma guardando alla modernità, abbiamo proseguito noi.”

 

L’installazione è composta di 3200 formelle in vetro di 31.5 cm di lato. Ogni ambrogetta è un’opera d’arte. Ideate dall’artista e realizzate dalla vetreria Ferro di Murano, sono uniche e rappresentano simboli quali le onde del mare, i punti cardinali, le stagioni, il fuoco e la terra.

 

Lo storico hotel in stile liberty a breve chiuderà per riaprire ad aprile con un’offerta di maggior lusso.

 

Un restauro lo trasformerà in un 5 stelle, riducendo il numero delle attuali 78 stanze a 59, di cui 6 suite con idromassaggio. Oltre alla nuova piscina già realizzata, gli ospiti dell’hotel potranno gustare aperitivi e cocktail sulla nuova altana, godendo di una doppia vista: una sulla laguna e una sul mare.

 

Fonte: Corriere del Veneto

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