É primavera, la stagione della rinascita e anche noi immediatamente cadiamo nel più classico dei luoghi comuni, che proprio come nelle altre stagioni incappa in un proliferare di ovvietà, banalità.
Ma vediamo quali sono, in questo piccolo vademecum tascabile da sfoggiare con gli amici per difendersi dai “mainstream stagionali“.
Le giornate si allungano e ho più tempo per me, salvo lavorare fino alle 10 di sera e poi con l’alibi del tepore consumare un gelato al bacio in fretta e furia e tornare a casa distrutti.
La prova costume, alzi il bikini chi non si è imbattuto almeno una volta in un amico alle prese con lo specchio e qualche kilo in più acquistato durante le libagioni invernali, i divani, le birre e l’abbacchio pasquale che scioglie ogni riserva.
Prenoto un viaggio ma non ad agosto, peccato che tra le incertezze tra date e impegni la settimana dal 10 a ferragosto e oltre diventa il più delle volte un approdo sicuro, tra ciabatte, frastuoni, solleone e italodisco.
Pasqua con chi vuoi, è il sogno irrisolto, quello a cui ambisci da Natale quando i panettoni e le tombole con cognati e nuore hanno leso il sistema nervoso, ma forse almeno pasquetta è salva. Con la gita fuoriporta in compagnia degli amici della griglia, tra carne annerita e carbone
Riprendo a correre, ma il più delle volte diventa una metafora, tra corse a perdifiato per raggiungere i supermercati alle 8 di sera, altro che jogging.
Legalizzatela. Si dorme un’ora in meno e i bioritmi saltano, tra sfilate di nervi e il ritmo sonno veglia out, ma rimane chi sogna un’altra legalizzazione. Rastafariana.
Mangio solo primizie, fino alla prima settimana, quando ti accorgi che se continui così non basterebbero cinque stipendi.
Bicicletta mon amour, in effetti le due ruote e il senso di libertà appagano fino all’ultima pedalata, ma la continua ricerca di piste ciclabili sfianca quanto un passo del Ghisallo o una Milano Sanremo.
Mi faccio la barca, è in ogni caso tardi anche per uno sprovveduto, ma si girano i tacchi immediatamente appena appreso incombenze, sacrifici e racconti di chi la barca la possiede sul serio.
La cabriolet, il sogno che in inverno è malcelato ma già in aprile, in primavera appunto, diventa ossessivo e dilagante. Poi la razionalità prende il sopravvento, prima o poi pioverà.
Springtime, ovvero allergie in buona compagnia, in attesa dell’estate, con i gradi centigradi sulla graticola ad attendere altri luoghi comuni, altre tentazioni. Ma questa è un’altra storia.
Zero Biscuit di Mauro Lama
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

