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Srl costrette a dotarsi di collegio sindacale, protesta della CNA

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Anche le piccole società a responsabilità limitata dovranno dotarsi di collegio sindacale. La riforma della Legge fallimentare (L. n. 155/2017) ha introdotto un bizzarro balzello che costringe le S.r.l. a prevedere la costituzione di un organo di vigilanza finora presente solo nelle grandi società di capitali e nelle cooperative.

 

Saranno coinvolte le S.r.l che soddisfaranno almeno uno dei seguenti requisiti, ovvero un totale dell’attivo dello stato patrimoniale pari o superiore a 2 milioni di euro, dei ricavi pari o superiori a 2 milioni di euro o un numero di dipendenti pari o superiore a 10 unità.

 

Il collegio sindacale svolge una funzione di controllo della legalità che impone di verificare il rispetto della legge e dello statuto. Le delibere non conformi, così come eventuali irregolarità nella gestione, possono essere impugnate in tribunale. Si tratta di un organo estremamente importante all’interno di grandi realtà che amministrano e gestiscono un grande numero di dipendenti o di capitali, ma potrebbe risultare inutilmente laborioso all’interno di piccole realtà.

 

La risposta della CNA territoriale di Treviso non si è fatta attendere e in una nota il direttore Giuliano Rosolen afferma:

“Non si riesce a comprendere la reale utilità di questo nuovo carico burocratico. A chi arrecherà vantaggi? Nelle piccole società, in stragrande maggioranza a carattere familiare, non esistono soci di minoranza da tutelare. Quanto agli stakeholder, i rapporti con dipendenti, fornitori e clienti si fondano soprattutto sulla reciproca fiducia personale. Le banche? Chiedono quasi sempre titoli di garanzia per la concessione di prestiti e fidi, non si basano sui bilanci, anche se vistati dal collegio sindacale. Un adempimento inutile e costoso, insomma, che va abrogato”. In conclusione chiede che i “parlamentari trevigiani si attivino affinché il Parlamento abroghi l’ennesimo adempimento amministrativo fine a se stesso prima che venga attuata la riforma”.

 

Un tessuto economico come quello della Marca trevigiana che vive grazie alle piccole realtà, potrebbe essere fortemente danneggiato da un provvedimento simile che, secondo i dati forniti dalla Confederazione degli Artigiani, coinvolgerebbe oltre 3 mila imprese per una spesa stimata di 18 milioni di euro l’anno.

 

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