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Smart Working a quattro zampe

C’è chi fa il controllo qualità in remoto, chi lavora virtualmente in posta, chi chiacchiera con i “colleghi” della multinazionale in chat, utilizzando ovviamente un linguaggio criptato, non sia mai che capiti qualche hacker dello spionaggio industriale. C’è anche chi fa saltare le video lezioni scolastiche, chi aiuta a stampare autocertificazioni e chi se ne frega e se la dorme beato, alla faccia dell’affollamento casalingo per la quarantena.

 

Pasticcio, stagista di Nicoletta, Generali SpA

Whisky di Giuseppina controlla che tutto sia in regola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono i nuovi assunti dello Smart Working, assistenti a tutti gli effetti, stagisti di prim’ordine, pagati a croccantini e snack.

Zenzero di Laura in attesa di un’e-mail

 

Ai tempi del Coronavirus chi vive in casa con un amico a quattro zampe difficilmente si sente solo. Pettegoli nel senso più divertente del termine, partecipativi della vita familiare con una curiosità senza limiti, per molte persone, ora come ora, rappresentano l’ormeggio nel porto sicuro, dove le tempeste dell’anima e la paura arrivano comunque, ma sono mitigate da una zampata, una testata leggera, una “canzone” fatta di fusa.

 

 

 

E c’è chi, passeggiando sui tasti, fa saltare la video conferenza e regala una pausa agli alunni di Maria Luigia

Che gli animali domestici offrano compagnia, affetto e protezione è un dato di fatto. Eterni bambini inconsapevolmente giocano parecchio sul nostro istinto materno e paterno, senza diventare impegnativi come un marmocchio in carne e ossa. Sono “figli pelosi”, compagni di gioco, partner di mille avventure, sempre in prima linea quando si affaccia una novità.

 

E la novità, adesso, si chiama quarantena.

 

Come passare da padroni assoluti di villette e appartamenti per parecchie ore, a coinquilini di esseri umani rumorosi? Bipedi che in preda al “non so cosa fare” diventano la peggior Tata Matilda di loro stessi, andando a pulire anche le fughe delle piastrelle con lo spazzolino da denti, o panificando e cucinando per i prossimi anni a venire.

Semplice, adeguandosi come solo un gatto, in questo caso, sa fare.

 

Tino controlla che tutti stiano a casa

Elivis, a casa col “papà”, accoglie Monica al ritorno da una giornata di lavoro fuori casa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo andati a curiosare nelle case di persone speciali che l’amore per i quattro zampe disabili ha fatto diventare come una grande famiglia. Il sostegno e la solidarietà restano gli stessi, anche se si sta tutti chiusi in casa, chi in ferie forzate, chi in cassa integrazione, chi in Smart Working. Tanto da fare una lotteria per aiutare una volontaria che cerca di nutrire e salvare i randagi anche in questa difficile situazione.

 

Perché chi ama gli animali, ama e aiuta anche i propri simili con un’incredibile sensibilità ed empatia. Spesso in silenzio, senza far rumore. Stiamo parlando della più grande colonia del mondo, cui non serve una bandiera o un trattato economico, sociale o sanitario.

Basta alzare una zampa. Anche e soprattutto ai tempi del Coronavirus.

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