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Sior Pare e le medicine

Sior Pare e le medicine

Una mia amica dice sempre: “Pecà diventar veci” (Peccato diventare vecchi). Il Sior Pare, nonostante la sua diversamente giovane età, se la cava anche bene. Ha dei dolori cronici a schiena e anca, è ipovedente, si deve tenere sotto controllo, certo, ma è abbastanza in salute.

Ciò nonostante la lista di farmaci che assume è infinita. E una per la pressione, una per la prostata, e il cuore, e i dolori, e le vitamine… È davvero da andare fuori di testa ogni qual volta devo far l’ordine alla sua dottoressa.

Fino a prima della pandemia lui andava ogni settimana in ambulatorio, si ordinava la medicine e qualche giorno dopo andava in farmacia davanti a casa a prenderle. Ora sono io a far l’ordine una volta al mese e ad andare poi a ritirarle.
Questo vuol dire che ormai quando entro in farmacia le povere farmaciste già si rimboccano le mani e iniziano a preparare un borsone.

Prima di scrivere la mail alla dottoressa ovviamente si fa il check delle scorte e di quelli che sta finendo, ma essendo ben 13 medicine fisse più varie ed eventuali, capita spesso che qualcuna scappi al controllo. Un po’ anche per responsabilizzarlo e tenerlo attivo, do sempre a lui il compito di avvisarmi quando inizia a scarseggiarne una. Ma ecco che puntualmente la situazione ricapita.

Guardo. Confronto la lista nome commerciale, principi attivi. Controllo sia nell’armadio delle scorte sia dove tiene quelle che usa ogni giorno. Non c’è.

(sguardo sconsolato e orecchie sempre più basse)

Ride imbarazzato

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