Il sustainability manager diventa una figura centrale per le aziende italiane nella transizione verso modelli economici, ambientali e sociali sostenibili
ROMA – Per promuovere una maggiore sostenibilità economica, ambientale e sociale, sempre più aziende in Italia puntano alla figura del manager sostenibile, una professione destinata a dominare il mercato del lavoro nei prossimi anni. A confermare l’importanza di questo ruolo è l’introduzione del D.lgs 125 del 2024, che obbliga le imprese a redigere il bilancio di sostenibilità a partire dal 2025. Rispondendo a questa crescente domanda, l’Università Niccolò Cusano ha recentemente lanciato il master in “ESG & Sustainability Management”.
Il fermento che attraversa il mondo del lavoro è strettamente legato agli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU e alla crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale, la tutela dei lavoratori e l’efficienza economica. In Italia, il settore manifatturiero sta facendo passi avanti in questa direzione, con sei aziende su dieci che hanno già adottato azioni concrete verso la sostenibilità. Tuttavia, rispetto a Paesi come Danimarca, Germania e Svezia, in Italia c’è ancora una significativa carenza di professionalità specializzate, come il sustainability manager, una figura ormai indispensabile nel contesto aziendale europeo.
Secondo Linkedin, questa professione è tra le prime dieci più richieste in Italia, classificandosi al quinto posto. La sua rilevanza è stata ulteriormente sancita dal Governo con il D.lgs 125 del 2024, che impone alle aziende di redigere il bilancio di sostenibilità entro il 2025, rendendo il sustainability manager essenziale per gestire e monitorare la transizione ecologica.
Un nuovo master
In risposta a questa necessità, l’Università degli Studi Niccolò Cusano ha presentato il suo master di II livello in “ESG & Sustainability Management”. Questo percorso formativo si propone di fornire competenze specifiche per formare professionisti in grado di ricoprire ruoli dirigenziali, consulenziali e gestionali, promuovendo cambiamenti sostenibili all’interno delle imprese. Gli studenti acquisiranno competenze nella gestione delle risorse aziendali in ottica sostenibile, nella redazione di accordi di lavoro flessibile e welfare, nella finanza sostenibile e nella valutazione delle performance aziendali secondo standard ESG (Environmental, Social and Governance).
La professoressa Gabriella Arcese, coordinatrice del master, ha sottolineato l’importanza di una formazione mirata: “Oggi è necessaria una preparazione specifica che permetta al futuro manager della sostenibilità di operare in modo integrato sui tre pilastri della sostenibilità: ambientale, economico e sociale. Evitare errori come il greenwashing è fondamentale per garantire un vero cambiamento”.
Un elemento distintivo del master di Unicusano è il focus sul Life Cycle Assessment (LCA), una metodologia che valuta l’impatto ambientale, economico e sociale di un prodotto o servizio lungo tutto il suo ciclo di vita. Questo approccio innovativo consente ai professionisti di misurare in modo preciso e confrontabile le prestazioni di sostenibilità delle aziende.
Claudio Miglio, co-coordinatore del master, ha evidenziato l’importanza della rendicontazione di sostenibilità, definendola una “fotografia completa dell’impegno dell’azienda sui temi ambientali, sociali e di governance”. La rendicontazione non solo comunica le prestazioni aziendali, ma funge anche da piattaforma fondamentale per la gestione dei dati e delle informazioni legate alla sostenibilità.
Il futuro delle imprese italiane passa dunque attraverso la sostenibilità, e figure professionali come il sustainability manager saranno determinanti per guidare questo cambiamento. Grazie a iniziative come il master di Unicusano, i nuovi manager saranno pronti a giocare un ruolo chiave nella transizione verso modelli economici più sostenibili e resilienti.
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