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Spi CGIL Venezia sulla questione Grandi Navi

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Il Direttivo della Lega Spi Cgil Venezia centro storico e isole, in merito al grave incidente di cui si è resa responsabile la nave da crociera MSC Opera il 2 giugno scorso, di fronte alla Stazione Marittima di Venezia San Basilio, e alla successiva entusiasmante manifestazione dell’8 giugno come risposta di tutta la città in tutte le sue componenti, organizzazioni, associazioni, cittadini, al grido unanime di “fuori le grandi navi dalla Laguna”, intende ribadire la posizione che ha assunto coerentemente in tutti questi anni, fin dall’iniziativa pubblica del 30 ottobre 2013, a San Leonardo, difesa in molte occasioni nonostante il clima complicato che ha dovuto affrontare nel dibattito dell’organizzazione e fino alle votazioni dei Congressi. Vale la pena di ricordare l’assunzione nel Congresso della CdLM dell’ordine del giorno presentato dallo Spi proprio sul tema di una nuova portualità che tenga conto che:

 1. il governo della città deve essere unitario, quindi vanno ricomposte le competenze, attualmente frammentate, dell’ex Magistrato alle Acque , Capitaneria e Autorità Portuale

2. deve essere garantita la rappresentanza di tutti i soggetti, quindi anche dei cittadini, attraverso la valorizzazione del ruolo del Consiglio comunale. Venezia sara’ anche del mondo, ma è soprattutto di coloro che la abitano

3. ci si deve avvalere di un ente terzo che garantisca indipendenza e attendibilità scientifica delle scelte e un maggior controllo.

4. si deve rispettare la normativa vigente, cioè il decreto Clini-Passera, il Piano Regolatore per l’Autorità Portuale e soprattutto il P.A.T. (Piano di assetto del territorio)

 Il passaggio delle navi presenta molti rischi, come andiamo ripetendo da anni e come si è visto di recente.

 1. C’e’ un innegabile problema di sicurezza

2. C’e’ un crescente inquinamento ambientale dovuto alle polvere sottili e all’ossido di azoto

3. C’e’ inquinamento acustico dovuto al fatto che i motori delle navi restano parzialmente in funzione

4. C’e’ erosione dei fondali e delle barene per l’impatto con l’acqua smossa

5. Anche i carburanti nella loro composizione presentano pericolosità’

 Ma le grandi navi sono solo una parte del problema. Dobbiamo ricostruire un’idea diversa di città che affronti:

 =il contrasto ad un turismo incontrollato

=il tema della residenzialità

=una politica dei trasporti non succube ai bisogni del turismo, ma orientata a soddisfare le esigenze   di chi abita e lavora a Venezia

=la difesa e la riqualificazione dell’Ospedale Civile su cui gravano non solo le presenze dei residenti ma anche quelle di 30 milioni di turisti all’anno

=un’occupazione più articolata, in vari settori e varie attività, che contrasti le basse e povere professionalità, richieste dall’invadente monocultura turistica.

=la questione di un ambiente sano e sicuro per chi ci vive

 Per concludere: non vogliamo ripercorrere vecchie e pericolose strade di contrapposizione tra ambiente e lavoro, tra sicurezza e lavoro, ma cercare un equilibrio controllato e sostenibile. Le soluzioni possono essere cercate e trovate solo costruendo un’idea generale e condivisa di città, che si proietti verso un orizzonte strategico di lungo periodo, che possa delineare soluzioni non parziali ed evitare soluzioni settoriali, legate all’emergenza e/o condizionate dalla forza dei proponenti.

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