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SULPL: stato di agitazione della Polizia Locale di Venezia

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La Segreteria Regionale del Veneto del Sindacato Unitario Lavoratori di Polizia denuncia: “Antiterrorismo senza riconoscimento, disorganizzazione e contrattazione in ritardo. Per questo, dopo aver raccolto le istanze degli operatori, senza distinzione di tessere sindacali, abbiamo chiesto al Prefetto di Venezia di convocare un tavolo di accordo sindacale proclamando lo stato di agitazione”.

VENEZIA – “Turni di riposo che saltano, organizzazione dei servizi comunicata all’ultimo, continue minacce di provvedimenti disciplinari, contrattazione decentrata non ancora all’orizzonte, operatori in fuga costante. È passato quasi un anno da quando avevamo cominciato a denunciare la situazione esasperata all’interno del Comando di Polizia Locale di Venezia. Ad oggi nulla è cambiato, se non in peggio”, dichiara la nota del SULP.

“A questa situazione già critica, infatti, si sono aggiunti i servizi di anti-terrorismo al Ghetto Ebraico. Introdotti in prima battuta come servizi di viabilità, poi riconosciuti come servizi di presidio di un’area sensibile. Inizialmente con la finta mitraglietta, poi con l’arma di ordinanza. Prima fino al 17 ottobre,  poi fino a data da destinarsi. «In forma volontaria», aveva esultato l’unica sigla sindacale “allineata” (non che le altre abbiano fatto un gran exploit), poi però i volontari sono finiti, quindi bisogna disporre di personale in servizio comandato“.

Il sindcato continua: «Coordinatevi con il personale delle forze armate ad inizio turno» ordina il Comandante della Polizia Locale. «La Polizia Locale fa da sé» dispone il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza.

Insomma, Venezia è nel caos più totale e il personale è allo sbaraglio. E tra quelli che dicono che non ci compete e quelli che sventolano il “disarmo” della Polizia Locale come una grande vittoria, il Comandante chiude le porte del dialogo all’unico sindacato di categoria, perché «il CCNL prevede che solo i firmatari partecipino alla contrattazione». Vero. Ma il CCNL non stabilisce che siano RSU e sindacati non di categoria a confrontarsi sulle attività di anti-terrorismo della Polizia Locale.

Se per qualcuno vedere la PL impegnata in queste attività, pur senza riconoscimento dello status giuridico, è motivo di orgoglio e qualcun’altro loda addirittura il coraggio dei colleghi che si immolano per la categoria, prestandosi a servizi di ordine pubblico senza strumenti di autotutela, a noi, tutto ciò, non sembra altro che una bella PRESA PER I FONDELLI!

Per questo, dopo aver raccolto le istanze degli operatori, senza distinzione di tessere sindacali, abbiamo chiesto al Prefetto di Venezia di convocare un tavolo di accordo sindacale proclamando lo stato di agitazione della Polizia Locale di Venezia.

Per una maggiore dignità della categoria e per un maggiore rispetto di TUTTI i settori della Polizia Locale, compresi quelli che NON sono al centro delle cronache”, conclude la nota.

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