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Sovraffollamento nel carcere minorile di Treviso

La risposta del ministro Nordio all’interrogazione parlamentare presentata da Italia Viva

ROMA. In Veneto presto sarà aperta unna nuova struttura a Rovigo per far fronte al sovraffollamento del Santa Bona a Treviso.

Il carcere minorile di Treviso vive una gravissima situazione di sovraffollamento. Dal Senatore Veneto Andrea Martella di  Italia Viva Treviso è stata presentata un’ interrogazione parlamentare sulle condizioni del carcere minorile di Treviso al Ministro della Giustizia Carlo Nordio. È necessario infatti   garantire sia i diritti inviolabili dei detenuti che la sicurezza degli agenti di polizia penitenziaria e degli operatori che lavorano all’interno delle  strutture penitenziarie.

Il tema è stato discusso in Senato e il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato a breve l’apertura di una struttura specifica a Rovigo.  Entriamo nel merito della risposta data dal Ministro.

La popolazione carceraria minorile

Alla data dell’ultima rilevazione statistica, effettuata il 30 giugno 2024 dal servizio del capo del Dipartimento di giustizia minorile e di comunità, la popolazione (maschile e femminile) degli istituti penali per minori è costituita da 543 utenti, di cui 282 italiani e 261 stranieri, per lo più tunisini (75), marocchini (58) ed egiziani (55).

A fronte di una capienza totale pari a 514 posti, si è registrato un esubero di 29 posti, che costituisce sicuramente una problematica significativa per il sistema penale minorile. Il massimo esubero è stato riscontrato negli istituti di Roma e di Treviso, rispettivamente con 14 detenuti (sezione maschile) e 10 detenuti oltre la capienza.

Il problema dei minori stranieri non accompagnati

L’attuale condizione di sovraffollamento del comparto carcerario minorile è conseguenza, in gran parte, dell’afflusso in Italia di minori stranieri non accompagnati, riversatisi nel circuito penale minorile a seguito dei reati commessi sul territorio. Si tratta di ragazzi provenienti in prevalenza dal Nord Africa, spesso poli-assuntori di sostanze stupefacenti o psicofarmaci, con gravi problematiche comportamentali che, giunti in Italia, vengono fagocitati da un meccanismo di marginalità sociale, che li conduce a commettere reati. Questi giovani finiscono nelle carceri minorili poiché mancano riferimenti familiari e alternative quali comunità educative che abbiano anche specificità socio-sanitarie.

Il Santa Bona a Treviso

Da tempo l’istituto penale minorile di Treviso si era rivelato strutturalmente insufficiente.

“ Proprio allo scopo di far fronte a tale problematica il Ministero ha provveduto all’acquisizione dell’ex casa circondariale di Rovigo, ove sono attualmente in corso complessi lavori di ristrutturazione che consentiranno a breve l’apertura di un nuovo istituto. I minori e i giovani adulti, seppure collocati negli istituti penali, devono poter fruire di maggiori spazi di socialità per beneficiare dell’insegnamento scolastico, di tirocini formativi, di attività risocializzanti, ricreative e sportive “ si legge nella risposta del Ministro.

Servono reparti specializzati di Polizia Penitenziaria

Un secondo aspetto di fondamentale importanza è la specializzazione dei reparti di Polizia Penitenziaria che, attraverso un percorso specifico di conoscenza dei detenuti, possano disinnescare gravi eventi come quelli che capitano nelle carceri minorili italiane. “La gestione del detenuto minorenne richiede infatti professionalità specializzate, équipe multidisciplinari integrate, assegnazione a tempo pieno e presenza costante di direttori di istituto e comandanti dei nuclei” specifica Nordio nella sua risposta all’interrogazione.

Crediti fotografici: Ministero della Giustizia

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