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Sior Pare e le feste

Sior Pare e le feste

È sempre dura trascorrere le feste natalizie senza la persona che ami. Figuriamoci per quel romanticone del Sior Pare, anche se lui vive proprio per far festa più che può. Al contrario io invece odio il Natale, le corse per far tutto in tempo e poi i mille auguri da persone che senti solo in quel giorno.

Peccato però che il Sior Pare inizi a festeggiare dal 30 novembre con il suo onomastico e poi è un tutt’uno tra compleanni vari fino alla Befana. Già dal primo dicembre aveva decorato tutta la casa con i presepi del mondo e le varie ghirlande natalizie, messo le lucine nell’albero in giardino e già si pregustava il suo solito menù luculliano.

Lo scoglio più duro è sempre il compleanno della Siora Mare. Il calendario dell’avvento lo aiutava nel conteggio e a rendergli la giornata un po’ più dolce, anche Natale con tutti i suoi preparativi è andato via liscio, grazie soprattutto anche alle persone che lo hanno trascorso con noi o ci hanno semplicemente telefonato. I tre giorni alle terme ci hanno fatti arrivare a Capodanno senza nemmeno accorgersene.

Come ogni anno, la cosa che più aspetta di queste feste è la mattina del primo dell’anno: Messa del Papa, concerto di capodanno dalla Fenice, concerto di capodanno da Vienna, giro di telefonate con i parenti e poi film Disney fino a tarda sera.

Se è sempre stato importante per lui avere i programmi pronti, in questi giorni festivi lo è anche di più. Un modo anche per tenersi impegnato e allontanare la tristezza. A differenza degli altri anni la mezzanotte l’aspettiamo su da me. Nonostante le ordinanze di divieto di esplodere botti e simili, è dal mattino che continuano a sentirsi esplosioni che nemmeno in guerra e io ho appena adottato un quarto gatto che mi è caduto dal tetto in terrazzo. Meglio stare con loro e rassicurarli.

Lui si piazza con la sedia a 10 centimetri dal televisore e continua a guardarsi il film, controllando ogni cinque minuti l’orologio per vedere quanto manca alla mezzanotte. Dopo aver cantato, come sempre, “Edelweiss” ed essersi commosso, eccolo pronto:

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