A seguito dell’allentamento delle iniziali, rigorose misure di contrasto all’emergenza coronavirus e dell’avvio della “fase due”, con la progressiva ripartenza delle attività economiche e sociali, servono ora risposte chiare circa le scelte strategiche che la Regione intende attuare per l’Ospedale di Dolo.
L’individuazione, nella fase emergenziale, della struttura ospedaliera di Dolo quale presidio “Covid 19” per tutta l’area dell’ULSS 3 è stata ritenuta opportuna da chi oggi (Sindaci dei Comuni rivieraschi, Operatori sanitari, Sindacato, associazioni e cittadini) chiede risposte chiare e il ritorno in tempi certi alla situazione ex ante di un ospedale che è bacino di utenza di 130.000 abitanti.
“Chiarezza sugli ospedali di Dolo e Mirano. i cittadini e gli operatori sanitari della Riviera e del Miranese non sono di serie b” – con queste affermazioni si apre il comunicato della funzione pubblica della CGIL metropolitana di Venezia del 9 maggio u.s.
Considerato:
che si avverte un forte disagio della popolazione della Riviera del Brenta non più disponibile a sopportare gli evidenti disagi , per ora tollerati, qualora ci fosse la conferma di Dolo come Area esclusiva Covid ;
che il presidio ospedaliero di Mirano, con i posti letto, il personale e gli spazi oggi a disposizione, risulta in difficoltà nella programmazione di interventi chirurgici e nelle emergenze;
che è mancante un piano di trasporto logistico che permetta agli utenti delle aree più profonde del territorio della Riviera del Brenta di raggiungere, se non con estreme difficoltà di mezzi, i presidi ospedalieri di Mirano, Noale e Mestre;
che qualora non rientrassero a Dolo le specialità chirurgiche con i reparti di ginecologia, ostetricia, pediatrica, oculistica, chirurgia, urologia, ortopedia e traumatologia e le prestazioni ambulatoriali specialistiche, la popolazione del territorio potrebbe essere costretta a rivolgersi al privato accreditato o a presidi sanitari differenti a quelli di appartenenza , oppure, cosa ben più grave, a rinunciare alle prestazioni mediche;
le affermazioni del Direttore Generale di ripristinare tutto come nella fase emergenziale (Dolo = Covid), se, a seguito delle aperture della fase due, riprendesse la virulenza dei contagi;
La LEGA SPI CGIL “RIVIERA BRENTA OVEST”
condivide e fa proprio il documento della funzione pubblica;
ribadisce la necessità di un tavolo congiunto per costruire una alternativa all’attuale collocazione del “Covid Hospital” a Dolo.
Auspica l’individuazione, con interventi e percorsi appropriati, di strutture già esistenti all’interno dello stesso nosocomio o in altri per pazienti Covid così da restituire all’ospedale di Dolo la sua funzione di salvaguardia di un bene primario, la salute collettiva.
Invita, tenendo presente quanto emerso da questa epidemia, a mantenere una scrupolosa attenzione sulla necessità che sia presente, oggi più che mai, una medicina territoriale diffusa, realmente capace di garantire il diritto alla salute.
La Segreteria
SPI CGIL LEGA “RIVIERA BRENTA OVEST”
Il Segretario Generale della Lega
Gianfranco Raccanello
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