Il Sior Pare si sa, è un grande appassionato di sport. Più o meno tutti tranne il ciclismo, lo sci e quelli americani come il Baseball o il Football. In questo periodo però ha un nuovo grande amore: il tennis.
In realtà gli è sempre piaciuto, aveva anche comprato due racchette quando io ero piccola che poi non ha mai usato. Ma la voglia c’era e fin da piccola io e lui poi passavamo giornate intere a giocare a palettoni in spiaggia. Ancora mi ricordo i suoi stupendi colpi di taglio ad effetto. Lo seguiva anche in televisione fin dalle imprese di Pietrangeli e Panatta, poi però la passione era scesa non avendo italiani per cui tifare.
Aveva avuto un secondo ritorno di fiamma con la generazione delle Big Four del tennis italiano. Francesca Schiavone, Flavia Pennetta, Roberta Vinci e l’eterna Sara Errani. Ricordo ancora benissimo il giorno della finale dell’Us Open del 2015 tra Pennetta e Vinci. Era felice come un bambino. Per non parlare dell’impresa di Schiavone al Roland Garros!
Poi però, ancora una volta, il tennis italiano è caduto nell’oblio e lui si è dedicato a seguire altri sport. Anche perché il tennis è davvero uno sport difficile da seguire per un ipovedente. Già faccio fatica io a seguire la pallina, figuriamoci lui! Per cui per il Sior Pare questo sport era andato un po’ nel dimenticatoio.
Nel 2021 ho iniziato io a seguire le partite di Matteo Berrettini a Wimbledon, fino alla storica finale con Djokovic poche ore prima della vittoria dell’Europeo di calcio. Da lì è stata un’escalation. L’esplosione di Sinner, Paolini e Musetti e la nuova giovinezza di Sara Errani hanno fatto il resto.
Capita così di trovarlo sui canali dedicati al tennis anche ore dopo che l’incontro che gli interessava era finito. L’importante però è non perdersi mai nemmeno un minuto dei suoi preferiti. Voi pensate a domenica scorsa con le finali del Roland Garros. La priorità è stata data, ovviamente, alla messa del Papa per poi girare subito di canale e vedere Errani e Paolini. Un occhio alla televisione e uno al piatto, con il volume al massimo per riuscire a sentire tutto quello che accadeva in campo.
Gioia e lacrime per la vittoria, il tempo di un caffè e alle 15.30 tocca già a Sinner contro Alcaraz. Lo lascio raccomandandogli di ricordarsi l’orario di inizio. Passa la prima ora di gioco, la seconda, la terza… tra un set e l’altro scendo per iniziare a preparare la cena. Lui è esattamente nella stessa posizione in cui l’avevo lasciato. Fisso, davanti alla televisione, in piena concentrazione. Appena mi sente entrare inizia a commentare tutti gli avvenimenti e i colpi di scena.
- “Ma papà, ti sei mai mosso da lì oggi?“
- “No, parché? Quanto xe passà? (No, perché? Quanto tempo è passato?)”
- ” Eh… Quasi quattro ore!“
- ” Ah…“
Tra un urlo e un applauso ceniamo gustandoci questo incontro epico fino alla fine.
- “Ciò, pecà che ga vinto Alcatraz, Sinner se ea gà proprio magnada nel terso set. Però xe sta proprio un bell’incontro! Ti vedarà, ‘sti do i ne farà divertir par i prossimi quindeze ani! Quanto xe durà? (Eh, peccato che ha vinto Alcaraz, Sinner se l’è proprio mangiata nel terzo set. Però è stato proprio un bell’incontro! Vedrai, questi due ci faranno divertire per i prossimi quindici anni! Quanto è durato?)
- “Cinque ore e 29 minuti! Il Record per una finale Slam.“
- “Ghes… so mare del gaeo! (Epiteto veneziano molto colorito e diffuso traducibile con “acciderbolina”)
La serata prosegue guardando le interviste, i servizi su Sky sport per poi passare alla partita di Nations League della Nazionale femminile di pallavolo. Lui lo vedo però tutto pensieroso, con ancora in testa l’incontro di tennis appena terminato.
- “Ciò, ma cavime ‘na curiosità. Ma ‘desso anche i omani fa i orgasmi co i ga da colpir ea baetta? (Eh, ma levami una curiosità, adesso anche gli uomini fanno gli orgasmi quando devono colpire la pallina?)”
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