È stato indubbiamente un brutto colpo per il Sior Pare perdere la sua amata Yoshiko. Solo cinque anni insieme, ma sempre fianco a fianco. Era la sua piccola, il suo tutto.
Normalmente, quando mancava un gatto, il Sior Pare subito iniziava con la sfilza di:
- “Varda che no vogio più gatti! Se soffre troppo! No ti xe mai ibero! No ti pol andar in ferie tranquìo (Guarda che non voglio più gatti! Si soffre troppo! Non sei mai libero! Non puoi andare in ferie tranquillo)”
Per poi, entro un paio di giorni, subito cambiare idea. Questa volta niente. Passa un giorno, due, tre niente. Penso che forse stavolta se la sia messa via. Con 87 anni e mezzo sul groppone ormai anche il Sior Pare non è più completamente autonomo. Ci mettiamo poi l’essere ipovedente… le cassettine, le pulizie varie, il controllare il cibo, l’acqua ecc. erano ormai una mia incombenza.
La sera del quinto giorno sto cucinando e mi arriva lì tutto mogio mogio:
- “Ciò… posso domandarte un piasser grando grando?” (Eh… posso chiederti un piacere grando grando?)
- “Dimmi uomo“
- “Co ti ga tempo, vogia, ecc ti me portaressi a Cavarzere? (Quando hai tempo, voglia, ecc. mi porteresti a Cavarzere?)”
- “Ma ti xe sicuro? Lo vedi che fai fatica ora a star dietro a un gatto, pulire le cassettine, mettere il cibo nella ciotola. È difficoltoso per te piegarti. E cominciare di nuovo da capo con un altro gatto è impegnativo.“
- “Sì, sì… “
- “E poi, non senti quanto è bello ora poter tenere le finestre aperte, far girare liberamente l’aria. Non dover far i salti mortali con la spesa per chiudere subito la porta prima che la gatta scappi…“
- “Eo so… ma me manca…“
- “Ma dai, che si sta così bene ora… Senti che bell’aria che passa con le finestre aperte“
- “Ciò, xe inverno desso, e sta serae e basta!“
È davvero dura dopo tanti anni non aver più un compagno peloso al proprio fianco. Nel suo caso se non altro anche solo per riempire le giornate e avere qualcuno da accudire. Penso che un po’ se la sia messa via. Ed eccolo ritornare alla carica il giorno dopo, così dal nulla:
- “Se no ricordo mal, ghe ne xe uno anca verso Campalto, e a Mestre… (Se non ricordo male, ce n’è uno anche verso Campalto, e a Mestre…)”
Io riciclo la serie di motivi per cui non sarebbe il caso di prendere un altro gatto. So già che il Sior Pare è un uomo testardo. Ma intanto pian piano spero che si abitui. Certo, gli sarebbe molto d’aiuto e di compagnia da un lato. Dall’altro è un ulteriore impegno per entrambi.
Finiamo la cena e inizia la solita cerimonia per decidere che film guardare. Il Sior Pare se ne esce dal nulla con un:
- “Ciò, visto che semo in periodo de gatti, se vardemo i Aristogatti? (Eh, visto che siamo in periodo di gatti, ci guardiamo gli Aristogatti?)”
La serata finisce con un sorriso e un sospiro. C’è tempo per decidere il da farsi. Anche se sappiamo già che non demorderà nemmeno questa volta.
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