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Smog e Panevin, Zanoni (PD): “Situazione sempre più drammatica”

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“Puntualmente, come accade ogni anno, ci ritroviamo ad assistere alle impennate di PM10 a giochi fatti. Senza mai intervenire a monte, con misure e con un coordinamento territoriale omogeneo per evitare l’emergenza smog. La Regione potrebbe e dovrebbe svolgere questo ruolo di cabina di regia. Ma, puntualmente, brilla per assenza o inefficacia“. Il giudizio viene dal consigliere regionale del PD Veneto, Andrea Zanoni.

“Dovrebbe essere sufficiente il grido d’allarme del fronte medico sulle condizioni di salute dei bambini, con un mix di inquinamento e influenza stagionale che li espone ad una crescita del 20% di problemi respiratori. Non solo: in tutto il Veneto sono tante le città e le aree nelle quali si riscontrano i valori del PM10 oltre la soglia di legge. Eppure, siamo ancora all’anarchia circa i provvedimenti di divieto o limitazione di eventi come i Panevin, che producono a loro volta un innalzamento dell’inquinamento atmosferico. Tutti nodi che vengono al pettine senza mai trovare soluzione”.

E ancora Zanoni incalza: “A Treviso, ma in tutte le città venete, c’è la prova che le attività dell’uomo creano i picchi di PM10 e PM2.5: qui la Centralina ARPAV tra il 31 dicembre e il primo dell’anno ha registrato 199 ug/mc (Microgrammo al metro cubo) a causa dei botti di fine anno. E gli sforamenti oltre i 50ug/mc sono stati addirittura 65 nel 2022, mentre la legge ne tollera al massimo 35. Le ordinanze contro barbecue e accensione fuochi di ramaglie a cosa servono se poi si autorizzano i Panevin in deroga? I cittadini, tutti, ancor prima delle autorità, devono porsi la domanda: al primo posto mettiamo la tutela della salute dei bambini, degli anziani, degli ammalati oppure le tradizioni? Faccio un appello ai sindaci: ascoltate i medici, i pediatri, gli esperti e poi convincete i vostri cittadini sul fatto che la salute e l’ambiente vengono prima degli spettacoli e delle tradizioni”.

“In sede di Bilancio regionale – conclude Zanoni – avevo proposto di piantare 5 milioni di alberi, di dare contributi a chi ha stufe vecchie e inquinanti per rottamarle con stufe di nuova generazione, di fare degli studi sugli impatti di grossi impianti come cementifici e inceneritori sulla salute dei cittadini e sull’ambiente, di incentivare il traffico pubblico, quello elettrico: tutto bocciato. Preferiscono dare 85 milioni per la pista da bob di Cortina e coprire il buco da 55 milioni della Pedemontana piuttosto che investire per la salute dei cittadini”.

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