Lo era sul campo da almeno ottobre dello scorso anno. Ora è ufficiale dopo il ritiro per infortunio di sua Maestà Djokovic. Sinner sei il numero 1
PARIGI – Si dice che Parigi sia la città degli innamorati. Di certo per il Tennis sì, perché, senza nulla togliere agli altri Slam, il fascino del Roland Garros penso sia pari solo a Wimbledon. Già questo basterebbe per raccontare l’impresa odierna di Jannik Sinner che è arrivato per la prima volta in semifinale qui. E invece.
Invece raccontiamo un’altra storia
Raccontiamo di un ragazzo nato nella terra dello sci, tra le meravigliose Dolomiti. Un “pel di carota”, che ha scelto una strada diversa. Non la neve, non gli slalom, ma una pallina da tennis.
Ha mollato tutto a soli 14 anni per trasferirsi a Bordighera. E da lì ha rincorso un solo sogno. Essere il numero 1.
Ha vinto, man mano, vari tornei, fino a vincere il suo primo ATP 500 a Vienna nel 2020. A soli 19 anni. Da lì la scalata.
6 Master 250, 4 master 500, 2 Master 1000. La finale contro Djokovic persa alle Finals 8 dopo averlo battuto nei gironi. La storica Coppa Davis con l’Italia e infine il primo Slam vinto, l’Australian Open.
Ma non è solo questo. Sinner è un personaggio senza esserlo. Semplice, mai fuori dalle righe. Quello che porge l’ombrello alla ragazza che dovrebbe coprirlo sotto alla pioggia durante un torneo, quello che prima elogia il suo avversario e poi ringrazia tutti. Non è mai lui a essere bravo. Ma il suo staff e il suo avversario.
È l’esatto opposto del classico “machismo”, sempre timido e riservato, anche ora che ha ufficializzato la sua relazione con la tennista Anna kalinskaya.
Un gentiluomo di altri tempi, con il sorriso sempre pronto.
È quello che ci fa commuovere quando dopo aver vinto il match contro Dimitrov gli comunicano che è ufficialmente il numero 1. Sorride. Quasi non ci crede. È lì, commosso. E tutto il mondo con lui.
Dopo 428 settimane di Djokovic. Jannik Sinner, a 22 anni e 300 giorni, è ufficialmente il numero 1.
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