Nel cuore del brolo del Monastero di San Giacomo di Veglia è nato un giardino terapeutico pensato per i giovani con disturbo dello spettro autistico.
L’iniziativa, firmata dai Giardinieri di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, è stata inaugurata il 17 settembre, alla presenza del vescovo diocesano Riccardo Battocchio, a conclusione del convegno “La cura passa anche dagli spazi verdi”.
Il progetto, frutto di un lavoro congiunto fra realtà artigiane, istituzioni e mondo scientifico, si propone di offrire uno spazio capace di coniugare natura e inclusione sociale. «Abbiamo messo in rete competenze diverse con una visione comune di sistema territoriale», ha spiegato Armando Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. «È un’iniziativa che coniuga sapere artigiano, scienza e impegno sociale, con l’obiettivo di favorire una reale integrazione delle persone con disabilità».
Tra i partner che hanno reso possibile l’opera figurano Confartigianato Imprese Vittorio Veneto, che ha curato i rapporti con il territorio, Volksbank, che ha contribuito insieme a EBAV al finanziamento, la Fondazione Architettura Treviso, l’AULSS 2 Marca Trevigiana e la cooperativa Terra Fertile di Vittorio Veneto, che si occuperà della gestione delle attività rivolte ai ragazzi.
Secondo Luca Cazziolati, presidente dei Giardinieri di Confartigianato, questo è solo il primo passo di un percorso più ampio: «Il giardino nel brolo del monastero è l’avvio di una rete di giardini terapeutici nella Marca Trevigiana, dedicati a diverse forme di fragilità». Alla fase di progettazione ha collaborato anche l’azienda pistoiese Giardineria Italiana, guidata da Andrea Mati, che ha curato il workshop preparatorio.
Il progetto, ha ricordato Giuseppe Cangalori della Fondazione Architettura Treviso, è stato costruito su alcuni principi cardine: ascolto reciproco, collaborazione orizzontale, multidisciplinarità, attenzione al paesaggio e cura della persona. «Sono elementi che permettono di lasciare un segno concreto e duraturo sul territorio, in un momento storico in cui il valore sociale e culturale delle opere è fondamentale», ha aggiunto, ringraziando l’architetto Michele Tomasella per l’impegno profuso.
Per Massimo Ciacchi, presidente di Terra Fertile, «questo spazio rappresenta un’occasione per promuovere il benessere delle persone con autismo e, al tempo stesso, per rinsaldare il senso di comunità attraverso la collaborazione tra mondi diversi». Dello stesso avviso Vittorio Pucella, direttore dell’area Treviso e Pordenone di Volksbank: «Abbiamo sostenuto fin da subito questa iniziativa, convinti che gli spazi verdi, se progettati con attenzione, possano offrire benefici tangibili a chi vive situazioni di fragilità».
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