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Speranzon: “Altro episodio violento a Mestre, servono l’esercito e la certezza della pena”

“Un altro episodio di violenza a Mestre, mi appello alla Procura e Prefettura: i residenti non si sentono più sicuri ed è necessario agire subito con pattuglie interforze, con l’aiuto dell’esercito e la garanzia che questi reati vengano puniti con la reclusione ”.

Così Raffaele Speranzon, candidato per Fratelli d’Italia alle prossime elezioni regionali commenta la notizia della rapina ad un sessantenne bengalese aggredito da un connazionale in via Fratelli Bandiera.

“Mi farò portavoce dei cittadini con la Prefettura di Venezia perché possa concretizzarsi un’azione sinergica sul fronte della sicurezza. Basta con i tavoli e gli incontri inconcludenti, i residenti hanno paura di uscire di casa nelle sere d’estate, e questa limitazione della libertà personale è inaccettabile”.

 

“Mi appello anche alla Procura della Repubblica perché ci sia fermezza nel giudicare chi si macchia di reati contro la persona. Ci sono troppi delinquenti a spasso per le strade.”.

“Poco importa – prosegue il candidato – se vittima e rapinatore si fossero già conosciuti, aspetto sul quale faranno luce le indagini dei carabinieri, ciò che conta è che uno o più individui abbiano picchiato una persona con un bastone in mezzo alla strada, tra l’altro vicino alla fermata di un autobus, per rubargli un portafoglio con 50 euro. Mi chiedo dove siamo arrivati se via Fratelli Bandiera, come via Piave per lo spaccio di droga, stiano diventando delle zone “off limits” per i mestrini in orario serale”.

Speranzon punta ad ottenere un intervento immediato. “Bene ha fatto l’amministrazione Brugnaro ad aumentare sensibilmente il numero di pattuglie della polizia locale impiegate sul territorio comunale ed ottimo l’investimento che ha permesso di installare molte telecamere nelle zone a rischio. Sono certo che il Comune procederà, nei prossimi mesi, ad installarle dove ancora non ci sono. Poi le registrazioni permettono di intervenire anche non in fragranza di reato e quindi aiutano gli investigatori a ricostruire fatti criminosi. Io ad esempio – prosegue – da presidente dell’Ater ho fatto installare sistemi di videosorveglianza in via dello Squero, in via Camporese e in via del Bosco, esperienze positive che hanno migliorato la vita dei residenti perché gli occhi elettronici sono già di per sé un deterrente alla criminalità. Ma non bastano solo quelle – continua il candidato – per la situazione in cui siamo arrivati è necessario avere dei presidi fissi e delle pattuglie interforze, anche appiedate, tra polizia locale, municipale, carabinieri e anche esercito”.

 

“Occorre però essere supportati dalla magistratura – prosegue Speranzon – perché si garantisca il carcere per criminali come questi. La presenza delle divise deve essere costante e non solo di passaggio, ma insieme deve esserci la consapevolezza che rapine e aggressioni finiscono con la reclusione. Un’azione sinergica e imprescindibile per cercare di riportare un po’ di tranquillità a Mestre – conclude Speranzon –  e bisogna iniziare subito”.

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