Consapevoli, ma poco attivi. Attenti, ma frenati da costi, mancanza di alternative e scarsa informazione. È questa l’immagine che emerge dalla nuova indagine di Altroconsumo, che nel 2025 torna a misurare i comportamenti sostenibili degli italiani e li confronta con quelli rilevati nel 2021
ITALIA. La ricerca, condotta nell’ambito del progetto internazionale coordinato da Euroconsumers, mostra un dato in apparenza incoraggiante: 9 cittadini su 10 riconoscono oggi l’importanza di vivere in modo sostenibile. Ma dietro l’aumento della consapevolezza si cela una realtà più complessa: le azioni concrete diminuiscono e in molti settori si osserva un peggioramento rispetto a quattro anni fa.
L’inchiesta completa è disponibile su Impegnati a Cambiare, la piattaforma di Altroconsumo dedicata alla cultura del consumo responsabile.
Un Paese fermo: più sensibilità, meno comportamenti virtuosi
Dalla gestione dei rifiuti all’alimentazione, dalla mobilità al risparmio energetico domestico, l’indagine mostra una dinamica comune:
- cresce la sensibilità verso la sostenibilità,
- ma si riduce la capacità di trasformarla in gesti quotidiani.
Rispetto al 2021, infatti, gli italiani appaiono più attenti, ma più scoraggiati. Complici il contesto economico sfavorevole, l’inflazione, la diminuzione del potere d’acquisto e la percezione di una crescente instabilità internazionale, molti consumatori faticano a compiere le scelte più sostenibili, spesso percepite come più costose o poco accessibili.
Il termometro della sostenibilità: l’indice CSBI
Per misurare il livello di sostenibilità degli italiani e confrontarlo con quello degli altri Paesi coinvolti nell’indagine (Austria, Belgio, Portogallo, Slovenia, Spagna, Canada e Stati Uniti), Altroconsumo si è basata sul Consumer Sustainable Behaviour Index (CSBI), elaborato con il supporto di 39 esperti internazionali.
L’indice prende in considerazione cinque ambiti della vita quotidiana:
- Alimentazione
- Viaggi e mobilità
- Energia e acqua domestica
- Acquisto di beni e servizi
- Gestione dei rifiuti
Il confronto internazionale conferma che l’Italia continua a occupare una posizione intermedia, lontana dai Paesi più virtuosi (come l’Austria) ma avanti rispetto a contesti come gli Stati Uniti. Tuttavia, quasi tutti i Paesi registrano un calo nell’indice rispetto al 2021: un segnale preoccupante sul rallentamento del “motore verde” a livello globale.
1. Alimentazione: torna indietro la cura per la tavola sostenibile
Nel 2021 l’alimentazione era il punto di forza degli italiani. Oggi registra un lieve peggioramento:
- la lotta allo spreco alimentare scende dal 71% al 67%;
- cala la riduzione dei cibi di origine animale (74% → 68%);
- diminuisce l’attenzione a stagionalità, prodotti locali e sfusi.
Il freno principale? Il costo percepito delle scelte sostenibili, dal cibo biologico alle alternative vegetali, passando per i prodotti certificati. Anche la scarsa informazione gioca un ruolo importante: molti consumatori ignorano che mangiare sostenibile può coincidere anche con risparmiare.
2. Mobilità: il tallone d’Achille degli italiani
È l’ambito più critico e quello che incide di più sul punteggio complessivo.
Gli italiani continuano a sottovalutare l’impatto dei propri spostamenti.
- Solo il 43% usa l’auto quando è davvero necessario (era il 53%).
- Solo il 36% si muove quotidianamente a piedi, in bici o con i mezzi pubblici (38% nel 2021).
Le cause:
- dipendenza strutturale dall’auto privata, presente nel 90% delle famiglie,
- scarsa fiducia nei mezzi alternativi,
- infrastrutture insufficienti (piste ciclabili, car sharing, trasporto pubblico),
- costi elevati delle auto elettriche e ibride.
3. Energia e acqua domestica: cala l’attenzione nonostante i benefici in bolletta
Le azioni a costo zero – spegnere le luci, chiudere il rubinetto – restano diffuse, ma in diminuzione (64% → 57%).
Gli interventi strutturali per migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni restano un miraggio per molte famiglie: solo il 30% vive in una casa ben isolata (45% nel 2021).
Gli ostacoli principali?
- costi elevati delle ristrutturazioni,
- incentivi fiscali percepiti come complessi e incerti,
- scarsa informazione sulle soluzioni low-cost per ridurre i consumi.
4. Acquisti di beni e servizi: torna il “comfort shopping”
I segnali del 2021 – acquisti più ponderati, attenzione al monouso, preferenza per prodotti durevoli – hanno lasciato spazio a un’inversione di tendenza:
- solo il 49% compra solo lo stretto necessario (53% nel 2021),
- solo il 49% privilegia la qualità (57% nel 2021),
- appena il 29% evita prodotti usa-e-getta (38% nel 2021).
La pandemia aveva portato a un consumo più consapevole. Oggi la crisi economica, unita all’esigenza di gratificazione immediata, ha riportato in auge comportamenti meno sostenibili.
5. Gestione dei rifiuti: bene la differenziata, meno riparazione e riuso
La raccolta differenziata resta un punto forte, anche se in lieve calo (80% → 76%).
Rimane stabile l’abitudine di far durare più a lungo i prodotti (53% → 54%), mentre diminuisce la propensione a ripararli (55% → 49%), spesso per mancanza di servizi chiari e accessibili.
È proprio in questo ambito che si nota uno dei principali paradossi: gli intervistati lo considerano il settore più impattante, mentre per gli esperti è quello meno critico.
Informazione e accessibilità: i due nodi da sciogliere
Il filo rosso che unisce tutte le aree dell’indagine è uno:
la sostenibilità in Italia è frenata da scarsa informazione e costi percepiti troppo elevati.
Ben 6 italiani su 10 ritengono di non essere sufficientemente informati sul tema.
Molti faticano a identificare le azioni davvero efficaci, sottovalutando i settori più impattanti (alimentazione, mobilità) e sopravvalutando quelli più semplici da gestire (rifiuti).
Una consapevolezza che non basta più
La fotografia dell’Italia del 2025 è quella di un Paese che vuole essere sostenibile, ma che fatica a esserlo.
La consapevolezza c’è, e questo è un punto di partenza prezioso.
Ora occorre trasformarla in azione quotidiana, concreta, accessibile.
L’inchiesta completa è disponibile sulla piattaforma Impegnati a Cambiare, dove Altroconsumo riunisce analisi, strumenti e informazioni per aiutare i cittadini a orientare i propri comportamenti verso un futuro più sostenibile e inclusivo.
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