Oltre l’alcolismo:La testimonianza di un figlio che ha ritrovato la famiglia
Sono figlio di un alcolista, e per anni ho visto la mia famiglia cadere a pezzi. I litigi erano continui, mia madre aveva crisi isteriche e mio padre reagiva con un silenzio impenetrabile. A volte, esasperato dalla situazione, gridavo contro di lui chiamandolo “ubriacone”, cercando di colpirlo con le mie parole.
Altre volte, provavo a convincerlo a promettere che avrebbe smesso, anche se poi non riusciva mai a mantenere quei propositi. Gli volevo bene, ma non riuscivo a capire perché quella bottiglia sembrasse sempre più importante di noi, al punto da distruggere tutto ciò che avevamo. Mi sentivo diviso e profondamente confuso.
Poi, all’improvviso, qualcosa cambiò. I miei genitori iniziarono a uscire due volte a settimana e in casa si respirava una nuova tranquillità. Fu allora che mia madre mi spiegò di aver trovato la speranza per papà e per la nostra famiglia: Alcolisti Anonimi per lui e Al-Anon per lei, perché anche lei stava soffrendo.
Solo allora ho compreso che mio padre era malato e che l’unica cura era l’amore e la comprensione della nostra famiglia, senza medicine. Oggi festeggiamo due anni di sobrietà di mio padre, che ora si dedica a me con l’intento di recuperare il tempo perduto e ci trasmette la serenità che ha ritrovato.
Ho grande rispetto per la forza che ha avuto nel combattere questa malattia, e ora non ho più dubbi sul bene che gli voglio.
crediti immagine: https://www.fccdenton.org/wellness.html
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