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Sior Pare e la passeggiata a Venezia

3 minuti di lettura

A volte una semplice visita di controllo in Ospedale può diventare un’ottima occasione per una gita inaspettata. Soprattutto se l’appuntamento in questione è al Civile a Venezia, giusto nei giorni successivi alla festa dei Morti. Mettiamoci poi il dono inaspettato del sole e del poco vento, ed ecco che la giornata è pronta e fatta.

Il Sior Pare era da qualche mese che mi chiedeva insistentemente di portarlo in cimitero a Venezia. Compito quasi improponibile essendo ormai la città sempre ricolma di turisti, senza contare il troppo caldo d’estate o la nebbia e l’acqua alta negli altri mesi.

L’occasione stavolta però è troppo ghiotta. Temperatura perfetta, è un tranquillo martedì mattina per cui probabilmente non ci sarà tutta la solita calca. In più per la festività hanno ricostruito dopo anni il ponte di barche che dalle Fondamente Nove porta direttamente all’Isola di San Michele.

  • Sior Pare, domani siamo in Ospedale a Venezia, vuoi che dopo andiamo in Cimitero?
  • Ciò, certo, che domande ti me fa? (Eh, certo che domande mi fai?)”
  • Bene, è anche previsto bel tempo e poi c’è anche il ponte di barche!
  • Come queo del Redentor o dea Madonna dea Saute? (Come quello per il Redentore o della Madonna della Salute?)”
  • Eh sì! L’avevano fatto anche nel 2019, ma prima era dagli anni ’50 che non lo facevano…
  • Ciò, mi no eo go mai fatto… sarà da ridar… (Eh, io non l’ho mai fatto… sarà da ridere…)”

La mattina seguente, il sole splende, il cielo è terso. Fa decisamente caldo per essere novembre. Saliamo sull’autobus, faccio sedere l’uomo e da lì l’avventura comincia. Una volta arrivati a Piazzale Roma e individuato l’imbarcadero giusto per il vaporetto, il più è fatto. Uno dei vantaggi di viaggiare con un’ipovedente è che lui ha sempre il posto disponibile. Il problema principale resta però sempre farlo salire e scendere, soprattutto se i turisti si piazzano davanti all’uscita e non vogliono spostarsi. Per fortuna l’aiuto dei marinai è sempre pronto.

Una volta scesi eccola lì la vista del ponte. Mai mi ero resa conto di quanto in realtà il Cimitero fosse così vicino, in fondo sono solo 400 metri. Con calma andiamo in Ospedale e finiamo prima del previsto.

  • Sior Pare, vuoi che andiamo prima in Cimitero o ci mangiamo qualcosa?
  • Che ora xe? Ciò, mi me magnarìa prima un par de tramezini co ‘na bea biretta… (Che ora è? Eh, io mi mangerei prima un paio di tramezzini con una bella birretta…)”
  • Andata per i tramezzini, per la birra no però, che già ci aspetta una bella scarpinata!

A stomaco pieno si cammina meglio, ed eccoci finalmente pronti ad attraversare il ponte di barche. La prima parte è molto alta per permettere alle imbarcazioni di passarci sotto. Giusto mentre siamo all’apice ecco sfrecciare un motoscafo. Io aggrappata al Sior Pare che cerco di tenerlo in piedi in qualche modo, lui che va ondeggiando. Forse è meglio che lui si attacchi al corrimano in legno.

Una volta fatta la discesa la situazione è molto più tranquilla. Il Sior Pare continua ad avanzare tenendosi con la mano, io che lo guido dall’altro lato e intanto faccio spostare le persone di mezzo. In tutto questo si prende una scheggia sulla mano. Ma ormai siamo arrivati.

  • Ma da che parte semo? No xe ea soita entrata, vero? (Ma da che parte siamo? Non è la solita entrata, vero?)”
  • Eh no papà, di solito scendevamo davanti alle informazioni, dalla parte opposta…

Per fortuna all’ingresso ci consegnano una mappa. Da lì è un attimo capire la direzione da prendere. Il problema è trovare i riferimenti per raggiungere tutte le tombe dei vari antenati sparsi. Il Cimitero Monumentale di Venezia non è come gli altri, oltre al fatto che è stato costruito su due isole poi unite interrando il canale in mezzo, è letteralmente enorme. Anche facendo il giro veloce passando solo dai parenti principali, non ci si impiega meno di un’ora e mezza ad attraversarlo.

Al suo interno poi ci sono le tombe di vari personaggi famosi come Ezra Pound, Igor’ Stravinskij, Emilio Vedova e molti altri. Se si volesse unire la loro visita al nostro percorso abituale ci si impiegherebbe mezza giornata. Noi proseguiamo con calma. Qualche foto, molti ricordi, tanti sorrisi.

Fino a che non ci troviamo davanti a due statue di leoni:

  • Sior Pare, fai il leone
  • Cossa??? Roaaarrrr!

Il ritorno lo facciamo in vaporetto, discesa alle Guglie e poi un giretto per Lista di Spagna fino a Piazzale Roma. È davvero un peccato non godersi quel sole e in fondo è ancora presto. La giornata finisce con soli sorrisi.

  • E allora Sior Pare, ti è piaciuto oggi?
  • Ah sì sì, gavemo caminà tanti chiometri, ma xe sta proprio beo! Dovemo tornarghe presto! Magari no fazemo el ponte parò! (Ah sì sì, abbiamo camminato tanti chilometri, ma è stato proprio bello! Dobbiamo tornarci presto! Magari non facciamo il ponte però!)”

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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