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Sostenibilità del debito e sviluppo economico al centro del convegno di Rimini

Il calo demografico grava su sanità e pensioni, necessaria l’immigrazione regolare

RIMINI. Nella Sala Neri Generali-Cattolica della Fiera di Rimini, si è tenuto oggi alle 13:00 il convegno intitolato “Sostenibilità del debito e sviluppo economico”, organizzato in collaborazione con la Fondazione per la Sussidiarietà e con il sostegno di isybank, Forma.Temp e Illumia. L’incontro ha visto la partecipazione di Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, introdotto da Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà. Il dibattito si è concentrato su temi cruciali per il futuro economico dell’Italia e dell’Europa, con particolare attenzione alle sfide poste dal debito pubblico, alla necessità di una crescita economica sostenibile e all’integrazione europea.

Un momento di passaggio verso una nuova economia

Giorgio Vittadini ha aperto il convegno sottolineando l’importanza di un passaggio da un’economia finanziaria a una politica industriale che metta al centro la persona e la produzione di beni. Negli ultimi 15 anni, la produttività nelle economie avanzate ha mostrato segni di declino, con l’Italia che si trova in una situazione particolarmente critica, registrando una delle produttività più basse con un incremento di appena lo 0,3%. “È essenziale riflettere su come rilanciare la produttività, ovvero il rapporto tra prodotto e persone occupate”, ha affermato Vittadini, sottolineando che “la diseguaglianza non è il risultato di una cattiva redistribuzione della ricchezza, ma del modo in cui si pensa lo sviluppo”.

L’essenziale è il nucleo di valori che guida le nostre azioni

Per Fabio Panetta, alla sua prima partecipazione al Meeting di Rimini, l’entusiasmo dei giovani presenti è stato motivo di ispirazione. Nella sua relazione, il governatore della Banca d’Italia ha toccato i nodi essenziali per raggiungere una crescita economica robusta, equilibrata e sostenibile. “L’essenziale rappresenta ciò che rimane quando il superfluo viene eliminato: il nucleo di valori e obiettivi che dà direzione e significato alle nostre azioni”, ha dichiarato Panetta, ricordando che, pur non essendo l’economia l’essenza della vita umana, essa ne costituisce una parte rilevante.

L’importanza dell’integrazione europea

Panetta ha poi posto l’accento sul ruolo cruciale dell’integrazione europea, un progetto nato dalle ceneri della Seconda guerra mondiale con l’obiettivo di generare benessere, prosperità e garantire la pace. “L’integrazione europea ha portato a una significativa crescita del reddito pro capite e ha favorito la specializzazione produttiva e l’efficienza”, ha detto Panetta. Tuttavia, le attuali dispute geopolitiche rappresentano una minaccia per la stabilità economica globale, e per un’Europa che dipende dalla domanda estera e che è povera di materie prime. “È fondamentale proseguire il cammino di integrazione”, ha aggiunto.

La riduzione del debito e la necessità di una politica fiscale responsabile

Panetta ha inoltre affrontato la questione del debito pubblico italiano, evidenziando che l’Italia è l’unico Paese nell’area euro in cui la spesa pubblica per gli interessi sul debito è pari a quella per l’istruzione. Un debito elevato, ha spiegato, limita le possibilità di investire nel capitale umano, nell’innovazione e nella crescita, ostacolando lo sviluppo del Paese e la capacità di finanziare politiche pubbliche essenziali come l’istruzione e la sanità. “L’esigenza di ridurre il debito prescinde dalle regole europee”, ha sottolineato Panetta. “Dobbiamo ridurre il debito non perché ci sono delle regole, ma perché è conveniente farlo”. Per ottenere una crescita sostenibile, ha indicato, sono necessari prudenza fiscale, riforme strutturali e investimenti mirati.

Il mercato del lavoro e il nodo della produttività

Guardando al futuro, Panetta ha evidenziato come la demografia europea stia cambiando, con un calo della popolazione in età lavorativa e un aumento degli anziani, fenomeni che potrebbero compromettere la sostenibilità dei sistemi pensionistici e dei debiti pubblici. “È essenziale aumentare l’occupazione di giovani e donne, in particolare in Paesi come l’Italia, dove il divario di partecipazione al mercato del lavoro per genere ed età è ancora troppo ampio”, ha affermato. Ha anche proposto misure che favoriscano l’afflusso di lavoratori stranieri regolari come risposta razionale alle sfide economiche. Panetta ha poi sottolineato l’importanza di aumentare la produttività, evidenziando che solo un incremento del prodotto per ore lavorate potrà assicurare lo sviluppo e redditi elevati.

Riforme e investimenti essenziali per l’Europa e per l’Italia

Panetta ha infine parlato della necessità di riforme e investimenti profondi a livello europeo per mantenere il passo con il progresso globale. Tra le riforme, ha evidenziato l’importanza di creare una capacità fiscale comune e centralizzata, senza la quale l’attuale governance dell’UE rimane squilibrata. Ha anche sottolineato l’urgenza di ampliare il mercato unico a settori come l’energia e le telecomunicazioni, e di effettuare investimenti nei comparti strategici come l’alimentare, l’energia, la sanità e la difesa, con un coordinamento a livello europeo e un mix di fondi pubblici e privati. “È irrealistico pensare che le sole finanze pubbliche o i singoli Paesi possano sostenere questi sforzi da soli”, ha concluso.

Conoscenza, dialogo, continuità: le parole chiave per il futuro

Le conclusioni del convegno sono state affidate a Giorgio Vittadini, che ha riassunto i temi centrali in tre parole chiave: conoscenza, dialogo e continuità. “Conoscere per poter migliorare è essenziale. Essenziale è poi il metodo, ovvero il dialogo: creare un nesso tra le istituzioni e la vita della gente ne fa un fattore anche di speranza. Il terzo elemento essenziale, infine, è la continuità, l’impegno continuo e quotidiano”, ha dichiarato Vittadini, sottolineando l’importanza di lavorare insieme per un futuro migliore per l’Italia e per l’Europa.

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