A Mogliano Veneto sono state posate questa mattina tre pietre d’inciampo per ricordare Elisa Popper, nata nel 1893, Raffaele Leghziel, nato nel 1910 e Cesare Salomone Luzzatto, nato nel 1870.
Le pietre d’inciampo, in tedesco Stolpersteine, sono state ideate nel 1993 dall’artista tedesco Gunter Demnig, nato a Berlino nel 1947. Hanno il significato di una piccola lapide che diventa un grande monumento alla memoria.
Il numero delle pietre posate è in continua espansione: se ne trovano in una decina di paesi europei e hanno raggiunto un notevole seguito. Ogni singola pietra vuole essere un segno per la memoria degli oltre sei milioni, posarne così tante è una missione quasi impossibile da realizzare.
A Mogliano, per ricordare
Tre nuove pietre d’inciampo sono state posate questa mattina a Marocco di Mogliano Veneto, in memoria di tre cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. Vanno ad aggiungersi alle quattro già posate lo scorso anno.
Come altri, parte della comunità ebraica moglianese, cercarono rifugio presso la casa di cura di Emo Prosdocimo, al civico 45 di via Marignana, e lì, insieme ad altre 8 persone, furono arrestati, il 7 agosto 1944, per essere deportati ad Auschwitz, luogo dove trovarono la morte: Elisa Popper, nata nel 1893; Raffaele Leghziel, nato nel 1910 e Cesare Salomone Luzzatto, nato nel 1870.
«Abbiamo il dovere di insegnare alle generazioni future le “lezioni dell’Olocausto” – ha detto ieri in occasione delle commemorazioni del 27 gennaio Giorno della Memoria – una di queste è l’inestimabile valore della Pace. Oggi ricordiamo per muoverci verso un domani dove la Pace sia più che una speranza: sia una realtà costruita con giustizia, empatia e memoria. Perché la Pace è l’unico linguaggio che può rispondere al silenzio assordante della guerra. Oggi la memoria illumina le radici profonde dell’ingiustizia e svela che ogni guerra, ogni oppressione, ha il suo preludio nel silenzio, nella negazione del diritto dell’altro di esistere. Oggi la Pace non può essere un’idea astratta o un lontano ideale; deve essere un impegno quotidiano radicato nella consapevolezza della storia e nel rifiuto di ogni forma di oppressione» ha dichiarato nel suo discorso il Sindaco, Davide Bortolato.
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