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Spaccio di droga a Mestre. Speranzon: "Certezza della pena per i vendi"

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Riceviamo e pubblichiamo comunicato del Consigliere regionale Raffaele Speranzon Capogruppo Fratelli d’Italia in Regione
 
“Da un lato, ci sono i fermi di due spacciatori in tre giorni e l’arresto dello spacciatore straniero appena quattro giorni dopo essere stato scarcerato; dall’altro, lo “sconto” a diversi imputati a seguito del maxi-blitz di Via Piave di tre anni fa. Il problema dello spaccio di droga a Mestre è pressante, e pretendiamo la certezza della pena per chi nelle nostre città vende morte”: il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Raffaele Speranzon, che proprio a Mestre vive e lavora, rilancia l’allarme sul traffico di sostanze stupefacenti, a poche ore dalla fine del processo d’appello per gli spacciatori di Via Piave.
“È opportuno modificare il Testo unico sulla droga: il tema della “modica quantità” va assolutamente rivisto. Sappiamo tutti che è su questo aspetto che giocano i piccoli spacciatori e gli organizzatori della rete del traffico, ed è così che si è arrivati alla riduzione delle pene per gran parte degli imputati”, denuncia Speranzon.
 
“Servono norme severe e pene certe, non può esserci margine di confronto su questioni che minano la sicurezza delle nostre città e la vita delle nostre famiglie. Non possiamo permettere che i giovani vengano facilmente adescati da questi criminali che vogliono trascinarli nell’abisso della droga”.
 
Resta poi aperta la questione immigrazione clandestina: “Se vogliamo davvero aiutare i popoli del sud del mondo, dobbiamo combattere contro lo sfruttamento da parte di alcuni stati europei delle immense risorse naturali dei loro Paesi d’origine. Per migliorare le condizioni di vita di queste persone, dobbiamo metterle in condizione di realizzare i propri sogni senza espatriare: da noi non trovano reali opportunità, ma rischiano di diventare la manovalanza di organizzazioni criminali, rovinando la vita propria e quella di molti nostri cittadini. Ecco perché è necessario fermare l’arrivo dei migranti nella nostra Nazione, garantendo certamente il soccorso in mare, ma evitando, con il blocco navale, la partenza degli scafisti che si arricchiscono sfruttando la disperazione di persone pronte a tutto per poter sopravvivere e che, in assenza di controlli, rischiano di finire nella rete delle organizzazioni criminali pronte a sfruttarli abusando della loro marginalità sociale: i famigerati “pesci piccoli” che vengono presi in operazioni come quelle di Via Piave e poi scarcerati sapendo che il loro destino è quello di tornare a fare ciò per cui sono stati arrestati, come ha dimostrato l’arresto di uno spacciatore recidivo a Marghera pochi giorni fa. Se vogliamo avere città sicure, bisogna fermare questo indegno traffico di esseri umani verso l’Italia”.
 
Dopo le risse, quindi, lo spaccio, e Speranzon rinnova l’impegno del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia sul fronte sicurezza: “Continueremo a lavorare in Regione e nelle amministrazioni locali per garantire risorse per le polizie locali e per i sistemi di videosorveglianza dei comuni, che si rivelano molto spessi decisivi in indagini di questo tipo. Inoltre ci attiveremo con i rappresentanti FdI a livello nazionale affinché si riveda il sistema normativo di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti e, visto anche il grave periodo di emergenza sanitaria che sta mettendo in ginocchio la nostra Nazione, che si giunga al più presto a una chiusura dei porti per contrastare l’immigrazione clandestina che non produce alcun effetto salvifico nelle vite di chi sbarca in Italia”.
 
Raffaele Speranzon
Capogruppo Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni
Consiglio Regionale del Veneto

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